Figura storica ma dai contorni quasi mitici a causa della scarsità di fonti, in particolare della totale assenza di documenti ottomani coevi, gli storici hanno da sempre difficoltà a separare le informazioni veritiere da quelle leggendarie, tanto da aver descritto la sua vita come un "buco nero": un esempio di ciò è la proclamata discendenza di Osman dalla tribù Kayı dei turchi Oghuz; pp.10, 37, 122. «That they hailed from the Kayı branch of the Oğuz confederacy seems to be a creative "rediscovery" in the genealogical concoction of the fifteenth century. It is missing not only in Ahmedi but also, and more importantly, in the Yahşi Fakih-Aşıkpaşazade narrative, which gives its own version of an elaborate genealogical family tree going back to Noah. If there was a particularly significant claim to Kayı lineage, it is hard to imagine that Yahşi Fakih would not have heard of it».
È comunque accertato che Osman trasformò il suo piccolo beylik in Bitinia, non dissimile dai tanti che all'epoca si dividevano la regione anatolica se non per la posizione, particolarmente favorevole per attacchi al morente impero bizantino, nel nucleo di un potente impero che sarebbe cresciuto nel corso di sette secoli fino a estendersi su tre continenti, per poi frantumarsi ed essere abolito a seguito della prima guerra mondialeDonald Quataert, Ottoman Empire 1700–1999, 2005; p.4.
Nome È stato ipotizzato che il nome originale di Osman potesse essere un nome arabo, probabilmente Atman o Othman, e che solo in seguito avrebbe adottato la traslitterazione Osman, di origine turca, perché considerata più prestigiosa; p.124.
Le fonti bizantine, fra cui Giorgio Pachimere, storico contemporaneo di Osman, riportano il suo nome come Atman o Atouman (greco bizantino: in ), mentre quelle greche usano la variante Uthman alternata a Osman.
Le fonti arabe, fra cui Shihab al-Umari e Ibn Khaldun, usano la variante Othman, mentre Ibn Battuta, vissuto durante il seguente regno di Orhan I, lo chiama variamente Osmancik, Othmanjiq o Osmanjiq, usando un suffisso (-cik/-jiq) che vuol dire "il piccolo", per distinguerlo da Othman "il grande", terzo califfo Rashidun.
Contesto storico La tradizione, non comprovata da storici moderni, vuole che gli ottomani discendano dai Kayi, un sottogruppo degli Oghuz, che emigrarono dall'Asia centrale verso l'Anatolia entro l'inizio del XIII secolo, dove si distinsero come guerrieri al servizio dei selgiuchidi.
Il padre di Osman, Ertuğrul, fu infine ricompensato da un sultano selgiuchide con il titolo di Uç bey e il dominio sulla città di Söğüt, vicina alla frontiera sud-orientale dell'Impero bizantino. Tuttavia, Ertuğrul era un politico e un guerriero ambizioso e lanciò una serie di incursioni a scapito dei territori bizantini vicini, espandendo il suo dominio in un vero e proprio beylik indipendente, per poi morire, secondo la tradizione, nel 1281 a novant'anni, lasciandosi dietro tre figli avuti dalla moglie Halime, fra cui Osman.
Stando invece alla tradizione karamanide (uno dei beylik poi conquistati dagli ottomani), Ertuğrul e suo figlio Osman erano, sostanzialmente, banditi e predoni d'etnia yörük.
Origini e primi anni
Come già detto, le fonti riguardanti Osman sono limitate a poche informazioni provenienti da resoconti greci e bizantini e a copie di fonti ottomane risalenti ad almeno un secolo dopo, e di queste ben poche coprono in maniera realistica le origini di Osman e della sua famiglia.
Le poche certezze stabiliscono che Osman era figlio di Ertuğrul e Halime Hatun e nacque a Söğüt durante il dominio paterno; p.12. «Beyond the likelihood that the first Ottoman sultan was a historical figure, a Turcoman Muslim marcher-lord of the Byzantine frontier in north-west Anatolia whose father may have been called Ertuğrul, there is little other biographical information about Osman», ma la sua data di nascita è oggetto di dibattito: solitamente indicata come 1254/1255, è in almeno un'occasione indicata come 13 febbraio 1258, giorno della distruzione di Baghdad a opera dei mongoli.
Un altro punto di contesa è l'identità di suo nonno paterno, indicata sia come Süleyman Şah che come Gündüz Alp. La maggioranza degli storici crede che Gündüz Alp sia effettivamente l'identità corretta, mentre Süleyman Şah sarebbe in effetti Süleyman bin Qutulmish, sultano selgiuchide di Rum, la cui inclusione nella genealogia osmanita sarebbe frutto di un tentativo di collegare gli ottomani ai selgiuchidi in qualità di legittimi eredi, esattamente come la pretesa di discendenza dagli Oghuz, i quali fanno a loro volta risalire la loro ascendenza al biblico Noè. Il lignaggio completo di Osman è solitamente presentato come segue: Osman bin Ertuğrul bin Gündüz Alp bin Kaya Alp bin Gökalp bin Sarquk Alp bin Kayı Alp e ulteriori prove provengono da ritrovamenti di monete da lui coniate dove si indica come Osman bin Ertuğrul bin Gündüz Alp.
Secondo Kemalpaşazâde, storico ottomano del XVI secolo, Osman era il più giovane dei tre figli di Ertuğrul, e fu educato alla maniera tradizionale nelle arti della guerra, della spada, del tiro con l'arco, della lotta libera, dell'equitazione, della caccia e della falconeria, eccellendo in ogni campo e superando di gran lunga i suoi fratelli. Fu anche educato all'Islam e divenne uno stretto amico del leader sufi Edebali, un'amicizia che lo influenzò profondamente, soprattutto dopo averne sposato la figlia Rabia Bala.
Secondo una storia risalente alla giovinezza di Osman egli uccise suo zio Dündar, suo consigliere nei primissimi tempi del suo regno. Dündar sconsigliò Osman dall'attaccare Bilecik, all'epoca in mano cristiana, sostenendo che erano già attorniati da nemici, al che Osman, sentendosi sfidato, uccise suo zio con una freccia.
Un'altra versione afferma che Dündar si oppose all'ascesa del nipote in seguito alla morte di Ertuğrul e minacciò di ribellarsi contro di lui, al che Osman lo sconfisse in duello e lo giustiziò per tradimento, decapitandolo personalmente.
La storia compare in maniera incoerente nelle cronache ottomane, suggerendo un possibile insabbiamento, ma rappresenta anche una prova importante nel contesto del cambiamento della politica ottomana da relativamente pacifica ad apertamente belligerante; pp.105-108.
Espansione del Beylik e origini dell'Impero ottomano
Ascesa al potere
Sebbene fosse il minore dei suoi figli, alla morte di Ertuğrul nel 1281 Osman si affermò come nuovo signore di Söğüt e si dedicò a proseguire la politica paterna di lanciare rapide incursioni oltre la frontiera bizantina. Tuttavia, mentre è possibile stilare un elenco approssimativo delle campagne militari di Osman, la cronologia è incerta e il primo evento della sua vita databile con certezza è la battaglia di Bafeo (27 luglio 1302), in cui sconfisse un contingente bizantino di uomini inviato a contrastarlo; p.129.
È stato ipotizzato che l'ascesa di Osman non fu pacifica, ma che dovette affrontare in armi i suoi zii e fratelli, che alla fine si sottomisero a lui o vennero giustiziati.
Il Vilayetname, racconto delle gesta di Haji Bektash Veli, dà una versione romanzata dell'ascesa di Osman: racconta che alla morte di Ertuğrul fu suo fratello minore, Gündüz, a succedergli, mentre Osman si distinse semplicemente come uno dei suoi combattenti. Dopo aver subito per mano di Osman il saccheggio di Yarhisar, Bilecik, İnegöl e İznik, il governatore bizantino di Bursa protestò presso il sultano selgiuchide Alaeddin Kayqubad III, che ordinò a Gündüz di portargli il giovane Osman perché si sottoponesse a giudizio. Osman fu così arrestato e condotto a Konya, dove fece al sultano un'impressione tanto positiva che si rifiutò di punirlo, delegando invece la questione a Haji Veli, che lo accolse dicendo: "Ti aspettavo da anni" e, cingendogli la testa con il turbante degli sceicchi sufi, ne ordinò la liberazione, suggerendo inoltre al sultano di supportare Osman come nuovo signore di Söğüt, invito che il sultano accolse, nominando Osman nuovo leader della sua tribù.
La politica di Osman prevedeva l'ampliamento dei propri territori a spese dei bizantini, ma al contempo di evitare il conflitto con i vicini beylik anatolici, molto più potenti del neonato beylik ottomano. Nella sua prima fase di conquista, Osman estese il suo territorio fino alle zone desolate della Frigia settentrionale (Eskişehir) e alle pianure più fertili della Bitinia, sia tramite conquiste in battaglia che tramite contratti diplomatici e altri mezzi di acquisizione pacifici. È stato ipotizzato che alcuni di essi furono siglati tramite matrimonio, ma non si conosce nessuna consorte di Osman di origine bizantina, tuttavia, è noto che lo erano invece diverse consorti di suo figlio Orhan.
Vantaggio geografico
La posizione geografica del Beylik ottomano ebbe un notevole impatto sul successo delle prime campagne di espansione di Osman.
Söğüt, la capitale, sorgeva su una collina facilmente difendibile che dominava la principale strada fra Costantinopoli e Konya. Sfruttando la frammentazione e le continue guerre sia europee che anatoliche, Osman diresse tutti i suoi sforzi nell'ampliamento del suo territorio controllando le strade e i passi circostanti, mantenendo al contempo una posizione di base fortificata e difficile da assediare.
In politica interna, si dedicò alla riformulazione del sistema politico e amministrativo, trasformando una federazione tribale seminomade in un popolo stanziale e fortemente militarizzato, ottenuta accentuando il pericolo proveniente dalla vicinanza con gli imperi cristiani, con cui condividevano la frontiera nord-occidentale.
Il Beylik era anche geograficamente sicuro dalle orde mongole, ma abbastanza vicino alla Via della Seta da poterla sfruttare per trarne vantaggi militari ed economici, oltre che a favorite l'immigrazione di un gran numero di guerrieri islamici in fuga dai mongoli o desiderosi di prendere parte alle conquiste bizantine di Osman per ragioni economiche o religiose.
Il sogno di Osman
Osman aveva uno stretto legame con il mistico sufi Edebali, di cui sposò la figlia.
Cronache successive elaborarono una sorta di "romanzo" che spiegasse le ragione di tale legame in un sogno profetico avuto da Osman mentre soggiornava nella casa di Edebali, dando vita a un poema noto come "Sogno di Osman".
Dalla versione del XV secolo di Aşıkpaşazade:, citando
Il sogno divenne una parte importante del mito fondativo ottomano, legittimandone il potere come proveniente dallo stesso Allah e al contempo dando agli storici dei secoli seguenti una spiegazione fiorita del prolungato successo bellico ottomano.
La leggenda fungeva anche da "patto bilaterale" fra la dinastia ottomana e il suo popolo: come Allah aveva garantito a Osman e a i suoi discendenti il diritto di regnare, questi dovevano garantire al loro popolo la prosperità; p.132-133.
Relazioni politiche fra Osman e i Beylik anatolici
Il matrimonio fra Osman e Rabia Bala, figlia di Edebali, descritto come "la prima grande impresa politica di Osman", procurò a Osman un supporto tale da creare tensione con il vicino beylik di Germiyan, perché Edebali era considerato un successore di Bābā Ishāq, che avevano tradizionalmente supportato Germiyan. In più, secondo la non provata tradizione Bektashi, Edebali era anche il leader degli sceicchi Ahyan Rum, che dopo il matrimonio confluirono tutti fra le fila degli alleati di Osman, fornendo un supporto duraturo sia a lui che a suo figlio Orhan a scapito degli altri beylik.