Figlio di Gaetano Filangieri, partecipò alle guerre napoleoniche nell'esercito francese: prese parte alla battaglia di Austerlitz e alla Campagna di Spagna. Trasferito nel Regno di Napoli per aver ucciso in duello un generale italo-francese, fu aiutante di campo di re Gioacchino Murat che lo nominò generale nel 1813.
Dopo la restaurazione borbonica nel Regno delle Due Sicilie, fu reintegrato ed ebbe vari incarichi comandando con successo la Campagna per la riconquista della Sicilia (1848-1849). Rimase nell'isola come luogotenente fino al 1855.
Nel periodo immediatamente precedente all'Impresa dei Mille fu Presidente del Consiglio del Regno delle Due Sicilie e ministro della Guerra (8 giugno 1859-16 marzo 1860). Durante tale carica si batté invano per un'alleanza del Regno delle Due Sicilie con il Piemonte e la Francia.
Dopo l'unità collaborò con il governo del Regno d'Italia.
Biografia Gioventù (fino al 1808) Carlo Filangieri, discendente di un'antica famiglia nobiliare napoletana, era figlio di Gaetano Filangieri, giurista e filosofo napoletano, e di Carolina Frendel, ungherese, che fu educatrice della principessa Luisa Maria di Borbone, secondogenita di re Ferdinando IV. Dopo il loro matrimonio, celebrato nel 1783, Gaetano Filangieri dovette allontanarsi da Napoli per motivi di salute e trascorrere un periodo di tempo a Cava de' Tirreni dimorando nella Villa Eva,Il diritto dell'uomo alla ricerca della felicità. Convegno di studi in memoria di Gaetano Filangieri. Cava de' Tirreni 15, 16 e 17 maggio 2008. dove - il 10 maggio 1784 - nacque il primogenito Carlo.Carlo Filangieri deve il suo nome alla consorte di re Ferdinando IV, Maria Carolina, che volle esserle madrina di battesimo. Cfr. Calà Ulloa, Di Carlo Filangieri, p. 21, Napoli, 1876.
Carlo Filangieri, rimasto orfano del padre nel 1788, mostrò fin dalla prima giovinezza una propensione per la vita militare per cui, come di consueto nella nobiltà napoletana, ottenne ancora minorenne il brevetto di ufficiale di cavalleria (nel Reggimento "Principe Leopoldo"). Studiò il latino, la filosofia, le scienze esatte e la matematica, che prediligeva. Imparò il francese per elezione.
A 15 anni fu invitato dallo zio Antonio Filangieri (fratello del padre) ad intraprendere la carriera militare in Spagna, sennonché re Carlo IV a seguito della Rivoluzione partenopea del 1799 aveva vietato l'ingresso in Spagna ai napoletani. Carlo Filangieri si trovò, così, a Livorno senza alcuna possibilità di continuare il suo viaggio e decise di recarsi a Milano, capitale della Repubblica Cisalpina, dove già si era sparsa l'eco delle vittorie dell'esercito napoleonico.
L'ingresso nell'esercito francese A Milano, il giovane Carlo fece la conoscenza del comandante dell'armata francese in Italia, il generale Guillaume Marie-Anne Brune che era ammiratore delle opere di Gaetano Filangieri. Il generale decise che il figlio del famoso giurista avrebbe dovuto continuare gli studi e permise a Carlo di partire per la Francia. Arrivato a Parigi, dopo un breve colloquio con Napoleone Bonaparte che volle conoscere «l'orfano dell'illustre autore della Scienza della Legislazione», Carlo Filangieri entrava al Prytanée, l'istituto superiore che nel 1808 sarebbe diventato il Prytanée national militaire.
Conseguito il diploma con brillantissimi risultati, l'8 gennaio 1803 ottenne il suo primo grado nell'esercito francese: sottotenente del 33º Reggimento di fanteria. Con questo reparto, partito per le Fiandre a seguito della rottura del Trattato di Amiens (1802), Filangieri ottenne il battesimo del fuoco il 3 giugno 1804.Allorquando la cannoniera dove era imbarcato con i suoi uomini riuscì a forzare il blocco di una squadra navale inglese e raggiungere il porto di Ostenda. In quest'occasione Filangieri si procurò a una gamba la sua prima ferita.
Nel contesto delle guerre napoleoniche della terza coalizione, nel novembre del 1805, Carlo si trovò sotto il comando del maresciallo francese Davout impegnato in Austria nell'inseguimento dell'armata del generale russo Kutuzov.In questo frangente, presso la cittadina di Mariazell, il corpo di Davout si scontrò con un corpo dell'esercito austriaco anch'esso in ritirata. La natura del terreno costrinse i combattenti a frequenti corpo a corpo che al termine decisero la vittoria dei francesi. Carlo Filangieri si distinse conquistando una bandiera nemica e riportando ferite per due colpi di baionetta. Cfr. Filangieri Fieschi Ravaschieri, Il generale Carlo Filangieri, Milano, 1902, pp. 23-24.Dopo la conquista francese di Vienna (12 novembre 1805) però, gli austro-russi concentrarono un'imponente armata per contrattaccare i francesi nei pressi della cittadina di Austerlitz (oggi Slavkov u Brna). Il 2 dicembre 1805 Carlo Filangieri, inquadrato nella divisione del generale Louis Friant, partecipò alle prime fasi della battaglia, durante la quale fu ferito nella conquista di posizioni nemiche.Alle 8 del mattino le forze alleate si spinsero verso il villaggio di Telnitz. Filangieri ebbe ordine di liberare alcune case poste all'ingresso del centro abitato e si lanciò all'attacco con i suoi granatieri che, nonostante le perdite, conquistarono le posizioni nemiche facendo una trentina di prigionieri. Nell'azione Filangieri fu ferito alla testa da un colpo d'arma da fuoco. Nonostante ciò ancora prima delle 8,45 si trovava di nuovo sotto il fuoco impegnato nel contrattacco francese verso il villaggio di Sokolnitz. In quell'occasione si lanciò con pochi uomini all'attacco di quattro cannoni nemici conquistandoli. Cfr. Filangieri Fieschi Ravaschieri, Il generale Carlo Filangieri, Milano, 1902, pp. 29, 31. Dopo Austerlitz, una delle più brillanti vittorie di Napoleone, Filangieri fu promosso tenente assieme ad altri quattro ufficiali del 33º Reggimento di linea.
Contro i Borbone di Napoli
Con la sconfitta austriaca l'attenzione di Napoleone si rivolse all'Italia dove il Regno di Napoli di Ferdinando IV si era schierato al fianco della Gran Bretagna.
Napoleone decise che tutti i napoletani dell'esercito francese sarebbero dovuti partire per l'invasione del Regno borbonico, che iniziò il 9 febbraio 1806 ad opera dell'armata del maresciallo francese Andrea Massena. Giunto a Napoli (conquistata il 14 febbraio) nel maggio del 1806, Filangieri fu chiamato con il grado di capitano a far parte dello Stato maggiore del generale Mathieu Dumas. Immediatamente spedito al fronte, fu chiamato a partecipare all'assedio di Gaeta che terminò il 18 luglio del 1806. Anche in questa circostanza Filangieri si distinse per le sue doti militari conseguendo la Legion d'onore.Affidatogli il campo del fiume Garigliano, il 7 luglio, con pochi uomini e due cannoni, respinse l'attacco di 24 imbarcazioni nemiche che avevano avuto il compito di distruggere un ponte che riforniva le forze assedianti. Cfr. Filangieri Fieschi Ravaschieri, Il generale Carlo Filangieri, Milano, 1902, p. 44.
Fuggito dall'assedio di Gaeta in cui era stato strenuo difensore, il generale austriaco Philippsthal organizzò nel 1807 dalla Sicilia borbonica un tentativo di invasione della Calabria. I francesi accorsero a contrastarlo e Filangieri partecipò alle vittoriose operazioni contro il nemico (battaglia di Mileto) e alla conquista di Reggio. Nel 1808, sulla base dei rapporti dei suoi superiori, Filangieri fu insignito della Croce di cavaliere dell'Ordine reale delle Due Sicilie e promosso caposquadrone dello Stato Maggiore dell'Esercito.
In Spagna
Nel luglio del 1808, in occasione di un incarico di scorta alla regina consorte del re di Napoli Giuseppe Bonaparte, Giulia Clary, Filangieri ebbe l'ordine, a Lione, di trasferirsi a Madrid.
Nella Penisola iberica divampava la Guerra d'indipendenza spagnola, che vedeva spagnoli, britannici e portoghesi combattere l'Impero napoleonico. In questo contesto Filangieri ricevette diversi incarichi di esplorazione e collegamento fra i generali, fra i generali e Napoleone e fra i generali e Re Giuseppe che intanto era passato dal trono di Napoli a quello di Spagna e di cui Filangieri non ammirava le doti militari.
Per vincere la guerra, nell'autunno 1808 Napoleone prese il comando diretto dell'esercito francese in Spagna. Filangieri fu assegnato allo Stato maggiore del maresciallo Nicolas Jean-de-Dieu Soult e partecipò attivamente alla conquista di Burgos (10 novembre 1808).
Pochi giorni dopo la battaglia per la conquista di questa città spagnola, un avvenimento segnò la vita di Carlo Filangieri interrompendone la carriera militare in Spagna.
Il 15 novembre 1808 sfidò infatti a duello il generale milanese François Franceschi-Losio (1770-1808) colpevole di un'insinuazione di scarso coraggio ai danni di un ufficiale assente quale napoletano. Il duello alla pistola avvenne il giorno dopo alle 10 a Burgos. Franceschi sparò per primo ma il colpo forò la falda destra dell'uniforme di Filangieri che rimase illeso. Filangieri sparò a sua volta e colpì al ventre il rivale che dopo poche ore morì. Per questa azione, tanto più grave quanto per il fatto che un capitano aveva sfidato a duello e ucciso un generale, Filangieri fu trasferito ad altro incarico a Napoli, dove da qualche mese reggeva il trono Gioacchino Murat.
Con Gioacchino Murat (1808-1815)
Dopo brevi incarichi in Abruzzo e in Calabria e la notifica della Croce di commendatore delle Due Sicilie, Filangieri, partecipò al fallito tentativo di conquista della Sicilia borbonica da parte dell'esercito di Murat. Successivamente, promosso colonnello, nel marzo del 1811, gli fu affidato il comando del 6º Reggimento di linea "Napoli". Con questo corpo si apprestò a partecipare alla Campagna di Russia del 1812 ma, a causa di un temuto sbarco di truppe anglo-borboniche a Napoli, gli fu comandato di rinunciarvi.
Il 5 luglio 1813 venne promosso Maresciallo di campoMaresciallo di campo: grado corrispondente a generale di brigata. e nel 1814 fu nominato aiutante di campo di Murat, impegnato a far sopravvivere il suo regno dopo la prima caduta di Napoleone. A tale scopo il re inviò a far parte della missione diplomatica di Napoli al Congresso di Vienna Filangieri il quale, tornato in patria, disilluse Murat riguardo alla possibilità di mantenere lo status quo.
Alla battaglia del Panaro
Dopo la partenza di Napoleone dall'Isola d'Elba e qualche tentennamento, Murat decise di attaccare l'Austria il 15 marzo 1815 dando così inizio alla Guerra austro-napoletana. Avanzate nello Stato Pontificio, le truppe napoletane batterono gli austriaci a Cesena, ma si dovettero fermare al fiume Panaro dietro il quale si era attestato il generale asburgico Vinzenz Ferrerius von Bianchi con uomini.