Per rotocalco si intende oggi una rivista illustrata a larga diffusione che tratta principalmente argomenti di attualità.
Storia
La stampa a rotocalco, ovvero la rotocalcografia, venne adottata dagli editori italiani negli anni venti del XX secolo. La nuova tecnica, che abbandonava le rotative dalle lastre di piombo per passare ai cilindri di rame, consentì di poter riprodurre le mezzetinte con grande fedeltà. Il risultato era che le immagini fotografiche erano molto più vivide.
Nel 1923 Arnoldo Mondadori acquistò il settimanale «Il Secolo Illustrato», fondato nel 1913La testata assunse il nome definitivo nel 1917. Dal 1913 al 1917 si chiamò «Lo Sport Illustrato».. Due anni dopo iniziò a stamparlo in rotocalco: fu, di fatto, il primo rotocalco nazionaleBarbara Cinelli et alii, Arte moltiplicata. L'immagine del '900 italiano nello specchio dei rotocalchi, Bruno Mondadori, 2014, p. 330. In quegli anni «Il Secolo Illustrato» fu diretto dapprima da Enrico Cavacchioli, cui successe nel 1926 Casimiro Wronowski.. L'inizio del grande successo dei rotocalchi italiani appartiene alle pubblicazioni cinematografiche. Nel 1929 nacque la rivista «Cine-Romanzo», pubblicata dall'Editrice Popolare Milanese (ceduta poi alla Rizzoli). Seguirono: «Films» (1930), «Cinema Illustrazione presenta» (1930) e «Stelle» (1933)Raffaele De Berti, Dallo schermo alla carta: romanzi, fotoromanzi, rotocalchi cinematografici. Il film e i suoi paratesti, Vita e Pensiero, 2000, pp. 33-34.. La presenza di fotografie divenne rilevante nei giornali di alta fascia, mentre i periodici popolari continuarono a pubblicare prevalentemente disegniUliano Lucas e Tatiana Agliani, La realtà e lo sguardo. Storia del fotogiornalismo in Italia, Giulio Einaudi editore, Torino 2015, pp. 34-35..
Nella seconda metà degli anni trenta apparvero i rotocalchi di attualità. Uno dei primi fu «Omnibus», fondato da Leo Longanesi nel 1937 e pubblicato da Rizzoli. Fu il primo periodico a dare grande risalto al corredo fotografico, attribuendo alle immagini la stessa importanza del testo. I titoli degli articoli apparivano in grande evidenza. La rivista ebbe vita breve in quanto il regime fascista ne ordinò la chiusura nel febbraio del 1939. Dopo la chiusura imposta dal regime, Rizzoli ideò una nuova rivista: «Oggi». Nello stesso anno nacque «Tempo», pubblicato dalla concorrente Mondadori.
Nel secondo dopoguerra apparvero i seguenti settimanali a rotocalco: «L'Europeo» di Arrigo Benedetti (1945), edito da Mazzocchi; «Il Mondo» di Mario Pannunzio (1949), edito da Mazzocchi; «Epoca» (1950), edito da Mondadori.
«Epoca» impresse una svolta: fu il primo settimanale che pubblicò servizi giornalistici fatti interamente di fotografie, corredate da un breve testo. In poco tempo l'editoria a larga diffusione se ne impossessò; tutte le riviste popolari (romanzi, fotoromanzi, cinema) vennero stampate a rotocalco.
Dal 1947 al 1952 i settimanali d'attualità a rotocalco raddoppiarono la loro diffusione: la tiratura complessiva dei rotocalchi arrivò a copie settimanali, seconda solo a quella dei quotidianiSilvia Pizzetti, I rotocalchi e la storia, Bulzoni, Roma 1982, p. 22.. Una differenza importante tra rotocalchi e quotidiani era che, mentre questi ultimi rispondevano soprattutto a logiche di appartenenza politica, assumendo come riferimento un determinato schieramento politico, i rotocalchi rispondevano precipuamente a logiche di mercatoNello Ajello, "Il settimanale di attualità", in Storia della stampa italiana, vol. VI, La stampa italiana del neocapitalismo, a cura di V. Castronovo, N. Tranfaglia, Laterza, Roma-Bari 1976, pp. 173-249.. Negli anni cinquanta gli italiani divennero i primi lettori di rotocalchi in Europa. Nacque un genere: il termine "rotocalco" divenne sinonimo di rivista popolare a larga diffusione i cui contenuti spaziavano dall'attualità al costume alla cronaca.
Alla fine del 1956 passò alla stampa a rotocalco anche la popolarissima «Domenica del Corriere»Silvia Pizzetti, op.cit., p. 32.. Nel 1957 nacque «Gente» di Edilio Rusconi, stampato in rotocalco sin dal primo numero.
Nel 1967 «Panorama» fu il primo rotocalco italiano ad adottare il formato tabloid. Negli anni settanta venne imitato dagli altri settimanali d'attualitàSilvia Pizzetti, op.cit., p. 175..
Il genere rotocalco è rimasto inalterato fino ad oggi ed è stato assimilato da un altro mass medium, la televisione, con il rotocalco televisivo. In Italia la trasmissione che fornito una prima caratterizzazione al genere fu RT Rotocalco Televisivo condotto da Enzo Biagi, apparso sul Primo canale nel 1962. Diffusione dei principali rotocalchi italiani nel 1971 Attualità Popolari Femminili Famiglia Fotoromanzi Novelle Epoca Stop AmicaFamiglia Cristiana Grand Hotel Intimità Tempo Novella 2000 AnnabellaFondata nel 1933 come «Lei», diventò «Annabella» nel 1938. Nel 1983 il nome fu accorciato in «Anna»; dal 2007 «A». La testata ha cessato di esistere nel 2013. Sorrisi e Canzoni TV Bolero TeletuttoNato nel 1947 come «Bolero Film», assunse tale denominazione nel 1966. Negli anni ottanta cambiò testata in «Tele Bolero». Fu chiuso nel 2010.Confidenze L'Europeo ABC Gioia Oggi Sogno L'Espresso Eva Express Grazia Domenica del Corriere Panorama Cronaca Vera Alba Gente Il Mondo Bella Il Borghese Fonte: AA.VV., La bella addormentata: morfologia e struttura del settimanale italiano, Università di Parma, 1972.
Note
Bibliografia Silvia Pizzetti, I rotocalchi e la storia, Bulzoni, Roma 1982. AA.VV., Arte moltiplicata. L'immagine del '900 italiano nello specchio dei rotocalchi, Milano, Bruno Mondadori, 2014 (versione digitalizzata) Giovanna Calvenzi, Italia: ritratto di un paese in sessant'anni di fotografia, Contrasto 2003
Voci correlate Rotocalcografia Rotocalco televisivo
Altri progetti
Collegamenti esterni Università di Catania, Il rotocalco dagli anni cinquanta ad oggi (tesi di dottorato) Università di Milano, Il nuovo periodico. Rotocalchi tra fotogiornalismo, cronaca e costume Raffaele De Berti,
Categoria:Giornalismo