Il padrino - Parte III (The Godfather Part III) è un film del 1990 co-scritto, diretto e prodotto da Francis Ford Coppola e interpretato da Al Pacino, Andy García, Talia Shire, Diane Keaton e Sofia Coppola.
Si tratta delle terza e ultima parte della trilogia de Il padrino, iniziata con Il padrino (1972) e Il Padrino - Parte II (1974).
Trama 1979. Michael Corleone, da anni tornato a New York, è ormai miliardario e gode della fama di persona rispettabile. Indebolito dal diabete, la sua attenzione è rivolta ad attività di investimento lecito, utili per confermare la propria onorabilità sociale ed estraniare definitivamente la propria famiglia dal mondo della mafia: ad aiutarlo è sua figlia Mary, presidente onoraria della Fondazione Andolini Corleone, impegnata in opere di rinascita culturale e sociale in Sicilia. Michael cerca invano di convincere anche il figlio Anthony a lavorare con lui, ma quest'ultimo (rimasto negativamente influenzato dal passato criminale del padre) sceglie di intraprendere una carriera di cantante lirico, con l'appoggio della madre Kay. Nel frattempo Vincent Mancini, figlio illegittimo di Sonny Corleone, irascibile e violento come il padre, entra al servizio dello zio Michael, spalleggiato da Connie, sorella di Michael, anche lei addentro gli affari di famiglia.
Dopo avere ricevuto dall'arcivescovo Gilday una bolla papale con un titolo onorifico, conferitogli dal papa Paolo VI in virtù delle sue opere benefiche, Michael invia una donazione di duecento milioni di dollari alla Chiesa, e ne investe altri seicento nella Banca Vaticana per entrare nella Internazionale Immobiliare e assumerne il controllo: la società è controllata dal Vaticano insieme ad altri, e costituisce un affare assai lucroso che gli assicurerebbe un enorme patrimonio e influenza oltreoceano. Tale investimento serve all'arcivescovo Gilday per evitare il rischio di una bancarotta fraudolenta, causata dalle manovre degli avidi partner d'affari cattolici, guidati dal corrotto banchiere svizzero Frederick Keinszig, e più indirettamente dal potente politico italiano Licio Lucchesi, uomo ombra dietro la maggior parte dei clan mafiosi in Italia.
Michael scopre ben presto di essere stato truffato: Lucchesi, Gilday e Kienszing pongono infatti ostacoli alla sua presa di controllo dell'Internazionale Immobiliare in modo da estrometterlo ed impadronirsi del suo patrimonio. A complicare le cose, gli altri boss italoamericani della Cupola vogliono entrare nell'affare, costringendolo a partecipare a una riunione ad Atlantic City per annunciare il proprio ritiro dal giro, anticipando loro le quote dei casinò: l'incontro si rivela essere teatro di un attentato con elicottero, in cui vengono uccisi quasi tutti i boss della commissione e solo il capo della famiglia Tattaglia, Don Osvaldo "Ozzie" Altobello, amico di vecchia data di Vito Corleone (nonché padrino di battesimo di Connie) e Michael, salvato da Vincent e dal fido braccio destro Al Neri, ne escono indenni. L'attentato è stato apparentemente orchestrato da Joey Zasa, ambizioso boss minore, ex sottoposto di Michael, che con questa manovra riesce a sbaragliare ogni concorrenza, imponendosi come nuovo capo assoluto della Cupola mafiosa.
Mentre Michael ha una grave crisi diabetica, Vincent, con l'approvazione di Connie e di Neri, uccide Zasa, facendo precipitare la situazione della malavita newyorkese nel caos. Nel frattempo Don Altobello cerca di convincere Michael ad accettare le condizioni di Gilday per partecipare all'affare, ma questi rifiuta, avendo capito che Altobello è la vera mente dietro a Zasa, oltre ad essere complice di Lucchesi. Giunto a Palermo per assistere al debutto nell'opera di Anthony, Michael fa infiltrare Vincent, ormai divenuto suo discepolo, tra le fila dei suoi avversari, fingendo di volerlo tradire per poter vivere liberamente la sua relazione con la cugina Mary: entrambi trovano conferma dei loro sospetti sui tentativi di Lucchesi e Altobello di estromettere Michael dall'Internazionale Immobiliare. Il papa è l'unico che può esprimere il voto decisivo per concludere la trattativa di Internazionale Immobiliare, ma è incapacitato da gravi problemi di salute; non potendo agire altrimenti, Michael si reca su consiglio del padrino di Corleone e vecchio amico del padre don Tommasino a raccontare la verità sulla truffa mossa contro di lui a un importante cardinale, Lamberto, noto per la sua saggezza e onestà. L'ecclesiastico crede alle parole del boss e lo convince, inoltre, a fare la sua prima confessione da più di trent'anni: inizialmente restio, Michael alla fine accetta e, scoppiando in lacrime, confessa i propri peccati, esternando tutto il rimorso per le proprie azioni e in particolare per l'omicidio di Fredo. Alla morte di Paolo VI viene eletto con il nome di Giovanni Paolo I proprio Lamberto, deciso di avviare un'indagine sulla truffa segnalatagli, e di ratificare il contratto con la famiglia Corleone: ciò ovviamente è un'ottima notizia per la Famiglia, ma Michael capisce che presto il nuovo pontefice potrebbe essere assassinato.
Anche la vita di Michael è in pericolo: Altobello infatti si reca nel paese di Montelepre e assolda per ucciderlo il sicario siciliano Mosca, noto per la sua infallibilità. Nonostante il soggiorno in Sicilia offra a Michael e Kay l'occasione per riconciliarsi e fare ammenda del passato, quando don Tommasino viene assassinato da Mosca, quest'ultimo comprende che tutto il suo operato per estraniare la famiglia dal crimine è stato vano. Michael realizza così di non poter proseguire oltre, e cede il comando al nipote, che per l'occasione assume il nome di Don Vincenzo Corleone, e si ritira a vita privata, giurando a Dio di non voler mai più avere che fare con il crimine; l'unica condizione imposta a Vincent per l'investitura è la rinuncia dell'amore per Mary, in modo da non coinvolgerla nella sua vita criminale.
La sera del debutto di Anthony al Teatro Massimo di Palermo, Vincent regola i conti con i nemici della famiglia: Frederick Keinszig viene soffocato e impiccato a un ponte, l'arcivescovo Gilday è crivellato da Al Neri infiltratosi in Vaticano, Connie avvelena don Altobello con alcuni cannoli mentre Calò, braccio destro di Tommasino desideroso di vendetta, uccide Lucchesi conficcandogli nel collo i suoi stessi occhiali, prima di venire ammazzato dalle sue guardie. Sfortunatamente tutto ciò non avviene abbastanza tempestivamente per impedire che l'assassinio ai danni del papa, tramite avvelenamento del suo tè, venga attuato. Tutto sembra risolto, ma all'uscita da Teatro Mosca spara contro Michael, riuscendo però solo a ferirlo prima di venire abbattuto da Vincent. Colpita dal sicario è invece Mary, che muore tra le braccia dei disperati genitori.
Bagheria, 1997. abbandonato da tutti, Michael è tornato a vivere in Sicilia. Nella quiete della stessa villa dove cinquant'anni prima era morta la moglie Apollonia, Michael spira da solo con i suoi rimpianti.
Personaggi
Produzione Sviluppo Dopo il successo critico e commerciale de Il padrino (1972) e Il padrino - Parte II (1974), la Paramount Pictures intraprese un lungo e travagliato percorso per produrre un terzo capitolo della saga dei Corleone. Nonostante l'enorme popolarità dei primi due film, che avevano incassato oltre 700 milioni di dollari e guadagnato un posto di rilievo nella cultura popolare americana, lo sviluppo di "Il padrino - Parte III" si rivelò un'impresa ardua e frustrante. Uno dei principali ostacoli fu la difficoltà nel trovare una sceneggiatura soddisfacente. Nel corso di undici anni, furono presi in considerazione numerosi soggetti e trattamenti, scritti da alcuni dei nomi più noti di Hollywood.
Charles Bluhdorn, presidente di Gulf & Western Industries (la società madre di Paramount), era un grande ammiratore dei film de "Il padrino", tanto da immergersi personalmente nel processo creativo. Come primo tentativo significativo, nel 1977, Bludhorn coinvolse Richard Brooks, regista di "A sangue freddo". Bludhorn convocò Brooks nel suo complesso nella Repubblica Dominicana e gli presentò un trattamento di 53 pagine per un nuovo film. Brooks, dopo aver letto il trattamento, si rese conto di "non volerlo fare". Sentiva che "stava premendo per continuare una storia che era già finita".
Nello stesso anno, Michael Eisner, allora dirigente della Paramount, propose una storia in cui la mafia e la CIA collaboravano per assassinare un dittatore costaricano. La sceneggiatura non andò oltre lo stadio di bozza. Eisner stesso ammise in seguito: "Se ho scritto un trattamento, sono sicuro che fosse terribile. Lo faccio sempre". Nello stesso anno, lo sceneggiatore Alexander Jacobs immaginò una storia in cui Michael Corleone moriva di cancro e suo figlio Anthony ereditava l'impero criminale. Anthony tentava di legittimare l'attività di famiglia, ma suo cugino Tommaso lo ostacolava, portando a una guerra tra famiglie mafiose. La sceneggiatura di Jacobs non ottenne l'approvazione per la produzione e lo sceneggiatore morì nel 1979.
L'anno successivo, nel 1978, Bludhorn collaborò con Mario Puzo, l'autore del romanzo originale, per sviluppare un trattamento basato su un'idea dello stesso Bludhorn. Puzo, inizialmente riluttante, accettò l'offerta finanziaria della Paramount. Secondo il suo avvocato, Bert Fields, Puzo fu pagato "250.000 dollari in anticipo per fare un trattamento di 53 pagine e gli fu garantito il 6% del lordo del film fino a 10 milioni di dollari e il 7,5% dopo 10 milioni di dollari". L'ultimo tentativo fu una sceneggiatura scritta, nel 1985, da Nick Marino, un proprietario di cinema newyorkese con presunte conoscenze nel mondo della criminalità organizzata, e Thomas Lee Wright, un ex dirigente della Paramount. Nonostante l'entusiasmo iniziale degli autori, la sceneggiatura fu respinta dai dirigenti dello studio, che decisero di seguire una direzione completamente diversa.
Oltre alle difficoltà con la sceneggiatura, Paramount considerò diversi attori di spicco per i ruoli principali ne Il padrino - Parte 3, tanto che "chiunque avesse un cognome italiano era in lista per la parte". Tra i nomi considerati figuravano Sylvester Stallone (come padrino) e John Travolta (come Anthony Corleone), mentre Eddie Murphy espresse interesse per un ruolo.
Sceneggiatura
Dopo il successo dei primi due film, Francis Ford Coppola inizialmente considerava conclusa la storia della famiglia Corleone e decise che non avrebbe mai realizzato un terzo film. Anche molti colleghi di Coppola, tra cui Al Pacino, credevano che il regista avesse "chiuso con la saga". Pacino stesso, interprete di Michael Corleone, si sentiva "un po' stanco di fare quel genere di cose. Era logorante". La situazione cambiò drasticamente dopo il flop commerciale di Un sogno lungo un giorno (1982), che lasciò Coppola in difficoltà finanziarie. Questo lo portò a riconsiderare la proposta della Paramount e a riprendere in mano il progetto di Il padrino - Parte III. La necessità di risolvere i suoi debiti fu un fattore determinante nel suo ritorno alla saga. Un ulteriore incentivo per Coppola fu la possibilità di collaborare nuovamente con Mario Puzo alla sceneggiatura.
Inizialmente, la trama doveva ruotare attorno a Tom Hagen e Michael Corleone, con il primo che avrebbe dovuto essere un informatore. Quando Robert Duvall ricevette la sceneggiatura, si rese conto che il suo personaggio era il secondo protagonista, ma lo studio offrì lo stesso compenso ricevuto per il film precedente, circa un nono rispetto agli altri attori principali. Duvall presentò una controfferta tramite Coppola a Paramount Pictures, ma la richiesta fu rifiutata e gli fu chiesto di riscrivere la sceneggiatura senza Hagen. Coppola si rammaricò anche per l'esclusione del personaggio, la cui assenza privò il film di un importante contrappunto per Corleone.