La cultura italiana è il patrimonio collettivo di conoscenze proprio dell'Italia. Fulcro dell'Impero romano e sede della Chiesa cattolica, punto d'incontro di molte civiltà mediterranee, culla di numerosi movimenti artistici, l'Italia è fin dall'antichità tra i più fiorenti centri culturali del mondo.

Dal punto di vista del patrimonio storico e artistico, l'Italia è il paese che possiede la più alta presenza di siti patrimonio dell'umanità dell'UNESCO: sono 62 su un totale di circa 1200 (al 2026), ovvero il 5% del totale mondiale; una stima indica inoltre che il paese possiede più della metà dei tesori d'arte del mondo.Charles Abbot, Italy, pag. 101, Morellini Editore, 2006.

Secondo la Corte dei conti, l'Italia possiederebbe musei. Si contano anche 479 siti archeologici, beni culturali, biblioteche, beni architettonici vincolati, chiese, monasteri, castelli assortiti, torri e fortezze, dimore storiche, giardini, principali centri storici.

Storia

Sin dalla preistoria l'Italia fu scenario di un susseguirsi di civiltà, di cui conserva numerose tracce archeologiche.Tracce risalenti al paleolitico, al neolitico (cultura della ceramica cardiale e cultura dei vasi a bocca quadrata), all'età del rame (cultura di Remedello, cultura del Rinaldone, cultura del Gaudo), all'età del bronzo (incisioni rupestri della Val Camonica, cultura dei castellieri, cultura appenninica, civiltà nuragica, cultura delle terramare, cultura protovillanoviana). Le etnie nuragiche della Sardegna, che la abitarono fin dal II millennio a.C., sono forse identificabili con l'antico popolo degli Shardana ()

Gli Italici, costituiti da varie popolazioni indoeuropee, si trasferirono in Italia dall'Europa Orientale e Centrale in varie ondate migratorie, sovrapponedosi alle etnie già presenti. Nella parte centrale della penisola, si sviluppò la civiltà villanoviana e poi quella etrusca e se in parte del Nord erano stanziati i Celti, comunemente chiamati Galli,Fra gli Italici giunti nella penisola vi erano gli Umbri, i Latini, i Sabini, i Falisci, i Volsci, gli Equi, i Piceni, i Sanniti, gli Apuli, i Messapi, i Lucani, i Bruzi e i Siculi. seguirono poi le colonizzazioni dei Fenici e dei Greci nel Sud Italia,Tra i centri urbani fondati dai Fenici, che si sviluppano parallelamente alle colonie greche, vi sono le città di Mozia, Zyz, Kfra in Sicilia, e Nora, Sulki, Tharros in Sardegna (). in cui fiorì la Magna Grecia.

A partire dall'VIII secolo a.C gli Etruschi iniziarono a sviluppare una civiltà raffinata ed evoluta capace di influenzare la cultura di Roma, che secondo la tradizione fu fondata il 21 aprile del 753 a.C. da Romolo sul colle palatino.

Fino al 509 a.C Roma fu retta da una successione di re che apportarono notevoli contributi allo sviluppo della società, soprattutto nel campo del diritto. La sua progressiva espansione nel Mediterraneo la mise in contatto con la cultura greca da cui fu a sua volta profondamente permeata, secondo un celebre adagio di quell'epoca: «Graecia capta ferum victorem cepit» («La Grecia, conquistata, conquistò il suo feroce vincitore», Quinto Orazio Flacco, Epist. II, 1, 156).

Dopo la caduta della monarchia venne instaurata la Repubblica, che continuò fino al 45 a.C quando Giulio Cesare, vincitore della guerra civile, cercò di instaurare la dittatura. Giunta all'apice dello sviluppo politico, economico e sociale, venne quindi proclamata la Roma imperiale dal suo successore Ottaviano Augusto, intorno al quale si formò un circolo mecenatico di intellettuali e artisti, tra cui Virgilio e Orazio.

Con la sua nuova organizzazione socio-politica, la civiltà romana lascia un segno indelebile nella storia dell'umanità, che resterà alla base dell'attuale civiltà occidentale. In tutti i territori dell'impero i Romani costruiscono città, strade, ponti, acquedotti e fortificazioni, esportando ovunque il loro modello, e al contempo integrando le popolazioni e civiltà assoggettate, in un processo così profondo che per secoli, ancora dopo la fine dell'impero, queste genti continueranno a definirsi romane.

Con la fine dell'Impero romano d'Occidente nel 476, la cultura italiana subì l'influsso di quella bizantina, dopo che Giustiniano, sconfiggendo il regno barbarico degli Ostrogoti nella guerra gotica, annesse tutta la penisola all'Impero romano d'Oriente.

L'inizio del Medioevo italiano coincide, convenzionalmente, con l'invasione dei Longobardi capeggiati da Alboino nel 568 d.C., i quali verranno estromessi soltanto da Carlo Magno nel 774.

I secoli successivi vedranno dei tentativi di costituizione di un Regno d'Italia autonomo dal Sacro Romano Impero tedesco, ad opera in particolare di Berengario del Friuli (850-924), e poi di Arduino d'Ivrea (955-1015).In questi due personaggi una certa storiografia nazionalista vedrà due esponenti precoci della lotta per l'affrancamento dell'Italia dalla dominazione straniera, anche se spesso attribuendo loro un'importanza eccessiva.

Se durante l'alto Medioevo il sentimento nazionale italiano si mantiene piuttosto in ombra, partecipando alla contesa tra le due potenze di allora, il Papato e l'Impero, con i quali si schierano rispettivamente i Guelfi e i Ghibellini, esso tuttavia si alimenta soprattutto del ricordo dell'antica grandezza di Roma, trovando nell'identità religiosa rappresentata dalla Chiesa, idealmente erede delle istituzioni romane, un senso di comune appartenenza.AA.VV., Origini dello Stato. Processi di formazione statale in Italia fra medioevo ed età moderna, a cura di G. Chittolini, A. Molho e P. Schiera, Il Mulino, Bologna 1994. La vittoria nella battaglia di Legnano ad opera della Lega Lombarda contro l'imperatore Federico Barbarossa (1176), e la rivolta dei Vespri Siciliani contro il tentativo del re di Francia di assoggettare a sé la Sicilia (1282), saranno assunte dalla retorica romantica ottocentesca come i simboli del primo risveglio di una coscienza di patria.

Anche grazie a letterati ed intellettuali, fra cui emersero le figure universali di Dante, Petrarca e Boccaccio, che elevarono il volgare latino locale al rango di lingua letteraria, primo ideale elemento di una coscienza collettiva di popolo,«Già nella prima metà del Trecento essa aveva dato ciò che le altre nazioni non avevano dato ancora [...] una lingua raffinata, una grande poesia... una prosa letteraria...» da Umberto Cerroni, L'identità civile degli italiani, Lecce, Piero Manni, 1996, pag. 24. l'Italia fu ispirazione ed oggetto di studio per poeti e letterati, che cantando lodi alla sua antica grandezza, ne deprecavano la contemporanea situazione, fatto di discordie interne e di sottomissione allo straniero.Dante ad esempio con l'invettiva del VI canto del Purgatorio, «Ahi serva Italia», inaugurò la tradizione delle liriche civili italiane, ispirate cioè a tematiche politiche e patriottiche, di cui saranno esempi le canzoni Italia mia e Spirto gentil del Canzoniere di Petrarca (Michelangelo Picone, Il Canzoniere: lettura micro e macrotestuale, pag. 155, Longo, 2007), o le poesie All'Italia e Sopra il monumento di Dante del Leopardi ().

Lo sviluppo delle Repubbliche marinare (Amalfi, Genova, Pisa e Venezia), e poi dei liberi Comuni di popolo, la cui vita civile ruota attorno all'edificio della Cattedrale, nasce da questo desiderio di autonomia e di libertà che sarà alla base del Rinascimento italiano, il quale fu anticipato, secondo lo storico Burdach, già dal risveglio religioso che si era avuto nel Duecento con le figure di Gioacchino da Fiore e Francesco d'Assisi.Konrad Burdach, Riforma, Rinascimento, Umanesimo, trad. a cura di D. Cantimori, Sansoni, Firenze 1986.

Diversi fattori impediscono tuttavia la nascita di uno stato unitario come sta avvenendo nel resto d'Europa: oltre alla suddivisione in tanti piccoli Comuni, che si tramutano via via in Signorie, c'è anche il timore da parte del Papato di veder sorgere una potenza statale in grado di compromettere la sua autonomia. Sarà per questo ed altri motivi che l'Italia deve supplire con l'intelligenza strategica dei suoi capi politici, fra cui Cosimo de' Medici, alla superiorità di forze degli stati nazionali europei..

L'importanza della strategia di Cosimo, proseguita dal nipote Lorenzo il Magnifico (1449-1492) nella sua continua ricerca di un accordo tra gli stati italiani in grado di sopperire alla loro mancanza di unità politica, non viene tuttavia compresa dagli altri Prìncipi della penisola, ed essa si conclude con la morte di Lorenzo nel 1492. Da allora l'Italia diventa il teatro di numerose invasioni straniere: dapprima da parte dei Francesi ad opera di Carlo VIII, poi delle truppe spagnole di Carlo V.

Nella seconda metà del Cinquecento comincia il tramonto della vitalità rinascimentale, già indebolita anche dalle nuove tensioni religiose dovute all'avvento della Riforma protestante in Europa. Soltanto la Repubblica di Venezia riuscirà a mantenere una certa prosperità e autonomia politica. Il Seicento sarà invece un secolo di crisi per tutto il resto della penisola. La Chiesa, che ha dovuto subìre la perdita dell'unità cristiana dei fedeli, cerca ora con la Controriforma di rafforzare la sua presenza nei paesi rimasti cattolici, operandovi iniziative educative e assistenziali ma anche isolandoli dall'influsso degli Stati protestanti.

Questo lungo periodo di pace e di torpore termina solo nel Settecento a seguito dei trattati di Utrecht e Rastadt, con cui saranno gli Asburgo d'Austria a impossessarsi di vari domini italiani, subentrando agli spagnoli. Dalla seconda metà del secolo, poi, con la diffusione dell'illuminismo, anche l'Italia viene investita da importanti riforme e da un rinnovamento culturale, nel contesto del quale, soprattutto durante l'epoca napoleonica, si avrà un ridestarsi della coscienza nazionale, premessa del Risorgimento.

Diversi intellettuali e letterati del Romanticismo italiano esprimono l'esigenza di dare un'impronta ideale e culturale al percorso verso l'indipendenza e l'unificazione politica dell'Italia, fra tutti Alessandro Manzoni, che connota l'identità nazionale come una comunanza di culto, sentimenti e tradizioni, nei suoi celebri versi:Andrea Caspani, L' Italia di Manzoni. «Una d'arme, di lingua e d'altare, di memorie, di sangue e di cor», Itaca editore, 2011. Le personalità coinvolte in tale processo furono molte altre, ma quattro spiccano su tutte: Giuseppe Mazzini, fondatore della Giovine Italia ed esponente di punta del patriottismo risorgimentale;«La politica acquista pathos religioso, e sempre più col procedere del secolo [...] la nazione diventa patria: e la patria la nuova divinità del mondo moderno. Nuova divinità e come tale sacra», cit. in Federico Chabod, L'idea di nazione, Laterza, Bari 1967. Giuseppe Garibaldi, repubblicano e di simpatie socialiste, eroico ed efficace combattente per la libertà in Europa ed in Sud America; Camillo Benso conte di Cavour, statista capace di muoversi sulla scena europea per ottenere sostegni, anche finanziari, all'espansione del Regno di Sardegna; Vittorio Emanuele II di Savoia, abile a concretizzare il contesto favorevole con la costituzione del Regno d'Italia..

Lingua

L'italiano è una lingua romanza derivata dal dialetto fiorentino letterario usato nel Trecento. La lingua italiana è utilizzata da circa 55 milioni di italiani su 60 milioni di abitanti, in parallelo alle varianti regionali dell'italiano, alle lingue regionali e ai dialetti. L'italiano è lingua ufficiale anche di San Marino, della Svizzera, della Città del Vaticano e del Sovrano Militare Ordine di Malta.

Arte