Nel 2001, Ring Magazine lo ha eletto il peso leggero più forte di tutti i tempi. Nel 2002, sempre Ring Magazine, lo ha collocato tra i cinque migliori pugili degli ultimi ottanta anni, preceduto solamente da Sugar Ray Robinson, Henry Armstrong, Muhammad Ali e Joe Louis. Nel 2007 è entrato a far parte della International Boxing Hall of Fame. Durán è stato campione del mondo in quattro diverse categorie di peso: leggeri (1972–1979), welter (1980), superwelter (1983–1984), medi (1989-1990). Proprio l'incontro del 1989, che gli valse il titolo dei pesi medi contro Iran Barkley, venne giudicato da Ring Magazine l'incontro dell'anno (Ring Magazine fight of the year).
La carriera Primi anni
Roberto Durán debuttò come pugile professionista a soli sedici anni ed otto mesi, nella categoria dei pesi gallo, vincendo ai punti contro il connazionale Carlos Mendoza. Il suo avversario era al suo secondo incontro, e il 28 settembre 1979 avrebbe combattuto una sfida mondiale per i pesi supergallo contro Wilfredo Gómez perdendo per Knock-out tecnico alla 10ª ripresa.
Nei primi anni di carriera, anche a causa della sua giovanissima età, Durán passò rapidamente dai pesi gallo ai pesi leggeri, inanellando un record di 28 vittorie su altrettanti incontri, di cui ben 24 prima del limite. Il 16 ottobre 1971, al limite dei leggeri, batté l'ex campione del mondo dei pesi superpiuma Hiroshi Kobayashi, per KO al settimo round.
Pesi leggeri
Il 26 giugno del 1972, al Madison Square Garden di New York, appena ventunenne, Roberto Duran incontrò il britannico Ken Buchanan, campione del mondo WBA dei pesi leggeri, con all'attivo l'impressionante record di 43 vittorie, di cui ben 23 per KO, ed una sola sconfitta. Il pugile panamense stese il campione con un cross destro, proprio all'inizio del primo round, ma il combattimento terminò in maniera controversa: allo scadere del 13º round, Duran, infatti, colpì Buchanan, molto probabilmente, sotto la cintura, ma l'arbitro non fu di questo avviso e, poiché il pugile britannico non riuscì più a proseguire, Manos de piedra si laureò nuovo campione dei pesi leggeri per la WBA.
La prima sconfitta per Duran arrivò nello stesso 1972 e sempre al Madison Square Garden, per mano del coetaneo pugile portoricano Esteban de Jesús, detto Vita: campione portoricano dei pesi leggeri, con all'attivo un record di 33 vittorie, di cui 20 prima del limite, ed una sola sconfitta. De Jesús dominò Duran per tutto il match, mandandolo al tappeto già nella 1ª ripresa. Il match era al limite delle 138 libbre, cioè il peso della categoria dei leggeri e, quindi, non valido per il titolo mondiale. La rivista statunitense Ring Magazine nominò comunque l'incontro sorpresa dell’anno del 1972, ritenendolo quello conclusosi nel modo più contrario alle aspettative generali, sconvolgendo ogni previsione.
Duran rimase campione dei pesi leggeri per tutto il 1973 quindi, il 16 marzo del 1974 a Panama, sfidò nuovamente Esteban de Jesús, questa volta in un incontro valido per il titolo. Di nuovo, il match si aprì con Duran a tappeto nella 1ª ripresa, tuttavia, una volta rialzatosi, il campione punì duramente de Jesús, mandandolo knockdown una prima volta alla 7ª ripresa e poi definitivamente KO, all'11ª.
I due si incontrarono di nuovo nel 1978. Esteban de Jesús, nel frattempo, aveva tentato la scalata al titolo WBA dei pesi superleggeri, perdendo ai punti, nel 1975, contro il campione Antonio Cervantes,detto Kid Pambelé, ma aveva poi vinto, l'anno successivo, il titolo WBC dei pesi leggeri, sconfiggendo il campione Guts Ishimatsu con verdetto unanime. Dunque, il terzo incontro tra i due valeva l'unificazione dei titoli dei pesi leggeri.
Il match si disputò il 21 gennaio al Caesars Palace di Las Vegas e, dopo un incontro molto equilibrato, Duran mise fine alle velleità del portoricano alla 12ª ripresa, quando, dopo che de Jesús si era rialzato da un atterramento, i suoi secondi decisero di gettare la spugna.
Pesi welter
Nonostante quello con De Jesus fosse, di fatto, l'ultimo incontro disputato tra i pesi leggeri, Duran abbandonò i titoli di campione solo nel gennaio dell'anno dopo, quando aveva già disputato diversi incontri come peso welter, categoria nella quale arrivò a sfidare il campione della WBC, Sugar Ray Leonard, il 20 giugno del 1980. Il match vedeva di fronte due dei migliori pugili del momento: se da un lato, infatti, c'era l'ex campione indiscusso dei pesi leggeri ed uno dei più grandi picchiatori che fossero mai saliti sul ring, dall'altra parte c'era un predestinato. Sugar Ray Leonard, infatti, aveva disputato da dilettante 145 incontri, vincendone 140, di cui 75 per KO ed aveva subito solo 5 sconfitte. Nel 1973 aveva vinto i Golden Gloves tra i pesi leggeri e nel 1974 tra i pesi superleggeri. Sempre tra i pesi superleggeri, l'anno successivo aveva vinto i Giochi panamericani e nel 1976 la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Montreal. Passato al professionismo nel 1977, allenato da Angelo Dundee, già allenatore di Muhammad Ali, aveva conquistato la corona WBC dei pesi welter nel 1979, sconfiggendo niente meno che La Bibbia della boxe, l'imbattuto Wilfred Benítez, il più giovane campione del mondo nella storia del pugilato, avendo conquistato il titolo dei pesi superleggeri a soli diciassette anni e sei mesi. Leonard sconfisse Benitez con un KO tecnico alla 15ª ripresa.
L'incontro tra Leonard e Duran si disputò proprio allo stadio Olimpico di Montréal, dove, quattro anni prima, Sugar Ray aveva vinto la sua medaglia d'oro. Il pugile statunitense guadagnò una borsa di circa 7,5 milioni di dollari, la cifra più alta mai ottenuta sino ad allora per un incontro di pugilato. Leonard era dato favorito 9 a 5 ma a vincere, con verdetto unanime, fu invece Roberto Manos de piedra Duran.
Alla fine dell'incontro Sugar dichiarò di non aver mai incontrato un pugile duro come Duran, mentre all'entrata sul ring del pugile panamense il giornalista del New York Times Dave Anderson, avendo chiesto a Joe Frazier, che era a bordo ring per commentare l'incontro, se Duran gli ricordasse qualcuno, si sentì rispondere da Smokin' Joe che gli ricordava Charles Manson.
No sigo
La rivincita si tenne il 25 novembre dello stesso anno, al Superdome di New Orleans e questa volta, con 8 milioni di dollari di borsa, fu Duran a battere il record di guadagno per un singolo incontro, anche se il favorito era ancora Leonard 6 a 5.
Il match passò alla storia come l'incontro del no sigo: alla 8ª ripresa, infatti, quando Leonard era in vantaggio ai punti e stava dominando il round, Duran si ritirò tra lo stupore del pubblico e dei suoi secondi, pronunciando la famosa frase "No sigo". In seguito, fornì diverse versioni dell'accaduto: prima disse di essersi ritirato per dolori allo stomaco, quindi dichiarò di aver detto ai suoi secondi "No quiero pelear con el payaso" (non voglio combattere con quel pagliaccio). Tuttavia è opinione comune, a partire dagli uomini del suo stesso team, che si fosse ritirato perché frustrato dall'incapacità di colpire Leonard.
Pesi superwelter
Il secondo match con Leonard fu l'ultimo di Duran disputato come peso welter. Dall'anno successivo, infatti, salì alla categoria dei pesi superwelter, tentando la conquista del titolo, versione WBC, nel 1982, proprio contro Wilfred Benítez, la cui unica sconfitta in carriera era stata ad opera di Sugar Ray Leonard, ma venne battuto con verdetto unanime. L'incontro successivo, sempre nello stesso anno, si risolse in un'altra sconfitta, anche se per decisione contrastata, contro il poco più che mediocre Kirkland Laing, detto The Gifted One. Il match fu giudicato da Ring Magazine il risultato a sorpresa dell'anno (Ring Magazine Upset of the year).
Ormai trentunenne, Roberto Manos de piedra Duran sembrava al tramonto della carriera, ma nel 1983, proprio nel giorno del suo trentaduesimo compleanno, sconfisse l'imbattuto campione del mondo WBA dei pesi superwelter Davey Moore, che vantava un record di 12 vittorie su altrettanti match disputati, di cui 9 prima del limite, con un perentorio KO tecnico alla 8ª ripresa, divenendo, così, campione del mondo in tre diverse categorie di peso.
Pesi medi
Nello stesso anno, pur mantenendo il titolo conquistato, Duran passò ai pesi medi, per sfidare il campione in carica, uno dei più forti pugili in circolazione, Marvin Hagler, The Marvelous, che aveva un record di 57 vittorie, di cui ben 48 prima del limite, 2 pareggi e 2 sole sconfitte, subite contro due pugili, Bobby Watts e Willie Monroe, che aveva poi provveduto a mandare al tappeto nelle rispettive rivincite. Era campione del mondo dei pesi medi dal 1980 ed era stato il primo pugile ad unificare le tre cinture WBA, WBC, IBF. Duran cercava, invece, di diventare campione del mondo in due diverse categorie contemporaneamente. Hagler era dato favorito 4 a 1.
Per la prima volta da quando era campione, il pugile statunitense venne costretto da Duran ad arrivare al verdetto dei giudici. Risultò comunque, seppur di stretta misura, vincente all'unanimità.
Il ritorno ai superwelter
Fallito il tentativo di conquistare la corona dei pesi medi, nel 1984 Duran tornò ai pesi superwelter, per sfidare il nuovo campione della WBC: Il Cobra di Motor City, Thomas Hearns, The Hitman. Al momento dell'incontro, Hearns aveva un record di 38 vittorie, di cui 32 prima del limite ed una sola sconfitta, ad opera del solito Sugar Ray Leonard. Poiché, per disputare questo incontro, Manos de piedra non incontrò lo sfidante ufficiale della WBA, l'imbattuto Mike McCallum, The Bodysnatcher, la federazione lo destituì del titolo.
L'incontro si disputò il giorno prima del trentatreesimo compleanno di Duran e questa volta, contro il ventiseienne Hearns, il pugile panamense rimediò la sua più brutta sconfitta: venne messo KO per ben due volte nel corso della 1ª ripresa, quindi, al suono del gong, si diresse all'angolo neutro, costringendo uno dei suoi secondi a riportarlo al proprio angolo. Dopo un nuovo atterramento nella 2ª ripresa, l'arbitro interruppe l'incontro.
Pesi supermedi
Dopo la brutta sconfitta contro Thomas Hearns, Roberto Duran rimase lontano dal ring per un anno, ma, invece di ritirarsi, tornò a combattere nel 1986, all'età di trentacinque anni, nella categoria dei pesi supermedi. Tra i supermedi combatté sino al 1988, incontrando tutti pugili mediocri ed ottenendo 7 vittorie, di cui 3 per KO, ed 1 sconfitta per split decision, ad opera di Robbie Sims, fratellastro di Marvin Hagler.
Il ritorno ai medi
Duran sembrava, ormai, uno dei tanti, troppi pugili, che hanno la sfortuna di sopravvivere alla propria boxe, quando, nel 1989, già trentasettenne, ebbe l'opportunità di sfidare il nuovo campione dei pesi medi versione WBC, il ventinovenne Iran Barkley, detto Blade. Invero, prima di ottenere la cintura, Barkley non aveva mostrato grandi doti pugilistiche: nel 1987 aveva perso ai punti contro Sumbu Kalambay per il titolo vacante WBA. Tuttavia, il 6 giugno del 1988, con un incontro che fu l'Upset of the year di Ring Magazine, Barkley sconfisse il campione del mondo Thomas Hearns, con un sorprendente KO tecnico alla terza ripresa, nella quale il campione del mondo terminò al tappeto per ben due volte, prima dell'interruzione.
L'incontro tra Barkley e Duran fu durissimo e molto equilibrato, Manos de Piedra si rivelò essere ancora un combattente incredibile e, seppur per split decision, il panamense ottenne il quarto titolo, in altrettante categorie di peso. L'incontro venne giudicato da Ring Magazine fight of the year
Il ritorno ai supermedi