La Delahaye è stata una casa automobilistica francese attiva dal 1895 al 1954.
Storia Gli albori
La nascita della Delahaye si deve ad Émile Delahaye, che fondò la casa nella città francese di Tours, dove lo stesso fondatore nacque il 16 ottobre del 1843. Qui, Émile Delahaye aveva cominciato a lavorare già alla fine degli anni '70 del XIX secolo come direttore, quando l'azienda si occupava della produzione di forni per la cottura della ceramica. Poco tempo dopo, Émile Delahaye rilevò l'azienda, a cui diede il proprio cognome, e la indirizzò dapprima verso la produzione di mattoni e successivamente verso la produzione di macchine a vapore, forte della prima esperienza lavorativa maturate alla Cail, dove si produceva materiale ferroviario. All'inizio dell'ultimo decennio del secolo, la produzione venne estesa anche ai motori a gas e a petrolio, che proprio in quegli anni stavano conoscendo una sensibile diffusione grazie all'avvento dell'automobile, che stava fornendo ulteriori sbocchi applicativi di questi motori, oltre agli allora consueti impieghi come motori stazionari. Da lì alla costruzione di un'automobile completa il passo fu breve: la prima vettura a marchio Delahaye vide la luce nel 1895, anno a cui si fa risalire la nascita della Delahaye come casa automobilistica. Generalmente, nel periodo pionieristico dell'automobile, i primi modelli prodotti dalle varie case automobilistiche che con più o meno successo si dedicarono alla produzione di "carrozze motorizzate" venivano battezzati con la prima lettera dell'alfabeto o con numeri in ordine crescente. La Delahaye non fece eccezione ed entrò a far parte della seconda categoria quando lanciò sul mercato la Type 1.
Le primissime vetture della casa francese, ancora rassomiglianti alle carrozze a cavallo, montavano motori monocilindrici o bicilindrici ed avevano un particolare cambio a cinghia e pulegge collegate tramite un albero al motore, una di queste era libera e si otteneva la posizione di folle e spostando la cinghia sulla seconda o terza puleggia si ottenevano i due rapporti di marcia mentre la trasmissione meccanica finale era a catena. A differenza di molti altri costruttori di quel periodo, che almeno nei primi tempi equipaggiavano le proprie vetture rifornendosi presso costruttori motoristici terzi, la Delahaye produsse da subito tutti i componenti, motore compreso. Non si trattava di vetture rivoluzionarie, ma si fecero notare per la loro qualità costruttiva, partecipando tra l'altro all'allora durissima corsa Parigi-Marsiglia-Parigi del 1896. A questa gara parteciparono due vetture Delahaye: una fu condotta dallo stesso Émile Delahaye e da un meccanico. La vettura terminò al decimo posto in classifica generale, ma al secondo posto di categoria. L'altra vettura fu invece condotta da Ernest Archdeacon, amico del patron della casa di Tours (nonché di altri imprenditori automobilistici dell'epoca, tra cui Peugeot e Serpollet), che riuscì anche a far meglio, conquistando il primo posto di categoria e il settimo in classifica generale. Questi risultati comportarono una pubblicità molto positiva per la casa di Tours. Per questi motivi l'azienda crebbe e già nel 1898 venne trasferita a Parigi, divenendo una società partecipata anche da Georges Morane, fino a quel momento cliente Delahaye ed ora socio del fondatore Émile.
Purtroppo, però, per motivi di salute, già nel 1901 Émile Delahaye lasciò la conduzione dell'azienda, che passò così nelle mani dei soci Georges Morane e Léon Desmarais. Ad essi si unì come direttore tecnico anche un giovne fresco di studi, Charles Weiffenbach. Quanto ad Émile Delahaye, si ritirò in una villa in Costa Azzurra, dove morì nel 1905. Con la sua scomparsa si concluse il primo capitolo della storia della Delahaye.
Il periodo della Belle Époque
L'ascesa di Weiffenbach al vertice dell'azienda diede un ulteriore impulso alla Delahaye, la cui nuova ragione sociale mutò come Société des Automobiles Delahaye, Léon Desmarais et Georges Morane successeurs. Subito dopo il cambio di gestione, la Delahaye sostituì le trasmissioni a cinghia con quelle a catena e fece debuttare i suoi primi motori a 4 cilindri, più moderni e soprattutto montati anteriormente anziché posteriormente com'era stato fino a quel momento. In quel periodo la Delahaye cominciò ad occuparsi anche della costruzione di camion, mezzi agricoli, autopompe e veicoli per uso militare. Non solo, ma la maggior parte dei proventi della casa francese derivò proprio da tale attività, basti pensare che nel settore dei veicoli antincendio riuscì ad ottenere quasi un monopolio, talmente erano apprezzati i suoi veicoli. Rimasero comunque in produzione anche motori bicilindrici, montati sia su autovetture come la 10B sia sui primi camion a marchio Delahaye, come ad esempio il Type 15D. Questi ultimi due esempi montavano fra l'altro lo stesso bicilindrico da 2,2 litri. Nel 1903 la Delahaye abbandonò l'attività sportiva per dedicarsi esclusivamente al trasporto stradale, mentre nel 1905 lanciò la sua prima autovettura di lusso, la Type 27, equipaggiata con un grosso quadricilindrico da 8 litri. L'anno seguente vi fu invece il lancio della 28A, prima Delahaye con trasmissione a giunto cardanico, equipaggiata con un motore bicilindrico da 1,5 litri. La trasmissione a giunto cardanico venne utilizzata in quegli anni quasi esclusivamente nelle autovetture, mentre nei camion si continuò ad utilizzare la trasmissione a catena, ritenuta più robusta e quindi più adatta a motori particolarmente ricchi di coppia motrice. Risale al 1911 il debutto della Type 44, prima Delahaye equipaggiata con motore a 6 cilindri.
Durante l'effervescente periodo della Belle Époque, la produzione si estese anche ai motori per uso nautico: il motore di punta di quegli anni fu un enorme quadricilindrico da ben 70 litri ed in grado di erogare ben 300 CV, una potenza enorme per quegli anni, se si pensa che le vetture da record di velocità montavano motori intorno ai 200 CV. Intanto la casa cercò di evolvere la sua attività anche in altri settori non direttamente connessi con la produzione industriale pura e semplice: una delle idee di Weiffenbach fu quella di creare una sorta di associazione comprendente tutte le case automobilistiche francesi, in maniera tale da uniformare la componentistica ed abbattere così i costi di produzione. Gli esiti iniziali erano buoni, ma si spensero con l'arrivo della guerra.
Gli anni della prima guerra mondiale
Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, anche la Delahaye, come molti altri costruttori, fu costretta a convertire la propria produzione alla causa bellica, ed in particolare alla produzione di proiettili, arrivando anche ad un ritmo di 12.000 pezzi al giorno. Continuarono ad essere prodotti anche i camion, dei quali il Type 59 venne particolarmente apprezzato per le sue doti di robustezza, così importanti per i compiti a cui venne chiamato in quegli anni assai difficili. In un secondo momento, sempre durante la guerra, la Delhaye venne chiamata a produrre anche motori aeronautici Hispano-Suiza su licenza. Anche in questo caso, pur non trattandosi di motori di propria progettazione, la Delahaye mise tutta la sua esperienza per rendere ancora più affidabili i V8 Hispano-Suiza, guadagnandone in reputazione, un aspetto che venne mantenuto anche dopo la cessazione del conflitto, quando si trattò di riconvertirsi alla produzione civile.
I ruggenti anni '20
Alla fine della guerra, una volta ultimato il processo di riconversione della produzione, Charles Weiffenbach tornò ad occuparsi anche del progetto relativo alla creazione di un'unione fra costruttori allo scopo di realizzare accordi per forniture di componenti in comune e di ottenere condizioni economiche più vantaggiose per tutti. Purtroppo quest'ultimo progetto fu destinato ad arenarsi ben presto a causa dello spirito individualista di ogni singolo costruttore. Un vero peccato, perché, come la storia della tedesca Auto Union insegnerà, un analogo sodalizio francese avrebbe dato maggiori possibilità a tutti di attraversare le difficoltà finanziarie che si sarebbero presentate all'inizio degli anni '30 del XX secolo in seguito agli effetti della Grande depressione. In ogni caso, non tutti i costruttori si dimostrarono refrattari a tale iniziativa: la Delahaye riuscì infatti a stringere accordi con piccoli costruttori come Chaigneau-Brasier, Rosengart, De Bazelaire e Chenard & Walcker, con i quali cominciò una sorta di joint venture per la produzione di auto ed autocarri. Quanto alla produzione automobilistica, Charles Weiffenbach decise di orientare la produzione automobilistica nel settore delle vetture di lusso. Lo stesso direttore tecnico della Delahaye, forte delle nuove tecniche produttive apprese dal panorama statunitense, in particolare quella della produzione in catena di montaggio, riuscì a dare un ulteriore, significativo impulso produttivo, imprimendo un'enorme accelerazione alla produttività della casa francese. Nel 1921 venne lanciata la Type 87, una vettura di cilindrata non molto elevata in rapporto ai propositi produttivi della casa parigina, ma caratterizzata da una cura costruttiva e da un'affidabilità tali da farne uno dei modelli francesi più apprezzati nella sua fascia e nella sua epoca, anche se dotata di soluzioni tecniche ormai datate, come ad esempio la frizione a cono. Per questo, nel 1924 le venne affiancata la Type 97, una versione tecnicamente più evoluta e dotata fra l'altro di freni anche all'avantreno (fino a quel momento tutte le Delahaye, Type 87 compresa, erano dotate di impianto frenante agente solo sul retrotreno e sulla trasmissione.
Nel frattempo, la collaborazione con gli altri costruttori francesi funzionò, ma solo per la produzione di autocarri, mentre non si rivelò particolarmente efficace nella produzione automobilistica, settore in cui, anzi, la stessa Delahaye finì per perdere un po' del suo smalto. Per questo motivo la Delahaye tornerà a produrre automobili in proprio a partire dal 1932. Alla fine di quel decennio, la gamma Delahaye fu così composta:
Type 109: vettura da 9 CV fiscali con motore da 1496 cm3; Type 102M: vettura da 12 CV fiscali con motore da 2650 cm3; Type 108: vettura da 14 CV fiscali con motore da 2470 cm3.
Una particolarità della Type 108 stava nella misura della corsa, pari a 107 mm, un valore che da quel momento in avanti verrà gradualmente uniformato in tutta la produzione Delahaye e per i successivi vent'anni.
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