LEuripe, o Euripo, (in greco: Εύριπος) è quel tratto di mar Egeo che in Grecia separa l'isola dell'Eubea dalla Beozia e dall'Attica.

Presso la città di Calcide, in un punto largo 160 metri, è scavalcato da un ponte sospeso della lunghezza di circa 215 metri. Ma è all'altezza di Calcide che lo stretto raggiunge la sua minima larghezza, restringendosi a tal punto da essere superato da un breve ponte mobile di circa 40 metri.

Lo stretto è attraversato circa cinque volte al giorno ed in entrambi i versi da correnti di marea che ne rendono arduo l'attraversamento, soprattutto ad imbarcazioni leggere. Lo studioso svizzero François-Alphonse Forel ha contribuito a una comprensione del fenomeno con i suoi studi di limnologia e la scoperta della onda di sessa, dove gli strati di acqua di temperatura diversa oscillano di spessore in un corpo ristretto di acqua. Ma il problema è stato risolto completamente solo da Demetrios Eginitis, direttore dell'Osservatorio Nazionale di Atene, che ha pubblicato le sue conclusioni nel 1929Eginitis, D. (1929). The problem of the tide of Euripus. Astronomische Nachrichten 236: 321–328. Bibcode:1929AN....236..321E. doi:10.1002/asna.19292361904. Un commento a questa spiegazione si trova in Lagrange, E. (1930). Les marées de l'Euripe. Ciel et Terre (Bulletin of the Société Belge d'Astronomie) 46: 66–69. Bibcode:1930C&T....46...66L..

Storia L'opinione degli studiosi è che l'Euripe fosse sbarrato da una diga naturale di sedimenti grossolani fino a circa 6000 anni fa,Kambouroglou, Evangelos, Hampik Maroukian, Adamantios Sampson, Coastal Evolution North and South of Khalkis (Euboea) in the last 5000 Years, Archaeology of Coastal Changes: Proceedings of the First International Symposium "Cities on the Sea—Past and Present" (BAR International Series 404) 1988. Pp. 71–79. quando a seguito di un terremoto (non registrato) è rimasto aperto fino al 411 a.C.,(Erodoto, VII, 173 e VIII,66, battaglia navale di Artemision quando secondo Diodoro Siculo gli Euboici decisero di rinunciare al loro status di isola soggetta all'egemonia ateniese e di far parte della Beozia,Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, 13,47,1-8 anche se non vi è traccia di questo né in Tucidide né in Senofonte. Diodoro menziona specificamente che nella diga dovevano essere lasciate delle aperture per consentire alle maree di fluire attraverso e che un solo passaggio era stato lasciato largo abbastanza per consentire il passaggio ad una sola nave. StraboneStrabone, Geografia, IX,2,2 descrive un ponte lungo due pletra (circa 50 m, probabilmente un'esagerazione).

Al tempo dell'imperatore Giustiniano I Procopio descrive due canali sull'Euripe: il grande canale originale e una nuova, stretta apertura ad est di esso, così stretta da poter essere attraversata su una tavola di legnoProcopio, Sugli edifici, 4,3,16. Questo canale più tardi è stato ampliato ed è quello usata per la navigazione nel presente.

Nel momento in cui Procopio scrisse, il nome della fortezza sulla Euripe era probabilmente Euripus, diventato Egripos prima del 1204, e leggermente modificato in Nigriponte dopo la conquista dei Latini nel 1205.

Nel 1395 Nicola di Martoni passa per Negroponte di ritorno dal suo pellegrinaggio in Egitto e in PalestinaLeon Legrand, ed. Relation du pélerinage à Jérusalem de Nicolas de Martoni, notaire italien, Revue de l'Orient Latin 3: (1895) 566-669, (564-55); riedito recentemente in Studium Biblicum Francescanum, Collectio Major, 42). Dalla sua descrizione è chiaro che il principale canale di trasporto nel periodo veneziano era sul lato della terraferma beota e cita i mulini sul canale, che talvolta venivano rotti dalla velocità e dalla turbolenza del flusso.

Ulteriori informazioni sul canale di navigazione e sul suo unico ponte di legno provengono da vari documenti conservati negli archivi della repubblica veneziana. Nel 1408 la formazione di scogli al di sotto del ponte creava gravi problemi alla navigazionehttp://www.archiviodistatovenezia.it/divenire/collezioni.htm Senato, Deliberazioni, Misti. 48,43v e nel 1439 vi era preoccupazione per la tendenza della corrente a erodere i dintorni dei piloni che sostenevano il ponte.http://www.archiviodistatovenezia.it/divenire/collezioni.htm Senato, Deliberazioni, Misti. 60,140r-42RTranscripts in C. Sathas, Mnēmeia Hellēnikēs historias = Documents inédits relatifs à l'histoire de la Grèce au Moyen Âge publiés sous les auspices del la Chambre des députés de Grèce, 2.215 e 3.454.

Evliya Çelebi nel suo diario di viaggio (SN VIII250a27, ss.) dice che il canale stretto è stato allargato abbastanza per il passaggio di una galea nel tardo XVI secolo ed era ancora appena largo al tempo della sua visita nel 1668 per una galea, anche se il vecchio canale di navigazione era stato abbandonato. Alla fine del XVIII secolo la larghezza del canale si avviava a diventare simile a quella moderna.

Uno strano fenomeno fisico È proprio nel suo punto più angusto che l'Euripe offre alla vista un singolare fenomeno su cui ancora oggi scienziati e marinai non smettono di interrogarsi: la corrente, fortissima nel punto di strozzatura, s'inverte sette volte al giorno, con brevi periodi di tregua in cui la navigazione può svolgersi senza rischi.

Già Aristotele si interrogava su questo curioso fenomeno che non sembra potersi mettere in relazione, almeno diretta, con il comune ciclo delle maree. Una leggenda dura a morire vorrebbe che il filosofo, disperando di giungere a una spiegazione, si sarebbe gettato nelle acque tumultuose dell'Euripe.Aristotele è effettivamente morto a Calcide nel 322 a.C.

Un'apposita e imperativa segnaletica posta all'altezza di Calcide fornisce le informazioni necessarie alla navigazione: verso della corrente e permesso di passaggio.

Riferimenti storici All'epoca della battaglia delle Termopili (480 a.C.), 53 triremi ateniesi bloccarono lo stretto dell'Euripe (Erodoto. Storie, Libro VII, 183). Durante la Guerra del Peloponneso (Vedi Battaglia di Naupatto), nell'estate o nell'autunno del 429 a.C., gli ateniesi, guidati dallo stratega Formione, risultarono vincitori sulle navi di Corinto.

Architettura Per antonomasia viene indicato con il nome di euripo il canale che, nell'orchestra del teatro greco, dal IV secolo a.C., aveva il compito di far defluire le acque di scolo.

Echi letterari Letteratura greca La storia del sacrificio di Ifigenia (Ciprie, Tragici) si svolge qui, essendo la flotta di Agamennone bloccata da una bonaccia. In un dialogo platonico, Socrate associa l'incostanza delle correnti nello stretto alle convinzioni sulla volatilità della realtà e dell'argomentare, presente nelle convinzioni di taluni sedicenti sapienti:

Benché non vi sia relazione tra l'Euripe e lo stretto in cui si combatté la celebre battaglia di Salamina, il toponimo viene a volte associato al nome di Euripide, nato, come vorrebbe una certa tradizione popolare, nello stesso giorno della battaglia, da genitori ateniesi rifugiatisi a Salamina dopo l'invasione persiana dell'AtticaIn realtà dovrebbe essere nato in una data probabilmente anteriore di qualche anno a quella della battaglia, figlio di due tra i tanti ateniesi stabilitisi sull'isola dopo l'avvenuta conquista ateniese nelle vicende dei primi decenni del secolo..

Esiodo, prodigo dispensatore di consigli per quanti si accingessero alla navigazione, non ha alcuna remora a rivelare una scarsissima pratica marinaresca. La sua unica esperienza sul mare la ebbe quando, in cerca di gloria, attraversò l'Euripe per prendere parte, con esiti fortunati, ad un agone poeticoIn occasione del rito funebre per Anfidamante, re di Calcide, morto nella guerra lelantina (ca. 730 a.C.). Si noti l'associazione di questa sua partenza in cerca di gloria con quella per la guerra di Troia.:

Letteratura francese I poeti rinascimentali elessero l'Euripe a simbolo antonomasico dell'incostanza delle passioni:

Nella Leggenda dei secoli, Victor Hugo evoca così il clima di angosciosa attesa nella lotta dei greci contro Serse:

Guillaume Apollinaire così si esprime in principio e in conclusione del poema Il viaggiatore:

Letteratura italiana Euripus, che sta per Euripe, è il titolo di un trattato scientifico sulle maree scritto da Marco Antonio de Dominis nel XVII secolo.

Note

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