Come moglie dell'ex presidente Néstor Kirchner, inoltre, fu dal 2003 al 2007 la primera dama dell'Argentina. Già senatrice dal 1995 al 2005, fu eletta alla presidenza del Paese il 28 ottobre 2007 con il 45,29% come leader del Fronte per la Vittoria, partito del peronismo di sinistra e sostenuta da una coalizione di centro-sinistra, Concertación Plural. Fu confermata per un secondo mandato alle elezioni presidenziali del 3 novembre 2011 vincendo con il 54,11% dei voti.

Si tratta della seconda donna a diventare presidente della Repubblica argentina dopo Isabelita Perón la quale, tuttavia, ascese a tale carica subentrando, come vicepresidente, al defunto marito Juan Domingo. Cristina Kirchner è, quindi, la prima donna eletta alla massima carica della Repubblica, nonché la quarta a vincere libere elezioni presidenziali in un Paese americano dopo la nicaraguense Violeta Chamorro (1990), la guyanese Janet Jagan (1997) e la cilena Michelle Bachelet (2005).

Ha perseguito politiche di stampo progressista e socialista iniziate dal suo predecessore e marito, Nestor Kirchner. Queste politiche avevano l'intenzione di migliorare l'economia nazionale dopo la depressione economica argentina con ingenti interventi statali e politiche ostili al settore privato. Grazie alla presenza del Fronte per la Vittoria e del suo fronte giovanile, La Campora, Kirchner ottenne esteso supporto da parte delle fasce più deboli e giovanili, mentre allo stesso tempo si sviluppò un conflitto con il mondo dell'informazione, specialmente con il Gruppo Clarin che espose presunti casi di corruzione e scambi di tangenti durante le presidenze dei due coniugi.

Nel dicembre 2022, è stata condannata nel caso delle infrastrutture stradali a sei anni di prigione e al divieto a vita di ricoprire cariche pubbliche per corruzione. Il verdetto è stato confermato da una corte d'appello federale nel novembre 2024, e dalla Corte Suprema nel giugno 2025.

Biografia

Figlia di Eduardo Fernández e di Ofelia Wilhelm, Cristina Fernández de Kirchner nacque a Ciudad Eva Peron (provincia di Buenos Aires) il 19 febbraio 1953. Suo padre era di discendenze spagnole, mentre la madre discendeva da una famiglia tedesca.

I suoi studi superiori si tennero presso La Plata, ove ottenne il diploma come perito commerciale. In seguito studiò giurisprudenza presso la facoltà di scienze giuridiche e sociali dell'Università Nazionale di La Plata. In Argentina esiste tuttavia una polemica in relazione al suo titolo di studio. La signora Cristina Fernández non ha mai esercitato la professione di avvocato e non esistono prove concrete che testimonino l'ottenimento della laurea. Sempre a La Plata, nel 1973 iniziò la sua attività politica schierandosi nel "Frente de Agrupaciones Eva Perón", un'organizzazione studentesca facente parte delle "Fuerzas Armadas Revolucionarias" che lo stesso anno si unì alla "Federación Universitaria por la Revolución Nacional" creando la "Juventud Universitaria Peronista" dell'università di La Plata. È qui che conobbe Néstor Kirchner; dopo essere stati fidanzati per circa sei mesi, si sposarono nel maggio 1975.

Il colpo di Stato a Isabel Martínez de Perón, con la conseguente presa di potere da parte della dittatura militare, costrinse la giovane coppia a trasferirsi nella città natale del marito, Río Gallegos nella provincia di Santa Cruz. In Patagonia i due avviarono uno studio legale. In quello stesso periodo la cognata di Cristina Fernández (sorella di Néstor Kirchner), Alicia Kirchner, copriva l'incarico di sottosegretario allo sviluppo sociale del regime militare che amministrava la provincia di Santa Cruz.

Nacquero due figli, Máximo e Florencia. Il 27 ottobre 2010 il marito Néstor Kirchner morì per infarto cardiaco. Il 28 dicembre 2011, attraverso le parole del suo portavoce Alfredo Scoccimarro, venne dato l'annuncio che la presidente Cristina Fernández de Kirchner era malata di cancro alla tiroide. Per consentire le cure necessarie, dal 4 al 24 gennaio 2012, la guida del Paese sarebbe passata temporaneamente nelle mani del vice Amado Boudou. Il 4 gennaio 2012 lo stesso portavoce lesse il bollettino medico, annunciando che l'operazione di rimozione del tumore aveva avuto successo.

Carriera politica Incarichi pubblici Nel 1989 fu eletta deputata provinciale di Santa Cruz, rieletta nel 1993. Nel 1995 accedette al Senato nazionale in rappresentanza di Santa Cruz. Nel 1997 divenne deputata nazionale; nel 2001, tornò in Senato per la stessa provincia. Nelle elezioni legislative del 23 ottobre 2005 fu eletta senatrice per la provincia di Buenos Aires, guidando il Frente para la Victoria, una "costola" del Partito Giustizialista. Vinse, per soli 26 voti, il confronto con Hilda González de Duhalde, moglie dell'ex presidente Eduardo Duhalde.

Candidatura alle elezioni presidenziali

Il 2 giugno 2007 il Capo di Gabinetto Alberto Fernández affermò che Kirchner non si sarebbe ripresentato alle successive elezioni del 28 ottobre, proponendo la candidatura della moglie Cristina Fernández de Kirchner, senatrice del Frente para la Victoria-Provincia de Buenos Aires.

Il 19 luglio il partito presentò la candidatura della senatrice Fernández de Kirchner per la presidenza. Tale candidatura fu lanciata a La Plata, sua città natale. Alcuni settori del Partito Giustizialista hanno suscitato interesse ribadendo la volontà di candidare Kirchner.

Fu appoggiata da altre donne progressiste impegnate in politica, come Michelle Bachelet, presidente del Cile, Hillary Clinton, senatrice USA, Ségolène Royal, ex candidata alla elezioni presidenziali in Francia del 2007.

Presidenza della Repubblica Argentina Il 28 ottobre 2007 la candidata del Fronte per la Vittoria vinse le elezioni con il 45,29% superando la candidata della Coalición Cívica (centrista) Elisa Carrió che ottenne il 23,04%. Kirchner vinse in tutte le province tranne nella Capitale Federale (dove Carrió prevalse con il 37% contro il 22% di Kirchner), nella provincia di Córdoba (dove vinse l'ex ministro dell'economia Roberto Lavagna dell'Unione Civica Radicale) e nella provincia di San Luis (dove prevalse Adolfo Rodríguez Saá). Secondo i rilevamenti demoscopici, nella vittoria di Cristina Fernández alle presidenziali fu rilevante l'apporto delle classi meno agiate e dei lavoratori. Il 10 dicembre 2007 successe a suo marito, divenendo la seconda donna eletta alla massima magistratura argentina e la prima eletta per volontà popolare.

Si è confermata presidente in occasione delle elezioni presidenziali del 2011.

Il declino Nel 2012 il governo della Kirchner tentò d'intervenire sulla Costituzione del paese proponendo di modificare il numero massimo dei mandati presidenziali (la Costituzione argentina ne prevede un massimo di due per ciascun presidente), in modo che la presidente Kirchner potesse ricandidarsi alla elezioni presidenziali del 2015 e ottenere quindi un terzo mandato di governo. La proposta non fu però approvata, non essendo stata raggiunta la maggioranza richiesta dei 2/3 dei parlamentari.

Dopo otto anni di governo, la presidente Kirchner ha lasciato il Paese in difficili condizioni economiche: nel 2015 l'Argentina si trovava in una situazione di stagnazione, il debito pubblico era in aumento (dal 45,3% del PIL del 2014 al 52,1% del 2015), la bilancia dei pagamenti era in negativo e l'inflazione al 20%. Il 31 luglio 2014 l'Argentina fu stata dichiarata in stato di "default" tecnico, non avendo pagato i debiti nei confronti degli obbligazionisti che, nel 2005, avevano aderito alla ristrutturazione del debito.

Nel gennaio 2015 la presidente Kirchner affrontò la più grave crisi politica che abbia investito il suo potere: dopo la morte del procuratore Alberto Nisman, fu incriminata, assieme ad altri membri del suo entourage, il 15 febbraio per aver ostacolato la giustizia mettendo in atto un piano per insabbiare le responsabilità dell'Iran nell'attentato terroristico contro un centro ebraico, avvenuto a Buenos Aires nel 1994. Il giudice federale Daniel Rafecas ha poi respinto l'incriminazione il 26 febbraio 2015, dichiarando infondate tutte le accuse formulate dal sostituto procuratore Alberto Nisman e formalizzate quattro giorni prima che fosse trovato morto in circostanze misteriose nel suo appartamento (cfr. la sezione Controversie).

Kirchner, ormai al secondo mandato, non si ripresentò alle elezioni presidenziali del 2015: il Partito Giustizialista candidò Daniel Scioli, sostenuto anche dai kirchneristi del Fronte per la Vittoria, che venne sconfitto al ballottaggio da Mauricio Macri, sostenuto da Cambiemos. L'avvicendamento con il nuovo presidente ha destato alcune polemiche, dal momento che Macri, sebbene avesse rilasciato dichiarazioni a giornali e televisioni nelle quali affermava che si era accordato con Cristina Kirchner affinché il suo insediamento avvenisse davanti al congresso argentino, ha poi richiesto che il suo insediamento avvenisse nella Casa Rosada (casa ufficiale del presidente della Repubblica Argentina). Tale richiesta, sebbene fosse incostituzionale (all'art. 93 della Costituzione argentina si stabilisce che il presidente deve prestare giuramento, e quindi ricevere il mandato dal presidente uscente, davanti al Congresso) è stata accolta da un giudice che ha emesso un provvedimento giudiziario volto a far terminare il mandato di Cristina Kirchner alle ore 00.00 del giorno 10 dicembre, affinché questa fosse obbligata a lasciare la Casa Rosada in piena notte e in modo da far sì che Mauricio Macri potesse giungere alla dimora presidenziale senza la presenza di Cristina Kirchner. È stata la prima volta dal ritorno della democrazia in Argentina che un presidente violava questo articolo della Costituzione (non tenendo conto della presa di potere di Alfonsín che però si trovava in una situazione anomala, dato che, fino poche ore prima della sua elezione, in Argentina vigeva una dittatura militare).

Politiche della sua presidenza Le nazionalizzazioni Nel 2008 il governo nazionalizzò la compagnia aerea di bandiera, Aerolíneas Argentinas e Austral Líneas Aéreas. Venne anche nazionalizzato il sistema aeroportuale di Aeropuertos Argentina 2000, con la conseguente maxi-opera di ristrutturazione ed ampliamento dell'Aeroporto internazionale Ministro Pistarini-Ezeiza e Aeroparque Jorge Newbery. L'amministrazione di Aerolíneas Argentinas è stata affidata ai giovani militanti dell'organizzazione La Campora, braccio politico giovanile del movimento kirchnerista. La gestione dell'azienda è stata segnata dal diffuso clientelismo, come la nomina in posti chiave di persone senza esperienza. Nel 2013, Aerolineas Argentina perdeva quasi un miliardo di dollari statunitensi all'anno e si collocava tra le compagnie aeree meno efficienti al mondo.

Il 17 marzo 2009 il governo annunciò che la ex "Fábrica Militar de Aviones" (FMA) sarebbe stata reincorporata all'apparato statale relativo al trasporto aereo. Fondata nel 1927, venne privatizzata nel 1995 e consegnata alla Lockheed Martin, durante il governo di Carlos Menem. Con questo progetto s'intendeva, oltre che recuperare la strada persa in ambito aeronautico, fornire eventuale appoggio per la manutenzione degli aerei della nuova compagnia statale argentina. La decisione venne approvata alla camera con 152 voti favorevoli contro 21 astenuti.

Vennero nazionalizzati i fondi pensionistici e utilizzati nel finanziamento della crescente spesa pubblica.

Nel 2012 Cristina Fernández ha rinazionalizzato la YPF (Yacimientos Petrolíferos Fiscales), la compagnia energetica argentina fondata nel 1922 e privatizzata nel 1993 (vedi Politica energetica).

Programma di rimpatrio dei ricercatori all'estero Il governo ha finora totalizzato 800 rimpatri di scienziati provenienti dall'estero, per quello che riguarda il progetto "RAICES".

Politica economica