La chiesa di San Martino è un edificio sacro che si trova a Coreglia Antelminelli in provincia di Lucca.

Storia e descrizione La chiesa, che presenta anche all'esterno un caratteristico aspetto asimmetrico, rimane una delle più antiche della valle del Serchio tuttora esistenti e risale, per alcuni già al IX secolo, fase a cui risalirebbero il fianco sinistro e la testata absidale della navatella di sinistra. In realtà la maggior parte degli studiosi data l'edificazione della chiesa alla prima metà dell'XI secolo, quando il vescovo lombardo Giovanni da Besate (1023-1056) si occupò di costruire molte chieseAnnamaria Ducci, La scultura del medioevo, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pagg. 51 - 53.. A questo periodo risalgono comunque sicuramente l'abside con monofore, la testata absidale della navatella destra, i sostegni con i capitelli, le arcate con il paramento murario al di sopra all'interno. Più tardo viene considerato di solito il fianco destro.

La facciata mostra segni del rimaneggiamento cinque-seicentesco nel portale fiancheggiato da due finestre, mentre il campanile, eretto fra il 1847 e il 1856, ha sostituito quello trecentesco.

Il fianco sinistro presenta una decorazione di archetti pensili che si interrompe in corrispondenza del portale, rilevato. L'importanza dimensionale di quest'ultimo portale antico e l'interruzione delle murature in facciata in corrispondenza di quello moderno farebbe pensare che la chiesa mancasse di accesso dall'attuale facciata, dove poteva invece esserci un'altra abside, contrapposta a quella esistente. La sopraelevazione in arenaria si data entro il TrecentoMarco Frati, Scrigni di pietra. Edifici religiosi nella valle del Serchio tra XI e XIV secolo, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 30..

Sullo stesso fianco sinistro è anche un architrave reimpiegato, frammentario e consunto, con tre turbinate ed un volatile sullo sfondo di una scacchiera, motivo di origine altomedievale ma attestato ancora all'inizio dell'XI secolo.

L'abside, con monofore e con consueta decorazione ad archetti pensili su mensole o lesene, si distingue per un peculiare motivo a dente di sega disposto in due file orizzontali, non comune in Lucchesia.

L'interno, ancora leggibile nel suo impianto antico, è a pianta pressoché quadrata, divisa in tre navate da colonne realizzate con diversi elementi lapidei, che sostengono capitelli cubi o trapezoidali, schiacciati oppure sostituiti da semplice abaco. Quelli di destra, incisi o lavorati a bassorilievo, presentano semplici decorazioni a funi, ad ovuli o a dentelli di ispirazione classica come i cerchi, anche concentrici, semplificazioni delle volute ioniche, mentre le scheletriche palme sono un retaggio paleocristiano. Un capitello della navata sinistra si distingue per la presenza, negli angoli, di figure umane nude, forse oranti.

Di fine Cinquecento è la decorazione ad affresco del catino absidale con lAssunzione della Vergine. Note

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