La chiesa di San Francesco è una chiesa della città di Lucca, situata nella piazza omonima con l'omonimo ex convento annesso. Oggi la chiesa è sconsacrata ed è utilizzata come sala concerti o per congressi.

Storia La presenza dei francescani a Lucca è attestata già nel 1228, e il nuovo ordine assunse subito un ruolo preminente nella vita cittadina. La chiesa, costruita in laterizio a aula unica con copertura a capriate, venne completata entro il 1430 con l'inserimento di tre cappelle presbiteriali. Per la facciata, che mostra ai lati del portale due arche sepolcrali, fu adottato un rivestimento in calcare bianco, rimasto incompiuto a lungo. La cura per l'arredo procedette parallelamente alla costruzione del complesso, e proseguì dal Trecento al Seicento.

Tra tardo Quattrocento e primo Cinquecento vi fu un aggiornamento in senso rinascimentale che riguardò gli altari e le pareti che vennero affrescate, ma che non comprese opere di scultura. La chiesa accolse pale di Michele Ciampanti e tre di Vincenzo Frediani, una perduta, una forse identificabile nella Madonna e sante francescane del Petit Palais di Avignone e la Disputa dell'Immacolata Concezione oggi a Villa Guinigi. Gli interventi si conclusero all'inizio del XVI secolo con le pale di Agostino Marti e di Zacchia il vecchio.

Tra Cinquecento e Seicento vi fu un ulteriore aggiornamento in senso controriformato con l'erezione di nuovi altari corredati di pale che le dette l'aspetto che oggi conserva.

L'avvento del passaggio al demanio nel 1840 sconvolse l'aspetto della chiesa e parte dei suoi dipinti furono destinati alle costituende strutture museali lucchesi. L'interno venne ristrutturato nel 1844 da Giuseppe Pardini che gli dette un aspetto neomedievale conservando però gli altari cinque-secenteschi.

La chiesa tornò di proprietà del comune di Lucca nel 1901 e venne riaperta al culto nel 1910. La facciata, dopo secoli, venne portata a termine nel corso degli anni venti del XX secolo ed inaugurata solennemente il 6 novembre del 1927..

Nel 2003 i frati francescani hanno lasciato il convento e l'intero complesso è stato acquistato del comune di Lucca e, nel 2010, è stato poi rilevato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.Nel 2007 a causa di lavori di ristrutturazione e di scavo nell'adiacente edificio, definito "stecca", condotti da FCRL per gli appartamenti del personale della Scuola IMT, si è generato un grave dissesto alla struttura conventuale, danno non ammesso dal Comune, che ha fatto crollare la valutazione del complesso. Per analoghe lesioni provocate dagli stessi lavori ad un'altra ala privata adiacente, il danneggiatore ha rimborsato immediatamente i danni acquisendo l'immobile.

La parte pubblica del complesso è stata quindi ceduta dall'Amministrazione comunale alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca per 7,3 milioni di euro ma nel bilancio comunale risultano solo 3.

Le parti acquisite del complesso, tra cui la chiesa e i chiostri, sono stati oggetto di un importante intervento di restauro tra il 2011 e il 2013, costato 50 milioni di euro. La cerimonia per l'inaugurazione del complesso si è tenuta nella chiesa di San Francesco il pomeriggio del 6 luglio 2013 alla presenza anche di esponenti del mondo politico, tra cui Maria Chiara Carrozza, all'epoca ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Descrizione

L'esterno della chiesa è caratterizzato dalla facciata, completata nel 1930 con la realizzazione della parte superiore. Il paramento murario del prospetto è bicromatico, con fasce più larghe di calcare bianco alternate a fasce più strette di calcare grigio. La parte inferiore presenta, al centro, il portale strombato con lunetta dipinta e, ai lati, due arcate cieche a tutto sesto con arche sepolcrali; nella parte superiore, invece, si apre il rosone, affiancato da quattro stemmi marmorei a bassorilievo che, in senso orario, da sinistra in alto, raffigurano il simbolo dell'Ordine francescano, un fascio littorio, lo stemma della città di Lucca e un leone rampante..

L'interno della chiesa è costituito da un'aula a navata unica coperta con soffitto a capriate lignee e illuminata da bifore aperte nel 1844. Nella chiesa vi sono varie sepolture, tra le quali quella di Giovanni Guidiccioni, di Ugolino Visconti, di Francesco Geminiani e di Luigi Boccherini, nonché di molti esponenti di rilievo della storia lucchese, tanto da essere considera il Pantheon di Lucca

Lungo le pareti laterali, che sono decorate con affreschi monocromi, vi sono vari altari marmorei ospitanti pale dipinte. Al terzo altare destro è uno dei tre dipinti di Pietro Ricchi per la chiesa, raffigurante San Francesco che riceve le stimmate, databile tra 1655 e 1665.

In fondo alla navata vi è il presbiterio a pianta quadrangolare delimitato da una balaustra ed ospitante l'altare maggiore barocco, coperto con una volta a crociera. Alle spalle dell'altare maggiore, nell'abside, si trova l'organo a canne della chiesa, costruito tra il 1930 e il 1940 dai Fratelli Turrini e restaurato nel 2013 dalla ditta Michelotto. Lo strumento è a trasmissione elettropneumatica e dispone di 16 registri reali per un totale di 1086 canne. La sua consolle, indipendente e anch'essa situata nell'abside, dispone di due tastiere di 58 note ciascuna e pedaliera concava di 30 note, con registri e unioni azionati da placchette a bilico e combinazione libera a pistoncino.

Il presbiterio è affiancato da due cappelle: nella cappella di destra, di patronato Pagnini, rimangono i resti di un ciclo pittorico con Storie mariane attribuito a Baldassarre di Biagio ed eseguito nell'ottavo decennio del Quattrocento e restaurato nel 1960. Le due lunette con la Presentazione al tempio e lo sposalizio della Vergine a destra e lIncontro di Gioacchino ed Anna e la natività della Vergine a sinistra, presentano uno stile di impronta lippesca nel quale si vede la citazione dei motivi ornamentali civitaleschiMaria Teresa Filieri, Matteo Civitali e Baldassarre di Biagio "pictores", in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo, 2004, pag. 92..

La lunetta della porta presso la cappella a sinistra del presbiterio presenta un affresco con la Madonna col Bambino del tardo Quattrocento di un pittore prossimo a Michelangelo di Pietro, raro resto della decorazione rinascimentale della chiesa. Sempre alla parete sinistra, al quinto altare è il Noli me tangere del Passignano, seguito da altre due opere di Pietro Ricchi: il Miracolo di Sant'Antonio da Padova si trova al quarto altare, eretto dalla famiglia Martini e recante la data 1655, utile post quem per la datazione della pala, che si situa nella seconda metà del sesto decennio. LAssunzione della Vergine tra apostoli e santi è invece al terzo altare e presenta sul sepolcro a destra un'iscrizione con la data 1664Roberto Contini, Lucca: solo luogo della memoria?, in Pietro Ricchi, 1606 - 1675, catalogo della mostra a cura di Marina Botteri Ottaviani, Milano, 1996, pag. 53.. Al secondo altare sinistro è collocata una Natività di Federico Zuccari, che sostituì una tavola di medesimo soggetto del primo Cinquecento dipinta da Zacchia il vecchio.

La chiesa conservava, all'altare di santa Elisabetta, una pala commissionata nel 1498 a Vincenzo Frediani, identificata di solito con una tavola oggi ad Avignone, dipinta per opinione concorde degli studiosi da Sano Ciampanti, probabilmente "in subappalto"Gigetta Dalli Regolii, I pittori nella Lucca di Matteo Civitali. Da Michele Ciampanti a Michele Angelo di Pietro, in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo 2004, pp. 118 - 119..

Il convento L'ampio convento si articola in tre chiostri. Tra quello più vicino alla chiesa e il retro della stessa si trova la Cappella di Santa Lucia, costruita tra 1354 e 1358 da Francesco di Bartolomeo Guinigi come luogo di sepoltura familiareGabriele Donati, Lucca al tempo di Paolo Guinigi, Lucca 2007, pag. 34..

Note

Bibliografia

Isa Belli Barsali, Lucca. Guida alla città, Lucca 1988.

Maria Teresa Filieri, Il rinnovamento delle chiese lucchesi alla fine del Quattrocento, in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo 2004, pp. 207 - 235.

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