La chiesa di San Giovanni Battista a Senni si trova nel comune di Scarperia, in provincia di Firenze.
Storia e descrizione La chiesa, già documentata nel 1145 e di patronato degli Ubaldini. è nota per il miracolo eucaristico che vi sarebbe avvenuto nel 1459, quando l'ostia divina non si sarebbe staccata dalla patena per essere comunicata ad una donna che non si era pentita del rancore che aveva per un'altra donna. Dell'evento rimane memoria in un dipinto di gusto popolaresco conservato nella canonica.
A seguito anche dell'accresciuta importanza devozionale, dal 1461 la chiesa assunse il titolo di prioria e ciò dovette essere l'occasione per nuovi interventi decorativi ed edilizi, come la costruzione del portico in facciata, eretto nella seconda metà del Quattrocento.
Con Papa Leone X, all'inizio del XVI secolo, il patronato della chiesa passa al Capitolo fiorentino. Nel 1542 la chiesa fu quasi completamente distrutta dal terremoto di quell'anno e successivamente ricostruita. Dal 1613 la chiesa fu tenuta dai cappuccini del vicino convento di san Carlo, fondato l'anno precedente.
L'edificio fu restaurato l'ultima volta nel 1928, dopo il terremoto del 1919.
La facciata a capanna è preceduta da un portico quattrocentesco presenta eleganti capitelli di gusto michelozziano. In alto è una finestra circolare e un bassorilievo di un cherubino. A sinistra un portale con timpano spezzato introduce alla cappella della Compagnia del SS. Sacramento ed oltre è un piccolo cimitero.
L'interno è a navata unica con copertura a capriate lignee. Singolare il pavimento in granito nero con liste di marmo bianco. In controfacciata, l'occhio è ornato da una vetrata con il Redentore benedicente delle Fornaci San Lorenzo, attribuibile, per il disegno, a Galileo Chini. Sulla parete sinistra è collocato un dipinto anonimo con Sant’Antonio Abate con angeli e cherubini, databile tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo. Sulla stessa parete si aprono due monofore con vetrate assegnabili anch'esse ai Chini.
Più vicino al presbiterio sono due altari laterali: a quello di destra si trova una tela centinata con la Vergine Assunta in gloria e angeli, replica anonima da una tela di medesimo soggetto dipinto da Antonio Domenico Gabbiani nel 1720, oggi alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti. A quello di sinistra è un dipinto secentesco con una Ultima Cena.
Il presbiterio è ornato da un Crocifisso ligneo della fine del Quattrocento assegnabile alla bottega di Benedetto da Maiano. Dietro l’altare maggiore, al centro della parete di fondo, è sistemato un ciborio forse risalente al tardo Quattrocento. Ai lati si vedono due vetrate policrome figurate firmate anch'esse dalla manifattura delle Fornaci San Lorenzo: una raffigura un Agnus Dei entro un tondo, mentre l’altra, sempre entro un tondo, un mazzo di gigli e la sigla MA, entrambe anch'esse attribuite a Galileo Chini.
In chiesa era anche un dipinto con la Madonna col Bambino fra san Giovanni Battista e san Sebastiano di ambito fiorentino della prima metà del XVI secolo, una derivazione del dipinto del Perugino, fatto trasportare dal granduca Pietro Leopoldo a Firenze e oggi agli Uffizi. La tavola, forse attribuibile a Baccio Ubertini, fratello del Bachiacca, è oggi nel Museo di arte sacra "Beato Angelico" di Vicchio.
Bibliografia
AA. VV., Chiese, cappelle, oratori di Scarperia e San Piero a Sieve e del suo territorio, Città di Castello, 2021.
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