L'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" di Napoli le è stata intitolata perché eretta presso la cittadella monastica da lei fondata.
Biografia Nacque a Napoli da una famiglia originaria di Cetara da GirolamoBENINCASA, Orsola treccani.it, al lavoro sulle fortificazioni cittadine di origini senesi, imparentata con santa CaterinaSilvana Menchi, nella voce su Treccani.it che riporta il testo da Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 8 (1966), scrive che l'origine senese, riportate dai primissimi biografi, «non hanno probabilmente consistenza alcuna», e Vincenza Genuina.
Orfana di padre sin da giovanissima, Suor Orsola era l'ultimogenita di una famiglia dotata di grande fervore religioso, dove il primogenito si era fatto prete e in cui, secondo i biografi, Suor Orsola aveva imposto alla famiglia un comportamento tale «da far parlare di rigore claustrale»; da giovane tentò di farsi ammettere tra le clarisse cappuccine del monastero di Santa Maria di Gerusalemme, ma fu rifiutata: attorno al 1581 si ritirò quindi in un eremo presso il Castel Sant'Elmo, sul Vomero, acquistando fama di santità e attirando numerose discepole.
Dopo un'esperienza mistica, il 3 maggio del 1582 fu ricevuta in udienza a Frascati da papa Gregorio XIII, al quale comunicò di aver ricevuto da Dio l'incarico di trasmettergli un messaggio di riforma per tutta la Chiesa. Fu quindi sottoposta all'esame di una commissione, di cui facevano parte Giulio Antonio Santorio e Filippo Neri, che riconobbe le sue virtù.
Tornata a Napoli, nel 1582 fondò la Congregazione delle oblate della SS. Concezione di Maria, suore di vita attiva dedite all'educazione della gioventù e, dopo una visione che sarebbe avvenuta il 2 febbraio 1617, fondò la Congregazione delle romite dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine, monache di rigorosa clausura, dedite alla preghiera contemplativa per sostenere, con la forza della preghiera, il lavoro apostolico delle oblate.
Nel 1614 la Benincasa avrebbe ricevuto nel suo convento la religiosa Giulia Di Marco, ritenuta santa da una gran parte del popolo di Napoli, ma che da lì a poco sarebbe stata tratta con la forza a Roma, dove fu condannata per eresia.Vita della venerabile Serva di Dio Orsola Benincasa, napoletana, Giovanni Bonifacio Bagatta, 1671
Morì a Napoli il 20 ottobre del 1618. Prima del decesso aveva chiesto che le sue religiose fossero sottoposte al governo e alla direzione spirituale dei chierici regolari teatini ma i padri rifiutarono la proposta, perché contraria alle loro costituzioni: solo nel 1633, ottenuta l'autorizzazione di Papa Urbano VIII, le oblate e le romite passarono ufficialmente sotto la giurisdizione dei teatini, di cui adottarono il nome.
Il culto Le virtù eroiche di suor Orsola Benincasa furono proclamate il 7 agosto 1793 nella basilica romana di Sant'Andrea della Valle da Papa Pio VIl'atto, scrisse Silvana Menchi, «destò alcune riserve (L. von Pastor, Storia dei Papi, XVI, 3, Roma 1934, pp. 264 s.)», che perciò le attribuì il titolo successivo di Venerabile.
Note Annotazioni
Fonti
Bibliografia
Voci correlate Suore Teatine dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine Complesso monastico di Suor Orsola Benincasa Università degli studi Suor Orsola Benincasa
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