LUnità 731 era un'unità segreta di ricerca e sviluppo di armi chimico-biologiche dell’Esercito imperiale giapponese, attiva durante gli anni della seconda guerra sino-giapponese (1936-1945). Dal 1936 venne stabilita nella città di Harbin, in Manchukuo, e aveva sedi attive in Cina e nel Sud-est asiatico.
Il gruppo di ricerca dell'Unità si era inizialmente riunito sotto il nome di Divisione per la Prevenzione Epidemica dell'Armata del Kwantung, poi nota come Unità Togo e successivamente sotto il nome di Divisione per la Prevenzione Epidemica e Rifornimento idrico dell'Armata del Kwantung (). Soltanto nel 1941 l’unità prese ufficialmente il nome di Unità militare 731 del Kwantung.
Essa era stata inizialmente creata sotto la giurisdizione della Kempeitai, la polizia militare giapponese; successivamente ne era stato affidato il comando a Shirō Ishii, medico e ufficiale dell’esercito giapponese che aveva ottenuto il grado di Maggiore nel 1932, Colonnello nel 1938 e Generale nel 1941. La base di ricerca fu costruita dal 1936 ad Harbin, in sostituzione alla fortezza Zhongma. Presso le varie sedi, le attività principali erano soprattutto la produzione, la sperimentazione e la conservazione di armi biologiche.
Furono condotti regolarmente esperimenti letali su esseri umani, prigionieri di guerra e comuni cittadini cinesi, a cui ci si riferiva come maruta (丸太, tronchi), per testare gli effetti di malattie, virus e infezioni, con l'obiettivo di verificare il loro possibile utilizzo come armi in guerra. Vivisezioni, infezione o avvelenamento su individui all’interno del laboratorio e cittadini di villaggi cinesi all’esterno furono solo alcune delle atrocità commesse dai membri dell'unità. Così come nel caso del massacro di Nanchino e delle "comfort women", il numero delle vittime effettivo è dibattuto; la maggior parte degli esperti afferma che almeno 3000 persone persero la vita negli esperimenti condotti dall’Unità 731 fino al 1945.
I ricercatori coinvolti nell'Unità 731 ricevettero segretamente protezione dagli Stati Uniti, in cambio delle informazioni ottenute tramite sperimentazione umana, che gli statunitensi avrebbero potuto riutilizzare nella realizzazione di un proprio programma di armamento biologico. Alcuni ricercatori furono catturati dai sovietici e processati nel processo di Chabarovsk, ma la richiesta di persecuzione di Ishii e dei suoi collaboratori fu respinta dal governo statunitense.
Storia La creazione
Nel periodo tra il 1928 e il 1930, mentre Ishii stava trascorrendo due anni di studio e ricerca all'estero, il Giappone aveva occupato la zona nord-orientale della Cina, portando la Manciuria sotto il proprio controllo. Le truppe giapponesi avevano occupato Harbin, capitale della provincia di Heilongjiang, in Manciuria settentrionale, il 5 febbraio 1932. Ishii sarebbe arrivato qualche mese dopo ad Harbin; una volta stabilitosi, non ebbe difficoltà nel lanciare il suo progetto di armamento biologico. I suoi piani di ricerca furono accolti con entusiasmo, considerato il ruolo che le armi biologiche potevano ricoprire qualora fosse scoppiato un conflitto con i sovietici; visto il sospetto che essi fossero già impegnati in simili attività di ricerca, la produzione giapponese era giustificata come autoprotezione. Harbin presentava sia vantaggi che svantaggi come base di ricerca: era una città nuova, costruita nel 1897 quando i russi avevano deciso di renderla punto di intersezione della ferrovia e centro industriale-commerciale, ed era popolata da migliaia di cinesi, coreani, mongoli, russi, europei e statunitensi. Come la maggior parte delle Concessioni, la città era suddivisa in tre aree: una, successivamente rinominata Vecchia Harbin, era la zona industriale dove risiedeva la maggior parte della popolazione estremamente povera; la seconda era popolata da cinesi medio-benestanti, e la terza era la Concessione russa, riservata agli stranieri e successivamente nota come Nuova Harbin. Il problema nel creare un centro di ricerca nel cuore di una città così popolata era il rischio di venire facilmente scoperti.
Celebre è l’affermazione di Ishii: "Esistono due tipi di ricerca per le armi batteriologiche, A e B. A è ricerca di attacco e B è ricerca di difesa. La ricerca del vaccino è di tipo B, e questa può essere fatta in Giappone. Tuttavia, una ricerca di tipo A può soltanto essere svolta all’estero." Inizialmente, il laboratorio di ricerca era stato istituito nel settore industriale della città, il distretto di Nan Gang. Questo era utilizzabile solamente per una ricerca di tipo B, e occasionalmente, con le dovute precauzioni, si potevano eseguire esperimenti sugli umani. Presto divenne però evidente che sarebbe stato necessario un altro luogo per condurre una ricerca di tipo A; il nuovo piano prevedeva che Ishii e i collaboratori avrebbero continuato la ricerca sui vaccini presso la struttura di Harbin, mentre una struttura fuori dalla città sarebbe stata utilizzata per quella di tipo A.
L'Unità Togo a Zhongma Nell'estate del 1932, un gruppo di ufficiali e soldati giapponesi marciò su Beiyinhe, un insieme di piccoli villaggi conosciuti dagli abitanti del luogo come “Città Zhongma”, e ordinò agli abitanti di lasciare il villaggio in tre giorni. Il villaggio era costruito sulle rive del fiume Beiyin e adiacente alla linea ferroviaria Lafa-Harbin, poco più di 100 chilometri a sud della città di Harbin. L’ufficiale incaricato dell’operazione era Ishii, chiamato dai locali Zhijiang Silang; il suo lavoro doveva restare segreto, pertanto Ishii dovette adottare un nome in codice per sé stesso e per la sua unità. Scelse il nome in codice “Unità Togo”, in onore dell’Ammiraglio Togo Heihachiro. L’Unità Togo fu così stabilita a Beiyinhe, la cui vicinanza con la Ferrovia della Manciuria meridionale permetteva il facile trasporto dei macchinari e delle cavie umane da laboratorio. Tutti gli individui coinvolti nella ricerca erano medici dell’esercito; secondo alcune fonti, la portata del progetto di ricerca coinvolgeva circa dieci medici, insieme a cento membri del personale, ma altre fonti invece riferiscono che all’inizio Ishii avesse a disposizione circa 300 uomini.
Le armi biologiche che Ishii aspirava a sviluppare avevano come bersaglio gli esseri umani; per tale motivo, riteneva essenziale avere a disposizione una struttura per la sperimentazione umana. Il luogo dove si svolgevano le attività era il campo di sperimentazione e prigione Zhongma, chiamato dai residenti "Castello Zhongma"; la struttura aveva un'estensione di circa 600 m2, costruita per contenere un massimo di 1000 persone e circondata da mura in mattoni alte tre metri, sormontate da recinzioni elettriche e filo spinato, ai cui quattro lati erano site le torri di vedetta. La prima ala comprendeva la prigione, i laboratori, un forno crematorio e una discarica; la seconda ala gli uffici, gli alloggi, una mensa, i magazzini e i parcheggi per i veicoli militari. La fuga di alcuni prigionieri nel 1934 e l’esplosione della discarica di munizioni nel 1935 spinsero Ishii a spostare la ricerca in un altro luogo e procedere con la fase due del progetto. Abbandonando la struttura nel 1937, Ishii si assicurò la massima segretezza con la sua demolizione e con l’uccisione di chiunque potesse rivelare le attività, prigionieri inclusi.
L'Unità 731 a Pingfang I superiori di Ishii nell'Armata del Kwantung, l'élite nella comunità scientifica e i suoi sostenitori all'interno del Comando militare erano soddisfatti dei risultati e progressi delle sue ricerche. Nel 1936, Ishii fu insignito della posizione di Capo della Divisione per la Purificazione idrica, come adeguata copertura per le attività segrete. In seguito altri 18 o più rami della divisione furono creati sotto il diretto controllo di Ishii. La base principale delle operazioni era nota come Complesso di Pingfang, un agglomerato di circa dieci villaggi a 24 km a sud di Harbin, di cui almeno otto erano stati conquistati dai giapponesi tra il 1936 e il 1938. Le dimensioni del complesso erano enormi: comprendeva almeno 65 edifici, tra cui un edificio amministrativo, laboratori, stalle, un edificio per autopsie e dissezioni, un laboratorio per esperimenti da congelamento, una fattoria, una prigione speciale, una fabbrica, tre fornaci e alcune strutture ricreative. Il complesso era protetto da una serie di fortificazioni, come era stato per Beiyinhe, e da quattro vie di accesso, di cui quella a sud solo per gli uomini di Ishii, quella ad ovest per le emergenze e quelle ad est e a nord per i lavoratori cinesi.
La nuova Unità, che consisteva in un nucleo di scienziati e soldati del precedente gruppo dell’Unità Togo, insieme a nuovi scienziati e ricercatori provenienti da università giapponesi ed altre istituzioni private, fu chiamata Unità Ishii. Nel 1941, per mascherare ulteriormente le attività di ricerca delle armi biologiche, le fu dato il codice 731. Il gruppo di ricerca dell’Unità 731 fu istituito nel 1936 a Pingfang come “Divisione per la Prevenzione Epidemica e Rifornimento Idrico dell’Armata del Kwantung” tramite approvazione da decreto imperiale; il primo gruppo di nuovi membri consisteva di sette professori e istruttori, giunti nel 1938 dall’Università Imperiale di Kyoto e noti come i "Grandi Sette". Con l’espandersi del fronte del conflitto in Cina nel 1937, furono stabilite nelle principali città cinesi alcune unità affiliate alla 731, anch’esse ufficialmente istituite con il nome di “Divisione per la Prevenzione Epidemica e Rifornimento Idrico”. Nel 1941, quando l’Unità fu rinominata “Unità militare 731 del Kwantung”, tutti i membri e macchinari collocati nelle altre aree furono riallocati a Pingfang e il numero complessivo dei lavoratori crebbe fino a duemila.
Con l’aumento repentino delle attività, tra il 1939 e il 1940 l'unità fu sottoposta a molteplici espansioni e riorganizzazioni sotto il controllo del Quartier generale, raggiungendo la presenza di oltre 3000 scienziati e tecnici. La struttura era ormai diventata un progetto di tale portata che era necessaria una copertura per non insospettire la popolazione locale; di conseguenza, la popolazione fu informata dai collaboratori di Ishii che i giapponesi stavano costruendo una segheria, da cui nacque il termine maruta (丸太, tronchi), utilizzato dai membri della struttura per indicare i soggetti degli esperimenti.
La fine della seconda guerra mondiale, la dissoluzione e i processi Durante gli ultimi mesi della guerra, Ishii si stava preparando per un attacco contro gli Stati Uniti con le armi biologiche chiamato "Operazione Fiori di Ciliegio nella Notte" (夜櫻作戰, Yozakura Sakusen); consisteva nell’invio di una ventina di aerei per causare epidemie in California, a partire da San Diego, e fu finalizzato il 26 marzo 1945. Cinque sottomarini di classe I-400 si sarebbero dovuti dirigere fino alla costa statunitense; ognuno trasportava tre Aichi M6A Seiran carichi di pulci infette, che sarebbero state liberate in palloni o con lo schianto del mezzo. La data della missione era stata fissata per il 22 settembre, ma non fu mai portata a termine per la resa giapponese del 15 agosto. L'8 agosto 1945, tra i due bombardamenti atomici, l'URSS dichiarò guerra all'Impero giapponese e nell'arco di due settimane abbatté la vantata Armata del Kwantung, occupando vaste zone della Manciuria e alcuni punti dell'adiacente colonia di Corea.
La dissoluzione dell'Unità