La chiesa di San Cristoforo in Perticaia è un edificio religioso che si trova nel comune di Rignano sull'Arno, in provincia di Firenze.
Storia Documentata fin dalla prima metà del secolo XI (all'edificio sacro si accenna già in un atto notarile risalente al 1037, che certifica il passaggio di proprietà degli oratori intitolati a San Cristoforo e San Martino, donati dal chierico Alberto a Grimaudo), nel 1043 la chiesa venne ceduta all'abbazia di Vallombrosa.
In un momento imprecisato ma probabilmente alla metà del Duecento la chiesa passò sotto il patronato dei Bardi, che avevano estesi possedimenti in zona, terminato solo nel 1924. Quasi nulla rimane della prima fase romanica e di interventi successivi di gusto gotico.
Alla chiesa si fa riferimento nella descrizione della visita pastorale del 1436, quando viene indicata come una delle undici chiese suffraganee della pieve di San Leolino, e, più tardi, in un inventario risalente al 1564, che fa riferimento alla visita pastorale del 1532 da parte del vescovo di Fiesole Braccio Martelli e dà notizia dell'unione a San Cristoforo delle chiese di San Piero (si ignora quale delle vicine) e di Santa Maria a Novoli (da non confondere con l'omonima chiesa fiorentina). Secondo lo stesso documento cinquecentesco, inoltre, la chiesa è sede della compagnia del Corpus Domini.
Tra 1735 e 1740 la chiesa fu dotata di portico e di campanile e completamente rifatta per volontà dei patroni, i Bardi di Vernio, e del parroco Michele Fazzini, come si legge in diverse iscrizioni all'esterno e all'interno della chiesa. Nel 1899, infine, San Cristoforo ottenne il titolo di pieve per volontà del vescovo di Fiesole David Cammilli.
Tra 1993 e 1997 un raffinato restauro legato all'insediamento di monaci benedettini, ha condotto anche al recupero dell'adiacente convento dopo decenni di abbandono, ed ha consentito anche di scoprire alle pareti affreschi inediti.
Descrizione La chiesa, di origine romanica come quasi tutte quelle del territorio rignanese, si presenta oggi in una veste totalmente diversa. All'esterno la facciata intonacata è preceduta da un portico classicheggiante a cinque arcate più due architravate che un'iscrizione dice voluto da Michele Fazzini e completato nel 1740. Al di sopra del portico è una finestra termale spezzata e più in alto un piccolo occhio, probabilmente nella posizione subito al di sotto del culmine di una precedente, originaria facciata a cuspide.
L'attuale elegante assetto dell'interno ad aula unica, conclusa da coro e comprendente quattro altari laterali risale alla ristrutturazione attuata nel Settecento, come la sua decorazione. La copertura a botte nasconde il più antico tetto a capriate. Gli altari sono tutti datati 1736 e furono voluti dal menzionato Fazzini, eccetto il secondo a destra, della Confraternita del Rosario, comunque recante la stessa data.Informazioni reperibili in loco nelle iscrizioni al di sotto degli altari. Gli altari erano tutti dotati di tele coeve, due assegnabili a Pietro Marchesini e le altre di altri pittori non identificati, che non sono più presenti perché probabilmente rubate durante gli anni di abbandono della chiesaLucia Bencistà, Rignano sull'Arno. Rileggendo il territorio tra arte e storia, in Arte e Restauro a Rignano sull'Arno, a cura di Lucia Bencistà, Elia Bruttini, Carlo Fabbri, Lucia Fiaschi, San Giovanni Valdarno, 2025, pagg. 53 -55.. In controfacciata è un organo proveniente dalle collezioni medicee.
L'interno mostra ancora tracce di affreschi di discreta qualità, che dovevano estendersi almeno per la maggior parte della chiesa, e che rivelano alcune fasi storiche di essa. Un notevole frammento rappresentante poco meno della metà di una Madonna della Misericordia è stata ritrovata presso il primo altare sinistro ed è databile all'ultimo Duecento. Attribuibile ad un pittore seguace di Cimabue, l'affresco, in cattive condizioni nonostante il restauro, doveva trovarsi presso il tramezzo che divideva lo spazio della chiesa tra la parte dei laici e quella dei religiosiDuccio Rossi, La Chiesa di Santa Maria in San Cristoforo in Perticaia. Un palinsesto di affreschi dal XIII al XVI secolo, in Arte e Restauro a Rignano sull'Arno, a cura di Lucia Bencistà, Elia Bruttini, Carlo Fabbri, Lucia Fiaschi, San Giovanni Valdarno, 2025, pagg. 73 - 81..
Altri affreschi in fondo alla parete sinistra con San Michele Arcangelo e San Giovanni Battista inseriti in arcate, sono frammenti di una teoria di almeno cinque santi inseriti in edicole con archi a tutto sesto o trilobati, e sono da riferirsi ad un pittore di cultura aretina e databili probabilmente al sesto decennio del Trecento. Il falso paramento a conci dipinto a sinistra del Battista risale ad una campagna decorativa precedente, forse dell'inizio del secolo.
Un'altra figura frammentaria di Angelo, forse parte di un'Annunciazione del secondo quarto del Quattrocento si trova all'inizio della navata sinistra ed è accostabile a Paolo Schiavo e soprattutto a Bicci di Lorenzo. Accanto è un altro frammento con due notevoli figure di San Sebastiano e Santo monaco, forse un Benedetto vestito di bianco come i benedettini che hanno l'abito di quel colore, entrambi collocati sotto una classicheggiante loggia sormontata da trabeazione. L'affresco, databile alla fine del Quattrocento o più probabilmente ai primissimi anni del Cinquecento, mostra una cultura ghirlandaiesca ed è stato accostato a Bastiano Mainardi, ma potrebbe attribuirsi più verosimilmente al cosiddetto Maestro del Tondo Borghese o a Bartolomeo di Giovanni, tutti allievi del Ghirlandaio ed il primo e l'ultimo pittori attivi in zona.
Il presbiterio, largo quanto la navata, si apre nel coro dove nella parete di fondo è un'incorniciatura lapidea sormontata dallo stemma dei Bardi di Vernio. In essa è collocato un Crocifisso ligneo di fine Seicento. Il restauro degli anni novanta ha consentito anche il ritorno in chiesa, oggi sulla parete destra del coro, di un trittico attribuito a Cenni di Francesco di ser Cenni e raffigurante la Vergine col Bambino in trono tra i santi Cristoforo e Margherita, mancante di altri due pannelli laterali che ne facevano un pentittico. Un Santo Vescovo, probabilmente san Leolino, oggi nel museo Diocesano di Milano (Collezione Crespi), a tutta evidenza pertinente all'attuale tritticoFederica Baldini, scheda 43, Cenni di Francesco, Polittico: a) Madonna col Bambino in trono, San Cristoforo, santa Margherita di Antiochia, b) Santo vescovo, in L'eredità di Giotto. Arte a Firenze 1340-1375, catalogo mostra, Firenze 2008, pagg. 182-185., per la posizione della figura rivolta verso sinistra stava all'estrema destra. L'opera della gioventù del pittore, probabilmente la sua prima commissione importante, è datata 1370 nell'iscrizione in basso, che riporta anche la committenza della compagnia di Santa Maria presso la chiesa e rivela la cultura orcagnesca nella forte linea di contorno e nella rigidità delle figure, stemperata da un colorismo acceso e luminosoNicoletta Matteuzzi, Cenni di Francesco di ser Cenni, Madonna col Bambino e i santi Cristoforo e Margherita, in Arte e Restauro a Rignano sull'Arno, a cura di Lucia Bencistà, Elia Bruttini, Carlo Fabbri, Lucia Fiaschi, San Giovanni Valdarno, 2025, pagg. 124 - 127.. La chiesa possedeva anche un'opera coeva al trittico, una Croce astile in rame dorato che riporta un'iscrizione che la dice commissionata dall'allora rettore Pietro e realizzata nel 1363 per questa chiesa. Oggi il manufatto si trova al Museo del Tesoro della Cattedrale di Esztergom.
Adiacente alla chiesa, a sinistra, è la cappella del Santissimo Sacramento, che precedentemente fu la sede della compagnia della Natività della Vergine e di San Martino, fondata presso l'oratorio di San Martino in Pietreto, che era poco distante e che fu abbandonato nel 1640 a causa delle sue gravi condizioni di degrado. L'altare in pietra serena, documentato all'anno 1700, accoglie una pala realizzata per la compagnia presumibilmente in quell'anno o poco dopo. Il dipinto raffigura la Madonna col Bambino con una santa martire ed un santo vescovo (santa Cristina o Restituta e san Leolino o Martino), mostra al centro la veduta della zona di San Cristoforo ed è opera di un pittore ancora anonimoLucia Ragusi, Pittore toscano, Madonna col Bambino in gloria con santa Cristina (?) e santo vescovo, in Arte e Restauro a Rignano sull'Arno, a cura di Lucia Bencistà, Elia Bruttini, Carlo Fabbri, Lucia Fiaschi, San Giovanni Valdarno, 2025, pagg. 224 - 225..
Note
Bibliografia
Roberto Lembo, Rignano sull'Arno. Edifici, e segni di culto del territorio, Rignano sull'Arno 2000. AA. VV., Arte e Restauro a Rignano sull'Arno, a cura di Lucia Bencistà, Elia Bruttini, Carlo Fabbri, Lucia Fiaschi, San Giovanni Valdarno, 2025.
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