È stato presidente della Regione Lombardia dal 27 giugno 1995 al 18 marzo 2013. Il 21 febbraio 2019 viene condannato, in via definitiva, a 5 anni e 10 mesi di reclusione per corruzione.
Biografia Nato a Lecco nel 1947, figlio di EmilioEmilio Formigoni era comandante delle Brigate nere fasciste di Missaglia, compagnia paramilitare a cui è stata attribuita la responsabilità dell'eccidio di Valaperta. Si veda il . La Corte d'Assise straordinaria di Como, nel 1947, con la ha ascritto le azioni di Emilio Formigoni ad una forma di collaborazionismo con l'occupante tedesco, anche se come tutti gli altri imputati egli ha beneficiato dell'amnistia. Cfr.: . . Emilio Formigoni è , ingegnere, già comandante della Brigata Nera di Missaglia, e di Doralice BaroniDoralice Baroni è a 89 anni., insegnante, è il primo di tre fratelli.
Frequenta il liceo ginnasio statale A. Manzoni di LeccoTra i suoi compagni di classe al liceo Manzoni figurano Roberto Castelli e Giorgio Goggi, che ritroverà a più riprese negli anni seguenti nel corso della sua esperienza politica. e si laurea nel 1971 in filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una tesi su Libertà, Clinamen e Morale in Epicuro, con relatore il prof. Adriano Bausola; quindi studia economia politica alla Sorbona di Parigi su Il sussidiario.net..
In gioventù incontra don Luigi Giussani, aderisce al movimento Gioventù Studentesca e, in seguito, a Comunione e Liberazione (diventa Memor Domini nel 1970, a 23 anni). Nel 1978 è stato fra i fondatori del settimanale cattolico Il Sabato e dal 1985 è iscritto all'ordine dei giornalisti come professionista.
Il 13 dicembre 2004 l'Università IULM gli conferisce la laurea honoris causa in scienze e tecnologie della comunicazione dello IULM.
Al 2025 è presidente dell’associazione Marina d’Europa in relazione alla gestione del porto di Lavagna (Genova).
Attività politica Dalla Democrazia Cristiana a Forza Italia
Formigoni incomincia giovanissimo l'attività politica nelle file della Democrazia Cristiana. Nel 1975 fonda il Movimento Popolare, di cui rimane presidente nazionale fino al 1987.
Nel 1984 è eletto al Parlamento europeo risultando, con oltre preferenze, il primo degli eletti nelle liste del proprio partito, venendo confermato anche nel 1989. Nel 1987 è nominato vicepresidente del Parlamento europeo, dopo essere stato Presidente della Commissione Politica.
Alle elezioni politiche del 1987 viene eletto deputato ed entra a far parte della Commissione Affari Esteri. In tale veste, nel 1990, guidò a Baghdad una delegazione di parlamentari che fu ricevuta da Saddam Hussein. Proprio in quei giorni Saddam decise di permettere la partenza delle centinaia di ostaggi occidentali che erano stati obbligati a restare in Iraq dal 2 agosto precedente (data dell'invasione irachena del Kuwait). Vicepresidente del Parlamento Europeo per la seconda volta, a febbraio del '91 per la prima volta in Italia rivela a Samarcanda e poi all'Università Statale di Milano che Giovanni Paolo II «è minacciato a causa della sua coraggiosa, incessante azione a favore della pace nel Golfo Persico», nel silenzio delle fonti vaticane.
Rieletto deputato alle elezioni politiche nel 1992 e nel 1994; nel biennio 1993-1994 Formigoni è Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente nel governo Ciampi, incarico per il quale lascia il Parlamento europeo. Rieletto deputato nel 1994 nella XII legislatura è nominato membro della Commissione Esteri.
Nel 1994 la DC si trasforma in Partito Popolare Italiano: Formigoni rimane al suo interno, aderendo alla corrente più moderata del partito, che si affermerà su quella progressista al congresso dello stesso anno, facendo eleggere segretario Rocco Buttiglione.
Il 23 luglio 1995 nascono i Cristiani Democratici Uniti (CDU) con segretario Buttiglione, di cui Formigoni sarà eletto presidente nel 1996.
Nel 1998, quando il CDU confluirà nell'UDR, Formigoni – contrario a tale scelta – si dimetterà dal partito e fonderà i Cristiani Democratici per la Libertà (CDL).
Presidente della Regione Lombardia Primo mandato (1995-2000) Nel giugno 1995 è eletto per la prima volta presidente della Giunta della Regione Lombardia, nella VI legislatura del Consiglio regionale della Lombardia con il 41,6% dei voti, contro il 27,6% del candidato de L'Ulivo, l'imprenditore Diego Masi e del candidato della Lega Nord, l'ex ministro delle riforme del governo Berlusconi I Francesco Speroni al 17,1%.
Secondo mandato (2000-2005) Nel 2000 si ricandida alla Presidenza della Giunta della Regione Lombardia nella lista Per la Lombardia, alleata con la Lega Nord, venendo eletto con il 62,4% dei voti, battendo l'ex Segretario Nazionale della DC e del PPI Mino Martinazzoli
Formigoni inaugura il sistema del buono scuola: un finanziamento alle famiglie volto a sostenere il pagamento delle rette scolastiche e a garantire la libertà d'educazione, Corriere, 28 luglio 2000, di cui secondo i suoi critici beneficia all'80% gli alunni delle scuole private (9% del totale della popolazione scolastica), senza criteri di merito o di reddito, per un totale di tra 2001 e 2009, aggirando i divieti costituzionali di finanziamento diretto, Gruppo Consiliare Regionale di Rifondazione Comunista - Regione Lombardia, 3 dicembre 2009, Il Fatto Quotidiano, 22 dicembre 2009. Secondo altri, la misura si è rivelata inefficace nel favorire le scuole private e non ha favorito la qualità della formazione in Lombardia, che nelle indagini OCSE PISA (2003 e 2006) è peggiorata, ma ha costituito un semplice trasferimento di fondi dalla Regione alle famiglie degli studenti delle scuole private.
Terzo mandato (2005-2010) Alle elezioni regionali del 3-4 aprile 2005, Formigoni viene riconfermato per la terza volta presidente della Lombardia per la VIII legislatura, alla guida della coalizione di centrodestra, battendo Riccardo Sarfatti, candidato dell'Unione, con il 53,4% delle preferenze.
Nel luglio 2009 ha promulgato la legge regionale "per il rilancio del settore dell'edilizia".
Alle elezioni politiche del 2006, Formigoni è eletto Senatore nelle liste di Forza Italia ricoprendo l'incarico di membro della Commissione Ambiente. Il 12 luglio lascia l'incarico per incompatibilità in favore del ruolo di Presidente della Regione Lombardia. Nelle elezioni politiche del 2008 viene eletto Senatore per Il Popolo della Libertà ricoprendo l'incarico di membro della Commissione Lavoro. Proposto come ministro nelle trattative per la formazione del IV governo Berlusconi e per la presidenza del Senato, non gli sarà assegnato nessun incarico istituzionale. Lascerà l'incarico il 4 giugno per continuare la Presidenza della giunta regionale lombarda. Il 30 aprile 2008 è nominato vicepresidente di Forza Italia.
Quarto mandato (2010-2013)
Nelle elezioni regionali 2010, Formigoni viene eletto per la quarta volta presidente della Lombardia con 2.704.364 voti, pari al 56,11% delle preferenze, battendo Filippo Penati. La lista di Formigoni viene sostenuta dal Popolo della Libertà e dalla Lega Nord, oltre che dal partito La Destra limitatamente alla circoscrizione di Milano.
Tutta la IX legislatura regionale è stata caratterizzata da inchieste e arresti che hanno coinvolto esponenti della maggioranza di centrodestra che sosteneva Formigoni e che hanno portato alla fine anticipata della legislatura.
Nel 2010 infatti è arrestato il consigliere PdL Gianluca Rinaldin condannato a due anni e mezzo di reclusione per truffa. Nel 2011 sono indagati la consigliera PdL Nicole Minetti per induzione alla prostituzione minorile, l'Assessore all'Urbanistica Daniele Bellotti della Lega per tifo violento, l'Assessore allo Sport Monica Rizzi della Lega per dossieraggio mentre è arrestato il Vicepresidente del Consiglio regionale per il PdL ed ex Assessore in tre Giunte Formigoni Franco Nicoli Cristiani per corruzione e tangenti. Nel 2012 viene arrestato il Segretario del Consiglio regionale per il PdL ed ex Assessore in due Giunte Formigoni Massimo Ponzoni per corruzione, concussione e bancarotta mentre sono indagati il consigliere PdL ed ex Sottosegretario regionale nella Giunta Formigoni Angelo Giammario per corruzione e finanziamento illecito dei partiti, il consigliere della Lega Renzo Bossi per appropriazione indebita, l'Assessore alla Sicurezza del PdL Romano La Russa per finanziamento illecito ai partiti e il Presidente del Consiglio regionale per la Lega ed ex Assessore della Giunta Formigoni Davide Boni per corruzione.
Il 7 giugno 2012 il Consiglio Regionale della Lombardia respinge (con 28 sì e 49 no) una mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni contro la Giunta Formigoni. Votano a favore Partito Democratico, Italia dei Valori, Unione di Centro, Sinistra Ecologia Libertà e Partito Pensionati. Votano contro Il Popolo della Libertà e Lega Nord.
Il 14 giugno 2012 anche il Presidente della Regione Lombardia Formigoni (su cui già pende un secondo processo per diffamazione nei confronti dei Radicali) è indagato per corruzione riguardo presunte pressioni per delibere a favore della Fondazione Maugeri.
Il 10 ottobre 2012 viene arrestato l'Assessore alla Casa Domenico Zambetti per voto di scambio e concorso esterno in associazione mafiosa per aver acquistato voti dalla 'ndrangheta. Nelle stesse ore sono indagati per peculato e truffa i consiglieri PdL Franco Nicoli Cristiani e Massimo Buscemi e il consigliere leghista Davide Boni mentre l'Assessore all'Ambiente Marcello Raimondi risulta indagato per corruzione. Dopo gli ultimi scandali la Lega Nord chiede formalmente a Formigoni di dimettersi o azzerare la Giunta minacciando le sue dimissioni dal Consiglio in caso di mancata risposta per poter così votare in aprile. Formigoni intanto ritira le deleghe agli Assessori leghisti.
Il 12 ottobre 2012 dopo un incontro tra il Segretario PdL Angelino Alfano e il Segretario della Lega Roberto Maroni alla presenza di Formigoni viene concordato l'azzeramento della Giunta regionale e il prosieguo della legislatura ma dopo un Consiglio federale il Carroccio ribadisce la sua linea di andare a votare anticipatamente contravvenendo al patto sancito con il PdL.
Formigoni, nell'impossibilità di andare avanti a scadenza naturale, chiede il voto subito chiedendo al gruppo regionale del PdL di dimettersi insieme con l'opposizione per tornare subito a elezioni. Il 26 ottobre 2012 Formigoni vara la nuova Giunta provvisoria che porterà la Lombardia al voto composta per la maggior parte di tecnici mentre è confermato alla vicepresidenza della Regione Lombardia il leghista Andrea Gibelli. Nel pomeriggio il Consiglio regionale modifica la legge elettorale abrogando il listino bloccato e con 74 dimissioni su 80 il Consiglio regionale della Lombardia è ufficialmente sciolto e la Regione si avvia al voto anticipato.
Senatore PdL, NCD e AP (2013-2017) Alle elezioni politiche del 2013, Formigoni è candidato per Il Popolo della Libertà al Senato in Lombardia come secondo di lista dopo Silvio Berlusconi, garantendogli una sicura elezione. Viene quindi eletto presidente della IX commissione permanente Agricoltura e produzione agroalimentare del Senato.
Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano. Ha quindi sostenuto nel corso della XVII legislatura i governi Letta, Renzi e Gentiloni.
Ritorno nel centro-destra e condanna definitiva Nel dicembre 2017 abbandona Alternativa Popolare, successore del dissolto NCD, e segue Maurizio Lupi in Noi con l'Italia, parte della coalizione di centro-destra alle elezioni politiche. Ricandidato al Senato, non viene eletto a causa del mancato raggiungimento della soglia di sbarramento da parte della lista.