LIstituto della carità (in latino Institutum Charitatis) è un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione clericale, detti anche, dal nome del loro fondatore, Rosminiani, pospongono al loro nome la sigla I.C.
Storia
La congregazione fu fondata il 20 febbraio 1828 presso il santuario del Sacro Monte Calvario, a Domodossola, dal sacerdote e filosofo italiano Antonio Rosmini Serbati (1797-1855); venne approvata da papa Gregorio XVI il 20 settembre 1839.
Giunto a Roma nel novembre 1828, Rosmini fu invitato a udienza dal cardinal Castiglioni (eletto papa Pio VIII nel marzo 1829) che lo ammonì:
Rosmini replicò che aveva sempre proposto un inizio molto umile, dato che la sua era una vocazione del tutto ordinaria, e iniziò la formazione dei primi aderenti.
Il 2 febbraio 1831 il cardinal Cappellari, amico e protettore di Rosmini, fu eletto papa Gregorio XVI e si dimostrò il secondo padre dell'Istituto, anche perché Rosmini rifuggiva da ogni pressione. Nel 1835 il papa stesso sollecitò formalmente la presentazione delle costituzioni dell'Istituto, già approvato dai vescovi di Novara e di Trento, alla Santa Sede. Queste vennero presentate solo nel marzo 1837, assieme alla richiesta di far parte dell'ordine regolare. Il papa seguì personalmente il contrastato iter, favorendone l'esito positivo nei momenti più critici.
Nel 1832 Rosmini fondò il ramo femminile dell'Istituto della Carità, con il nome di Suore della Provvidenza, affidandone la guida a suor Giovanna Maria Antonietti.
Carisma dell'Istituto
L'Istituto non si propone fini particolari, ma l'esercizio della carità universale, che è l'unione delle forme che Rosmini ordina in: carità spirituale, carità intellettuale e carità temporale (o materiale). Rosmini tuttavia afferma che quello che lui chiama "l'ordine della carità" può cambiare a seconda delle esigenze espresse dal prossimo. opere della carità spirituale (detta anche morale), che si riferiscono immediatamente alla salvezza eterna dell'uomo (l'annuncio della fede, i sacramenti) opere della carità intellettuale, con le quali si vuole liberare la mente dell'uomo dalle tenebre dell'ignoranza e illuminarla con la luce della verità opere della carità temporale, che sono rivolte ai bisogni del corpo, quali la fame e la salute.
Vi è una peculiarità che caratterizza la congregazione: la possibilità per i singoli membri di possedere beni (ciò fu voluto dal fondatore per garantire l'ordine dalla politica dell'alienazione dei beni ecclesiastici).
In ragione della non-specificità del carisma dell'Istituto, i padri rosminiani non hanno un abito proprio, ma adottano quello del clero romano.
Sono membri dell'Istituto i sacerdoti, i figli adottivi, gli ascritti, gli ascritti consacrati.
Sacerdoti L'Istituto della carità è formato da sacerdoti e laici con voti semplici e perpetui. Si fanno i voti di castità, povertà e obbedienza; i religiosi che fanno i voti perpetui sono chiamati coadiutori.
La Regola di Vita (parte I, pt.6) prevede che, "alcuni sacerdoti, scelti fra i coadiutori e nominati dal Preposito Generale, fanno un quarto voto di speciale obbedienza al Sommo Pontefice, con cui si obbligano ad accettare qualunque missione per il servizio della Chiesa, anche con sacrificio della vita. Essi sono chiamati Presbiteri".
Figli Adottivi Quei cristiani che, avendo qualche legame esterno o dovere, impedisce loro di unirsi alla Società della Carità in altro modo. È il caso di chi ha l'obbligo morale di provvedere ai figli minori o ai genitori anziani, o di chi ha questioni legali in sospeso, impegni sociali o professionali cui non può sottrarsi.
Ascritti Rosmini ha previsto la possibilità di legarsi all'istituto attraverso la forma dell'Ascrizione. Sono Ascritti coloro che domandano di unirsi all'Istituto con il vincolo dello spirito e con la comunione dei beni spirituali: essi hanno già nella Chiesa una chiara vocazione (uomini e donne sposati ad esempio).
Si tratta di una significativa novità per gli istituti religiosi; il padre fondatore l'ha prevista affinché anche semplici laici potessero far parte della famiglia religiosa, come del resto anche preti diocesani, vescovi e cardinali.
Tra gli Ascritti si ricordano la madre di Rosmini, Giovanna, e Alessandro Manzoni.
Anche monsignor Renato Corti, vescovo emerito di Novara, è diventato ascritto all'Istituto il 22 febbraio 2009 per volontà dei rosminiani stessi; il preposito generale p. James Flynn ha dato infatti disposizione affinché potessere ricevere l'ascrizione ad honorem dato l'impegno che ha assunto mons. Corti negli anni della causa di beatificazione.
Si contano tra gli ascritti anche san Luigi Orione, il principe e cardinale Gustav Adolf von Hohenlohe-Schillingsfürst, il cardinale Severino Poletto, il vescovo Antonio Staglianò e il giornalista Roberto Cutaia, segretario nazionale degli ascritti.
Ascritti Consacrati A differenza degli Ascritti, gli Ascritti Consacrati fanno un voto di obbedienza al Preposito Generale dell'Istituto, in ragione del quale sono appunto chiamati "ascritti consacrati".
Formazione religiosa
All'interno dell'Istituto della Carità, la formazione religiosa è considerata un processo che dura per tutta la vita.
A livello iniziale la formazione consiste in periodi di postulato, noviziato, professione temporanea e preparazione alla professione perpetua. È chiamato postulante la persona che inizia il suo percorso di formazione; è necessario per cominciare a vivere i tempi della vita religiosa. Si trascorre infatti, almeno in parte, in una casa dell'Istituto. Dura non meno tre mesi e non più di due anni.
Successivamente al postulantato, comincia il percorso del noviziato in cui la persona comincia a conoscere la vita e il pensiero del p. fondatore. Il noviziato dura, solitamente, due anni di cui dodici mesi sono da trascorrere nella comunità del noviziato (il Sacro Monte di Domodossola).
Il novizio ritenuto idoneo a proseguire il suo cammino all'interno dell'istituto ossia emette i primi voti temporanei all'istituto. In questo modo diviene membro effettivo della congregazione; è quindi uno scolastico. Lo scolastico incomincia un percorso di studi.
Vi è poi il periodo con cui lo scolastico si prepara ad emettere i voti perpetui.
A conclusione di questo percorso vengono emessi i voti davanti al preposito generale o ad un suo delegato. Con la professione dei voti perpetui (castità, povertà e obbedienza) si diviene coadiutori.
Una volta ordinati sacerdoti (quindi dopo aver ricevuto l'ordinazione diaconale), Rosmini ha previsto che alcuni tra i membri dell'Istituto emettano un quarto voto di speciale obbedienza al Sommo Pontefice. Attraverso questo voto ci si impegna solennemente a intraprendere in qualsiasi parte del mondo qualunque missione che il Papa voglia loro affidare. Rosmini ha così voluto sottolineare l'unione dell'Istituto con la Chiesa, che per essa soltanto vive. I preti che fanno il quarto voto vengono chiamati presbiteri.
Attività e diffusione Dati i suoi principi, l'Istituto ha progredito lentamente.
Si dedicano all'evangelizzazione attraverso le parrocchie e i centri di spiritualità (carità spirituale), all'insegnamento nelle scuole e nei collegi (carità intellettuale) e all'impegno nelle missioni (carità temporale).
Direzione Generale dell'Istituto
Rosmini nelle Costituzioni ha scritto che coloro i quali saranno chiamati a governare questa Società dovranno "meditare continuamente la divina Provvidenza e adorare con umiltà di cuore le sue vie in ogni cosa, non prevenendola, ma seguendola, e obbedendo prontamente e soavemente a tutte le sue voci".
Secondo la Regola di Vita dell'Istituto della Carità, il preposito generale è coadiuvato nel governo dell'ordine da diversi confratelli. Tra questi, 3 sono chiamati Vicari: così Rosmini ha previsto un Vicario per la Carità Spirituale (Vicario Generale), un Vicario per la Carità Intellettuale ed infine un Vicario per la Carità temporale. I tre Vicari costituiscono con il segretario generale il Consiglio Generalizio Minore, che unitamente a degli Assistenti e un Ammonitore, compongono il Consiglio Generalizio Maggiore. I membri del Consiglio Minore solitamente risiedono, assieme al padre generale, nella Curia Generalizia che ha sede a Roma, nella Chiesa di San Giovanni a Porta Latina, di cui i rosminiani sono affidatari dal 1940.
L'irlandese James Flynn, in precedenza già preposito provinciale irlandese, nel 1997 è diventato Preposito generale dell'istituto, carica che ha ricoperto per 15 anni. L'8 gennaio 2012 padre Flynn ha rassegnato le dimissioni al consiglio generalizio maggiore, in ottemperanza a quanto prescrive il diritto canonico e la Regola di Vita.
Dal 14 marzo 2013 il preposito generale dei rosminiani è padre Vito Nardin, di origini trentine, che ha svolto il suo ministero principalmente nelle parrocchie e dal 1997 al 2003 come superiore provinciale italiano.
Dal 29 Ottobre 2021 il preposito generale è padre Marco Andrea Tanghetti, milanese originario della parrocchia San Romano fondata e guidata ancora oggi dai padri rosminiani nel quartiere Gallaratese di Milano. Padre Tanghetti ha svolto il suo ministero in diverse responsabilità, in particolare nella formazione dei giovani in formazione, sia in Italia che in Venezuela, dove dal 2018 era preposito provinciale.
Province, Vice-Province e Regioni L'Istituto è organizzato in Province, Vice-Province e Regioni: con questi termini si intende indicare le aree in cui l'Istituto è presente ed opera. Ogni area è guidata da un padre chiamato Preposito Provinciale, in carica per 6 anni, e dal relativo Consiglio Provincializio che prevede un padre Ammonitore e tre Vicari; uno della Carità Spirituale, uno di quella Intellettuale o Morale e uno di quella Materiale.
Nel caso di impedimento del padre provinciale (più precisamente "preposito") nello svolgimento del proprio servizio, queste sono esercitate dal Vicario per la Carità Spirituale.
Provincia Italiana di San Maurizio
Ufficialmente fondata nel 1846, dal 1932 conta l'Aspirantato di Pusiano, aperto dal padre Giovanni Pusineri. Ancora oggi, tra i padri rosminiani viventi, i più sono quelli venuti dall'Aspirantanto di Pusiano.
La casa madre dell'istituto è il Sacro Monte di Domodossola, sede del Postulato e Noviziato italiano e del Centro di Spiritualità Rosminiana. A Domodossola vi è anche il Collegio per giovani fondato nel 1837. La città di Stresa invece ospita il noto centro internazionale di studi rosminiani, assieme al collegio per ragazzi fondato nel 1839.
Sempre in Piemonte i rosminiani italiani sono presenti alla Sacra di San Michele, simbolo storico della regione: questa è stata ricevuta dal Re di Sardegna nel 1835.
Le case fondate in quegli stessi anni a Trento, Rovereto e Verona vennero chiuse dal governo austriaco dopo pochi anni. Oggi l'Istituto gestisce svariate scuole elementari nell'Italia settentrionale. In diverse zone d'Italia opera in alcune parrocchie, diverse delle quali in Sicilia a Trapani e in Valderice.
Dal 1906 all'Istituto è affidata la Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso di Roma, il cui titolo presbiterale apparteneva all'arcivescovo emerito di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi.
Dal 1º luglio 2018 il nuovo preposito provinciale è il padre Mario Adobati, già vicario della carità spirituale per la Provincia Italiana di San Maurizio fin dal 1997.
Provincia UK-Nuova Zelanda Dopo il capitolo 2018 la provincia Gentili è stata divisa in due: UK - Nuova Zelanda e Irlanda - USA.
Il preposito provinciale è Fr. Chris Fuse.
Indirizzo sito: https://www.rosminians.org.uk/
Provincia Irlanda - USA
Il preposito provinciale attuale è il p. Jimmy Browne
Indirizzo sito. https://www.rosminians.ie/
Provincia Venezuela Fondata nel 1958, è una zona di crescita per l'istituto.