Non si conosce con precisione in quale periodo sia vissutoIl nome ha il significato di "colui che possiede cammelli uštra, vecchi zarant; ma anche "dorata luce" da zaraϑa (dorata) e uštra (luce). Cfr. al riguardo anche Arnaldo Alberti. Avestā. Torino, UTET, 2008, pag.649, ma gli studiosi collocano il personaggio storico Zarathuštra tra l'XI e il VII secolo a.C. Ipotesi più recenti, attestate da una verifica filologica e archeologica, ritengono tuttavia più plausibile una sua collocazione nell'Età del bronzo tra il XVIII secolo a.C e il XV secolo a.C.Cfr., ad esempio, L’area geografica in cui si ritiene possa aver vissuto e predicato il profeta iranico è compresa tra l’odierno Iran orientale e settentrionaleCfr. ad es.: E anche .
Zarathuštra nella tradizione mazdaica
Le leggende intorno alla vita di Zarathuštra in ambito mazdaico nacquero presto e furono trasmesse per tradizione orale. Una prima raccolta biografica del profeta si trova nel capitolo VII del testo pahlavico del IX secolo il Dēnkart (anche Dēnkard, "Opera della religione"). Ma per arrivare ad una biografia completa, seppur leggendaria, che raccogliesse le fonti tradizionali occorre tuttavia aspettare il XIII secolo d.C., con l'opera di Zarathushti Bahrâm-î-Pazdû, poeta di fede mazdeista originario della città santa mazdeista di Rage (oggi Rey o Shahr-e-Rey nella Regione di Teheran), lo Zarâthusht-nâma (Il libro di Zarathuštra) redatto in lingua persiana.
Secondo tali opere, prima della comparsa del profeta iranico gli uomini erano soggiogati da Angra Mainyu (Ahriman, Spirito del male). Ahura Mazdā (il dio creatore di ogni cosa e sommo bene) decise quindi di inviare loro un profeta che li guidasse e li salvasse dalla malvagità che avvolgeva il mondo. Così nacque Zarathuštra, terzo dei cinque figli di Dughdōvā ("Giovane del latte"), che lo concepì immersa nella luce, e di Pourušaspa ("Possessore di cavalli pezzati") un uomo religioso e colto appartenente alla famiglia degli Spitāma ("Determinazione radiosa").
A Zarathuštra Ahura Mazdā affidò la "rivelazione" (dēn anche nel significato più ampio di "religione"), in un progetto di salvezza voluto dal Dio unico eoni prima. Lo stesso angelo "custode" (fravašay, spirito guida) di Zarathuštra fu creato da Ahura Mazdā millenni prima della nascita del profeta. Prima di Zarathuštra, Ahura Mazdā aveva affidato parti, ma solo parti, della "rivelazione" al "primo uomo" (Gayōmard), alla prima coppia (Maŝya e Maŝyana) e al primo re (Yima). La rivelazione completa consiste tuttavia nell'intero Avestā, scritto in diverse epoche, e non nelle sole gāthā contenenti la rivelazione esclusiva a Zarathuštra;come ritenuto dagli "eretici"Cfr. Dēnkart, III, 7..
Zarathuštra possiede dunque per la tradizione mazdeista un ruolo centrale nella salvezza dell'umanità, è stato lui a pronunciare per primo l'inno dellAhuna Vairya (Yatha ahū vairyoIn Yasna XXVII,13.) che fece fuggire i demòni dalla terra dove prima si aggiravano liberamente.
La tradizione mazdaica assegna alla vita di Zarathuštra numerosi episodi miracolosi, fin dal concepimento, quando la madre Dughdōvā, ricevendo lo Xvarěnāh di Zarathuštra, fu immersa in una luce sovrannaturale e le mura della casa furono incandescenti per tre nottiZātspram, 5., e con la gravidanza, quando i demòni del mondo furono presi dal terrore prevedendo la loro fine. Zarathuštra nacque ridendo. il suo corpo, la sua anima, il suo spirito e la sua gloria furono infatti tutti trasmessi da Ahura Mazdā, il Dio unico.
L'incontro con Dio avvenne a trent'anni, quando Zarathuštra bagnandosi nel mezzo del fiume Daitya (il fiume Amu Darya) per le purificazioni rituali del mattino prima del sacrificio dellHaoma, risalendo sulla riva incontrò una figura luminosa che si presentò a lui come Vohū Manah (il "Buon Pensiero", l'Ameša Spenta, l'angelo o l'arcangelo, di Ahura Mazdā) che quindi lo rapì portandolo nel cielo al cospetto del Dio unicoCfr. Zātspram, XXII, 1-9; Dēnkart VII, 3,51..
Sette saranno gli incontri tra il profeta e il suo Dio, il quale gli consegnò la "rivelazione" ordinandogli di diffonderla nel mondo. Ma nel mondo Zarathuštra incontrò l'ostilità dei sacerdoti (i malvagi karapan, i mormoratori, e gli usig i sacrificatoriCfr. ad esempio ) di quella che da quel momento egli considerò la vecchia e falsa religione. Gli Dèì di essa, i Daēva, non erano altro per Zarathuštra che demòni, seguaci dello spirito del Male, Angra Mainyu. Così il profeta fu costretto a fuggire dalla sua terra natale e a trovare rifugio presso il kaviTermine avestico che indica un principe, un sovrano. Vīštāspa ("Colui che possiede cavalli veloci"), uno dei principi (o il re) della Battriana. Qui, dopo alcune peripezie, il profeta all'età di quarant'anni convertì il principe alla "nuova" fede religiosa. Quest'ultimo divenne il suo protettore. All'età di 77 anni, secondo alcuni racconti, Zarathuštra fu assassinato, mentre pregava, da un uomo malvagio, un karapan di un clan turanico, di cui conosciamo il nome in pahlavico, Tūr I Bradrēs, e, dopo la morte, salì direttamente in cielo. Sempre secondo le tradizioni, oggi il suo seme è raccolto nel lago di Kansaoya e quando gli esseri malvagi saranno separati da quelli buoni, una vergine si bagnerà nel lago rimanendo incinta e partorirà il (o i) saošyant (lett. il "salvatore")Per alcuni teologi mazdei, e per alcune parti dellAvestā, Zarathuštra è il primo saošyant, cui ne seguiranno altri due; cfr. ad esempio Arnaldo Alberti, op. cit. p. 642. che sovrintenderà alla fine dei tempi e al rinnovamento del mondoCfr. Albert de Jong, op. cit., p. 9934..
Secondo le fonti tradizionali Zarathuštra sarebbe vissuto "258 anni prima di Alessandro"Per Mircea Eliade, Op.cit. pag.331, si intende qui la conquista da parte dei Macedoni di Persepoli che mette fine all'Impero degli Achemenidi avvenuta nel 330 a.C. quindi tra il 628 a.C. e il 551 a.C.Cfr. Mircea Eliade, op. cit., p. 331..
Zarathuštra nel mondo classico
È opinione comunePaul De Breuil, op.cit., pag. 22. che sia stato Xanto di LidiaXanto di Lidia, contemporaneo di Erodoto, V secolo a.C., autore della Lydiaca, opera composta di quattro libri. a citare per primo, nel V secolo a.C., il profeta iranico nel mondo greco. Utilizzando il nome Ζωροάστρης (Zōroástrēs) derivato da un'alterazione del nome originario. ArnobioAdversus gentes I, 52 sostenne che Ctesia di CnidoCtesia di Cnido, tardo V secolo a.C., fu un medico greco alla corte di Artaserse che curò dopo la battaglia di Cunassa e fu poi inviato da questi, nel 398 a.C., come ambasciatore presso Evagora I e presso Conone. Fu autore di trattati di geografia, di una Storia della Persia e di un'opera sull'India. indicò in Zōroástrēs un re della Bactriana.
Platone, in un dialogo ritenuto spurio dalla maggioranza degli studiosi, dice che in Persia:
Plinio il VecchioCfr. Naturalis Historiae XXX,1. sostenne che il discepolo di Platone, Eudosso di Cnido, erudito e geografo, descriveva la dottrina di Zōroástrēs come fondata sulla morale, precedente a quella degli Egizi, e che tale personaggio visse seimila anni prima di Platone.
Per Antonino PagliaroAntonino Pagliaro. Mazdeismo in Enciclopedia filosofica vol.7. Milano, Bompiani, 2006, pag.7162 queste citazioni non ci consentono però di stabilire che Platone abbia avuto notizie precise su Zarathustra, ma è certo che tra i suoi diretti discepoli nell'Antica Accademia di Atene la figura di Zarathuštra godette di ampia stima al punto di creare un legame tra il profeta iranico e lo stesso Platone. Sempre secondo Pagliaro, la datazione a seimila anni prima di Platone possiede un profondo connotato dottrinale in quanto rifletterebbe la cosmologia iranica nell'ambiente dell'Accademia di Atene, il dato di "seimila" anni significherebbe infatti che Platone è collocato all'inizio della seconda metà dell'eone e Zarathuštra al suo principio.
Tale apprezzamento è presente anche in Aristotele il quale pone i Magi, i sacerdoti mazdei, tra le figure che precedettero Platone nello stabilire l'origine delle cose:
La figura di Zarathuštra fu tuttavia, a partire dal mondo classico, soggetta a diverse interpretazioni indotte da due fondamentali elementi:Cfr. Paul Du Breuil, op.cit. l'accostamento dell'antica figura del profeta iranico ai contemporanei sacerdoti Magi, di origine meda, i quali adattarono le dottrine di Zarathuštra a loro credenze precedenti, soprattutto di carattere astrologico, acquisite dopo la conquista da parte di Ciro (VI secolo a.C.) della Babilonia; l'adattamento del nome avestico Zarathuštra nel greco Zōroástrēs, dove il termine avestico zaraϑa (dorato) viene reso come zōrós ("puro", "non mischiato") mentre l'avestico uštra (luce) come ástra (stella), quindi Zōroástrēs "Pura Stella". Per queste ragioni per Luciano di Samosata (II secolo d.C.), Porfirio e Ammiano Marcellino, Zoroastro fu un astrologo babilonese, maestro di Pitagora. Mentre Plinio, Porfirio e Clemente di Alessandria distinsero lo Zarathuštra persiano, da loro ritenuto molto più antico, da una figura nuova, Zaratus, medo. Ancora nel 1909 il teosofo Rudolf Steiner affermava che Zaratus di Caldea fosse il maestro di Pitagora nonché reincarnazione del primo ZoroastroCfr. Paul Du Breuil, Zarathustra, Firenze, ECIG, 1998, pag. 23..
Zarathuštra negli studi contemporanei Secondo gli studiosi la biografia mazdaica di Zarathuštra è un mito che, seppur utile a ricostruire le credenze zoroastriane, poco ci dice sulla "storicità" del profeta iranico.
La figura storica e religiosa di Zarathuštra è certamente collegata al testo sacro mazdaico lAvestā, il quale viene tradizionalmente attribuito per intero alla sua opera. Solo a partire dal XIX secolo, e grazie all'orientalista tedesco Martin Haug (1827-1876)Cfr. Martin Haug. Die fünf Gathas, oder Sammlungen von Liedern und Sprüchen Zarathustras etc 2 voll. Leipzig 1858-62., gli studiosi iniziarono tuttavia a comprendere come tale testo sacro raccogliesse in realtà opere differenti, scritte in periodi storici distanti tra loro.
La parte più antica dellAvestā risulta quindi essere composta solo dalle cinque gāthā (canto religioso) redatte in una lingua arcaica indicata come "antico avestico".
La maggior parte degli studiosiTra questi gli iranisti italiani Gherardo Gnoli e Arnaldo Alberti, il francese Jacques Duchesne-Guillemin e lo statunitense Jamsheed K. Choksy partendo dai testi a lui attribuiti, ovvero da queste gāthā contenute nell'Avestā, sostiene che Zarathustra sia a tutti gli effetti una figura storica e autore delle gāthā, altriTra gli studiosi che mettono in dubbio l'esistenza storica di Zarathuštra segnaliamo l'iranista francese Jean Kellens (2000) e (2006). formulano invece dei dubbi al riguardo.
Così Gherardo Gnoli riassume le ragioni dell'attribuzione al profeta iranico delle gāthā e quindi l'esistenza storica del loro autore:
Anche per Arnaldo Alberti:
Se sull'attribuzione delle gāthā a Zarathustra, per quanto pur con alcune autorevoli distinzioni e con un dubbio generale sul LIII Yasna, e quindi sull'esistenza storica del loro autore vi è sufficiente concordia tra gli studiosi, più difficile è trovare una posizione univoca tra gli stessi rispetto alla loro datazione e quindi al periodo, e il luogo, in cui sarebbe vissuto il profeta iranico.