Tra i principali cantautori della sua generazione, durante la sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio della Critica "Mia Martini" e il Premio Tenco alla carriera. Nel 1996, in coppia con Tosca, ha vinto il Festival di Sanremo con il brano Vorrei incontrarti fra cent'anni.
Biografia Gli inizi Nasce a Dorno (Pavia) e cresce a Garlasco, a pochi chilometri di distanza, in una famiglia di origini pugliesi (il nonno paterno proviene da Trani); il padre Savino commercia olio d'oliva, mentre il fratello maggiore Italo è un pianista (che in seguito suonerà anche in alcuni suoi dischi, ad esempio nell'album Dal nostro livello) e lo introduce alla musica.
Prende lezioni di canto dalla professoressa Adele Bartoli, che lo iscrive fin da giovanissimo a svariati concorsi canori: il primo di una certa rilevanza è, nel 1967, la quarta edizione della Fiera della Canzone Italiana di Milano (organizzata dal maestro Angelo Camis)Fiera della Canzone Italiana 1967, il grande Festival di Milano, pubblicato su Mini-Musica n* 4 di maggio-giugno 1967, pag. 17.
In uno di questi concorsi (in cui canta 24 mila baci di Adriano Celentano) viene notato da un scopritore di talenti della RCA Italiana. Si reca a Roma con il padre, che firma il contratto (in quanto Rosalino è ancora minorenne) per la It di Vincenzo Micocci, distribuita dalla RCA. In quell'occasione, negli studi della casa discografica, conosce Lucio Dalla e Renato Zero.
Anni 1970
Nel 1969 partecipa, senza ancora avere inciso un disco, al Cantagiovani, una manifestazione musicale itinerante organizzata dalla RCA, in cui si esibisce con altri artisti dell'etichetta come Gabriella Ferri, Ugolino, i Bertas, Christy e altriGiovani e la RCA, pubblicato su Giovani nº 24 del 12 giugno 1969, pag. 12. L'esordio discografico avviene solo con il nome di battesimo, Rosalino, a 16 anni al Festival di Sanremo nel 1970 in coppia con Nada cantando Pa' diglielo a Ma': avrebbe dovuto presentare Occhi di Ragazza - in coppia con Sandie Shaw - ma la canzone venne ritenuta "non idonea" dalla commissione del Festival (fu incisa poco dopo da Gianni Morandi riscuotendo grande successo).
Sempre nel 1970 vince la Caravella dei successi con Fino a morire .
L'anno successivo presenta a Un disco per l'estate una canzone scritta da Paola Pallottino e Lucio Dalla, Il gigante e la bambina, che tratta il tema della violenza sui minori, subendo anche la censura di una parola (viso di creatura al posto di petto di creatura) e di una strofa ("il gigante adesso è in piedi con la sua spada d'amore e piangendo taglia il fiore prima che sia calpestato" divenne "ma nessuno può svegliarla dal suo sonno tanto lieve il gigante è una montagna la bambina adesso è neve"). La canzone ha successo.
Nello stesso anno scrive insieme a Lucio Dalla la colonna sonora del film La mortadella di Mario Monicelli del 1971 (con Sophia Loren, Gigi Proietti, Susan Sarandon e Danny DeVito): alcuni dei brani, tra cui La storia di Maddalena, vengono incisi dalla stessa Sophia Loren, mentre Lucio Dalla userà poi l'introduzione strumentale della canzone in L'auto targata «TO» (nell'album Il giorno aveva cinque teste).
Alla fine del 1971, durante un viaggio in nave verso la Sicilia, scrive Piazza Grande insieme a Lucio Dalla per la musica e a Gianfranco Baldazzi e Sergio Bardotti per il testo; la canzone viene presentata dallo stesso Dalla al Festival di Sanremo 1972 (arrivando al 4º posto), e diventerà un evergreen del cantautore bolognese (inciso anche in portoghese dalla cantante Amalia Rodrigues, nota come "La regina del Fado"). Ron era nella formazione (che comprendeva ben quattro chitarristi) che accompagnava Lucio Dalla sul palco del festival e, per l'emozione, sbagliò l'attacco della canzone, tanto che si dovettero fermare con tutta l'orchestra e ripartire.
Nello stesso anno Ron partecipa a Un disco per l'estate con il brano Storia di due amici (testo di Umberto Donato, paroliere calabrese di Pizzo) e scrive Oggi, domani, sempre per Vanna Brosio, sigla del programma televisivo Adesso musica.
Nel 1972 incide la versione italiana di Father and Son di Cat Stevens (Figlio mio, padre mio). Nello stesso anno scrive la canzone Principessa per Gianni Morandi.
Nel febbraio 1973 pubblica il suo primo album, usando da qui in poi anche il cognome: Il bosco degli amanti (titolo preso dall'omonimo brano con testo di Umberto Donato), che include Principessa. A novembre esce un nuovo album, Dal nostro livello, che contiene Era la terra mia e I bimbi neri non san di liquerizia, con canzoni tratte dai temi di alcuni alunni figli di emigrati di una scuola elementare di Cinisello Balsamo, musicati da Ron e adattati per i testi da Gianfranco Baldazzi. Il progetto diventa un tour prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e replicato per una ventina di date. Nel 1974 scrive la canzone Prime ore del mattino per Ornella Vanoni.
Nel 1975 pubblica il suo terzo album, Esperienze, che, come i due precedenti, vede Ron autore delle musiche e Gianfranco Baldazzi dei testi.
Nel 1976 Ron pubblica il brano Evviva il grande amore (testo di Mogol e musica di Gigi Rizzi, chitarre e cori di Ivan Graziani; pubblicata anche nel 2008 nell'album Quando sarò capace d'amare) e interrompe quasi del tutto la sua carriera di cantante per dedicarsi al cinema. Tra il 1975 e il 1979, infatti, interpreta i film Lezioni private di Vittorio De Sisti, L'Agnese va a morire di Giuliano Montaldo, In nome del Papa Re di Luigi Magni e Turi e i paladini di Angelo D'Alessandro, apparendo anche in singoli episodi di un paio di serie televisive, girate per le TV inglese e francese.
Nel 1977, con Lucio Dalla, Teresa De Sio, Claudio Lolli e altri, partecipa all'opera rock L'Eliogabalo - Operetta Irrealista, album dell'autore teatrale Emilio Locurcio.
Dopo il passaggio alla Spaghetti Records di Alessandro Colombini (produttore in quel periodo di Dalla, Bennato e PFM), nel 1978 torna in sala d'incisione e, con il 45 giri Occhi verdi mari calmi, partecipa all'edizione di quell'anno del Festivalbar, con risultati modesti (pur anticipando le sonorità sviluppate nei dischi seguenti).
Il 20 dicembre del 1978 partecipa come musicista e solista al live@RTSI di Lucio Dalla, concerto per la TV Svizzera RTSI (da cui viene tratto un cofanetto CD+DVD pubblicato nel 2001).
Dopo queste prime esperienze discografiche Ron comincia a lavorare in studio sentendo il bisogno di cercare una propria identità artistica, non riconoscendosi nei cantautori cosiddetti ''impegnati''. I suoi modelli sono, infatti, David Bowie, Lou Reed, Cat Stevens, James Taylor, e inizia a curare da musicista e arrangiatore i lavori dei suoi colleghi diventando per definizione un music maker e facendosi notare a tal punto che nel 1979 Lucio Dalla e Francesco De Gregori lo chiamano in qualità di chitarrista e curatore degli arrangiamenti del loro tour Banana Republic, che raccoglierà centinaia di migliaia di spettatori nei più grandi stadi d'Italia e dal quale verranno tratti un disco e un film. Durante questi concerti, viene data la possibilità a Ron di esibirsi come solista in I ragazzi italiani e Come va; per l'occasione scrive la musica del brano Cosa sarà (testo di Dalla e De Gregori, che la canteranno sul palco), inserita poi sul retro del 45 giri Ma come fanno i marinai.
L'esperienza avuta in questo importantissimo evento avrà un impatto fondamentale sul suo album successivo, che aprirà uno dei capitoli più importanti nella carriera dell'artista.
Anni 1980 Nel 1980 esce l'album Una città per cantare, che contiene la canzone omonima, versione italiana del brano The Road del cantautore statunitense Danny O' Keefe, già incisa nel 1977 dal californiano Jackson Browne, e altri brani scritti con Dalla (Io ti cercherò, Nuvole, Tutti i cuori viaggianti, tra i titoli), tranne Nel deserto (con testo di De Gregori) e Mannaggia alla musica (interamente di De Gregori); nel disco suonano con Ron, tra gli altri, Ricky Portera, Shel Shapiro, e la PFM al gran completo. È il suo primo grande successo e in cui compare con lo pseudonimo Ron. Partecipa al Festival di Sanremo in veste di autore della canzone Mariù, interpretata da Gianni Morandi. Per Loredana Bertè scrive la canzone Diverse libertà.
Sempre nel 1980 pubblica un Q-Disc dal titolo Q Concert, con Goran Kuzminac e Ivan Graziani, contenente tre loro canzoni e l'inedito scritto e cantato insieme, ovvero Canzone senza inganni, a cui fa seguito una tournée dei tre artisti.
Con più consapevolezza e spronato dall'amico Lucio Dalla, Ron comincia a scrivere alcuni testi che finiscono nell'album Al centro della musica (1981), che ripete il successo del disco precedente: tra le canzoni, Si andava via (testo scritto dal cantautore Renzo Zenobi) e Una freccia in fondo al cuore.
Il 1982 è l'anno della vittoria al Festivalbar con Anima, contenuta nel disco Guarda chi si vede, registrato dopo un viaggio di due mesi negli USA voluto dalla RCA, dove Ron ha modo di incontrare artisti del calibro di Lou Reed, Paul Anka e Hall&Oates.
Sempre del 1982 è l'album Tutti cuori viaggianti, contenente Hai capito o no?, versione italiana di I Can't Go for That (No Can Do) del duo Daryl Hall & John Oates. Il disco (a cui partecipano gli Stadio, Lucio Dalla e Gianni Morandi) viene registrato dal vivo in studio, di fronte a un pubblico di soli ammiratori e giornalisti. Prende parte al progetto benefico La terra è gialla e il cielo blu a favore dell'AIRC, LP da collezione (con copertina del pittore Aligi Sassu) con 14 protagonisti della hit parade italiana. Per Delia Gualtiero scrive la canzone Passo dopo passo.
Nel 1983 esce Calypso, che include Sogno e Per questa notte che cade giù, prodotto da Mauro Malavasi con la partecipazione del chitarrista Jimmy Villotti, e di due componenti degli Stadio (Ricky Portera e Fabio Liberatori).
Nel 1984 grande successo per il singolo Joe Temerario, contenuto nella raccolta I grandi successi di Ron (Sigla Quattro), sigla di Domenica in e usato da Mario Monicelli nella sua pellicola Speriamo che sia femmina, nella quale Ron compare anche nella parte di sé stesso.
Partecipa con il nome di Rosalino Cellamare all'album d'esordio di Luca Carboni ...intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film. Scrive per gli Stadio Ti senti sola e Per lei. Per Marco Armani scrive la canzone Solo con l'anima mia.
Nello stesso anno, esce il fotolibro Ron si racconta curato da Claudio Gallo, Clay Logan, con testi di Gianfranco Baldazzi, in cui sono presenti fotografie del periodo americano, con Paul Anka e Lou Reed.
L'album successivo, del 1985, si intitola semplicemente Ron, e contiene le intense Teresa e Michele, Parliamo un po' di te, Caterina (nel quale duetta con l'esordiente Angela Baraldi) e Beati Noi. Tra i musicisti, anche Lucio Dalla (accreditato con lo pseudonimo di Domenico Sputo) e Gaetano Curreri (Stadio).
È tra gli artisti del progetto benefico MusicaItalia per l'Etiopia, incidendo con molti colleghi italiani la canzone Volare (Nel blu dipinto di blu) i cui proventi sono devoluti alla popolazione dello Stato africano.
Nell'anno 1986 esce È l'Italia che va (trainato dal successo del singolo omonimo, sigla finale del gioco televisivo a premi "Pentatlon" condotto da Mike Bongiorno, e da Padrone del tuo cuore).
Nel 1988, Il mondo avrà una grande anima, suo secondo album dal vivo, con due inediti, l'omonimo presentato a Sanremo - ispirato dalla prodezza del giovane aviatore tedesco Mathias Rust, che, eludendo qualsiasi sistema di sorveglianza, nel 1987, in piena guerra fredda, atterrò con il suo piccolo aereo da turismo nella Piazza Rossa di Mosca – e l'altro, Helena, cantato in inglese, sigla delle 22 puntate della fiction omonima interpretata dall'attrice Paola Onofri. Nello stesso anno scrive Maria dei parafulmini per Bruno Lauzi, Fino a fermarmi e Non arrendersi per Fiorella Mannoia.