La casa natale di San Galgano è un luogo di culto che si trova a Chiusdino.

Storia

La tradizione vuole che qui, intorno al 1150, sia nato San Galgano, cavaliere ed eremita,Raffaello Volpini, Galgano, santo, in Bibliotheca Sanctorum, Istituto Giovanni XXIII della Pontificia Università Lateranense, Roma 1965, VI, coll. 1-6. da una nobile famiglia del luogo legata da rapporti di vassallaggio ai vescovi di Volterra, signori feudali del luogo. Probabilmente come conseguenza della sua appartenenza ad una famiglia che esercitava tradizionalmente la funzione ufficiale di rappresentanza e di tutela dell'ordine costituito, Galgano fu cavaliere, mano armata del vescovo di Volterra, per la protezione delle terre e dei beni del paese e del distretto di Chiusdino, fino a che la morte del padre non cambiò la sua vita; gli atti del processo di canonizzazione attribuiscono questa conversione anche a due forti esperienze spirituali: l'arcangelo Michele, apparso – in sogno o in visione – al giovane lo avrebbe convinto a lasciare la vita secolare e ad intraprendere quella religiosaRoma, Biblioteca Apostolica Vaticana, Codice Chigiano G. I. 31. (Tizio S., Historiae Senenses), cc. 300v-305r. Schneider F., Der Einseiedler Galgan von Chiusdino und die Anfänge von San Galgano, in Quellen und Forschungen aus Italianischen Archiven und Biblioteken, XVII (1914-1924), pagg. 61-77..

Galgano lasciò Chiusdino per ritirarsi su un colle poco distante, Montesiepi, dove, in segno di rinuncia perpetua alla guerra, conficcò il suo spadone di cavaliere nel terreno. Il suo esempio trascinò altre persone e, come molte altre esperienze eremitiche, anche questa costituì l'inizio della fondazione di una nuova comunità monasticaEugenio Susi, L'eremita cortese. San Galgano fra mito e storia nell'agiografia toscana del XII secolo, Centro Italiano di Studi sull'Alto Medio Evo, Spoleto 1193.. L'esperienza eremitica di Galgano sul Montesiepi durò meno di un anno, in quanto il 30 novembre 1181 il santo morì.

La prima indagine conoscitiva delle virtù e dei miracoli di Galgano fu condotta dal vescovo di Volterra, Ugo, che autorizzò la costruzione di una cappella intorno alla tomba del santo ed alla spada. Successivamente il vescovo Ildebrando Pannocchieschi ottenne l'apertura di un processo di canonizzazione da parte del Papa Lucio III e la nomina di tre commissari con il compito di verificare la santità del giovane chiusdinese: Corrado di Wittelsbach, cardinale vescovo della Sabina ed arcivescovo di Magonza; forse Melior, cardinale prete del titolo dei Santi Giovanni e Paolo, e forse Ildebrando Pannocchieschi, vescovo di VolterraConti A. - Iannaccone M. A., La spada e la roccia, cit., pagg. 120-121.. Non sappiamo se ci sia stata una vera e propria canonizzazione da parte di un papa o se la commissione avesse ricevuto la facoltà di procedere alla canonizzazione, attraverso la iurisdictio delegataConti A. - Iannaccone M. A., La spada e la roccia, cit., pagg. 123-126. Paciocco R., Canonizzazioni e culto dei Santi nella Christianitas (1198-1302), Edizioni Porziuncola, Assisi 2006.. La festa del santo, inizialmente posta al 30 novembre, fu poi spostata al 3 dicembreMartyrologium Romanum ad novam Kalendarii rationem et ecclesiasticae historiae veritatem restitutum Gregorii XIII Pont. Max. iussu editum, Tipografia Domenico Basa, Roma 1584; Martyrologium Romanum ex decreto Sacrosancti Oecumenici Concilii Vaticani II instauratum auctoritate Joannis Pauli II promulgatum, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2004, pag. 650..

Il palazzo, dopo la morte e la canonizzazione del santo, fu ancora abitato dalla madre di lui, dopo di che, forse dando seguito alla volontà testamentaria della donna, passò ai monaci cistercensi che si erano stabiliti a Montesiepi e da questi fu donato alla Confraternita di San Galgano.Andrea Conti, La Confraternita di San Galgano di Chiusdino, in Anna Benvenuti (a cura di) La spada nella roccia. San Galgano e l'epopea eremitica di Montesiepi, Mandragora, Firenze 2004, pp= 146-147|ISBN= 88-7461-062-9 La confraternita vi allestì due oratori, la Cappella di sotto, nella sala di ingresso del palazzo, e la Cappella di sopra, in una delle sale superiori. Nel 1785 la Confraternita fu espropriata dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo ed in seguito, in età napoleonica, l'edificio fu occupato dalle truppe francesi ed adibito a caserma e poi a carcere. Nel 1900 il Comune di Chiusdino restituì alla Confraternita la cappella di sotto che fu restaurata nel 1905 in stile neogotico e restituita al culto.

Descrizione

Sul portale di ingresso del palazzo, ornato di due mensole scolpite, si trova un calco del bassorilievo raffigurante San Galgano condotto dall'Arcangelo Michele sul colle di Montesiepi. L'originale, di Giovanni di Agostino, eseguito intorno al 1330 (senz'altro prima del 1348, anno della morte del celebre scultore), è conservato nel Museo civico e diocesano di arte sacra di San Galgano di Chiusdino.Roberto Bartalini, Spazio scolpito. La novità del rilievo pittorico di Giovanni d'Agostino, in Prospettiva, 45, 1986, pagg. 31-32. Ivan Rainini, L'abbazia di San Galgano. Studi di architettura monastica cistercense del territorio senese, Sinai Edizioni, Milano 2001, pag. 36. Elisabetta Cioni, Il Reliquiario di San Galgano. Contributo alla storia dell'oreficeria e dell'iconografia, Studio per Edizioni Scelte, Firenze 2005, pag. 188.. All'interno della cappella di sotto, nell'angolo a destra, si può vedere il masso in cui, secondo la leggenda, sarebbero rimaste impresse le ginocchia del cavallo di san Galgano genuflesso all'apparire di san Michele Arcangelo; la pietra fu qui trasferita nel 1958 dalla sua originaria ubicazione, lungo la strada tra Chiusdino ed il castello di Luriano.

Note

Bibliografia Andrea Conti - Mario Arturo Iannaccone, La spada e la roccia. San Galgano: la storia, le leggende, Sugarco Edizioni, Milano 2007 - ISBN = 978-88-7198-531-2. Andrea Conti, La Confraternita di San Galgano di Chiusdino, in Anna Benvenuti (a cura di), La spada nella roccia. San Galgano e l'epopea eremitica di Montesiepi, Mandragora, Firenze 2004, pp. pp= 146-147 - ISBN= 88-7461-062-9. Andrea Conti, L'Inclito e Insigne Collegio di San Galgano: pietà e carità a Chiusdino dal Medioevo al Duemila, in Analecta Galganiana, anno 2024/2025 , Accademia di San Galgano, Nuova Immagine Editrice, Siena 2025, pp. 45-83 - ISBN= 9 788871 454351. Andrea Conti, Antonello Mennucci, Edoardo Vanni, Nicola Capezzuoli, Piero Guicciardini, La Casa natale di San Galgano a Chiusdino. Abitazione, santuario, prigione, museo. Aspetti strutturali e artistici, memoriali e simbolici, Edizioni Il Leccio, Siena 2025 - ISBN= 9 791281 022249.

Voci correlate Confraternita di San Galgano

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