I globicefali (Globicephala ) sono un genere di cetacei odontoceti appartenenti alla famiglia Delphinidae.
Generalità
I globicefali comprendono due specie esistenti: il globicefalo comune (Globicephala melas) e il globicefalo di Gray (Globicephala macrorhynchus). Le due specie non sono facilmente distinguibili in natura e il modo migliore per distinguerle è analizzarne il cranio. Il genere è presente nelle acque di quasi tutto il mondo: il globicefalo comune vive nelle acque più fredde, il globicefalo di Gray in quelle tropicali e subtropicali. Dopo l'orca, i globicefali sono i delfinidi più grandi.
I globicefali si nutrono principalmente di calamari, ma catturano anche grossi pesci demersali come merluzzi e rombi chiodati. Sono altamente sociali e possono rimanere nel loro gruppo di origine per tutta la vita. Il globicefalo di Gray è una delle poche specie di mammiferi in cui le femmine entrano in menopausa e, una volta terminata l'età riproduttiva, continuano a svolgere un ruolo predominante all'interno del gruppo. I globicefali sono famosi per i loro spiaggiamenti di massa, dalla causa tuttora sconosciuta; i biologi marini, tuttavia, hanno scoperto che l'orecchio interno dei mammiferi marini (che consente l'ecolocalizzazione, loro principale strumento per orientarsi) viene danneggiato dall'inquinamento acustico sottomarino, ad esempio quello provocato da navi mercantili o esercitazioni militari. Lo stato di conservazione di entrambe le specie viene valutato a «rischio minimo».
Etimologia Globicephala deriva dal latino globus («sfera») e dal greco kephalé («testa»), quindi significa letteralmente «dalla testa sferica» o «globosa». In passato i globicefali venivano chiamati «delfini pilota», in riferimento alla caratteristica gregarità di questi cetacei, i cui branchi sembrano seguire, in strettissimo contatto, un esemplare più anziano (il cosiddetto «pilota»).
Descrizione
I globicefali sono per lo più di colore grigio scuro, marrone o nero, ma presentano anche alcune aree chiare, come una sorta di macchia grigia a forma di sella dietro la pinna dorsale. Altre aree chiare sono una macchia a forma di ancora sotto il mento, un segno indistinto dietro l'occhio, una grossa macchia sulla pancia e un'altra in corrispondenza dei genitali. La pinna dorsale è situata in avanti sul dorso e si allunga all'indietro. I globicefali hanno una struttura più robusta della maggior parte degli altri delfini e possiedono un caratteristico melone grosso e bulboso. Le lunghe pinne pettorali a forma di falce e il peduncolo caudale sono fortemente compressi di lato. I maschi di globicefalo comune sviluppano un melone più rotondo di quello delle femmine, ma questa differenza non sembra valere per i globicefali di Gray che vivono al largo della costa pacifica del Giappone.
Il globicefalo comune e quello di Gray sono così simili che è molto difficile distinguerli tra loro. Originariamente venivano distinti in base alla lunghezza delle pinne pettorali rispetto alla lunghezza totale del corpo e al numero dei denti. Si pensava che il globicefalo comune avesse 9-12 denti per emimascella e pinne pettorali pari a un quinto della lunghezza totale del corpo, rispetto ai 7-9 denti per emimascella e alle pinne pari a un sesto della lunghezza totale del corpo del globicefalo di Gray. Tuttavia, gli studi sui globicefali dell'Atlantico hanno mostrato molte sovrapposizioni riguardo a queste caratteristiche tra le specie, portando gli studiosi a considerarle variazioni clinali piuttosto che caratteristiche distintive. Pertanto, da allora i biologi fanno affidamento solo alle differenze del cranio per distinguere le due specie.
Le dimensioni e il peso dipendono dalla specie, con i globicefali comuni generalmente più lunghi ma meno pesanti di quelli di Gray. L'aspettativa di vita è di circa 45 anni nei maschi e di 60 nelle femmine per entrambe le specie. L'aspetto è identico per entrambi i sessi e il dimorfismo sessuale riguarda solamente le dimensioni. I globicefali comuni adulti raggiungono una lunghezza di 4-7,6 metri, con i maschi lunghi circa un metro più delle femmine. Il loro peso massimo raggiunge i 2500 chilogrammi nelle femmine e i 3000 chilogrammi nei maschi. Nei globicefali di Gray, le femmine adulte misurano circa 5,5 metri di lunghezza e i maschi circa 6,8 metri, con record di 7,2, e il peso può raggiungere i 4000 chilogrammi.
Distribuzione e habitat
I globicefali si possono incontrare negli oceani di quasi tutto il mondo, ma i dati riguardanti la consistenza attuale delle popolazioni sono spesso carenti. Il globicefalo comune preferisce acque leggermente più fredde rispetto a quello di Gray ed è suddiviso in due popolazioni disgiunte. La popolazione meno numerosa è presente in una fascia circumpolare dell'Oceano Australe compresa grosso modo tra 20 e 65° di latitudine sud, dove è osservabile al largo delle coste di Cile, Argentina, Sudafrica, Australia e Nuova Zelanda. Nel 2006 venne stimato che questa popolazione comprendesse più di individui. La seconda popolazione, molto più consistente, abita l'Oceano Atlantico settentrionale, in una fascia che va dalla Carolina del Sud fino alle Azzorre e al Marocco a sud, e da Terranova a Groenlandia, Islanda e Norvegia settentrionale a nord. L'entità di questa popolazione venne stimata nel 1989 a individui. La specie è presente anche nella metà occidentale del Mar Mediterraneo.
Il globicefalo di Gray è meno numeroso. Vive nelle acque temperate e tropicali degli oceani Indiano, Atlantico e Pacifico e il suo areale si sovrappone leggermente a quello del globicefalo comune nelle acque temperate dell'Atlantico settentrionale e degli oceani meridionali. Nell'Oceano Pacifico tropicale orientale ne vivono circa esemplari, mentre si stima che nel Pacifico occidentale, al largo delle coste del Giappone, ve ne siano più di . I globicefali sono generalmente nomadi, ma alcune popolazioni rimangono tutto l'anno in determinate località, come le Hawaii e certe zone della California. Preferiscono le acque della piattaforma e del margine continentale. Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration, un tempo i globicefali di Gray venivano avvistati di frequente al largo della California meridionale, ma scomparvero dall'area dopo un evento di El Niño particolarmente catastrofico all'inizio degli anni '80. Tuttavia, nell'ottobre del 2014, gli equipaggi e i passeggeri di diverse imbarcazioni ne osservarono un gruppo di 50-200 esemplari al largo di Dana Point.
Biologia Ecologia
Fatta eccezione per l'uomo e le orche, i globicefali non sembrano avere predatori naturali. Entrambe le specie si nutrono principalmente di calamari e intraprendono spostamenti stagionali allontanandosi e avvicinandosi alla costa in risposta alla dispersione delle loro prede. Tra le specie di pesci che vengono predate nell'Atlantico nord-occidentale figurano il merluzzo comune, l'halibut della Groenlandia, lo sgombro, l'aringa dell'Atlantico, il nasello e lo spinarolo. Nelle acque delle Fær Øer, i globicefali mangiano soprattutto calamari, ma non disdegnano anche specie ittiche come l'argentina maggiore e il potassolo. Tuttavia, sembra che i globicefali delle Fær Øer non catturino merluzzi, aringhe o sgombri, neanche quando sono abbondanti.
I globicefali generalmente effettuano diversi respiri prima di immergersi per alcuni minuti, ma quando sono in cerca di cibo possono restare immersi più di dieci minuti. Sono in grado di immergersi fino a una profondità di 600 metri, ma la maggior parte delle immersioni avviene a una profondità di 30-60 metri. Le immersioni più superficiali tendono ad avere luogo durante il giorno, mentre quelle più profonde avvengono di notte. Quando si immergono in profondità, i globicefali effettuano spesso dei rapidi sprint per catturare prede veloci come i calamari. Rispetto ai capodogli e agli zifidi, i globicefali di Gray in cerca di cibo si dimostrano più energici quando si spingono a profondità simili: una volta raggiunta la profondità desiderata, infatti, effettuano degli scatti, forse per catturare la preda, e poi emettono qualche ronzio. Questo è insolito, in quanto ci si aspetterebbe che degli animali che stanno trattenendo il respiro a grandi profondità nuotino lentamente per risparmiare ossigeno. L'elevato metabolismo, tuttavia, gli consente probabilmente di effettuare questi sprint anche in profondità, a scapito però della durata delle immersioni, più brevi rispetto a quelle di altri mammiferi marini. È possibile che lo stesso valga anche per il globicefalo comune.
I globicefali sono spesso infestati da pidocchi delle balene, cestodi e nematodi e possono ospitare anche vari agenti patogeni, sia batteri come Streptococcus, Pseudomonas, Escherichia e Staphylococcus, che virus come quello dell'influenza. L'analisi su un campione di esemplari provenienti da Terranova ha scoperto che la malattia più comune era un'infezione del tratto respiratorio superiore.
Struttura sociale
I globicefali di entrambe le specie vivono in gruppi di 10-30 esemplari, ma alcuni di questi possono contarne anche 100 o più. I dati suggeriscono che la struttura sociale dei gruppi di globicefali è simile a quella delle orche «residenti». I gruppi (chiamati anche pod, proprio come quelli delle orche) sono particolarmente stabili e i loro membri sono legati da strette relazioni matrilineari. I membri di un pod appartengono a diverse classi di età e sesso, sebbene le femmine adulte tendano a superare in numero i maschi adulti. Sono stati osservati anche comportamenti altruistici, ad esempio offerte di cibo, nei confronti dei parenti. Talvolta più pod possono aggregarsi temporaneamente, forse per consentire a individui di gruppi diversi di interagire e accoppiarsi, nonché per godere di una maggiore protezione.
Entrambe le specie sembrano essere poliginiche. I dati suggeriscono che sia i maschi che le femmine rimangono nel gruppo di origine per tutta la vita, ma nonostante questo sembra che all'interno dei pod non si verifichino casi di endogamia. Durante le aggregazioni, i maschi lasciano temporaneamente il loro pod per accoppiarsi con le femmine di altri gruppi. Tra i maschi in età riproduttiva non sembrano esistere gerarchie o competizione per il diritto ad accoppiarsi. Dopo l'accoppiamento, il maschio di solito trascorre solo pochi mesi con la femmina e può generare diversi figli con altre femmine dello stesso pod. Quando le aggregazioni si sciolgono i maschi ritornano nei propri gruppi e la loro presenza sembra essere essenziasle per la sopravvivenza degli altri membri. Non è stata trovata alcuna prova dell'esistenza di gruppi di «scapoli».
Tra i globicefali al largo della California meridionale sono stati osservati tre tipi distinti di pod: gruppi che si spostano o cacciano, gruppi che si alimentano e gruppi che oziano. Nei gruppi che si spostano o cacciano, gli individui si dispongono lungo un fronte esteso anche per tre chilometri, con solo pochi esemplari posizionati sotto di loro. A quanto pare nei gruppi di questo tipo si riscontra una segregazione sessuale e per classe di età. Nei gruppi che si alimentano gli individui sono poco coesi, ma possono spostarsi nella stessa direzione. I gruppi che oziano sono formati da 12-30 esemplari che riposano, ma alcuni membri possono anche accoppiarsi o mettere in atto altri comportamenti.
Riproduzione e ciclo vitale Il periodo di intervallo tra un parto e l'altro nelle femmine di globicefalo è uno dei più lunghi tra tutti i cetacei, in quanto queste partoriscono una volta ogni tre-cinque anni. Nel globicefalo comune la maggior parte degli accoppiamenti e dei parti avviene durante l'estate. Nei globicefali di Gray dell'emisfero australe le nascite raggiungono il picco in primavera e in autunno, mentre in quelli dell'emisfero boreale i picchi delle nascite possono variare a seconda della popolazione. Nei globicefali comuni la gestazione dura 12-16 mesi, in quelli di Gray 15 mesi.