Il Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, aperto nel 1953, ha sede a Milano, in via San Vittore n. 21, nell'antico monastero di San Vittore al Corpo. È il più ampio museo tecnico-scientifico in Italia e uno dei maggiori in Europa, con un'estensione di  m² complessivi . È visitato da oltre persone all'anno.

Le collezioni comprendono oggetti e includono testimonianze rappresentative della storia della scienza, della tecnologia e dell'industria in Italia dal XIX secolo in poi. Alle collezioni scientifiche si affiancano le raccolte di opere d'arte e di strumenti musicali, oltre alla storica collezione di modelli interpretativi dei disegni di Leonardo da Vinci, risalenti agli anni Cinquanta. Sono presenti una biblioteca ( titoli e 700 testate di riviste) e un archivio storico (circa 400 m) e fotografico.

Le esposizioni permanenti presentano oggetti storici accanto a esibizioni interattive, multimedia, audiovisivi e serious game, e si articolano nelle seguenti aree: Gallerie Leonardo da Vinci, Astronomia e Spazio, Telecomunicazioni, Energia e materiali, Extreme - Fisica delle particelle, Mosaico Tecnologico - Reti e consumi nell’Italia moderna, Ciclo di vita dei prodotti - Industria chimica di base, Alluminio, Acciaio, Fonderia industriale, #Foodpeople – Alimentazione, Trasporti navali, Trasporti aerei, Trasporti ferroviari. Nelle aree esterne è ospitato il sottomarino S506 Enrico Toti e il modello in scala 1:1 del Lanciatore Vega.

Il museo collabora con i principali musei scientifici europei e mondiali e dal 2003 è membro di ECSITE (European Network of Science Centres and Museums). Nel 2009 il Museo ha fondato il CREI, il Centro di Ricerca per l’educazione informale, che svolge ricerca in ambito educativo e promuove programmi di sviluppo professionale per insegnanti e educatori.

Nel 2019 è stato costituito l’Osservatorio sul patrimonio scientifico e tecnologico per sviluppare le attività di ricerca, conservazione, tutela, documentazione e restituzione pubblica a partire dalle esperienze maturate intorno alle collezioni del Museo.

Il museo è dal 2000 una fondazione di diritto privato, i cui soci fondatori sono il Ministero dell'istruzione e del merito, il Ministero dell'università e della ricerca e il Ministero della cultura i partecipanti sostenitori sono Regione Lombardia, Comune di Milano, Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Milano; le principali università milanesi fanno parte del consiglio scientifico.

Storia dell'edificio

Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci sorge in un chiostro benedettino diventato nel XVI secolo monastero olivetano, annesso alla chiesa di San Vittore al Corpo. Tra i chiostri del museo sono ancora ben visibili i resti della grande cinta fortificata che custodiva un mausoleo imperiale romano.

I lavori che portarono alla realizzazione dei due grandi chiostri e di un dormitorio furono avviati dai monaci Olivetani agli inizi del Cinquecento. Alla fine il complesso comprendeva celle dei monaci, foresteria, biblioteca (oggi Sala delle Colonne), appartamento abbaziale, sala del Capitolo, ospizio dei novizi, orti, giardini e una vigna. Nel 1560 iniziarono le opere della nuova chiesa. Su progetto di Giuseppantonio Castelli da Monza all'inizio del XVIII secolo si costruì il refettorio (oggi Sala del Cenacolo), dove Pietro Gilardi eseguì l'affresco delle Nozze di Cana.

Agli inizi del XIX secolo, con l'occupazione napoleonica, il monastero divenne prima ospedale militare, poi caserma.

Guido Ucelli, fondatore del Museo, riuscì a ottenere l'area nel 1947. L'architetto Piero Portaluppi guidò fino al 1952, insieme a Enrico Griffini e Ferdinando Reggiori, i lavori di ristrutturazione, che ebbero per oggetto pavimenti, strutture, volte, arcate dei chiostri, sotterranei, la sala delle Colonne e la sala del Cenacolo.

Storia dell'istituzione Il 15 febbraio 1953 il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci" fu inaugurato alla presenza del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi in occasione della grande mostra dedicata a Leonardo allestita per il quinto centenario della sua nascita.

Dopo oltre vent’anni, il fondatore Guido Ucelli riusciva a dotare la città e il Paese di un grande museo tecnico-scientifico, al pari delle altre realtà internazionali. Sin dagli anni Trenta, infatti, aveva immaginato un museo come luogo per documentare e raccontare al pubblico i grandi cambiamenti sul fronte tecnologico ed industriale che stavano investendo l’Italia. Ispirandosi alle esperienze dei grandi musei dell’epoca, in particolare il Science Museum di Londra e il Deutsches Museum di Monaco, aveva avviato negli anni la raccolta di oggetti, documenti e libri legati alla scienza, alla tecnica e all’industria, mettendo al centro l’idea di unità della cultura.

Secondo il tradizionale stampo enciclopedico che caratterizzava le istituzioni del periodo, vennero raccolti ed esposti migliaia di oggetti, strumenti e apparati tecnico scientifici, macchine e impianti anche di grandi dimensioni, ordinate seguendo un approccio storico evolutivo della scienza e tecnologia, oggi considerato superato. Particolare attenzione era riservata alla contemporaneità e agli oggetti mostrati in funzione. Prima ancora del Museo era presente la biblioteca, intesa come strumento di studio per il Museo, che aprirà anche al pubblico nel 1958, con anche una sezione ragazzi.

Parte integrante dell’attività del Museo era rappresentata da una programmazione cinematografica presso il cinema interno (progettato da Piero Portaluppi), insieme a un ricco programma di mostre, esposizioni, congressi, concorsi ed eventi realizzati in collaborazione con realtà pubbliche e private rappresentative del panorama dell’industria e della cultura italiano.

L’organizzazione di mostre temporanee – realizzate con il coinvolgimento di istituzioni pubbliche, aziende e associazioni – rappresentò l’occasione, nei primi anni di vita del Museo, di arricchire le proprie raccolte e realizzare nuove esposizioni. Questo processo riguarda in particolare le aree dedicate ai trasporti terrestri (esposizione oggi non più esistente, gli oggetti si trovano nelle Collezioni di Studio del Museo e nei suoi depositi), ferroviari, aerei e navali. La Mostra Storica dei Mezzi di Trasporto (1954) - allestita in occasione dei sessant’anni del Touring Club Italiano rappresenta l’inizio di questo percorso, in cui rientrano l’inaugurazione del Padiglione Aeronavale (1964, progettato dall’architetto Egizio Nichelli per il Comune di Milano) e del Padiglione Ferroviario (1967, inizialmente destinato a Museo del Volo).

Nel 1955 nasce il Centro di Fisica Sperimentale come risorsa innovativa per lo studio della fisica, che suggella la relazione del Museo con il mondo della scuola, ancora oggi particolarmente solida. Tra i servizi presenti nel 1961 sono indicati anche un bar e un ristorante (su prenotazione), oltre alla vendita di stampe e cartoline. Alla morte del fondatore, nel 1964, segue un lungo periodo di consolidamento delle attività con l’apertura di nuove sezioni espositive, mostre e conferenze scientifiche.

Il museo è importante anche per la storia dell'informatica, essendo stato uno dei primi in Europa a ospitare un'esposizione rilevante a essa dedicata, Calcolo automatico nella storia, organizzata nel 1959 in collaborazione con IBM Italia. Dal 1975, dopo un’altra importante mostra con il contributo di IBM, l’informatica trovò uno spazio consolidato nel museo.

Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta il Museo, guardando all’esperienza dei science center (ispirati dalla filosofia di Frank Oppenheimer e dell’Exploratorium di San Francisco) e agli sviluppi della museologia scientifica internazionale oltre che dell’educazione informale, progetta i primi laboratori interattivi, che permettono al visitatore di sperimentare in prima persona.

Nell'agosto 1999, durante la direzione di Domenico Lini, un decreto legislativo trasformò l'ente di diritto pubblico in fondazione di diritto privato. Nel 2001 venne nominato direttore Fiorenzo Galli e si diede inizio a un'intensa attività di riallestimento e apertura di nuove sezioni espositive e laboratori interattivi. Nel 2005 fu trasportato al museo il sottomarino Enrico Toti e vennero aperti i nuovi laboratori interattivi di genetica e biotecnologie e robotica. Nel 2007 fu riaperto l'auditorium, completamente ristrutturato, e inaugurate la nuova area elicotteri e la sezione dedicata al ciclo di vita dei prodotti.

Nel 2008 aprirono le nuove aree dedicate a telegrafia, telefonia e televisione, l'area dei piccoli e la sezione dedicata al petrolio. Nel 2009 furono aperte le aree dedicate alla gomma, alle sostanze adesive e la nuova libreria del museo (MUST shop). Nel giugno 2009 il Museo ospitò la conferenza annuale di ECSITE (European Network of Science Centres and Museums). Il laboratorio dedicato all'alimentazione e l'area nanotecnologie sono del 2010, del 2011 la sezione dedicata all'industria chimica di base. Nel 2013 fu inaugurata la nuova area acciaio e aprì rinnovato il laboratorio interattivo materiali. Nel 2014 fu la volta della nuova sezione dedicata allo spazio, che espone l'unico frammento lunare in possesso dell'Italia e la nuova area dedicata al tinkering.

Nel 2015 è stata inaugurata l'area dedicata all'alluminio e la mostra interattiva permanente #FoodPeople dedicata ai temi dell'alimentazione. Nello stesso anno è stato esposto nel padiglione aeronavale il catamarano ad ala rigida AC72 Luna Rossa e apre il Maker Space. Nel 2016 sono state inaugurate, ospitando alcune delle esposizioni della XXI Triennale di Milano, le Cavallerizze, un nuovo edificio ottenuto dall'intervento di recupero architettonico di due grandi corpi di fabbrica costruiti tra il 1840 e il 1855 per ospitare le scuderie della caserma installata nel monastero ormai soppresso (1805). Questi interventi di ampliamento e restauro sono stati realizzati anche grazie ai fondi del Gioco del Lotto, in base a quanto regolato dalla legge 662/96.

Nel 2017 è stato inaugurato l’i.lab Matematica e nel 2018 il nuovo i.lab Leonardo.

Il 2019, anno delle celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, ha visto l’apertura delle Gallerie Leonardo da Vinci, totalmente ripensate per offrire una nuova lettura, storiograficamente aggiornata, dell’opera di Leonardo nel suo contesto storico. Sempre nel 2019 è arrivato al Museo il modello in scala 1:1 del lanciatore spaziale VV01 della prima missione Vega (Vettore Europeo di Generazione Avanzata), alto 30 metri e con un diametro di 3 metri. È stato inoltre lanciato il portale Archivi della Scienza dove sono consultabili oltre 1500 fondi archivistici di 200 istituzioni, realizzato dal museo con l'Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei XL e in collaborazione con ICAR (Istituto Centrale per gli Archivi).

Nel 2020, durante il periodo di chiusura obbligatoria a causa dell’emergenza sanitaria legata al COVID-19, il Museo ha prodotto #storieaportechiuse, un format digitale con un palinsesto di rubriche dedicate a collezioni ed education, scienza, tecnologia, attualità e dietro le quinte.