Biografia
Sanguineti nacque a Genova il 9 dicembre del 1930, figlio unico di Giovanni Sanguineti, bancario originario di Chiavari (in provincia di Genova), e di Giuseppina Cocchi, originaria di Torino. All'età di quattro anni, si trasferì al seguito della famiglia nel capoluogo piemontese, dove il padre aveva trovato un nuovo impiego come amministratore cassiere presso la tipografica Doyen & Marchisio. Era ancora bambino quando, durante una normale visita di controllo, gli venne riscontrata una grave malattia cardiaca. La diagnosi si rivelò in seguito errata ma questo episodio ha condizionato per lungo tempo lo stile di vita del poeta.Nota biografica in:.Anteprima limitata (Google Libri):
A Torino abitava uno zio di Edoardo, Luigi Cocchi, musicista e musicologo, che aveva conosciuto Gobetti e Gramsci ed era stato un collaboratore della rivista L'Ordine Nuovo e che sarebbe stato il primo punto di riferimento per la formazione del giovane. A Bordighera, comune della Riviera ligure dove il giovane trascorreva le vacanze estive, Edoardo frequentava il cugino Angelo Cervetto, appassionato di musica che gli trasmise la passione per il jazz, e Guido Seborga, che lo iniziò alla lettura di Antonin Artaud.
Nel frattempo, in seguito alla pertosse che aveva contratto, il giovanissimo Edoardo venne visitato da uno specialista che individuò l'errore diagnostico del quale era stato vittima. Edoardo era sanissimo ma da quel momento dovette fare intensi esercizi fisici per recuperare il tono muscolare. Ginnastica, ciclismo, tennis furono da quel momento gli sport che avrebbe dovuto intensamente affiancare allo studio, anche se dovette rinunciare alla sua primaria ispirazione: quella di dedicarsi alla danza.
1946-1955: studi, elaborazione di Laborintus, primi contatti culturali Nel 1946 Edoardo s'iscrisse al Liceo Ginnasio Massimo d'Azeglio ed ebbe come insegnante di italiano Luigi Vigliani. A lui dedicò il saggio su Gozzano e gli fece leggere alcune poesie che saranno in seguito parte di Laborintus.
In terza liceo, Sanguineti ebbe come docente di storia e filosofia Albino Galvano, pittore, critico, storico d'arte, filosofo amante della psicanalisi e interessato alle avanguardie. Successivamente Sanguineti s'iscrisse alla Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Torino.
In questi anni frequentò il mondo culturale torinese, recandosi a mostre ed ascoltando concerti. Conobbe la pittrice dell'avanguardia Carol Rama, il filologo classico Vincenzo Ciaffi, lo studioso di lingue e culture germaniche Vittorio Amoretti e il romanziere Seborga, che incontrava anche a Bordighera.
Nel 1951 Sanguineti iniziò a scrivere l'opera che si chiamerà Laborintus e, come egli stesso dice nei Santi Anarchici, scriveva per una piccola comunità di lettori: «Eravamo in cinque. E i miei quattro lettori erano una ragazza, un aspirante filologo classico e due altri studenti, uno di farmacia e l'altro di medicina».
Conobbe Enrico Baj che avrebbe creato il manifesto della pittura nucleare e dato vita al Nuclearismo.
Il 1953 fu l'anno della morte della madre ma anche quello dell'incontro con Luciana che sposò il 30 settembre del 1954. Sempre nel 1954, in occasione della recensione di Sanguineti sulla rivista torinese "Galleria" dellAntologia critica del Novecento, conobbe Luciano Anceschi che, dopo aver letto Laborintus, decise di darlo alle stampe.
Alcune poesie di Laborintus erano intanto apparse su Numero, una rivista fiorentina diretta da Fiamma Vigo, a cui era stato invitato a collaborare da Gianni Bertini, un pittore pisano incontrato da Sanguineti nello studio di Albino Galvano.
Nel 1955 nacque il primo figlio dello scrittore, Federico.
1956-1960: pubblicazione di Laborintus, laurea e carriera universitaria Il 1956 fu l'anno della pubblicazione, a cura di Luciano Anceschi, di Laborintus e anche l'anno della laurea. Sanguineti il 30 ottobre discusse una tesi su Dante col professor Giovanni Getto, che venne pubblicata nel 1961 col titolo Interpretazione di Malebolge.
Nasceva in quel periodo Il Verri redatto da Pagliarani e da Porta a cui Sanguineti collaborò intensamente.
Il 1º novembre 1957 Sanguineti si offrì come assistente volontario presso la cattedra di Getto, insegnando contemporaneamente italiano nel triennio del liceo classico di un istituto privato diretto da suore domenicane.
Nel 1958 nasceva il suo secondo figlio: Alessandro.
1961-1965: i Novissimi e la libera docenza Risale al 1961 la conoscenza da parte del poeta di Luciano Berio che gli chiese di collaborare per la Piccola Scala con un'anti-opera. Nascerà da questa collaborazione Passaggio che verrà rappresentato nel 1963.
Sempre nel 1961 uscì l'antologia de I Novissimi con prefazione di Giuliani che comprende le opere di Giuliani stesso, di Sanguineti, di Pagliarani, di Balestrini e di Porta.
Nasceva nel 1962 il terzo figlio, Michele.
Nel 1963 si istituì il Gruppo 63 a Palermo che sarà «il risultato dei legami e dei contatti culturali maturati nei precedenti anni».
Nel frattempo Sanguineti, che era diventato assistente incaricato e in seguito assistente ordinario del professor Giovanni Getto, nel 1963 consegue la libera docenza con presidente di commissione Mario Fubini.
In questo periodo frequentò, in tre occasioni, anche le Décades di Cerisy: la prima volta invitato da Ungaretti, a cui era dedicato il convegno, la seconda volta invitato dal gruppo di Tel Quel, per il romanzo sperimentale e, alla fine degli anni Sessanta, per il cinema.
Nel 1965 ottenne una cattedra di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Salerno.
1968-1974: cambiamenti Nel 1968 si sciolse il Gruppo 63 (e nel '69 terminarono anche le pubblicazioni della rivista Quindici). Nello stesso anno Sanguineti si candidò alle elezioni per la Camera nelle liste del PCI ma dovette trasferirsi a Salerno con la famiglia come incaricato all'università.
A Salerno, Sanguineti tenne due corsi, quello di Letteratura italiana generale e quello di Letteratura italiana contemporanea. Nel 1970 diventò professore straordinario.
Nel 1971 il poeta visse durante sei mesi a Berlino con la famiglia; nel 1972 morì il padre, nel 1973 nacque la figlia Giulia e Sanguineti diventò, sempre a Salerno, professore ordinario.
Nello stesso anno iniziò la collaborazione a Paese Sera.
Nel 1974 ottenne una cattedra di Letteratura italiana presso l'Università degli Studi di Genova. Per stare accanto ai compagni proletari si trasferì al CIGE del Begato con la famiglia e nel 1975 iniziò a collaborare con Il Giorno.
1976-1980: gli anni dell'impegno politico
Nel 1976 Sanguineti iniziò a collaborare con l'Unità, e nel 1980 con Il Lavoro di Genova. Furono questi anni di grande impegno politico: venne eletto consigliere comunale a Genova (1976 - 1981) e deputato della Camera (1979 - 1983), come indipendente nelle liste del PCI.
1981-2005: i viaggi, gli onori Dal 1981 al 1983 diresse la prestigiosa rivista Cervo Volante assieme ad Achille Bonito Oliva. In redazioni ebbe giovani poeti e artisti di talento come Valerio Magrelli e Gian Ruggero Manzoni.
Nel 1990 fondò, con Nadia Cavalera, la rivista internazionale Bollettario. Quadrimestrale di scrittura e critica. La diresse durante vent'anni, fino alla sua morte (nel 2010). In redazione ebbe Filippo Bettini, Francesco Muzzioli, Marcello Frixione, e Tommaso Ottonieri. Collaboratori i maggiori autori del tempo.
Numerosi furono i viaggi fatti in questo periodo sia in Europa che fuori dell'Europa (Unione Sovietica, Georgia e Uzbekistan, Tunisia, Cina, Stati Uniti d'America, Canada, Messico, Colombia, Argentina, Perù, Giappone, India).
Nel 1996 venne nominato dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di gran merito della Repubblica Italiana.
Sanguineti, che aveva lasciato nel 2000 l'Università e aveva ricevuto numerosi premi letterari tra i quali la Corona d'oro di Struga, il Premio Capri dell'Enigma (1998), fu membro e fondatore della Accadémie Européenne de poésie (Lussemburgo) e membro consulente del Poetry International (Rotterdam). Precedentemente Faraone poetico dell'Istituto Patafisico di Milano, dal 2001 fu Satrapo Trascendentale, Gran Maestro O.G.G. (Parigi) e presidente dell'OpLePo.
2006-2010: ultimi anni e morte Nel 2006, nel corso di un suo intervento al Festival dei Saperi di Pavia .
Sanguineti - a cui il 5 giugno 2006 venne assegnato il Premio Librex Montale - diventò presidente onorario dell'associazione politica Unione a Sinistra e fu candidato alle primarie dell'Unione per l'elezione del sindaco di Genova, tenutesi il 4 febbraio 2007, sostenuto da: Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista e Unione a Sinistra, ottenne il 14% dei voti. Le primarie furono vinte da Marta Vincenzi, candidata de L'Ulivo (60%). Secondo arrivò Stefano Zara.
Il 18 maggio 2010 fu ricoverato d'urgenza a causa di un aneurisma che provocava da diversi giorni fitte all'addome. Alle 13:30 Sanguineti morì, all'età di 79 anni, ancora in sala operatoria. La procura aprì un'inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti.
Il 22 maggio venne sepolto nel pantheon del cimitero monumentale di Staglieno, accanto alla tomba in cui riposa il capo-partigiano Aldo Gastaldi "Bisagno".Fonte: Edoardo Sanguineti era ateo.cfr. intervista a IGN - Adnkronos del 14/04/2003
Nel 2020, a dieci anni dalla morte dell'autore, grazie alla collaborazione delle Università di Torino, Genova, Salerno e Milano Statale, è stato fondato il Centro Studi Interuniversitario Edoardo Sanguineti, che custodisce un ricco patrimonio di documenti inediti o poco conosciuti.
Il poeta Laborintus: sperimentalismo e disgregazione del linguaggio La prima pubblicazione di Laborintus, nel 1956, nella collezione "Oggetto e simbolo" diretta da Luciano Anceschi per la casa editrice Magenta, passa quasi inosservata.
Le sue poesie, ritenute così difficili da interpretare, sarebbero divenute, solo un decennio dopo, norma per le sperimentazioni linguistiche-poetiche degli anni sessanta. Il titolo, nato dall'utilizzo di uno schema labirintico, deriva secondo Risso anche dalla "complessità della realtà atomica di quegli anni, i cui esiti potevano davvero essere benjaminianamente catastrofici".Erminio Risso, Laborintus di Edoardo Sanguineti, Manni 2006, p.13
Pasolini in un articolo su "Il Punto" definisce la raccolta Laborintus "un tipico prodotto del neo-realismo post-ermetico" al quale Sanguineti replica sul n. 11 di Officina nel novembre del 1957 con un articolo intitolato Una polemica in prosa ironizzando sulle giuste distanze che Pasolini metteva tra il proprio "sperimentalismo" e quello "non puro sperimentalismo sanguinetiano".
La questione verrà ripresa da Luciano Anceschi sulla rivista Il Verri nel 1960 con questa affermazione: "Accade in questi anni - e vogliamo mettere come data di inizio del movimento il 1956? - nel nostro paese qualche cosa di naturale, di prevedibile, di necessario: nasce probabilmente una nuova generazione letteraria".
Laborintus è infatti un testo di riferimento centrale per lo sperimentalismo degli anni sessanta soprattutto se confrontato con la poesia del suo tempo. Esso infatti si presenta come qualcosa di nuovo che apre soluzioni linguistiche e formali sconosciute a quella poesia che, nella seconda metà degli anni cinquanta, dopo lo spegnersi del neorealismo si stava orientando verso l'antinovecentismo introdotto all'interno della rivista Officina.
Sanguineti, nel programma della neoavanguardia, è figura centrale per il suo poundismo, per i richiami psicoanalitici dei suoi testi, per il suo plurilinguismo e per quel verso pronto a dilatarsi in "un recitativo drammatico dove la soluzione metrica è rigorosamente atonale e, si potrebbe dire, gestuale", come scriveva Alfredo Giuliani.