Fagnano Castello è un comune italiano di abitanti della provincia di Cosenza in Calabria. L'abitato è posto a 516 metri s.l.m. alle pendici del Monte Caloria (m 1172), sul versante orientale della Catena Costiera (o Paolana).
Origini del nome L'origine del nome Fagnano Castello è tuttora fonte di discussione e intorno ad essa sono state formulate varie ipotesi. Vincenzo Padula, nell'opera Protogea, ipotizzava che l'etimologia di Fagnano potesse essere ricondotta alla lingua ebraica e fosse correlata alla morfologia montana del suo territorioVincenzo Padula, Protogea, ovvero l'Europa preistorica, Napoli: Stabilimento tipografico di P. Androsio, 1871, p. 383.; per Padula, l'"agnano" di Fagnano sarebbe da ricondurre all'ebraico "hanan", nebbia, nube.
Gerhard Rohlfs, il glottologo tedesco grande conoscitore del meridione d'Italia, trova l'origine del nome nell'espressione latina Fannianum Praedium (proprietà di Fannius)Gerhard Rohlfs, Dizionario toponomastico e onomastico della Calabria: prontuario filologico-geografico della Calabria, Ravenna: Longo, 1974..
Un'altra ipotesi considera le origini del nome del paese derivano dal fagiano, che domina la fauna locale.
Sono presenti tracce in una località privata situata in una zona montuosa del luogo che fanno pensare alla presenza di un antico torrione, (molto probabilmente questa costruzione, durante il periodo dell'unità d'Italia, era ancora presente) le uniche prove dell'esistenza di questo edificio sono alcuni scavi, risalenti al 2009, che hanno portato alla luce delle fondamenta circolari, che sono state identificate come la base di questo torrione. Come accennato in precedenza, molto probabilmente, questo torrione dopo il 1861 era ancora in piedi, questo perché il nome Castello è stato aggiunto per distinguere Fagnano, da altri paesi omonimi in Italia.
Geografia fisica Il comune di Fagnano Castello, con i suoi , sorge lungo il versante tirrenico della Catena Costiera, proprio alle pendici del monte Caloria, nell'alte valle dell'Esaro. Il suo territorio vanta una notevole attrattiva naturalistica, grazie alla presenza del corridoio ecologico di interconnessione tra il Massiccio del Pollino e l’Altopiano Silano, denominato Parco Naturale del Monte Caloria (), il quale ricade interamente entro i confini comunali di Fagnano Castello. Inoltre nel territorio di Fagnano è presente una via istmica segnata dal fiume Follone, che configurava e ancora oggi configura il più breve e facile percorso tra la Sibaritide e Cetraro. La flora è dominata dai faggi, castagne, conifere e querce. Tre valloni solcano il centro abitato: Il Fuorilardo (Foralàrdu in dialetto fagnanese), il più importante per lunghezza e per portata, ove nel 1932Luigi Cordasco, Fagnano Castello, 1994, pp. 138 fu installata ad opera dell'ingegnere Francesco Frassino una centrale elettrica sotto il ponte che sovrasta il valloneGennarino Gallo, U Fagnanisu - Parole, Proverbi e Tradizione nel dialetto di Fagnano Castello, 1998, pp.65; Il Cannatello (Cannatièddru in dialetto fagnanese), emissario del fiume della Madonna dal casello delle SponzeGennarino Gallo, U Fagnanisu - Parole, Proverbi e Tradizione nel dialetto di Fagnano Castello, 1998, pp.33, è il vallone che attraversa la Piazza Ponte; Il Giannattilio (Giannattìliu in dialetto fagnanese), che attraversa il Paese aru Jiardìnu (l'attuale via Regina Margherita di Savoia)Gennarino Gallo, U Fagnanisu - Parole, Proverbi e Tradizione nel dialetto di Fagnano Castello, 1998, pp.74; Questi valloni vanno tutti a confluire formando il fiume Malosa, che a sua volta confluisce con il fiume Follone nei territori di San Marco Argentano. Clima
Nonostante Fagnano Castello si trovi in territori di clima mediterraneo, l'atmosfera si presenta più umida, poiché la città si trova ai piedi di una montagna con ricca vegetazione. Sempre a causa di questa acclività delle pendici, spesse sono le formazioni di nebbie e le precipitazioni, anche nei mesi estivi. La temperatura del paese si trova sempre più bassa di quella dei territori circostanti. Presenta estati calde ed afose ed inverni freddi ed umidi. La tabella climatica di riferimento è quella della Stazione meteorologica di Bonifati.
Di seguito è riportata la tabella con le medie climatiche e i valori massimi e minimi assoluti registrati nel trentennio 1971-2000 e pubblicati nell'Atlante Climatico d'Italia del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare relativo al medesimo trentennio. Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare
Storia Età antica Intorno alla nascita di Fagnano Castello esistono diverse teorie e leggende. Una vuole che il paese sia stato fondato da alcuni abitanti in fuga da Malvito dopo aver ucciso il Principe del quale non accettavano la tirannia. Dopo alcuni studi, condotti dall'Architetto Gennaro Sinimarco, il quale ha scritto anche un libro al riguardo: Fagnano Castello La Storia dal 989 al 2009, si è evinto, che è vero che alcuni abitanti di Malvito siano scappati dal loro paese, ma la comunità fagnanese era già presente da tempo sul territorio. A conferma di tale ipotesi (e dell'ipotesi etimologica di Rohlfs) sono stati rinvenuti alcuni denari romani risalenti al 123 a.C con, all'esergo del rovescio, l'iscrizione M.FAN.C.F, ovvero Marcus Fannius Caii Filius. Medioevo ed età moderna Dominazione longobarda Sotto il dominio longobardo, i fagnanesi erano sudditi del Gastaldo di MalvitoLuigi Cordasco, Fagnano Castello, 1994, pp. 23. I fagnanesi erano angariati dal Gastaldo al quale dovevano pesanti tributi, che generarono una qualche ribellione, che venne soppressa violentemente. La dinastia normanno-sveva Nel 1050, con la conquista normanna dell'Italia meridionale, la Valle del Crati (e così anche Fagnano) entrarono a far parte del ducato di Puglia e Calabria sotto la guida di Roberto il Guiscardo. Di ciò ne abbiamo notizia grazie al monaco benedettino Goffredo Malaterra, il quale giunse in Italia assieme agli Altavilla. Egli ricevette l'incarico dal Conte Ruggero di narrare le sue imprese e quelle del popolo normanno nella conquista della Calabria e della Sicilia.
E così a Fagnano arrivò un periodo di discreta pace. Nel 1096 dieci o dodici soldati provenienti da Fagnano seguirono Boemondo I di Antiochia, nato nella vicina città di San Marco Argentano, nella prima crociata, e probabilmente caddero durante l'Assedio di Antiochia.Luigi Cordasco, Fagnano Castello, 1994, pp. 28 Nel 1147, Ruggero II, re di Sicilia, divise la Calabria in due Giustizierati e Fagnano entrò a far parte del Giustizierato di Val di Crati e Terra Giordana (anche chiamata Calabria Citeriore).
Nel 1214 e nel 1230 Fagnano Castello fu colpita da gravissimi sismi che la distrussero e nella primavera successiva fu invasa dalle locusteLuigi Cordasco, Fagnano Castello, 1994, pp. 32. A quel tempo Fagnano era sottoposta all'autorità del vescovo barone di San Marco che esercitava i diritti feudali anche sulle terre di San Lauro e Joggi e dipendeva da Ruperto di Tarsia per l'amministrazione civile. Soltanto con la bolla del 10 Giugno 1340 del pontefice Benedetto XII da Avignone, il vescovo di San Marco fu privato dei diritti feudaliLuigi Cordasco, Fagnano Castello, 1994, pp. 30. Dominazione spagnola Il 6 ottobre 1492, Ferrante I d'Aragona concesse in feudo Fagnano, Joggi e Malvito a Bernardino Sanseverino, Principe di Bisignano. Il principe Bernardino I aveva provveduto alla edificazione del palazzo feudale a Fagnano situato nell'attuale piazza Splendore, quando Fagnano, piena di capanne, costruite con creta e frasche, incominciavano a sorgere modestissime case in muraturaGennaro Sinimarco, Pasqualino Magno, Fagnano Castello La Storia dal 989 al 2009, 2009, pp. 21. Il suo erede Pietrantonio Sanseverino, sposato con Erina Castriota Skanderberg di origini albanesi, oltre al mantenimento dell'ordine e della difesa nei suoi feudi, partecipò, distinguendosi, nelle guerre che la Spagna sostenne sotto l'imperatore Carlo V. Il 4 marzo 1527 Pietrantonio smembrò Fagnano e Joggi, casali e pertinenze della baronia di Malvito, e li vendette, per 3000 ducati, con diritto di recesso, a Nicolantonio Falangola, Patrizio di Sorrento; con Regio Assenso del 22 agosto 1527, la vendita si trasformò in definitiva, e con il titolo di BaroneGennaro Sinimarco, Pasqualino Magno, Fagnano Castello La Storia dal 989 al 2009, 2009, pp. 22.
Qui troviamo per la 1ª volta il titolo di Barone di Fagnano. Nel 1543 gli succedette il figlio primogenito, Filippantonio Falangola Barone di Fagnano, e nel 1600 ereditò il feudo il figlio secondogenito di Filippantonio, Giovan Battista Falangola Barone di Fagnano, Malvito, San Lauro e Joggi. Giovan Battista alzò, in data 19 ottobre 1609, con l'approvazione dell'allora sindaco di Fagnano, Dante Formoso, e i governatori Francesco di Donato e Marsilio Giuliano, il rango di Fagnano da Casale (quello che oggi consideriamo una frazione) a universitàGennaro Sinimarco, Pasqualino Magno, Fagnano Castello La Storia dal 989 al 2009, 2009, pp. 39. Nel 1622, i Falangola furono privati del feudo in quanto avevano parteggiato per i francesi al tempo della discesa di Carlo VIII e con Regio Assenso, il 27 novembre 1622, per non perdere tutto, furono costretti a venderlo a Cesare Firrao, Principe di Luzzi. I Firrao tennero Fagnano fino all'eversione della feudalità (1806).
Girolamo Marafioti, ne Le Croniche et antichità di Calabria (1596) ci racconta di un piccolo villaggio vicino a Cidraro (Cetraro), detto Castel Faggiano:
Ne parla anche Giovanni Fiore da Cropani, ne Della Calabria illustrata (1691), riportando alcune cose che scrisse Gabriele Barrio ne De antiquitate et situ Calabriae. Libri quinque (1571):
Ma nella opera di Barrio, oltre a quello che riporta Giovanni Fiore, viene scritto altro:
Con il terremoto del 28 Marzo 1783 che sconvolse tutta la Calabria, anche se non si ebbero morti nel centro, Fagnano viene citato fra i comuni che "patirono lesioni considerevoli", con 10 case rese inabitabili e altre 46 lesionate compresa la chiesa e il Convento dei MinoriAlbino Gallo, La chiesa matrice Immacolata Concezione di Fagnano Castello: storia e restauri, 2014, pp. 47.
Età contemporanea Periodo dei Borbone Compresa nel cantone di Acri, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo assetto amministrativo dato dai francesi al Regno di Napoli, all'inizio del XIX secolo, fu inclusa dapprima, quale università, nel cosiddetto governo di Mottafollone e poi tra i comuni del circondario di San Marco Argentano, nella cui giurisdizione fu mantenuta anche dalla legge di riforma borbonica. Durante la Primavera dei popoli, Fagnano e il Regno delle Due Sicilie furono luogo di moti e agitazioni, iniziate a Palermo. Così nacque un forte anelito libertario tra i pochi borghesi acculturati ed il popolo. Il luogo dove si accendevano gli animi e si coltivavano le speranze fu il caffè Maiarota, all'angolo tra la via di mezzo e la piazzetta di San PietroLuigi Cordasco, Fagnano Castello, 1994, pp. 93. Nel 1860 le province continentali del Regno delle Due Sicilie, già sottoposte alla dittatura garibaldina, furono chiamate a votare la fusione con il costituendo Regno d'Italia. I votanti fagnanesi erano 827 su abitantiLuigi Cordasco, Fagnano Castello, 1994, pp. 94. Di questi votarono SI 808, con 5 assenti e 14 partiti per il campo militareLuigi Cordasco, Fagnano Castello, 1994, pp. 95. Regno d'Italia