Il nome Serpollet è stato utilizzato per più società francesi appartenenti all'era pionieristica dell'industria automobilistica: tutte queste società erano dedite alla produzione di autoveicoli spinti da motori a vapore ed hanno avuto come denominatore comune l'intraprendenza del fondatore Léon Serpollet. Complessivamente le attività di queste aziende hanno coperto un periodo che va dal 1887 al 1907.
Storia Questa azienda è appartenente a pieno titolo all’epoca pionieristica dell’automobile, quando ancora l’idea di mobilità autonoma era ancora agli albori, senza che si potessero conoscere gli effettivi sviluppi che una simile invenzione potesse avere, ma neppure quale sarebbe stato il tipo di tecnologia più efficace per spingere quelle che di fatto erano carrozze motorizzate.
Gli albori
Quella della Serpollet è una storia che ebbe inizio e che terminò con le vite dei fratelli Henri e Léon Serpollet. Entrambi dimostrarono fin da bambini una notevole attitudine per le invenzioni di attrezzi utili. Dopo il servizio militare, in cui fra l’altro partecipò anche alla presa di Roma del 1870, Henri Serpollet (1848-1915) cominciò a lavorare nell’azienda di famiglia, una piccola bottega adibita a falegnameria e carpenteria situata nella cittadina natale di Culoz, non lontana dalla Svizzera e in particolare da Ginevra. Assieme a lui cominciò a lavorare anche il fratello Léon (1858-1907), di dieci anni più giovane, ma ancora più intraprendente di Henri. Tanto più che, mettendo a frutto la loro naturale inclinazione per le invenzioni, nel 1878 i due riuscirono a realizzare un motore a vapore con sistema di vaporizzazione istantanea che avrebbe potuto permettere l’accensione quasi immediata della macchina sulla quale esso fosse stato eventualmente montato. Un primo brevetto venne registrato il 25 ottobre 1879. Tale brevetto fu valido solo per la Francia e il Belgio, anche se in seguito altri brevetti relativi allo stesso motore vennero registrati con estensione anche ad altri paesi stranieri. Ma nonostante la registrazione del brevetto il motore era ancora molto inaffidabile e necessitava di numerose migliorie prima di trovare applicazioni sia per macchine statiche che per mezzi di locomozione. Purtroppo tali migliorie richiedevano ulteriori spese, che i due fratelli non riuscirono più a sostenere, senza contare che le conoscenze tecnico-scientifiche di Henri e Léon Serpollet cominciarono a mostrare i loro limiti. Come se non bastasse, di lì a breve Léon dovette interrompere la sua collaborazione con Henri perché chiamato ad assolvere il servizio militare. Dopo un anno, al momento di tornare a lavorare con il fratello, Léon dichiarò la sua ferma intenzione di recarsi a Parigi per seguire un corso di formazione meccanica ed uno di elettrotecnica al Conservatoire des arts et métiers di Parigi, entrambi i corsi erano gratuiti, condizione ideale per un giovane di buona volontà ma dalle scarse risorse finanziarie. Di giorno, dalle ore 6,30 alle 17,30, Léon lavorava in una bottega di carpenteria sita nella capitale francese, mentre nel tardo pomeriggio si recava a lezione e di sera, nella piccola ed economica stanza d’albergo in cui alloggiava, si dedicava alla messa a punto di una piccola macchina a vapore completa. In questo modo poteva mettere da parte il denaro necessario per permettere al fratello Henri di proseguire lui stesso con il lavoro e nello stesso tempo acquisire ulteriori conoscenze per poterlo aiutare. Ma una vita così sfiancante non impiegò molto a far crollare il pur volenteroso Léon. A tal punto che contattò il fratello Henri per pregarlo di raggiungerlo a Parigi in modo tale da unire gli sforzi come una volta. Henri provò ad aiutare Léon raggiungendolo a Parigi nell’ottobre del 1881, ma non riuscì a stare lontano dalla sua famiglia, che a quel punto comprendeva anche due figli. Per questo, nel marzo del 1882 Henri Serpollet tornò a Culoz. Léon tornò a lavorare da solo, ma nel giro di breve tempo, scoraggiato dagli scarsi risultati e dalla cronica mancanza di fondi per proseguire con le sperimentazioni, abbandonò il progetto per circa un anno.
Nasce la Serpollet & Cie.
Nel frattempo, il brevetto giunse a scadenza, ragion per cui l’invenzione divenne accessibile a chiunque. Léon Serpollet trovò quindi il coraggio di riprendere in mano il progetto della caldaia a vaporizzazione istantanea per apportare modifiche e migliorie per poter in seguito ottenere un secondo brevetto. Ci vollero ancora alcuni anni di costante dedizione: fu infatti solo nel corso del 1886 che la nuova caldaia venne brevettata. A quel punto, però, si ripresentò nuovamente il problema di trovare dei finanziatori: Léon Serpollet tentò di cercarli anche fra aziende già avviate, come la De Dion-Bouton & Trepardoux, che però non furono interessate. La soluzione arrivò nell’agosto del 1887, quando un amico di Léon Serpollet gli fece conoscere alcune persone interessate a sovvenzionare lo sviluppo e la produzione della caldaia, che si mostrò adatta a numerose tipologie di applicazioni. Si arrivò immediatamente alla costituzione di una società in nome collettivo, denominata Société des Moteurs Serpollet frères, con ragione sociale Serpollet & Cie. Oltre a Léon Serpollet, che avrebbe percepito il 40% degli utili della società, parteciparono anche l’architetto Auguste Avezard e il rappresentante Georges Laroge: ognuno di questi ultimi ricevette invece il 20% degli utili societari. Il restante 20% degli utili fu destinato ad una cassa comune per essere riutilizzato allo scopo di far evolvere i successivi progetti. Henri Serpollet, rimasto fuori dalla società, in quanto dedito alla famiglia, avrebbe preso il posto del fratello in caso di decesso di quest’ultimo e solo se Henri lo desiderasse. Come sede operativa, fu inizialmente scelto un capannone a Montmartre, mentre la sede sociale venne fissata nell’abitazione di Georges Laroge, in rue Parmentier 100, sempre a Parigi.
L’incontro con Armand Peugeot
Il 1888 fu l’anno della svolta: all’inizio di quell’anno Léon Serpollet ultimò la realizzazione di un triciclo a vapore avviata già negli ultimi mesi dell’anno precedente, subito dopo la registrazione della nuova azienda. Questo triciclo era caratterizzato dalla presenza di una caldaia cilindrica montata posteriormente a sbalzo, la quale andava a fornire il vapore necessario per spingere il motore monocilindrico da un solo cavallo di potenza massima e montato sotto l’unico sedile di cui il triciclo era provvisto. Le autorità concedono a Serpollet il permesso di guidare il triciclo su strada, ma a condizione che non si superino i 16 km/h. Nello stesso anno, il mondo mediatico e scientifico di quel periodo cominciarono ad interessarsi alle invenzioni di Serpollet, che ricevette cifre cospicue per l’acquisto dei diritti di fabbricazione da parte di altri piccoli costruttori, anche stranieri. Ma il vero incontro decisivo fu quello con Armand Peugeot, all’epoca dedito alla produzione di biciclette e utensili per la casa e per la falegnameria. L’incontro fra Serpollet e Peugeot non avvenne casualmente: fu infatti Armand Peugeot a contattare Serpollet dapprima per via epistolare, anche se ben presto si arrivò anche ad un faccia a faccia durante il quale venne stretto un accordo per la costruzione di una vettura a tre ruote con motore a vapore. Durante questi primi incontri, ma molto probabilmente anche durante lo scambio epistolare, Armand Peugeot si rivolse a Léon Serpollet ponendogli delle curiose domande, come ad esempio il dubbio se una donna che prendesse posto a bordo dell’autovettura dovesse rischiare o meno danni al suo vestito o alla sua stessa personaLes frères Serpollet – Precurseurs de l’automobile , Guy Durrenmatt, 1997, La Mirandole, pag.108. In ogni caso, dall’incontro fra Serpollet e Peugeot si arrivò ben presto alla realizzazione di un nuovo triciclo con motore a vapore. Quest’ultimo fu montato sulla vettura da Serpollet stesso, il quale impiantò nel motore stesso l’ormai famosa caldaia a vaporizzazione istantanea; Armand Peugeot, coadiuvato dal suo fidato collaboratore Louis Rigoulot, costruì il resto, ossia il telaio e l’intero corpo vettura, sulla base di due precedenti prototipi approntati in via sperimentale dallo stesso Serpollet. Il triciclo derivante da tale progetto viene oggi indicato a volte come Peugeot Type 1 o altre volte come triciclo Serpollet-Peugeot (o viceversa) e venne presentato all’Esposizione Universale di Parigi del 1889, nella cui occasione venne anche inaugurata la celeberrima Torre Eiffel. In ogni caso, questo triciclo può essere storicamente visto indifferentemente come il primo modello della produzione Serpollet o della produzione Peugeot. Ma mentre Léon Serpollet rimase fedele alla sua invenzione, Armand Peugeot se ne distaccò in breve tempo, anche perché durante l’Esposizione Universale del 1889 ebbe modo di toccare con mano la Daimler Stahlradwagen, convincendosi così della maggior bontà progettuale. Léon Serpollet, rimasto nuovamente senza partner commerciali, ma con una maggior dose di notorietà, continuò a far evolvere il progetto relativo al triciclo a vapore. Oltre ai quattro esemplari prodotti in collaborazione con la Peugeot, ne vennero realizzati altri, venduti a caro prezzo a clienti facoltosi, fra cui un dirigente della stessa Peugeot.
Di nuovo solo
Rimasto nuovamente solo con il suo progetto, sebbene ormai quasi completamente concretizzato, Léon Serpollet e il suo amico Ernest Archdeacon decisero di intraprendere nel 1890 un viaggio da Parigi a Lione con il suo nuovo veicolo, sia allo scopo di testarne l’affidabilità, sia a scopo pubblicitario. Il viaggio fu piuttosto avventuroso e si protrasse per ben cinque giorni, ad una media di circa 50 km al giorno. Dopo un’ulteriore messa a punto, Léon Serpollet intraprese un secondo viaggio, questa volta fino a Rossillon, vicino al suo paese natale di Culoz, dove ad attenderlo si sarebbero fatti trovare il fratello Henri e il figlio di quest’ultimo, Auguste. Oltre ad una nutrita schiera di pubblico, curioso di vedere la carrozza senza cavalli in azione. Tra questi vi furono anche alcune personalità di spicco, come il sindaco di Rossillon, che non si fece scappare l’occasione di fare un giro a bordo della vettura, ovviamente sempre condotta da Serpollet. Raggiunto un buon livello di affidabilità, Serpollet fece evolvere il progetto relativo al triciclo a vapore, montando un bicilindrico a vapore su telaio e scocca di un triciclo più grande, a sette posti. Tale vettura venne inaugurata nel 1891 con altri viaggi nella Francia centro-settentrionale. Il suo motore erogava una potenza massima di 4 CV, con la possibilità di raggiungerne per breve tempo anche due in più. La velocità massima era invece di 25 km/h. Nel luglio del 1891 venne presentata la prima Serpollet a quattro ruote. Nella fabbrica parigina, l’attività cominciò gradualmente ad avviarsi, i passanti divennero di giorno in giorno sempre più curiosi di sapere cosa stava accadendo nell’officina Serpollet. Un ragazzino di 14 anni si appostò per diversi giorni vicino all’ingresso per aspettare l’uscita di qualche vettura. Un bel giorno riuscì ad ottenere di fare un giro su una vettura guidata dal vulcanico Léon Serpollet. Questo giovane divenne a sua volta molto famoso alla fine di quello stesso decennio: questo giovane era Louis Renault.
L’affermazione sul mercato: dalle auto ai tram