La Striscia di Gaza (; , Retzu'at 'Azza) è un'exclave de iure della Palestina, che attornia la città di Gaza, confinante con Israele ed Egitto. Si tratta di una regione costiera di 360 km² di superficie, popolata da più di due milioni di abitanti (giugno 2025), dei quali (al 2016) rifugiati palestinesi.
Rivendicata dai palestinesi nel 1994, assieme alla Cisgiordania e a Gerusalemme Est, come parte dello Stato di Palestina nella regione storico-geografica della Palestina, è passata gradualmente sotto il controllo politico-amministrativo dell'Autorità Nazionale Palestinese, completato con il ritiro dei militari e dei coloni israeliani degli insediamenti nel 2005. Dal 2007 è però di fatto governata direttamente da Hamas in seguito alle elezioni legislative del 2006 e alla battaglia di Gaza del 2007 tra Fatah e Hamas. In senso dispregiativo, dal 2006 in poi, specie da parte dei sostenitori di Israele, la Striscia di Gaza è talvolta chiamata Hamastan ("terra di Hamas").
Le Nazioni Unite, le organizzazioni internazionali per i diritti umani e la maggioranza dei governi considerano il territorio ancora occupato da Israele, che mantiene sulla striscia un blocco insieme all'Egitto. La Corte Internazionale di Giustizia dell'ONU ha stabilito che il territorio di Gaza è occupato illegalmente dal 1967, in quanto Israele controlla, inter alia, lo spazio aereo e marittimo della Striscia, sei dei sette attraversamenti della frontiera terrestre, lo spazio elettromagnetico e il movimento di merci e persone dentro e fuori dalla Striscia.*"Israel claims it no longer occupies the Gaza Strip, maintaining that it is neither a Stale nor a territory occupied or controlled by Israel, but rather it has 'sui generis' status. Pursuant to the Disengagement Plan, Israel dismantled all military institutions and settlements in Gaza and there is no longer a permanent Israeli military or civilian presence in the territory. However the Plan also provided that Israel will guard and monitor the external land perimeter of the Gaza Strip, will continue to maintain exclusive authority in Gaza air space, and will continue to exercise security activity in the sea off the coast of the Gaza Strip as well as maintaining an Israeli military presence on the Egyptian-Gaza border, and reserving the right to reenter Gaza at will. Israel continues to control six of Gaza's seven land crossings, its maritime borders and airspace and the movement of goods and persons in and out of the territory. Egypt controls one of Gaza's land crossings. Troops from the Israeli Defence Force regularly enter pans of the territory and/or deploy missile attacks, drones and sonic bombs into Gaza. Israel has declared a no-go buffer zone that stretches deep into Gaza: if Gazans enter this zone they are shot on sight. Gaza is also dependent on Israel for water, electricity, telecommunications and other utilities, currency, issuing IDs, and permits to enter and leave the territory. Israel also has sole control of the Palestinian Population Registry through which the Israeli Army regulates who is classified as a Palestinian and who is a Gazan or West Banker. Since 2000 aside from a limited number of exceptions Israel has refused to add people to the Palestinian Population Registry.It is this direct external control over Gaza and indirect control over life within Gaza that has led the United Nations, the UN General Assembly, the UN Fact Finding Mission to Gaza, International human rights organisations, US Government websites, the UK Foreign and Commonwealth Office and a significant number of legal commentators, to reject the argument that Gaza is no longer occupied."* "Even after the accession to power of Hamas, Israel's claim that it no longer occupies Gaza has not been accepted by UN bodies, most States, nor the majority of academic commentators because of its exclusive control of its border with Gaza and crossing points including the effective control it exerted over the Rafah crossing until at least May 2011, its control of Gaza's maritime zones and airspace which constitute what Aronson terms the 'security envelope' around Gaza, as well as its ability to intervene forcibly at will in Gaza."* "While Israel withdrew from the immediate territory, it remained in control of all access to and from Gaza through the border crossings, as well as through the coastline and the airspace. In addition, Gaza was dependent upon Israel for water, electricity sewage communication networks and for its trade (Gisha 2007. Dowty 2008). ln other words, while Israel maintained that its occupation of Gaza ended with its unilateral disengagement Palestinians - as well as many human right organizations and international bodies - argued that Gaza was by all intents and purposes still occupied." Dal 2012 l'ONU riconosce la Striscia come parte dello Stato di Palestina, entità statale semi-autonoma, guidata formalmente dall'Autorità Palestinese, ma nella Striscia di fatto da Hamas.
La Striscia di Gaza rimane quindi al centro del conflitto israelo-palestinese, e di ripetute guerre tra Israele e Gaza scoppiate negli ultimi anni (2008, 2014, 2023).
Storia
Quest'area non è riconosciuta internazionalmente come uno Stato sovrano, ma è reclamata dall'Autorità Nazionale Palestinese come parte dei territori palestinesi. Nel gennaio 2006, con una vittoria a sorpresa alle elezioni legislative in Palestina del 2006, Hamas ha ottenuto la maggioranza alla camera. A seguito della battaglia di Gaza del 2007, Hamas ha assunto il governo de facto della Striscia di Gaza.
L'Egitto ha governato la striscia di Gaza tra il 1948 e il 1967, e oggi controlla la propria frontiera meridionale tra il deserto del Sinai e la striscia di Gaza, dalla quale è diviso dalla Philadelphi Route. Israele ha governato la Striscia di Gaza dal 1967 al 2005, quando si è formalmente ritirato. Ai sensi degli accordi di Oslo firmati tra Israele e l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, Israele mantiene però il controllo militare dello spazio aereo della striscia di Gaza, della frontiera terrestre (attraverso la barriera tra Israele e la Striscia di Gaza) e delle acque territoriali, oltre al controllo della sua frontiera, mentre l'altra è controllata dall'Egitto. Origini La storia di quest'area è strettamente correlata con quella della città di Gaza. Abitata almeno dal 1500 a.C., infatti Gaza è stata dominata da diversi popoli e imperi nel corso della sua storia. I Filistei ne fecero parte della loro Pentapoli, dopo che gli Egizi la avevano governata per quasi 350 anni.
Quindi fu parte dell'Impero seleucide fino alla conquista di Pompeo. Sotto i Romani, fino a dopo la cristianizzazione, Gaza conobbe una relativa pace e il suo porto fiorì e grande prestigio ebbe la locale scuola di retorica. Quindi fu parte dell'Impero bizantino fino al 635 quando divenne la prima città in Palestina a essere conquistata dall'esercito musulmano dei Rashidun e rapidamente si trasformò in un centro di diritto islamico. Tuttavia, quando i crociati invasero il paese a partire dal 1099, Gaza era in rovina. Nei secoli successivi, Gaza subì diverse traversie, in particolare le incursioni mongole.
Dominazione ottomana (1517-1918) Con la battaglia di Khan Yunis i mamelucchi, con base in Egitto, furono sconfitti dagli ottomani che nel 1517 conquistano Gaza e il suo territorio, che diviene parte del Sangiaccato di Gaza, e governato da governatori turchi o provenienti dall'Egitto. La terranno per quattro secoli, fino alla sconfitta turca nella prima guerra mondiale.
Mandato britannico (1918-1948) Dal 1918 Gaza è diventata parte del mandato britannico della Palestina sotto l'autorità della Società delle Nazioni.
Dopo la seconda guerra mondiale, secondo i termini del piano di partizione delle Nazioni Unite del 1947, la zona di Gaza era destinata a diventare parte di un nuovo Stato arabo. Il dominio britannico sulla Palestina si è concluso con la Dichiarazione d'indipendenza israeliana nel 1948.
Occupazione egiziana (1948-1967) Dopo lo scioglimento del mandato britannico della Palestina, la successiva guerra arabo-israeliana del 1947-1948 e la Dichiarazione d'indipendenza di Israele (maggio 1948), la striscia di Gaza si ritrovò isolata dal restante territorio palestinese, incuneata tra Israele, l'Egitto e con alle spalle il mare. L'Egitto ne assunse quindi l'amministrazione, analogamente a quanto avvenne al resto dell'ipotizzato Stato arabo di Palestina, vale a dire la Cisgiordania, entrata nell'orbita del Regno di Giordania.
La striscia di Gaza è stata quindi la risultanza di accordi successivi all'armistizio del 1949 tra Egitto e Israele. L'Egitto ha controllato la striscia dal 1949 (a eccezione di quattro mesi di occupazione israeliana nel corso della crisi di Suez del 1956) fino al 1967, senza annetterla formalmente e governandola tramite un'amministrazione militare. Ai rifugiati palestinesi non venne peraltro mai offerta la cittadinanza egiziana.
Occupazione israeliana (1967-1994) Israele occupò la Striscia di Gaza nel giugno 1967 durante la guerra dei sei giorni. L'occupazione militare è durata per 27 anni, fino al 1994. Nel 1978, durante le trattative che porteranno agli Accordi di Camp David, il governo egiziano di Anwar al-Sadat rifiutò l'offerta israeliana di prendere in gestione il territorio della Striscia.
Durante il periodo di occupazione Israele creò un insediamento, Gush Katif, nell'angolo sud-ovest della striscia, vicino a Rafah e il confine egiziano. In totale, Israele ha creato 21 insediamenti nella striscia di Gaza, su circa il 20% del totale del territorio. Durante tale periodo l'amministrazione militare fu anche responsabile per la manutenzione di impianti civili e dei servizi.
Controllo dell'ANP (1994-2007) Nel maggio 1994, a seguito degli accordi israelo-palestinesi, noti come accordi di Oslo, ha avuto luogo un graduale trasferimento dell'autorità governativa ai palestinesi. Gran parte della striscia (tranne che per la liquidazione dei blocchi militari e le zone insediate) passò sotto il controllo palestinese. Le forze israeliane evacuarono Madīnat Ghazza (la città di Gaza) e le altre aree urbane, lasciando l'amministrazione alla nuova Autorità Nazionale Palestinese (ANP).
Tuttavia, secondo gli accordi, Israele mantenne il controllo dello spazio aereo, delle acque territoriali, l'accesso off-shore marittimo, l'anagrafe della popolazione, l'ingresso degli stranieri, le importazioni e le esportazioni, nonché il sistema fiscale. L'Autorità Nazionale Palestinese (ANP), guidata da Yasser Arafat, scelse la città di Gaza come suo primo quartier generale
Nel settembre 1995, Israele e l'OLP firmarono un secondo accordo di pace estendendo l'amministrazione dell'Autorità Palestinese alla maggior parte delle città della Cisgiordania.
Nel gennaio 1996 ci furono le prime elezioni, presidenziali e legislative, che videro la conferma di Arafāt ed il successo di Fatah. La pubblica amministrazione della striscia di Gaza e Cisgiordania sotto la leadership di Arafat ha visto episodi di cattiva gestione.
Il ritiro israeliano Il 14 agosto 2005, il governo israeliano dispose l'evacuazione della popolazione negli insediamenti israeliani dalla striscia e lo smantellamento delle colonie che vi erano state costruite (Piano di disimpegno unilaterale israeliano). Il 15 agosto ebbe inizio l'operazione "Mano tesa ai fratelli", che tendeva a conseguire lo sgombero pacifico dei coloni israeliani insediatisi nella striscia di Gaza e in alcuni insediamenti della Cisgiordania. I soldati israeliani passarono casa per casa, tentando di convincere a partire i coloni ancora rimasti.