Biografia Secondogenito del naturalista e paletnologo Pellegrino Strobel, apparteneva ad una famiglia dell'aristocrazia tirolese (Ströbel von Haustadt und Schwanenfeld) giunta a Parma sotto il ducato di Maria Luigia. Dimostrò sin dall'infanzia attitudini artistiche, tanto da spingere i genitori ad iscriverlo all'Accademia di Belle Arti di Parma, dove ebbe come maestro Cecrope Barilli.A.M. Comanducci, Dizionario illustrato dei Pittori e Disegnatori e Incisori Italiani, Patuzzi, Milano, 1974, p. 1040
Per completare gli studi si trasferì a Roma, dove frequentò i corsi della scuola del nudo dell'Académie de France e il Regio Istituto di Belle Arti, ed ebbe modo di stringere amicizia con il pittore Antonio Mancini e il suo conterraneo Amedeo Bocchi.
Amava molto rappresentare le azioni, il movimento, la forza, la violenza; dipingeva con naturale tranquillità tele molto grandi. Usava pittura di tipo tendenzialmente realistico ma non di realismo sostanziale. I contenuti erano culturali, quasi mai diretti, evocativi. La tecnica che usava più spesso era olio su tela.
Fu soprattutto un apprezzato ritrattista: alcuni dei suoi lavori sono presenti nelle collezioni della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza nel palazzo Bossi Bocchi di Parma, della Banca Monte Parma e della Pinacoteca Stuard.R. Allegri, Mostra del ritratto parmense dell’800, in "Parma per l’Arte", Parma, 1963
I soggetti preferiti di De Strobel sono gli animali, nello specifico il cavallo: nei suoi dipinti evidenzia in modo particolare la tensione sotto la pelle e l'energia trattenuta dall'animale che sembra sempre sul punto di esplodere. È da evidenziare la novità della tipologia di dipinti: la pittura il cui soggetto è quasi esclusivamente il cavallo non ha precedenti nella tradizione pittorica della città di Parma.
De Strobel dopo Il ritratto della madre del 1892 e dopo le decorazioni del palazzo della Camera di commercio del 1925G. Copertini, Le pitture di Carmignani e de Strobel nel palazzo della Camera di Commercio, in Aurea Parma 10, 1926, p. 34-40; fu chiamato ad insegnare all'Accademia di Brera così si trasferì a Milano ma morì a Camogli nel 1942.G. Capelli, Il ritorno del Crociato. Restaurato il mosaico di Strobel, in Gazzetta di Parma, 16 gennaio 1991
Tra il 1925 e gli anni quaranta del Novecento lui non solo insegnò ma anche fece i ritratti a tutti i cavalli vincitori di San Siro. Tra il 1904 e il 1908 realizzò numerosi quadri di soggetto storico medievale quali: La leggenda di Teodorico e Faida in Comune.G. Allegri Tassoni, Mostra dell’Accademia parmense, catalogo, Parma, 1952
Illustrò la Storia di Parma, di Tullo Bazzi e Umberto Benassi, edito da Battei, Parma, 1908.
Partecipò alla III Esposizione internazionale d'arte di Venezia del 1899.
Le opere più importanti Giulietta e Romeo, olio su tela, Parma La faida di comune, olio su tela, 1906, Parma Il mercante di stoviglie, 1908, Fidenza, palazzo municipale Parma sotto gli Sforza, 1908, Parma, Camera di Commercio Il ritratto della moglie, pastello, 1919, Milano La leggenda di Teodorico, olio su tela, Parma Nastagio degli Onesti, olio su tela, 1921, Parma Il cavallo morente, olio su tela, 1922 c., Parma Sala del Consiglio dell'Ex palazzo della Camera di commercio, serie di tavole dipinte ad olio, 1923-1925, Parma
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Note
Bibliografia Marzio Dall'Acqua, Daniele de Strobel: 1873-1942, Catalogo, Grafiche STEP, Parma, 2005. Roberto Tassi, Magnani, Bocchi, de Strobel: tre pittori di Parma tra Ottocento e Novecento, Cassa di Risparmio di Parma, 1974. Vittorio Strobel, Biografia di Daniele (de) Strobel, un romantico pittore di scuola tedesca, in "Atti dell'Accademia Roveretana degli Agiati contributi della classe di Scienze", Calliano, Manfrini, 1983, pp. 131–134 Anna Mavilla (a cura di), Mecenate e maestro per vocazione. Il rapporto fra Renato Brozzi e Daniele De Strobel, Comune di Traversetolo, 2018.
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