Bonnie e Clyde all'italiana è un film del 1983 diretto da Steno. Il lungometraggio è una parodia della storia dei veri Bonnie e Clyde.

Trama Leo Gavazzi è un modesto rappresentante di commercio in giocattoli, onesto ma sfortunato, che vive solo in un seminterrato alla periferia di Roma. Giorno dopo giorno la sua occupazione è sempre più a rischio a causa dell'avvento sul mercato dei più moderni giocattoli elettronici. Rosetta Foschini (che preferisce farsi chiamare Giada) è una giovane annunciatrice di comunicazioni ferroviarie impiegata alla stazione Termini di Roma. É una ragazza affascinante sebbene affetta da una grave miopia, è anche un po' svampita e si trova spesso a respingere gli uomini che cercano solo di approfittarsi di lei.

Il destino fa incontrare Leo e Giada un giorno in banca, durante una rapina. I rapinatori decidono di prendere con loro Giada come ostaggio, ma alla fine viene portato via anche Leo. Inoltre nel trambusto a Giada si rompono gli occhiali, lasciandola disorientata e spaventata. Durante la fuga in macchina, i rapinatori hanno un incidente stradale e rimangono tramortiti. Leo, l'unico rimasto illeso e cosciente, ne approfitta per fuggire caricandosi sulle spalle Giada, ma nella fuga, anziché riprendersi la valigia con il proprio campionario, prende inavvertitamente quella dei rapinatori (perfettamente identica) contenente il bottino.

I due si rifugiano in una fabbrica e quando Giada riprende conoscenza crede che Leo sia riuscito a ribellarsi ai rapinatori e portarla in salvo, e poiché è senza occhiali non riesce a vedere in volto il compagno di sventura, credendo quindi che sia un uomo giovane e prestante. Dal canto suo Leo, pur molto timido, si innamora a prima vista di Giada e preferisce che lei continui a non vederlo bene. Accortisi dello scambio di valigie, Leo e Giada cercano di raggiungere l'autostrada per consegnare il bottino alla polizia, ma la miopia di Giada e lo scarso orientamento di Leo fanno sì che i due si perdano in una cava di pietra. Giada scambia un camion betoniera per una corriera e nel tentativo di salirci assieme a Leo lancia la valigia verso il camion, con il risultato che tutti e due finiscono per terra e la valigia con soldi viene distrutta dalla betoniera. Rimasti senza nulla, i due tentano di raggiungere un centro abitato - che sarà la graziosa cittadina di Tarquinia nel viterbese - sulle prime vorrebbero andare alla polizia per raccontare la verità, ma temono di non essere creduti. In più scoprono che la polizia, per una serie di equivoci, li considera i veri responsabili della rapina, tanto che la stampa li ha addirittura definiti "i Bonnie e Clyde degli anni '80". Intanto i due si macchiano involontariamente di vandalismo: Leo cercando di far sparire dei giornali in cui compariva la sua foto dà fuoco al chiosco di un giornalaio, mentre Giada, che vuole acquistare occhiali nuovi, entra nel negozio sbagliato (leggendo "lenti" al posto di "lenticchie") e poi convinta che il proprietario la prenda in giro si arrabbia e distrugge la merce esposta. Fuggendo dalla folla inferocita che li insegue, i due vengono catturati dai veri rapinatori, che intendono tornare in possesso del bottino.

Nonostante Leo racconti come sono andate le cose i malviventi non gli credono e dopo averlo malmenato lasciano lui e Giada legati in un capanno.

Con uno stratagemma Giada libera Leo e se stessa. Leo, costretto dagli eventi e spinto dall'infatuazione che Giada sembra ricambiare, si mostra più spavaldo e arriva anche a fare cose inusuali per lui, come picchiare delle persone (in realtà sacchi di plastica che Giada scambia per i malviventi), rubare un'auto, seminare la polizia saltando su un treno in corsa.

In qualche modo i due riescono ad arrivare a Firenze e decidono di camuffarsi poiché ormai la loro faccia è su tutti i giornali e sui notiziari. Leo ruba i vestiti ad un boy scout (che poi lo accuserà ingiustamente di molestie sessuali) e Giada viene scambiata per una fotomodella e riesce così a rubare dei vestiti. Inoltre le persone, appena li riconoscono, si spaventano e li lasciano liberi di rubare qualsiasi cosa.

Braccati dalla polizia, i due seminano guai rubando per sbaglio una gazzella dei carabinieri e poi, con uno stratagemma, sottraggono un camper ad una famiglia di turisti tedeschi.

Camuffati di nuovo come due punk, i due salgono su un treno e Giada riesce a trovare degli occhiali da vista, potendo finalmente vedere bene in faccia Leo. Quest'ultimo si vergogna del suo aspetto ordinario ma Giada confessa che anche senza occhiali aveva visto Leo per quello che è, ovvero un uomo timido, buono e gentile.

Giada e Leo si imbattono poi in un criminale evaso, il quale venuto a conoscenza della loro fama, propone loro di partecipare ad un colpo ai danni di un furgone portavalori. Giada convince Leo ad accettare, poiché ritiene la loro situazione ormai compromessa. Il delinquente corteggia Giada, che sembra ricambiarlo, suscitando l'invidia di Leo che decide di mollare tutto per tornarsene a casa, ma Giada lo ferma dicendo che sta facendo il doppio gioco.

Durante il colpo, vengono però catturati dai rapinatori della banca, che li conducono in una barca, covo del loro capo.

Ma, una volta entrati nell'imbarcazione e aperto il furgone, sbuca da questo un drappello di carabinieri che arrestano l'intera banda. Si scopre a questo punto che l'evaso era in realtà un capitano dei carabinieri e che le forze dell'ordine sapevano fin dall'inizio dell'innocenza di Leo e Giada, ma che avevano deciso di usarli come esche per arrivare al capo della banda di rapinatori.

Il capitano rende a Leo la valigia con il campionario e consegna a Giada un paio di occhiali. Credendo che la ragazza sia rimasta delusa dal suo aspetto fisico e credendola ricambiare la corte del capitano, Leo se ne va, tentando di riprendere la vita di sempre. Tuttavia, mosso dall'amore per Giada, la raggiunge all'aeroporto, dove lei gli rivela di ricambiarlo. Giada gli mostra di aver ripreso la valigia con il denaro della rapina: dopo essersi imbarcati su un aereo, i due fuggono dall'Italia.

Produzione

Colonna sonora Nei titoli di testa e nel corso del film è presente la canzone Rhapsody di Bonnie Bianco.

Distribuzione La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche italiane il 17 febbraio 1983.

Accoglienza Incassi Il film si è classificato al 49º posto tra i primi 100 film di maggior incasso della stagione cinematografica italiana 1982-1983.

Note

Collegamenti esterni

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