Bolzano ( , , pronuncia locale //; , , ; , o , o ; , o in dialetto sudtirolese) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima provincia autonoma in Trentino-Alto Adige.

Collocata alla confluenza tra Talvera e Isarco, costituisce tradizionalmente un importante centro commerciale lungo le vie di comunicazione tra Adriatico, Baviera e Grigioni. Dopo essere stata per secoli all'interno della sfera politica e culturale austriaca, a seguito della prima guerra mondiale è stata annessa all'Italia. Nel XX secolo ha visto una forte industrializzazione, che ha comportato un forte aumento demografico e un aumento della popolazione di madrelingua italiana, pari al 74,71% secondo il Censimento dei gruppi linguistici del dicembre 2024, mentre il 24,74% è di lingua tedesca e lo 0,55% di lingua ladina. L'agglomerazione, comprendente i comuni di Appiano sulla Strada del Vino, Bronzolo, Cornedo, Laives, Ora, San Genesio, Terlano e Vadena, al 1º gennaio 2022 contava abitantiFabrizio Bartaletti, Geografia e cultura delle Alpi, Franco Angeli, Milano, 2004, p. 150..

Geografia fisica

Territorio

Bolzano è situata alla quota di nella parte orientale dell'ampia conca originata dalla congiunzione delle valli dell'Isarco, Sarentina e dell'Adige. La conca è delimitata a ovest dalla catena della Mendola, a nord-ovest dell'Altopiano del Salto (Salten; ), a nord-est da una cima minore del Renon chiamata Monte Tondo (Hörtenberg; 1110 m) e a sud-est dal Monte Pozza () sul cui versante settentrionale si trova la località Colle, il cui nome è spesso impropriamente usato per designare l'intero monte.

Una piccola balza rocciosa di quest'ultimo, chiamata Virgolo, si erge verticalmente a ridosso della città.

La città è collegata ai tre monti più vicini da funivie che superano ciascuna circa mille metri di dislivello: la funivia del Colle che risale il Monte Pozza sino al Colle di Villa, quella del Renon con arrivo a Soprabolzano e quella di San Genesio che raggiunge l'omonimo paese sull'altopiano del Salto. Dalla città, guardando in direzione est lungo la val d'Isarco, si vede il poco lontano e suggestivo Catinaccio (), che è parte delle Dolomiti, con le caratteristiche Torri del Vajolet.

Bolzano è attraversata dal torrente Talvera che confluisce in città nel fiume Isarco, il quale a sua volta si getta nell'Adige pochi chilometri a sud della città stessa. Il nucleo storico della città risiede nel triangolo delimitato a ovest dal torrente Talvera, a sud dal fiume Isarco e a nord-est dal Monte Tondo.

Clima

Il clima della città, situata in un fondovalle alpino, risulta essere subcontinentale, con minime invernali di norma sotto lo zero e massime estive anche oltre i 35 °C; le precipitazioni non sono molto abbondanti, cadendo mediamente poco più di 700 mm di pioggia annui che si distribuiscono con un massimo in estate, quando possono svilupparsi temporali, e un minimo in inverno quando generalmente compaiono sotto forma di neve.Le aree del territorio comunale situate a quote superiori sono caratterizzate da un clima alpino, i cui caratteri variano in funzione dell'altitudine, dell'orografia e dell'esposizione. D'estate fa molto caldo e in inverno abbastanza freddo, per colpa anche della posizione in una conca che impedisce il ricambio d'aria.

Origini del nome

Il nome latino "Pons Drusi" non è alla base del nome odiernoRichard Heuberger, Die Römerstraße vom Bozner Becken ins Eisacktal, in «Der Schlern», X, 1929, pp. 43-49, specialmente p. 45s.. Vi sono due principali ipotesi sulla derivazione del nome "Bolzano" e "Bozen". La più diffusa è quella che indica il territorio di Bolzano come un antico possedimento di un uomo di nome "Bautius" (o "Baudius"), da cui derivò "Praedium Bautianum" o "Baudianum", ovvero "podere di Bautius" (o Baudius), poi tramutatosi in "Bauzanum", da cui attraverso varie trasformazioni il nome in italiano, tedesco e ladinoKarl Th. Hoeniger, Castellum Bauzanum – die Moosburg am Eisack, in «Der Schlern», 30, 1956, pp. 24ss.Giovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana. 10 000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, monti spiegati nella loro origine e storia, Ulrico Hoepli Editore, Milano, 1990Renzo Ambrogio et al. (a cura di), Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici di tutti i comuni, Istituto geografico de Agostini, Novara, 2004.. La seconda ipotesi farebbe derivare il nome da un ipotetico "Castellum Balteanum", ossia "accampamento in terreno paludoso", dall'indoeuropeo *balt (la stessa radice da cui deriva la parola "Baltico")Bruna Dal Lago Veneri, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità del Trentino-Alto Adige, Newton & Compton Editori, Roma, 2000..

Il toponimo è attestato già dal tardo VII secoloDapprima nel 679 grazie a Paulus Diaconus, Historia Langobardorum (ed. Georg Waitz, MGH SS rerum Langobardicarum, Hannover, 1878), p. 35s. come "Bauzanum, Bauzana, Pauzana" e "Pozana", dai quali nomi sono derivate l'odierna forma tedesca "Bozen", conosciuta già nel 1133 (nell'età moderna scritta anche "Botzen" o "Potzen") e quella italiana nel 1223 (nell'età moderna anche nella variante "Bolgiano").Privileggi benignamente concessi per le fiere di Bolgiano dalla Serenissima Arciduchessa Claudia d’Austria, &c. Capitoli, Regole, Et Ordini Che in quelle si deuono osservare Et sua Clementissima approbatione, Inspruch, Per Daniele Agricola, Anno 1635, Biblioteca Comunale di Trento.Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. I, Bolzano, Athesia, 1995, p. 56. ISBN 88-7014-634-0 I nomi dialettali tedeschi sono "Boazen" (//) o "Bouzen" (//) e la /p/ è una caratteristica molto diffusa nella storia toponomastica (Pauzana, Pozana, Poczen, Pozen e Potzen), anche per la particolarità della pronuncia bavaro-austriaca che scambia spesso le /b/ con le /p/. Da "Pulsan" del 1500 derivano i nomi ladini: Balsan (ladino badioto) Bulsan (gardenese) Bolsàn (fodom) Busan (fassano e ampezzano)

Storia

Simboli

Stemma La città di Bolzano possiede il suo stemma, unitamente all'istituzione del consiglio comunale, dal 1381, grazie al conferimento di apposito privilegio da parte del duca Leopoldo III d'Austria. Lo stemma evoca i colori austriaci invertendone semplicemente l'ordinamento (bianco-rosso-bianco); al centro campeggia una stella a sei punte dorata, che verosimilmente fa riferimento alla Stella Maris, tipica rappresentazione allegorica della Madonna (patrona del duomo cittadino) nella liturgia cattolica.

Dopo essere stato modificato dal regime fascista nel 1931, nel contesto della sua campagna di italianizzazione dell'Alto Adige, lo stemma fu ristabilito nel dopoguerra, da ultimo con delibera del consiglio comunale di Bolzano nel 1988. Gonfalone Il gonfalone è un drappo troncato di bianco e di rosso. Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare tagliato di bianco e di rosso, caricato al centro dello stemma cittadino.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Tra i principali edifici religiosi di Bolzano figurano: Duomo di Bolzano, concattedrale della diocesi di Bolzano-Bressanone, dedicata a Santa Maria Assunta e caratterizzata da elementi romanici e gotici; ex cappella di Sant'Andrea, in piazza del Grano; chiesa dei Domenicani, con chiostro gotico; chiesa dei Cappuccini, risalente al XVII secolo, nei cui sotterranei sono stati rinvenuti reperti archeologici di epoca romana e medievale; Chiesa dei Francescani, con chiostro gotico; Abbazia di Muri-Gries, sorta da un castello principesco medievale, trasformato nel XV secolo in monastero agostiniano e successivamente benedettino; chiesa di Sant'Agostino, edificio barocco adiacente all'abbazia di Muri-Gries; Chiesa di San Giovanni in Villa, edificio del XII secolo situato nell'omonimo quartiere; Chiesa dell'Ordine Teutonico, parte di un complesso risalente al XIV secolo; Vecchia Parrocchiale di Gries, nella quale sono conservati un crocifisso romanico del XIII secolo e un altare ligneo a portelle dello scultore Michael Pacher; chiesa di Santa Maddalena, risalente al XII secolo e situata nell'omonima zona vinicola; chiesa del Santo Sepolcro, edificio barocco del XVIII secolo situato sul Virgolo; Chiesa di San Vigilio al Virgolo, chiesa romanica del XIII secolo; Chiesa di San Martino a Campiglio, situata nella zona di Campiglio; Chiesa del Sacro Cuore, risalente al XIX secolo; Chiesa di Cristo Re, edificata tra il 1938 e il 1940; Chiesa dei Carmelitani, del 1948; Chiesa di San Paolo, nella quale si trova un organo costruito da Riccardo Lorenzini di Prato e inaugurato nel 2005; chiesa evangelica luterana di Gries-Bolzano, edificata tra il 1906 e il 1908.

Architetture civili Palazzi e residenze storiche Numerosi palazzi e residenze nobiliari sono presenti nel territorio cittadino. Tra i principali figurano: Residenza Berndorf (Hepperger), dimora seicentesca della famiglia patrizia von Hepperger, rimaneggiata nel XIX secolo e situata a Gries; Palazzo Engelsburg, in via Bottai 31, già appartenente ai Gumer von Engelsburg; Palazzo Gerstburg, residenza dei Gerstl von Gerstburg e successivamente dei Giovanelli, con dipinti settecenteschi di Martin Knoller e sede del Tribunale regionale di giustizia amministrativa; Palazzo Menz, residenza settecentesca dell'omonima famiglia di banchieri, situata in via della Mostra e decorata internamente con affreschi di Karl Henrici;Nicolò Rasmo, Il Palazzo Menz a Bolzano (= Cultura Atesina-Kultur des Etschlandes, 10), Bolzano, 1972. Residenza Oberpayrsberg, già maso della Chiesa vescovile di Augusta e successivamente residenza dei Boymont-Payrsberg e dei Niedertor; Palazzo Pock, già appartenente ai signori von Liechtenstein e storica sede del primo teatro di Bolzano e dell'albergo Kaiserkrone, in piazza della Mostra;Bruno Mahlknecht, Die "Kaiserkrone" des Herrn von Pock – ein Bozner Handelsherr baut für seine Heimatstadt ein großes Hotel, in Der Schlern, 76, 2002, pp. 42-45. palazzo Prackenstein, dimora storica di via Cavour, già appartenente ai Goldegg zu Lindenburg; residenza Rottenbuch, dimora nobiliare del XVII secolo eretta da David Wagner, originario di Augusta e capostipite dei conti von Sarnthein,Hans Heiss, Bürgerlicher Aufstieg im 17. Jahrhundert. Der Tiroler Kaufmann David Wagner, in Louis Carlen-Gabriel Imboden (a cura di), Unternehmergestalten des Alpenraums im 17. Jahrhundert, Brig, 1992, pp. 121-144. oggi sede della Soprintendenza ai beni culturali;Helmut Stampfer (a cura di), La residenza Rottenbuch a Bolzano-Gries, Lana, Tappeiner, 2003. ISBN 88-7073-336-X. palazzo Stockhammer, dimora patrizia settecentesca in via Talvera; palazzo Stillendorf, residenza dei von Zallinger-Stillendorf, presso la chiesa del Sacro Cuore; palazzo Thurn, residenza dei von Zallinger-Thurn in via Dr. Streiter; palazzo Toggenburg, già sede del giudizio dei signori di Wanga, successivamente appartenuto ai conti Sarnthein e, dal XIX secolo, ai conti Toggenburg; palazzo Trapp, residenza dei conti von Trapp in via della Mostra; residenza Weißhaus, dimora dei conti Thun nel quartiere di Aslago.

Ville Tra le ville storiche si trovano: Villa Bittner; Villa Defregger; Villa Grabmayr; Villa Wendlandt; Villa Zeltnerheim.

Edifici pubblici e contemporanei Tra gli edifici pubblici e le principali realizzazioni dell'architettura moderna e contemporanea figurano: Palazzo delle Poste, progettato da Albert Canal (1889-1890); Museo civico, progettato da Karl Delug (1905); Municipio, progettato da Carl Hocheder (1907); sede dell'EURAC, già Casa GIL, realizzata su progetto di Francesco Mansutti e Gino Miozzo tra il 1934 e il 1936 e ampliata su progetto di Klaus Kada tra il 1998 e il 2001; ex Casa del Fascio, costruita tra il 1939 e il 1942 e successivamente destinata a sede di uffici finanziari; Palazzo di Giustizia, progettato da Paolo Rossi De Paoli e Michele Busiri Vici e realizzato tra il 1939 e il 1956;