La National Gallery of Art, in italiano anche Galleria nazionale d'arte, si trova lungo la Constitution Avenue a Washington negli Stati Uniti; si tratta di uno dei musei d'arte più vasti ed importanti del mondo, che copre, con le sue collezioni ricche di capolavori, quasi settecento anni di storia dell'arte, spaziando dall'arte europea a quella del Nuovo Mondo. La pinacoteca in particolare è la più vasta e completa degli Stati Uniti ed arriva, partendo dall'arte bizantina, fino al XX secolo.
La National Gallery of Art si formò essenzialmente grazie alle cospicue donazioni di privati, tra cui spiccano quelle di quattro grandi collezionisti americani: Andrew Mellon, Samuel Henry Kress, Peter Arrell Brown Widener e Chester Dale. A queste hanno fatto poi seguito, nel tempo, altre donazioni e acquisti.
Storia
La Galleria venne istituita nel 1937 per decreto del Congresso degli Stati Uniti, a seguito dell'importante donazione di dipinti del Quattrocento e Cinquecento italiano e fiammingo, del Seicento olandese e fiammingo e del Settecento inglese, nonché di sculture rinascimentali da parte del banchiere Andrew Mellon, americano di origini irlandesi, già segretario del Tesoro e ambasciatore a Londra. Nell'atto di donazione era specificamente richiesto l'impegno per la realizzazione di una grandioso edificio capace di ospitare la collezione e che il governo statunitense si facesse in seguito carico della prestigiosa istituzione. Inoltre nessuna opera doveva essere aggiunta alla collezione "se non dello stesso livello qualitativo" di quelle donate da lui.
Il primo nucleo di opere donate da Mellon, centoventuno dipinti e ventuno sculture, venne ceduto assieme ai fondi per la costruzione dell'edificio museale, da edificare in un terreno scelto appositamente sul Mall, tra il monumento a Washington e il Campidoglio. Mellon seguì personalmente i lavori fino al 1935 e scelse come architetto John Russell Pope, che progettò un ampio edificio in stile neoclassico. L'edificio venne completato nel 1941 quando Mellon era già deceduto.
La collezione Mellon
L'idea di una Galleria nazionale americana, sul modello di quella londinese, era maturara a Mellon verso il 1927. Già importante compratore sul mercato dell'arte antica, amico di altri collezionisti come Henry Clay Frick, da quell'anno Mellon iniziò a selezionare gli acquisti cercando di costituire un corpus di dipinti che potesse rappresentare il meglio dell'arte europea dal medioevo al XVIII secolo. Con la grande crisi del 1929 maturò ancora di più in lui una sorta di "missione" e aiutato da assistenti-consulenti come Knoedler e Joseph Duveen iniziò ad acquistare capolavori su tutte le piazze del mondo, compresa la Russia.
Il "grande colpo" avvenne tra il 1930 e il 1931, quando riuscì ad acquistare, in gran segreto, una serie di capolavori dell'Ermitage, messi in vendita da Stalin, pare per acquistare trattori. Per sei milioni e cinquecentomila dollari Mellow acquistò, tramite Knoedler, una serie incredibile di capolavori, da alcuni definita come il più grande cambio di proprietà nella storia del collezionismo artistico dai tempi di Napoleone ISalvadori, cit., pag. 12.. Tra questi c'erano il San Giorgio e il drago e la Madonna d'Alba di Raffaello, il Ritrovamento di Mosè di Veronese, lAnnunciazione di Jan van Eyck, lAdorazione dei Magi di Botticelli, oltre a alcuni dipinti di Tiziano, quattro van Dyck, cinque Rembrandt.
La sua collezione aveva anche un nucleo di arte americana, rappresentata dall'intera collezione di ritratti già posseduti da Thomas B. Clarke.
L'attività del padre continuò per mano della figlia Ailsa Mellon Bruce e del Mellon Fund, che nel 1961, in occasione del ventennale del museo in cui fu organizzata l'esposizione "Art Treasures of America" dedicata alle nuove donazioni, mise a disposizione il capolavoro di Fragonard, Fanciulla che legge, il Vaso di fiori di Jan Davidsz de Heem e la Famiglia dell'artista di John Singleton Copley.
La collezione Kress
Nel 1939 il grande collezionista americano Samuel H. Kress seguì con entusiasmo l'esempio di Mellon, dopo aver abbandonato l'idea di realizzare un proprio museo dedicato al Rinascimento italiano, facendo dono alla nuova istituzione della sua straordinaria collezione. Kress, che era il ricchissimo proprietario di una catena commerciale, possedeva esclusivamente opere di scuola italiana, influenzato dall'amicizia e la collaborazione con lo storico dell'arte Bernard Berenson e con il mercante d'arte Alessandro Contini Bonacossi.
Kress era un collezionista attento e meticoloso, interessato anche a opere poco seguite dal mercato, come quelle del Seicento e del Settecento, che vennero rivalutate dalla critica solo dopo la Seconda guerra mondiale. La sua raccolta, che non si spinse mai oltre l'Ottocento, comprendeva sia capolavori di grandi artisti, sia testimonianze d'eccellenza delle scuole minori, nell'ottica di documentare ampiamente l'evoluzione dell'arte nei più svariati aspetti, legati a più scuole e più epoche. A differenza delle classiche "antologie di capolavori", che erano alla base dell'impostazione di ogni collezione privata, Kress creò qualcosa che potesse avere anche scopi didattici, nell'illustrare lo svolgimento della storia dell'arte italiana.
Con la crisi del 1929 raccolse numerose opere da collezioni private americane salvandole dalla dispersione: da queste operazioni ottenne, tra l'altro, la Madonna col Bambino di Giotto.
Tra le opere più interessanti delle sue collezioni, confluite poi in quelle del museo, ci sono il San Francesco riceve le stigmate e il San Giovanni Battista nel deserto di Domenico Veneziano, lAdorazione dei pastori di Giorgione, due tavole dalla predella della Maestà del Duomo di Siena di Duccio di Buoninsegna o le opere del ferrarese Ercole de' Roberti.
L'accrescimento delle sue collezioni andò ben oltre la prima donazione e nel periodo tra il 1939 e il 1945 allargò gli orizzonti e le tematiche artistiche delle sue raccolte, acquistando opere oltre il Rinascimento italiano, quali esempi del Settecento veneto, dei fiamminghi (tra cui un vivace ritratto di van Dyck) e alcuni francesi. In seguito l'interesse verso le scuole straniere si amplificò e con l'ultima delle sue quattro donazioni, quella del 1961, dotò il museo di capolavori come la Maddalena di Bernardino Luini, il Portello e Canale del Brenta di Canaletto, il Ritratto di Agrippina e Germanico e il Ritratto di Brigida Spinola Doria di Rubens.
La collezione Kress è ospitata oggi in trentaquattro sale del museo.
La collezione Widener
Peter Arrell Brown Widener, originario di Filadelfia, era un importante magnate delle ferrovie con la passione per il collezionismo artistico fin dalla fine del XIX secolo. Si interessò soprattutto di Rinascimento italiano (con capolavori come la Piccola Madonna Cowper di Raffaello), di arte fiamminga dal Quattrocento al Seicento (pregevole il Ritratto della marchesa Elena Grimadi Cattaneo di van Dyck) e del Settecento inglese.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1915, la sua collezione fu continuata dal figlio Joseph Early Widener, che si appassionò di artisti ancora trascurati dalla critica, come El Greco, e di autori moderni come Manet (Torero morto), Renoir, Degas, Sargent e Whistler.
Le opere della collezione Widener pervennero al museo subito dopo la fondazione e nel 1942 vennero predisposte le sale destinate ad accoglierle. Per esplicita richiesta del donatore la collezione, composta di novantanove dipinti, quarantuno sculture e numerosissimi pezzi di arti "minori", doveva restare unita, per cui fu collocata interamente al pian terreno.
Altre donazioni Il museo è inoltre sponsorizzato da una serie di fondazioni private che regolarmente acquistano nuove opere, curano restauri ed effettuano donazioni di fondi e opere. Tra queste spiccano la Fondazione Coe (donatrice di opere di Thomas Gainsborough, Michiel van Mierevelt e Beechey) e la Fondazione Fuller (donatrice di opere di William Turner, Canaletto e Joshua Reynolds).
Inoltre fu di straordinaria importanza la collezione di arti grafiche di Lessing J. Rosenwald, con circa ventiduemila fogli di disegni, stampe e acquerelli.
Sede La collezione della National Gallery of Art ha sede in due edifici che si ergono al centro del Mall. Un corridoio sotterraneo, comprendente vari servizi, li collega l'uno all'altro. Il più antico dei due, inaugurato nel 1941, è stato progettato da John Russell Pope ed ha l'aspetto di un grande complesso neoclassico, imponente ma elegante, nel suo rivestimento in marmo rosa del Tennessee. Il secondo, inaugurato nel 1978, è opera dell'architetto cinese I. M. Pei: denominato East Wing, ospita le collezioni di opere novecentesche più moderne. Si tratta di un edificio dall'aspetto poligonale con una base a trapezio, dalle ardite forme che lo fanno assomigliare a un'enorme scultura moderna.
La possibilità di disporre di un edificio appositamente creato permise di attuare criteri museologici moderni e ben ponderati, senza le problematiche di dover adattare uno spazio già esistente comuni a molte collezioni antiche europee. Il criterio base dell'esposizione è legato ai canoni estetici tipicamente giapponesi, in cui l'opera d'arte è vista innanzitutto come fonte di piacere estetico, piuttosto che come documento storico. Per questo ogni opera è esposta in modo da ottimizzarne la contemplazione, senza elementi di distrazione esterni. Ciascun oggetto artistico si trova dislocato in uno spazio doppio tra opera e opera rispetto ai canoni normali dei musei, in modo da accentuarne l'isolamento, e i rivestimenti delle pareti, spesso lignei, sono studiati in modo da evidenziare il risalto di ciascun manufatto.
Le opere maggiori Scuola italiana
Andrea del Castagno Ritratto d'uomo, 1450-1457 David con la testa di Golia, 1450-1457
Antonello da Messina Madonna Benson, 1474-1477
Beato Angelico Guarigione di Palladia, 1438-1440
Giovanni Bellini Ritratto di giovane in rosso, 1485-1490 Ritratto di condottiero, 1485-1500 San Girolamo leggente nel deserto, 1505 Continenza di Scipione, 1507-1508 Bacco fanciullo, 1514 circa Festino degli dei, 1514
Sandro Botticelli Ritratto di Giuliano de' Medici, 1478-1480 circa Adorazione dei Magi, 1482 circa
Vittore Carpaccio Fuga in Egitto, 1500 circa
Cimabue (scuola) Maestà Kress, 1280 circa
Cima da Conegliano Madonna col Bambino tra i santi Girolamo e Giovanni Battista, 1492-1495 Sant'Elena San Girolamo nel deserto Madonna col Bambino in trono tra due vergini martiri
Correggio Madonna Barrymore, 1508-1510 circa Matrimonio mistico di santa Caterina d'Alessandria e santi, 1510-1511 circa Cristo giovane nel Tempio, 1513 circa
Carlo Crivelli Madonna Cook, 1470 Madonna Castiglioni, 1490 circa
Dosso Dossi Circe e i suoi amanti in un paesaggio, 1514-1516 Enea e Acate sulla costa libica, 1520 circa
Duccio di Buoninsegna Vocazione di Pietro e Andrea, 1308-1311 circa Natività tra i profeti Isaia ed Ezechiele, 1308-1311 circa
Francesco del Cossa San Floriano, 1472-1473 Santa Lucia, 1472-1473 Crocifissione, 1472-1473
Gentile da Fabriano Madonna col Bambino, 1420-1423 circa Miracolo della tomba di san Nicola, pannello della predella del Polittico Quaratesi, 1425
Giorgione Sacra Famiglia Benson, 1500 circa Adorazione dei pastori Allendale, 1500-1505 circa Giovanni Borgherini col maestro-astrologo, 1505 circa Gentiluomo con un libro, 1510 circa
Giotto Madonna col Bambino, 1320-1330 circa
Leonardo da Vinci Ritratto di Ginevra de' Benci, 1474-1476 circa
Lorenzo di Credi Madonna Dreyfus, 1475-1480 circa
Lorenzo Lotto Allegoria della Virtù e del Vizio, 1505 Allegoria della Castità, 1505 circa Adorazione del Bambino, 1523
Filippo Lippi Annunciazione, 1435-1440 Madonna col Bambino, 1440 circa San Benedetto ordina a san Mauro di resuscitare san Placido, 1445-1450 Adorazione dei Magi, 1455 circa
Andrea Mantegna Gesù bambino benedicente, 1455-1460 circa Ritratto virile, 1460-1470 circa