Biografia Carriera da dilettante Inizia a frequentare la palestra e a praticare il pugilato nel 1954, sulle orme del fratello Guido Mazzinghi, pugile di buon valore. Il suo primo maestro è Alfiero Conti, presso la palestra pugilistica del vicino paese di Cascina, dove Mazzinghi inizia ad allenarsi di nascosto dalla madre. Conti ne intuisce il talento e profetizza ad un quindicenne Mazzinghi che un giorno diventerà campione del mondo. Nel proseguire della carriera, il fratello Guido diventa allenatore e maestro di Sandro.
Nel periodo giovanile è campione italiano juniores nel 1958. Debutta nella nazionale dilettanti nel 1959 ma, nei superwelter, è chiuso da Nino Benvenuti, più volte campione italiano e due volte campione europeo. Alle Olimpiadi di Roma 1960 Benvenuti è dirottato nella categoria dei pesi welter ma, nel torneo eliminatorio dei superwelter Mazzinghi è sconfitto da Carmelo Bossi e non partecipa ai giochiOrlando "Rocky" Giuliano, Storia del pugilato, Longanesi, Milano, 1982, pag. 153.
Dopo le Olimpiadi resta ancora un anno dilettante, combattendo sempre al limite dei 71 kg. Vince i campionati nazionali militari ma è eliminato al primo turno ai Campionati nazionali. Poi vince i Campionati mondiali militari a Fort Dix (USA). Ai campionati Europei dilettanti, disputati a Belgrado, è eliminato ai quarti di finale.
Carriera da professionista Staff tecnico Passa professionista nel settembre 1961 con alle spalle un'organizzazione di eccezionale efficienza. Il suo procuratore è Adriano Sconcerti che lo presenta ben presto a Vittorio Strumolo, patron della S.I.S (Società Imprese Sportive) che ha il monopolio delle riunioni pugilistiche sulla piazza di Milano, all'epoca la più importante d'Italia. Giovanni Borghi, proprietario della Ignis, lo sponsorizzerà per tutta la carriera, rendendolo ambasciatore del marchio Ignis nel mondo. Il suo allenatore e mentore è il fratello Guido. Questa eccellente scuderia gli permette di ottenere la chance mondiale dopo soli due anni di professionismo senza nemmeno passare per il titolo italiano ed eventualmente europeo, scavalcando tutti gli ex compagni della squadra azzurra dilettanti che avevano colto allori alle Olimpiadi - dove Mazzinghi non era riuscito a qualificarsi - ed erano passati professionisti un anno prima di lui.
Inizi Mazzinghi combatte inizialmente nei pesi medi, il cui limite (kg 72,270), tra i professionisti, è di poco superiore a quello fissato tra i dilettanti per i pesi superwelter (kg 71). Il 27 luglio 1962 subisce una prima sconfitta ai punti in otto riprese da Giampaolo Melis. Batte due volte Fabio Bettini, sempre ai punti. Batte il quotato statunitense Tony Montano, il 5 aprile 1963, al Palazzo dello Sport di Roma, ai punti in dieci riprese, facendo registrare al peso kg 71,300 contro i 73 dell'avversarioL'Unità, 6 aprile 1963.
Dopo tali eccellenti risultati, Mazzinghi preferisce evitare di combattere per il titolo italiano dei medi, di cui si era impadronito Nino Benvenuti e viene "dirottato" da Sconcerti nella categoria dei pesi medi junior. Tale classe di peso, nella quale Mazzinghi militerà per tutta la carriera, era stata istituita solo l'anno precedente, tra i professionisti, con un limite di 154 libbre pari a kg 69,853. In ogni caso, Mazzinghi preferisce evitare di contendere il titolo italiano all'esperto Bruno Visintin e il 5 maggio 1963 al Vigorelli di Milano, combatte una virtuale semifinale per il titolo mondiale, sconfiggendo un ancora acerbo Don Fullmer per KO tecnico all'ottava ripresa, a seguito di tre atterramenti nello stesso round.
La conquista del titolo mondiale dei pesi medi junior
Il detentore del titolo mondiale dei medi junior è lo statunitense Ralph Dupas, proveniente dai pesi welter, che lo è diventato battendo due volte il connazionale Denny Moyer con verdetti risicati. Il match è allestito dalla SIS di Vittorio Strumolo il 7 settembre 1963 al Velodromo Vigorelli di Milano. Già alla prima ripresa Mazzinghi centra l'avversario con un gancio destro. Dupas si riprende e accetta lo scambio. Il toscano inizia a sanguinare dalle sopracciglia, grazie ad alcune testate che causano due richiami al campione. Alla nona ripresa un destro d’incontro manda al tappeto Dupas. Lo statunitense si rialza al sei ma l'arbitro Neuhold non lo ritiene in grado di proseguire. Sandro Mazzinghi è Campione del Mondo dei medi junior per KO tecnico alla nona ripresa. È il quarto italiano, dopo Carnera, D'Agata e Loi a indossare una cintura mondiale di pugilato.
Il 2 dicembre successivo si svolge la rivincita a Sydney (Australia) e Mazzinghi vince di nuovo per KO tecnico alla tredicesima ripresa. Anche in tale occasione, Mazzinghi è ferito alla sesta ripresa da una testata dell'avversario che, però, non è richiamato dall'arbitro. Quest'ultimo, anzi, sembra intenzionato a interrompere il match per ferita a vantaggio dell'ex campione. È distolto dalle veementi proteste di Guido Mazzinghi, all'angolo del detentore. Nella tredicesima ripresa, Mazzinghi mette Dupas al tappeto dopo una lunga serie di colpi al corpo. Lo statunitense è contato e si rialza. Mazzinghi lo investe nuovamente con una serie di pugni. Dupas cade ed è contato ancora. Si rialza ma è colpito da un poderoso destro che induce l’arbitro a interrompere il combattimento e a decretare la vittoria in favore di Sandro Mazzinghi.
La rivalità con Benvenuti Proprio in quel periodo, riprende e si ingigantisce la rivalità con Nino Benvenuti, tuttora imbattuto e in possesso della cintura di campione italiano della categoria superiore. La stampa caldeggia uno scontro fra i due campioni, addirittura confrontandoli sul lato umano, ottenendo di peggiorare ancor più il loro già difficile rapporto. Purtroppo, inizialmente Mazzinghi ha gravi problemi extrasportivi per poter affrontare il triestino. Si sposa nel febbraio 1964 ma, dopo soli dieci giorni di matrimonio, la sua auto slitta sul fondo stradale reso scivoloso dalla pioggia e la vettura si schianta contro un albero. La moglie Vera Maffei muore sul colpo; Sandro è sbalzato fuori dall'abitacolo e si salva, ma riporta una frattura della scatola cranica e il labirinto auricolare chiuso.
Ancora sotto shock, il 24 aprile successivo incontra, senza titolo in palio, il poco più che discreto Charley Austin che, alla seconda ripresa, lo sorprende e lo mette knock-down con un destro. Il campione del mondo si rialza e prende l'iniziativa del match. Alla nona ripresa, una provvidenziale ferita sull'arco sopracciliare dell'avversario gli consente di averne ragioneDario Torromeo, Anche i pugili piangono: Sandro Mazzinghi. Un uomo senza paura nato per combattere, Absolutely Free, 2016. Nel successivo mese di giugno concede la rivincita a Austin che, dopo tre richiami ufficiali, viene squalificato per trattenute alla settima ripresaAdriano Ravegnani, Squalifica Austin, Mazzinghi vittorioso, in Corriere della Sera, 27 giugno 1964.
Mazzinghi mette in palio il titolo per la prima volta contro Tony Montano, il 3 ottobre 1964, al Palazzo dello Sport di Genova. Il match è preceduto da un "giallo": lo sfidante non riesce a rientrare nel peso, segnando alla bilancia 71 kg. Ciò significa che, in caso di vittoria, lo statunitense sarebbe riconosciuto Campione del Mondo solo dall'EBU, che aveva mantenuto la suddivisione dei dilettanti, mentre Mazzinghi resterebbe campione per la WBA e la WBCAdriano Ravegnani, Mazzinghi-Montano incandescente, in Corriere della Sera, 3 ottobre 1964. Il problema però non si pone, in conseguenza della chiara vittoria del detentore per KO tecnico alla tredicesima ripresa.
Dopo una chiara vittoria contro il messicano Gaspar Ortega (KO tecnico alla nona ripresa), Mazzinghi affronta il campione europeo dei pesi welter Fortunato Manca, al Palazzo dello Sport di Roma, l'11 dicembre 1964. È la prima volta che due italiani si sfidano con in palio una corona mondiale. Mazzinghi conduce il match con la sua boxe generosa, acquisendo un chiaro vantaggio. All'ultima ripresa, però, Manca lo mette alle corde e lo colpisce con una serie micidiale. Solo l'orgoglio e il gong riescono a salvare il campione toscano da una clamorosa sconfitta prima del limite. Il verdetto decreta la vittoria di Mazzinghi con un vantaggio di due o tre punti.
Nel frattempo, per mettere pressione a Mazzinghi, Benvenuti affronta tutti i più forti possibili avversari del toscano: l'ex Campione del Mondo dei medi junior Denny Moyer, lo sfidante n. 1 al titolo mondiale Abrão De SouzaL'Unità, 9 ottobre 1964, p. 9, l'argentino Juan Carlos Duran. Alla fine Mazzinghi accetta il confronto, ma a posteriori sosterrà e rimprovererà il rivale e il suo clan di averlo voluto incontrare troppo a ridosso dell'incidente stradale, da cui, a sua opinione e di molti altri, non si era ancora ripreso. In realtà tra l'incidente e il primo match con Benvenuti erano già trascorsi diciotto mesi e, nel frattempo, Mazzinghi aveva sostenuto dieci incontri, mettendo anche due volte in palio il titolo mondiale con altri due avversari (Montano e Manca).
La doppia sconfitta con Nino Benvenuti
Il match è comunque fissato per il 18 giugno 1965 allo stadio di San Siro a MilanoGli spettatori paganti furono 21.552; quelli presenti oltre trentamila, comprensivi dei beneficiari di biglietto omaggio. L'incasso fu di L. 77.452.000, La Stampa, 20 giugno 1965Tra il pubblico presente: Delia Scala, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori e Renato Rascel, Corriere della Sera, 20 giugno 1965, p.. Sotto il profilo economico, la borsa per il detentore del titolo è di 22 milioni e mezzo; 15 quella dello sfidanteMazzinghi e Benvenuti a peso d'oro, in Corriere d'informazione, 18-19 giugno 1965, p. 1. Benvenuti si è preparato scrupolosamente per il match mondiale. Desiderando abbattere il rivale prima del limite ha studiato il “colpo perfetto”: per sorprendere Mazzinghi, anziché con il montante sinistro si è allenato a colpire con il montante destroGianni de Felice, Benvenuti: «Un colpo che avevo preparato», in Corriere della Sera, 19 giugno 1965. Per tutte le prime cinque riprese Mazzinghi dà sfogo al suo impeto di combattente, mentre il triestino attende che il suo avversario si scopra per piazzare il colpo decisivo. Infatti il Campione del Mondo conquista un leggero vantaggio. Poi, alla sesta ripresa, con un magistrale montante destro Benvenuti mette al tappeto Mazzinghi che rimane a terra per il conto totale, perdendo così l'incontro e il titolo mondiale dei medi junior per KOAdriano Ravegnani, Benvenuti Mondiale mai visto un pugno così, in Corriere d'informazione, 19-20 giugno 1965, p. 2.
La rivincita, obbligatoria per contratto, si svolge al Palazzo dello Sport di Roma, il 17 dicembre 1965. L'impianto è strapieno e, tra i quindicimila spettatori, sono presenti Delia Scala, Mina, Nicola Pietrangeli, Aldo Fabrizi, Renato Salvatori, Renato Rascel, Franco Interlenghi e Walter Chiari grande appassionato e amico di MazzinghiLa Stampa, 18 dicembre 1965, p. 8. L'incasso fu stimato in circa 56 milioni.