Il Lop Nur o Lop Nor (in uiguro لوپنۇر, Lopnur; in cinese ), noto anche come Lop Nao'er (罗布淖尔, Luóbù Nào'ěr), è un vasto lago salato prosciugato e una playa situata all'estremità orientale del bacino del Tarim, nella regione autonoma cinese dello Xinjiang. Il bacino si trova tra il deserto del Taklamakan a ovest, il deserto di Kumtag a sud-est, i monti Kuruk Tagh a nord e l'Altyn-Tagh a sud.

Il termine nur o nor significa «lago» nelle lingue mongoliche, mentre l'origine del toponimo Lop rimane incerta.

Il Lop Nur occupa la parte più depressa dell'estremità orientale del bacino del Tarim e costituisce il punto terminale di un enorme sistema endoreico. Nel corso dell'Olocene la posizione, la superficie e la salinità dei laghi terminali variarono ripetutamente in risposta alle oscillazioni climatiche, alle modificazioni dei corsi fluviali e, soprattutto in epoca moderna, alla gestione antropica delle acque.

Per questa ragione il nome Lop Nur è stato applicato sia alla grande depressione salina oggi prosciugata sia, storicamente, a un sistema di laghi terminali che comprendeva in momenti diversi il Lop Nur propriamente detto, il Kara-Koshun e il lago Taitema. Questa mobilità valse al Lop Nur la celebre definizione di «lago errante», resa popolare dall'esploratore svedese Sven Hedin.

La regione è una delle più aride dell'Asia centrale. Il letto prosciugato è ricoperto da spesse croste di sali e presenta, nelle immagini satellitari, grandi strutture arcuate e concentriche che gli hanno valso in Cina il soprannome di «Grande Orecchio».

Il territorio riveste inoltre un'importanza eccezionale per l'archeologia dell'Asia interna: lungo gli antichi corsi d'acqua e le rive lacustri si trovano il cimitero di Xiaohe, Qäwrighul, le rovine di Loulan e numerosi altri siti collegati alle antiche vie della Via della seta. Dal 1964 al 1996 la regione ospitò inoltre il principale poligono nucleare cinese.

Geografia

La depressione del Lop Nur si trova nel settore più orientale del bacino del Tarim, uno dei maggiori bacini endoreici della Terra. La sua superficie complessiva come playa, comprendendo i grandi depositi lacustri e salini, è dell'ordine di 20.000 km². Il bacino è circondato da sistemi montuosi molto elevati. A nord si trovano il Tian Shan e i Kuruk Tagh, a sud il Kunlun e l'Altyn-Tagh, mentre a est si estendono i rilievi del Beishan. Le acque che raggiungevano il Lop Nur provenivano quindi quasi interamente dalle precipitazioni e dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai delle montagne periferiche. Le precipitazioni locali sono minime, generalmente inferiori a poche decine di millimetri all'anno, mentre l'evaporazione potenziale raggiunge diversi metri. Una valutazione riportata dalla NASA indica circa 31 mm di precipitazioni e 2.900 mm di evaporazione annua. Il paesaggio contemporaneo è dominato da superfici saline, yardang, dune, pianure ghiaiose e antichi canali fluviali. A nord-ovest del letto lacustre si estende un enorme campo di yardang, prodotto dall'erosione eolica di antichi depositi lacustri e fluviali. Amministrativamente il settore centrale del Lop Nur appartiene al comune di Lop Nur (罗布泊镇, Luóbùpō Zhèn), nella contea di Ruoqiang, facente parte della prefettura autonoma mongola di Bayingolin. La regione geografica più ampia del Lop Nur e la sua riserva naturale si estendono tuttavia anche verso territori amministrati da Hami e Turfan.

Idrologia Il Lop Nur costituiva il terminale del sistema idrografico del Tarim. Il suo principale alimentatore storico era il Tarim, ma il sistema riceveva indirettamente anche le acque del Kaidu, del lago Bosten e del Konqi, oltre a corsi provenienti dal margine meridionale e orientale del bacino. Poiché il bacino non possiede emissari verso il mare, l'acqua poteva lasciare il sistema soltanto attraverso evaporazione e infiltrazione. Le fortissime perdite evaporative determinavano una progressiva concentrazione dei sali. La posizione del lago terminale non era stabile. Le variazioni del corso del Tarim e dei suoi rami terminali trasferivano periodicamente l'acqua da una depressione all'altra, soprattutto fra Lop Nur, Kara-Koshun e Taitema. Questa dinamica spiega alcune delle apparenti contraddizioni delle fonti storiche e delle esplorazioni ottocentesche: osservatori differenti potevano trovare il lago terminale in luoghi diversi senza che ciò implicasse necessariamente la scomparsa dell'intero sistema lacustre.

Il «lago errante» Nel 1867 l'esploratore russo Nikolaj Prževal'skij raggiunse un lago terminale a sud-ovest della depressione classica del Lop Nur, che identificò con il Lop Nur. Questo specchio d'acqua divenne noto come Kara-Koshun. La posizione appariva incompatibile con le antiche carte cinesi, nelle quali il Lop Nur era situato più a nord. Sven Hedin propose all'inizio del XX secolo che il problema fosse dovuto alle periodiche variazioni del corso del Tarim: il fiume avrebbe alternativamente alimentato differenti depressioni terminali. L'interpretazione moderna è più complessa della semplice idea di un lago che «migra» fisicamente attraverso il deserto. Il sistema comprendeva diverse depressioni interconnesse e una rete di paleocanali; il trasferimento del corso terminale dei fiumi determinava la formazione, l'espansione o il prosciugamento di laghi in bacini differenti.

Evoluzione paleoclimatica Durante il Quaternario il settore orientale del bacino del Tarim ospitò laghi molto più estesi di quelli storici. Il Lop Nur contemporaneo rappresenta quindi soltanto l'ultima fase di una lunga successione di ambienti lacustri, fluviali, palustri e desertici. I sedimenti mostrano importanti oscillazioni idrologiche durante l'Olocene. Una ricostruzione basata su granulometria, pollini, sali solubili e ostracodi ha individuato fasi relativamente umide fra circa 9.000-8.900, 8.700-5.100 e 2.400-1.800 anni fa, separate da intervalli più aridi. Il periodo compreso fra circa 8.700 e 5.100 anni fa risulta il più umido degli ultimi nove millenni nella sequenza studiata, con maggiore afflusso d'acqua e salinità relativamente bassa. Dopo circa 1.800 anni fa si registra una tendenza verso condizioni generalmente più aride, sulla quale si sovrapposero variazioni a scala secolare e modificazioni dei corsi fluviali. Il rapporto tra queste oscillazioni e la storia degli insediamenti umani è complesso. La disponibilità d'acqua favorì lo sviluppo delle oasi, mentre modificazioni climatiche e idrologiche contribuirono al loro abbandono; gli studi più recenti sottolineano tuttavia che non è possibile ridurre la storia di centri quali Loulan a una singola causa climatica.

Prosciugamento moderno Nel XX secolo le modificazioni del sistema idrografico accelerarono fortemente. Le stime della superficie del Lop Nur negli anni trenta differiscono a seconda delle carte e della definizione del bacino utilizzata: ricostruzioni contemporanee e successive indicano valori dell'ordine di circa 1.900-3.000 km². A partire dalla metà del secolo, l'espansione dell'irrigazione, la costruzione di bacini artificiali e la derivazione delle acque nel medio e basso corso del Tarim e del Konqi ridussero drasticamente i deflussi verso la parte terminale del bacino. Nel 1952 interventi sul sistema Tarim-Konqi modificarono nuovamente la distribuzione delle acque terminali. Negli anni successivi il Lop Nur propriamente detto rimase privo di alimentazione stabile e il sistema lacustre terminale si ritirò verso Taitema. La letteratura utilizza date differenti per il «prosciugamento» del Lop Nur perché distingue fra il lago nella depressione principale e il più ampio sistema terminale del Tarim. La depressione centrale cessò di ospitare un grande lago permanente nel corso del XX secolo, mentre entro gli anni sessanta e settanta gli interventi antropici avevano sostanzialmente interrotto l'arrivo regolare delle acque del Tarim nel bacino. Nel 1972 la realizzazione del bacino di Daxihaizi contribuì ulteriormente alla riduzione del deflusso verso il basso Tarim. La perdita d'acqua provocò il deterioramento del cosiddetto corridoio verde del basso Tarim, formato soprattutto da boschi ripariali di Populus euphratica, tamerici e altre specie adattate agli ambienti aridi. Dal 2000 sono stati effettuati rilasci artificiali d'acqua lungo il basso Tarim con l'obiettivo di ripristinare parte degli ecosistemi ripariali e alimentare nuovamente il lago Taitema. Questi interventi hanno consentito la ricomparsa periodica di estese superfici d'acqua a Taitema, ma non hanno ricostituito il grande Lop Nur storico.

Nomi antichi Nelle fonti cinesi il lago appare con numerose denominazioni. Nello Shiji viene chiamato Yanze (鹽澤, «palude salata»), mentre lo Hanshu utilizza anche il nome Puchang Hai (蒲昌海, «mare dalle abbondanti canne»). Lo Hanshu descrive Puchang Hai come un grande bacino situato a oltre 300 li dai passi di Yumen e Yangguan, con dimensioni indicate nell'ordine di 300-400 li. Gli autori Han ritenevano erroneamente che le acque del lago proseguissero sottoterra e riemergessero più a est per alimentare il Fiume Giallo.

Archeologia

Le condizioni iperaride del Lop Nur hanno favorito una conservazione eccezionale di materiali organici. Tessuti, legno, cuoio, alimenti e corpi umani naturalmente mummificati sono sopravvissuti per millenni. Gli antichi insediamenti erano strettamente dipendenti dai corsi d'acqua e dalle oasi. Quando un fiume modificava il proprio corso o diminuiva di portata, intere zone potevano perdere rapidamente la capacità di sostenere una popolazione stabile.

Cultura di Xiaohe e mummie del Tarim

I siti più antichi della regione non possono essere identificati semplicemente con una «cultura tocaria». Le necropoli di Gumugou/Qäwrighul, Xiaohe e Beifang appartengono a quello che viene oggi definito orizzonte archeologico di Xiaohe, sviluppatosi nella prima e media età del bronzo. Gli individui più antichi di Gumugou risalgono all'incirca al 2135-1939 a.C., mentre i livelli più antichi di Xiaohe sono stati datati approssimativamente al 1884-1736 a.C. Le analisi paleogenomiche pubblicate nel 2021 hanno mostrato che gli individui più antichi studiati nel bacino del Tarim derivavano da una popolazione locale geneticamente molto isolata, caratterizzata da una forte componente ancestrale collegata agli antichi nord-eurasiatici (ANE). I risultati non sostengono le precedenti ipotesi secondo cui i fondatori dell'orizzonte di Xiaohe sarebbero stati migranti Afanasievo provenienti dalle steppe o popolazioni provenienti direttamente dal complesso archeologico battriano-margiano. Ciò non significa che queste comunità fossero culturalmente isolate. Al contrario, adottarono allevamento, coltivazioni e tecnologie provenienti da regioni vicine. Le proteine conservate nel tartaro dentale degli individui di Xiaohe dimostrano inoltre il consumo di latte di bovini, pecore e capre. Il rapporto fra queste popolazioni dell'età del bronzo e le successive lingue tocarie, documentate nel bacino del Tarim soltanto molti secoli più tardi, rimane irrisolto. I dati genetici non consentono quindi di definire gli abitanti di Xiaohe «Tocari».

Qäwrighul

A Qäwrighul, noto anche come Gumugou, furono individuate a partire dagli anni settanta numerose sepolture dell'età del bronzo. I corpi erano generalmente deposti distesi all'interno di fosse e accompagnati da cesti, tessuti di lana, grano, corna di bovini e ovicaprini, ornamenti in osso e perle di nefrite. Le sepolture più antiche appartengono allo stesso ampio orizzonte archeologico delle necropoli di Xiaohe.

Cimitero di Xiaohe