Di ideologia socialista, fu l'ultimo segretario nazionale del Partito Socialista Italiano (1993-1994), ministro della Repubblica (2000-2001) e presidente della Regione Abruzzo (2005-2008), carica dalla quale si dimise in seguito al suo arresto disposto dalla Procura di Pescara per questioni inerenti alla gestione della sanità privata. Fu membro della direzione nazionale del Partito Democratico.
Biografia Inizi e carriera sindacale
Nato a Collelongo (L'Aquila), figlio di un partigiano, dopo la licenza media serale si trasferì a Roma e iniziò il suo apprendistato sindacale nella sede romana dell'Istituto nazionale confederale di assistenza (INCA). Come sindacalista di area PSI, entrò a far parte della segreteria provinciale della FIOM di Roma e quindi approfondì la sua conoscenza del sindacato dei Metalmeccanici entrando a far parte dell'ufficio di organizzazione centrale della Federazione Impiegati Operai Metalmeccanici della CGIL (1968).
Proseguì la carriera sindacale, prima guidando per molto tempo la corrente socialista della CGIL, e successivamente diventando nel 1983 segretario aggiunto della CGIL durante la segreteria di Luciano Lama (1970-1986).
Carriera politica Tra gli anni '50 e '60 aderisce al Partito Socialista Italiano (PSI), dove dal 1962 al 1965 diresse la sezione romana della sua organizzazione giovanile, la Federazione Giovanile Socialista Italiana. Nel 1968 lascia l'attività di partito durante gli anni dell'Unificazione socialista tra PSI e Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI).
Durante il XLIV Congresso del PSI nel 1987 a Rimini, Del Turco, insieme a Giacomo Mancini, Franco Piro e Giorgio Ruffolo, fu protagonista di un intervento polemico sulla corruzione nel partito. Del Turco e gli altri tre dirigenti socialisti, con parole sgradevoli ai craxiani, parlarono di corruzione interna al partito, chiedono pulizia e invocano ordine nelle giunte locali.
Anni '90 A luglio 1992 lasciò il sindacato e un anno dopo divenne segretario nazionale del PSI subentrando a Giorgio Benvenuto, il quale sostituì provvisoriamente Craxi al momento dell'uscita di quest'ultimo dalla vita politica italiana. Il partito, sconvolto dall'inchiesta di Mani pulite, durante la sua segreteria si sfaldò, diventando prima SI (Socialisti Italiani) e poi SDI (Socialisti Democratici Italiani).
Alle elezioni politiche del 1994 Del Turco fu eletto alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di San Lazzaro di Savena per l'Alleanza dei Progressisti, in rappresentanza dei Socialisti Italiani; si iscrisse inizialmente al gruppo misto per poi aderire al gruppo parlamentare del Partito Democratico della Sinistra.
Durante la XII legislatura fu Vicepresidente della Commissione Affari Esteri.
Alle elezioni politiche del 1996 fu eletto senatore, nel collegio uninominale di Grosseto per L'Ulivo. Dall'inizio della legislatura fino al 6 febbraio 1997 fu presidente del gruppo parlamentare di Rinnovamento Italiano e in seguito aderì al gruppo misto, all'interno della componente dei Socialisti Democratici Italiani.
La sua attività politica si legò anche alla Commissione Antimafia, della quale fu presidente dal 1996 al 2000.
Ministro de L'Ulivo
Durante il secondo governo Amato (2000-2001) ricoprì l'incarico di Ministro delle Finanze.
Alle elezioni politiche del 2001 venne rieletto senatore per L'Ulivo: nonostante fosse stato sconfitto nel collegio uninominale dell'Aquila, venne comunque eletto in virtù del meccanismo del recupero proporzionale.
Elezione al Parlamento europeo Alle elezioni europee del 2004 si candida al Parlamento europeo, per la lista elettorale Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione Italia meridionale, risultando eletto europarlamentare come il penultimo degli eletti con 174.598 preferenze, dimettendosi da senatore il 19 luglio, per l'incompatibilità tre le due cariche, e venendo sostituito da Giovanni Legnini. Nel corso del mandato è stato presidente della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali, componente della Conferenza dei presidenti di commissione e della Delegazione per le relazioni con i paesi del Sud-est asiatico e l'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico, oltreché membro sostituto della Commissione per i problemi economici e monetari, della Delegazione per le relazioni con la Repubblica Popolare Cinese e della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia.
Presidente della Regione Abruzzo Alle elezioni regionali in Abruzzo del 2005 si candida alla presidenza della Regione, sostenuto dalla coalizione di centro-sinistra L'Unione formata da Democratici di Sinistra, La Margherita, SDI, Rifondazione Comunista, UDEUR, Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Verdi e PSDI, venendo eletto con il 58,24% dei voti e sconfiggendo il presidente uscente della Casa della Libertà Giovanni Pace (40,65%). Contemporaneamente si dimise da europarlamentare, venendo sostituito da Vincenzo Lavarra.
Nel 2007 fonda l'associazione Alleanza Riformista con l'intento di far confluire lo SDI nel Partito Democratico (PD). In seguito al congresso nazionale dello SDI, nel quale prevalse la linea opposta promossa dal segretario Enrico Boselli di far rinascere il PSI, abbandonò il partito per confluire con Alleanza Riformista nel PD. Dal 23 maggio 2007 fu uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il PD. Coinvolto in un'inchiesta giudiziaria sulla sanità abruzzese, presentò le dimissioni dalla carica di Presidente della Regione Abruzzo il 17 luglio 2008.
Morte Da tempo affetto da un tumore e dall'Alzheimer, morì a Collelongo, suo paese natale, il 23 agosto 2024 all'età di 79 anni. Dopo l'esposizione del feretro nella camera ardente del suo studio, si sono celebrate le esequie funebri presso la Chiesa di Santa Maria Nuova in presenza del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, del sindaco di Collelongo Rosanna Salucci e dello storico amico Bobo Craxi.
Controversie Questione Ortona Negli anni in cui fu presidente della regione Abruzzo, il suo nome si legò alla vicenda del Centro Oli di Ortona (Chieti), come favorevole al progetto di tale centro petrolchimico, contro la forte e netta opposizione della popolazione locale, allertata dal Comitato Natura Verde, e dei produttori vitivinicoli della zona. Dalle sue dichiarazioni del febbraio 2008 si evinse una forte convinzione del benessere derivante dalle royalty da parte dell'Eni, nonostante le preoccupazioni dell'Istituto Mario Negri Sud che dichiarò gravi danni alla salute nel suo documento di studio.
Questione Sale Bingo Un'inchiesta di Report del 1º ottobre 2002, intitolata "Dietro al Bingo", rivelò alcuni retroscena torbidi sulla "industrializzazione" del gioco della tombola (rinominata di fatto Bingo) e i coinvolgimenti politici. In particolare Milena Gabanelli sintetizzò dicendo "Imprenditori privati e multinazionali spagnole del gioco d'azzardo che hanno fiutato l'affare nel 1999 quando sotto il governo D'Alema il gioco della tombola diventa Bingo. Ma il decreto legge che lo rende operativo e che trasformerebbe in illegali tutte le tombole di quartiere nasce il 21 novembre 2000. Ministro delle Finanze Del Turco, Ministro del tesoro Vincenzo Visco". Furono coinvolti anche l'ex ministro Vincenzo Scotti, che cofondò, assieme a Luciano Consoli (in area D'Alema), "Formula Bingo", società nella quale fu presidente, che svolse consulenze per l'apertura delle sale bingo e ottenendo rapidamente 214 delle 420 concessioni promesse dalla normativa, grazie anche all'alleanza con Codere, una multinazionale spagnola del gioco d'azzardo. Scotti fu anche presidente di Ascob, l'associazione dei concessionari. Fu lo stesso Scotti, infatti, che in Senato fece pressione per rendere abusive le tombole nei circoli.
Procedimenti giudiziari Il 14 luglio 2008 fu arrestato dalla Guardia di Finanza a seguito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Pescara, insieme a una decina tra assessori, ex assessori, consiglieri e alti funzionari della Regione Abruzzo con l'accusa di associazione per delinquere, truffa, corruzione e concussione, nell'ambito di un'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Pescara sulla gestione della sanità di iniziativa privata in Abruzzo. L'accusa contestò globalmente movimenti di denaro per circa 14 milioni di euro, di cui 12,8 consegnati; la cifra contestata a Del Turco, Cesarone e Quarta per la presunta concussione e corruzione ammontò a 5 milioni e ottocentomila euro. L'inchiesta della procura pescarese si riferì alla seconda cartolarizzazione dei crediti vantati da cliniche private nei confronti delle ASL abruzzesi.
Poco dopo l'arresto si dimise da presidente e si autosospese da membro della Direzione Nazionale del PD. Del Turco venne detenuto nel carcere di Sulmona (L'Aquila) ventotto giorni, uscendone l'11 agosto a seguito di concessione degli arresti domiciliari da scontare nel paese natale di Collelongo. Il 16 luglio 2009 la Procura di Pescara dispose il sequestro preventivo di 28 tra beni mobili e immobili, per un valore totale di oltre 10 milioni di euro, riferiti ad alcuni indagati nella cosiddetta "Sanitopoli" abruzzese. A Ottaviano Del Turco vennero sequestrati due immobili, uno a Roma e l'altro in Sardegna. Il Giudice per le indagini preliminari confermò i «gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati per le ipotesi di corruzione e concussione».
Angelini disse negli interrogatori di aver versato 5,540 milioni di euro a Del Turco e gli altri: nel decreto venne riportato che «l'attività investigativa non ha ancora consentito di tracciare l'effettiva destinazione finale di tali rilevanti risorse economiche». L'8 gennaio 2010 furono pubblicati sulla "Stampa" gli atti giudiziari relativi all'inchiesta sulla sanità abruzzese che portò agli arresti nel luglio 2008 del presidente. All'articolo della Stampa rispose il 10 gennaio 2010 Sandra Amurri su Il Fatto Quotidiano.
Il 22 luglio 2013 Del Turco fu condannato in primo grado a 9 anni e 6 mesi di reclusione per i reati di associazione per delinquere, corruzione, concussione, tentata concussione e falso.
Il 20 novembre 2015 la Corte d'Appello dell'Aquila condannò Del Turco a 4 anni e 2 mesi di reclusione per i reati di associazione per delinquere e per induzione indebita. Del Turco fu invece assolto dalle accuse di corruzione e falso. I legali di Del Turco annunciarono ricorso in Cassazione.
Il 3 dicembre 2016 la Corte di Cassazione annullò con rinvio la condanna di Del Turco per l'accusa di associazione per delinquere. Fu invece confermata la condanna per induzione indebita.
Il 27 settembre 2017 la Corte d'appello di Perugia assolse Del Turco dall'accusa di associazione per delinquere perché "il fatto non sussiste" rideterminando la pena in 3 anni e 11 mesi (da 4 anni e 2 mesi); inoltre l'interdizione dai pubblici uffici venne trasformata da perpetua a 5 anni.
L'11 ottobre 2018 la Corte di Cassazione condannò definitivamente Del Turco a 3 anni e 11 mesi di reclusione per induzione indebita confermando la pena decisa nel 2017 dalla Corte di Perugia nell'appello-bis.
Note
Voci correlate Elezioni regionali in Abruzzo del 2005 Europarlamentari dell'Italia della VI legislatura Partito Socialista Italiano Presidenti dell'Abruzzo Ministri delle finanze della Repubblica Italiana Governo Amato II
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