Il baito è il tradizionale edificio per la raccolta del latte e la produzione di burro e formaggio nella montagna veronese della Lessinia.
Storia I baiti appartenevano a più allevatori spesso abitanti della medesima contrada i quali si consociavano per sostenere gli oneri della costruzione e del mantenimento della struttura. Due volte al giorno ad ore stabilite portavano il latte al baito. Ogni socio a turno lavorava tutto il latte consegnato durante un determinato periodo.
Descrizione L'architettura dei baiti è piuttosto semplice: un unico corpo di fabbrica diviso in tre vani, uno per conservare il latte, l'altro per lavorarlo; pareti in pietra, tetto in lastre di pietra, a due falde sostenuto da travature lignee.
I locali presenti sono:
logo del fogo (locale del fuoco): qui si trovava il camino; in questa stanza si trovava la zona destinata alla lavorazione del latte, e la zona di pernottamento del malgaro o malghese; logo del late (locale del latte): questo locale ha tipicamente forma semicircolare, è dotato di piccole finestre che consentono la circolazione dell'aria limitando l'ingresso di luce e calore; qui veniva conservato il latte, veniva anche lasciato riposare e sedimentare per farne affiorare la componente grassa. Questa operazione veniva svolta all'interno di specifici contenitori, chiamati "mastele"; meda (locale di mezzo): era l'ingresso dell'edificio, qui era posizionato il "bùcio", un cilindro in legno all'interno del quale scorreva uno stantuffo ligneo; casara: nella casara erano ospitate le "scalère", speciali incastellature all'interno delle quelli venivano poste a stagionare le forme di formaggio;
Elementi architettonici particolari In queste costruzioni sono riconoscibili tratti architettonici tipici che li fanno consentono di distinguere diversi modelli costruttivi, In particolare:
modello brenzonese, costituito da 3 locali: casara, logo del fogo, logo del late; modello caprinese: costituito da 2 locali: logo del fogo, logo del late. Note
Categoria:Architetture della provincia di Verona