Figlio di un proprietario di grandi fabbriche tessili nel Regno Unito e Prussia, fu amico e collaboratore di Marx, con cui scrisse lavori come L'ideologia tedesca (1846), rimasto inedito fino al 1933, e il Manifesto del Partito Comunista (1848), ottenendo un ruolo fondamentale per la nascita del marxismo e dei movimenti comunisti socialisti e operai. Fu un dirigente politico sia della Prima Internazionale (1864) sia della Seconda (1889). Altre opere importanti di Engels sono: lAnti-Dühring (1878) e L'evoluzione del socialismo dall'utopia alla scienza (1880).

Dopo la morte di Marx pubblicò il secondo e il terzo volume de Il Capitale (1885 e 1894), sistemandone gli appunti. Tale lavoro di sistemazione avrebbe dovuto riguardare anche gli appunti di Marx relativi alle Teorie sul plusvalore, ma morì prima della pubblicazione e Karl Kautsky le pubblicò come quarto volume de Il Capitale (1905–1910). Basandosi in gran parte sulle ricerche di Marx pubblicò L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato (1884).

Biografia Fra religione e democrazia

Engels nacque il 28 novembre 1820 a Barmen, al secolo il più importante centro industriale tedesco, nell'allora provincia prussiana di Jülich-Kleve-Berg (oggi Wuppertal, nella Renania Settentrionale-Vestfalia), in una famiglia benestante, primogenito dei nove figli di Friedrich Engels (1796–1860) e di Elisabeth Franziska Mauritia van Haar, detta Elise (1797–1873).Collected Works of Karl Marx and Friedrich Engels: Volume 2 (New York: International Publishers, 1975). Il padre è un proprietario di filande di cotone e un severo pietista (il pietismo è una corrente religiosa protestante indirizzata al misticismo e avversa a ogni forma di vita mondana e di diffusione della cultura) che non gli permette di terminare il liceo a Elberfeld, preferendo farlo lavorare dal settembre 1837 nel proprio ufficio commerciale di Barmen e l'anno dopo a Brema nella ditta di esportazioni del console sassone Heinrich Leupold.

A Brema, città libera e perciò culturalmente vivace, segue la vita politica, legge, studia musica e scrive poesie. Una di queste, che è il suo primo scritto pubblico, I beduini, appare il 16 settembre 1838 nel Bremisches Unterhaltungsblatt (Supplemento letterario di Brema): vi critica il drammaturgo August von Kotzebue e vi esalta Schiller. Sono gli anni in cui il movimento letterario più progressista è quello della Giovane Germania, che ha in Heinrich Heine, Karl Ludwig Börne e Karl Gutzkow gli esponenti di maggiore spicco mentre la corrente filosofica che attrae maggiormente gli spiriti liberali tedeschi è quella della sinistra hegeliana di Arnold Ruge, Bruno Bauer e David Friedrich Strauß.

Non ancora diciannovenne, nell'aprile 1839 pubblica con lo pseudonimo di Friedrich Oswald nel Telegraph für Deutschland (Telegrafo per la Germania), diretta da Gutzkow, l'articolo Lettere dal Wuppertal, descrivendo le miserabili condizioni di vita degli operai della propria regione: «Questo lavoro compiuto in stanze basse, nelle quali gli operai respirano più vapore di carbone e polvere che ossigeno, e per lo più sin dall'età di sei anni, è destinato a toglier loro la forza e la gioia di vivere». I padroni delle fabbriche, per lo più pietisti e mistici, che impiegano volentieri i bambini, potendoli pagare meno degli adulti, sono responsabili di questo stato di cose, aggravate dalla loro avversione per ogni forma di cultura: «Questa è l'attività dei pietisti nel Wuppertal; è incomprensibile che tutto questo possa accadere nel nostro tempo, ma sembra che anche lo scoglio dell'antico oscurantismo non possa più reggere di fronte alla tempestosa corrente del tempo».

È evidente la sua presa di distanza dalla religione paterna alla quale non ha del resto mai aderito, ma resta ancora un credente, o come egli stesso si definisce in quegli anni un «soprannaturalista liberale». In corrispondenza con la sorella Maria (1824–1901) e con gli amici nonché studenti di teologia, Friedrich e Wilhelm Graeber, scrive con entusiasmo della Rivoluzione francese del 1830, vedendo in essa un'affermazione delle idee democratiche: «Queste idee non hanno un carattere demagogico o anticristiano, com'è stato rimproverato, ma si fondano sul diritto naturale di ciascun uomo [...] partecipazione del popolo all'amministrazione dello Stato, ossia regime costituzionale; poi, emancipazione degli ebrei, abolizione di ogni oppressione religiosa e dell'aristocrazia del denaro».

Legge la Vita di Gesù di Strauß, che considera i Vangeli una raccolta di miti privi di verità storica, ma studia anche Friedrich Schleiermacher, il filosofo cristiano del sentimento religioso, cercando di conciliare sentimento e ragione per giungere a un rinnovamento della coscienza religiosa, ovvero «credere con il cuore», ma mantenendo un atteggiamento critico che respinga da sé ciò che è inaccettabile alla ragione. L'8 ottobre 1839 scrive scherzosamente all'amico Wilhelm Graeber: «Ora sono un seguace entusiasta di Strauß, sono armato di corazza e d'elmo, son sicuro di me... malgrado tutta la vostra teologia, voglio bastonarvi così bene che voi non saprete dove andare a nascondervi».

Lo studio di Strauß lo conduce all'hegelismo, scrivendo che «non diventerò un hegeliano incallito come Hinrichs, ma dovrò assimilare fin d'ora gran parte di questo sistema monumentale. Ho già adottato l'idea hegeliana di Dio, e con questo entro a far parte di coloro che Leo e Hengstenberg chiamano i moderni panteisti».

Continua a collaborare, oltre che con il Telegraph für Deutschland, al quale invia nel novembre 1839 un'altra relazione sulle condizioni di vita operaia della regione di Elberfeld, anche con il Morgenblatt für gebildete Leser (Giornale del mattino per lettori colti) di Stoccarda. In un articolo al Telegraph del gennaio 1841 si occupa della guerra di liberazione tedesca del 1813 combattuta contro Napoleone, scrivendo che allora «diventammo per un certo tempo la fonte del potere dello Stato, affermandoci come potere sovrano [...] dopo la guerra, gli uomini che avevano assunto un atteggiamento più risoluto [...] parvero pericolosi ai governanti» e riconosce i vantaggi della dominazione napoleonica in Germania, come l'adozione di un moderno codice civile e l'emancipazione degli ebrei, criticando invece la scuola storica tedesca del diritto, legata alla normativa delle corporazioni medievali e valorizza la moderna scuola di diritto del giurista Eduard Gans.

Giovane hegeliano

In un articolo dell'aprile 1841, ricordando lo scrittore Carl Leberecht Immermann (1796–1840), considera che le speranze di un miglior futuro per la Germania sono da riporre nei giovani, i quali una volta passati attraverso la scuola di pensiero hegeliano dovrebbero trascurare idee ormai superate e negative. A ottobre è a Berlino per compiervi il servizio militare, ricavandone una passione per la strategia e la tattica militare che sarebbe durata tutta la vita, tanto che quando diventa intimo amico di Karl Marx questi lo soprannomina «Il generale». Non perde comunque occasione di partecipare alla vita culturale della capitale prussiana, il centro della nuova filosofia.

Quello è anche l'anno in cui il governo affida a Friedrich Schelling la cattedra di filosofia dell'università, confidando che avviato alla fondazione di un pensiero irrazionalistico possa bilanciare le novità, considerate pericolose nei suoi sviluppi politici, della filosofia di Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Dal dicembre 1841 al maggio 1842 scrive tre articoli su Schelling, lo Schelling über Hegel (Schelling su Hegel), lo Schelling und die Offenbarung (Schelling e la rivelazione) e lo Schelling, der Philosoph in Christo (Schelling, il filosofo di Cristo), dove critica tanto le contraddizioni politiche di Hegel, che parte da premesse progressiste per giungere a conclusioni conservatrici, quanto la filosofia della rivelazione di Schelling che dichiara che «è razionale a priori e irrazionale a posteriori» allo scopo di reintrodurre al più alto livello del pensiero tedesco la fede nell'autorità, il misticismo e il dogma.

È socio del Doktorclub, il circolo dei giovani hegeliani liberali che hanno assunto il nome di Liberi (gli Hippelsche Freien) e collabora dall'aprile 1842 con la Rheinische Zeitung (Gazzetta Renana), il quotidiano di Colonia più progressista della Germania, dove denuncia la mancanza di libertà di stampa, la necessità di ottenere una costituzione liberale e la rottura dell'alleanza politica della Prussia con la Russia.

Una volta terminato il servizio militare l'8 ottobre 1842 torna a Barmen da dove deve raggiungere Manchester per occuparsi dell'azienda Ermen & Engels, di cui il padre è comproprietario. Passando per Colonia nella redazione della Rheinische Zeitung incontra Marx per la prima volta, ma è un incontro freddo perché questi ha appena rotto i rapporti con i Liberi, che giudica dei parolai politicamente inaffidabili mentre Engels è tuttora in rapporto con loro.

Nel Regno Unito Dal Regno Unito continua a inviare corrispondenze sulla situazione sociale inglese, considerando inevitabile una rivoluzione perché «solo il radicale abbattimento dell'aristocrazia nobiliare e industriale possono migliorare la situazione materiale del proletariato. Da questa rivoluzione violenta ancora li trattiene solo il rispetto della legge, tipico degli inglesi, ma [...] è prevedibile una generale disoccupazione e allora il timore di morire di fame sarà più forte del timore della legge [...] questa rivoluzione non sarà politica ma sociale».

Alle divisioni di classe corrisponde nel Regno Unito una precisa appartenenza di partito, scrivendo che «i tories s'identificano con i nobili e con i bigotti [...] mentre i whigs sono fabbricanti, commercianti, protestanti dissidenti. [...] [L]a classe media inferiore costituisce i cosiddetti radicali e, infine, il cartismo trae la sua forza dai proletari».

Ai Deutsch-französische Jahrbücher (Annali franco-tedeschi) diretti a Parigi da Marx e Ruge invia l'articolo Lineamenti di una critica dell'economia politica, rilevando come le rivoluzioni del Settecento siano state unilaterali e parziali, passando da un estremo all'altro, opponendo «all'astratto spiritualismo l'astratto materialismo, alla monarchia la repubblica, al diritto divino il contratto sociale [...] il materialismo non ha attaccato il disprezzo e la mortificazione cristiana dell'uomo, ma si è limitato a opporre al dio cristiano la natura come assoluto; la politica non ha preso in esame i presupposti dello Stato in sé e per sé; all'economia non è venuto in mente di interrogarsi della legittimità della proprietà privata».

Sono analisi molto vicine a quelle che Marx va elaborando in questi anni: «Come il capitale è stato separato dal lavoro, così ora il lavoro si scinde nuovamente; il prodotto del lavoro gli si contrappone, separato, come salario [...] sopprimendo la proprietà privata, cadrà anche quest'innaturale separazione, il lavoro diventa salario a sé stesso, mostrando il vero significato del lavoro alienato».

Con questo scritto formalizza il suo passaggio dall'idealismo al materialismo e al comunismo. La dialettica hegeliana, utilizzata dal suo fondatore per fare della natura e della storia umana del passato la creazione di uno «spirito assoluto», senza tuttavia utilizzarla a indagare delle società presenti e future, serve a Engels per riconoscere la transitorietà delle formazioni sociali.

A Manchester conosce Mary Burns, un'operaia irlandese con la quale convive. Frequenta i circoli cartisti e il direttore del giornale The Northern Star, George Julian Harney. Collabora inoltre con il New Moral World, quotidiano di Robert Owen, pubblicandovi articoli sui movimenti socialisti tedeschi, francesi e svizzeri, sui loro maggiori esponenti quali Henri de Saint-Simon, Charles Fourier, Étienne Cabet, Pierre Leroux, Pierre-Joseph Proudhon e Wilhelm Weitling e sulle teorie filosofiche tedesche.