Il Gruppo di Ur è stato un sodalizio esoterico italiano rivelatosi a partire dal 1927, dal quale prese il nome la serie, a cadenza mensile, dei fascicoli di "UR" (1927-28). Il nome viene dall'espressione fonetica u-r, esistente nel caldeo e nel runico col significato rispettivamente di fuoco e di toro o ariete, oltre che come prefisso «ur-» nel tedesco a indicare qualcosa di primigenio, di antico.p. 213 in D. Z. Lycourinos (2012)

Storia Il Gruppo apparve nel gennaio del 1927. Dal romanzo Amo dunque sono di Sibilla Aleramo tuttavia, ch'ella pubblicava in quell'anno rievocando proprie vicende sentimentali e intellettuali nel 1925-26 con Julius Evola e Giulio Parise,Simone Caltabellota, Un amore degli anni Venti: storia erotica e magica di Sibilla Alearmo e Giulio Parise, Milano, Ponte Alle Grazie, 2015. si deduce che il Cenacolo iniziatico era attivo almeno dal 1926.

Fondato da Julius Evola, tra i primi aderenti vi furono anche Arturo Reghini, portatore dell'indirizzo neopitagorico della Schola Italica di Armentano,p.215 Gary Lachman (2012) e Giovanni Colazza, discepolo di Rudolf Steiner, appartenente al solco dell'esoterismo cristiano. Costoro accolsero attorno a sé varii cercatori votati all'ascesi iniziatica, uniti dalla condivisione di analoghi studi esoterici,J. Godwin (2012) per rivitalizzare la tradizione perenne degli antichi misteri.

Julius Evola fu il primo direttore della rivista UR. La consistenza del Gruppo è rimasta celata ma si stima tra le dodici e le quindici personep. 203 M. Sedgwick (2009). Evola rapidamente allargò la sua influenza sulla rivista del Gruppo, fino a esautorarne al termine del 1928 Arturo Reghini e il discepolo di questi Giulio Parise. Forti dissapori personali con Parise avevano difatti condotto a una scissione nel gruppo stesso, dopo la quale, nel gennaio del 1929, Evola fondò una nuova rivista dal nome Krur.

Il Gruppo di Ur si dichiarava indipendente da scuole o tendenze esoteriche formatesi in epoca moderna e contemporanea, come la teosofia, la massoneria, lo spiritismo, ecc., richiamandosi semmai a una tradizione universale anteriore a forme dottrinali particolari. Oltre ad ermetisti e kremmerziani, al suo interno furono accettati pure alcuni cattolici e una significativa componente di steineriani,Pag. 83 in G. De Turris (2006). la cui antroposofia, rigettando ogni sorta di medianità a favore di un approccio «solare» il più possibile attivo e cosciente ai temi dell'occulto, ispira senza dubbio gran parte degli aderenti al Gruppo.p. 271 Staudenmaier (2014)

Obiettivi del Gruppo Già nel 1925 Evola aveva auspicato la formazione di un'«élite spirituale» quale rimedio ai tumulti sociali dell'epoca, per un fascismo della «potenza» anziché della «violenza», capace di guidare le masse piuttosto che inseguire il loro favore. Come riferisce lui stesso, l'obiettivo del Gruppo di Ur fu duplice:Julius Evola, Il Cammino del Cinabro, cap. 5, "Il Gruppo di Ur", terza edizione corretta e aumentata, a cura di Gianfranco de Turris, Andrea Scarabelli, Giovanni Sessa, Roma, Edizioni Mediterranee, 2014. suscitare una forza sovrasensibile capace d'aiutare i singoli membri nel lavoro di sviluppo dei propri poteri spirituali; indirizzare questa forza superiore, già individualizzata, verso l'ambiente sociale generale, rettificando dietro le quinte della storia tutte le altre forze influenti nel proprio tempo.

Vennero costituite filiali operative del Gruppo a Roma e in altre città della Penisola: le cosiddette «catene»,Opus magicum: le catene, cap. X, in Ur 1927, e Istruzioni di catena, cap. II in Ur 1928. ossia energie collettive basate su intenti ed esercizi comuni,Spesso tali esercizi ricalcavano quelli antroposofici insegnati da Steiner per lo sviluppo spirituale, cfr. delle quali risulta maggiormente descritta solo quella nella città di Genova,Esperienze di catena, in Krur 1929, articolo che però non è stato ripubblicato nelle ristampe di Introduzione alla Magia, cfr. di cui sono ignoti i componenti della catena, se non che fosse costituita da cinque persone e che il suo direttore era un ex appartenente alla "Fratellanza di Myriam" fondata da Giuliano Kremmerz. Queste catene, presenti anche in altre tradizioni esoteriche, come i Rosacroce, sono formate da gruppi di persone legate da una trasmissione iniziatica, che si riuniscono per riallacciare il contatto individuale diretto col mondo celeste, e per cercare di influenzare anche persone ed eventi.

A questo riguardo Evola annota nella sua autobiografia Il cammino del Cinabro come lo stesso Mussolini avesse temuto il pericolo di un'azione magica a distanza nei suoi confronti da parte del Gruppo di UR,Julius Evola, Il Cammino del Cinabro, cap. 5, "Il Gruppo di Ur", op. cit. cosa che sarebbe pure stata in loro potere, fino a quando non conobbe il reale scopo, esclusivamente spirituale, delle catene.G. Tauton (2014)

Il Duce del resto aveva già subito tre attentati a partire dal 1926, ai quali non sarebbero state estranee certe «piste» occultistiche.Pag. 246 et al. in G. De Turris (2006). Per quanto riguarda l'operatività del Gruppo, in realtà, secondo Gary Lachman si sarebbero effettivamente svolti dei rituali per influenzare semmai il fascismo e farvi affluire lo spirito guerriero e virile dell'antica Roma;p.216 Gary Lachman (2012) non si trattava in ogni caso di un ritorno al paganesimo nelle sue forme esteriori e dogmatiche, bensì di un recupero del nucleo esoterico e primordiale della tradizione italico-romana.

Avversari e simpatizzanti Il Gruppo di Ur attirò sia avversari che simpatizzanti. In ambito cattolico esso venne attaccato nel 1927, dalle pagine di Studium, da Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI e al tempo assistente centrale ecclesiastico della FUCI, con l'accusa «di abuso di pensiero e di parole, [...] di aberrazioni retoriche, di rievocazioni fanatiche, di superstiziose magie».p. 150 in G. De Turris (2006)

Tra i fautori del Gruppo invece si è inteso annoverare nei suoi stessi membri, impropriamente dato che durante il periodo in cui fu attivo ella già si trovava, notoriamente, in Egitto e da lì non fece mai più ritorno in Italia, Maria de Naglowska, occultista russa amica di Evola e teorizzatrice della magia sessuale, che sino alla metà degli anni '20 aveva vissuto a Roma.p. 152 Hugh B. Urban Attento studioso degli scritti esoterici-iniziatici di UR fu inoltre l'antropologo Mircea Eliade, come si evince da un suo racconto terminato di comporre nel 1941.p.222-223 Gary Lachman (2012) Il suo interesse verso il gruppo si spiega facilmente come aspetto del suo interesse giovanile verso ogni espressione di arcane dottrine, occidentali come dell'antico Oriente indiano.p. 109 M. Sedgwick (2009)

La firma dei Patti Lateranensi nel 1929, con la conseguente scomparsa di atteggiamenti anticlericali da parte del fascismo e il suo avvicinamento politico al Vaticano, vanificarono la possibilità da parte del Gruppo di Ur di promuovere una trasformazione del fascismo causando al sodalizio vari problemi,Paul Furlong, The Social and Political Thought of Julius Evola: Londra, Routledge, anno 2011, pagina 88, Julius Evola, Il Cammino del Cinabro, 1963 che portarono al suo scioglimentop. 56 Nicholas Goodrick-Clarke (2003).

Dopo la seconda guerra mondiale un altro sodalizio tentò di riprendere in Italia l'attività del Gruppo di Ur: il Gruppo dei Dioscuri,p. 753 M. Introvigne (2006) il quale operò a Roma, Napoli, Messina e Milano, e diversamente dal Gruppo di Ur, ebbe al centro del proprio intento operativo la "tradizione romana prisca".

Il nome del gruppo ed il suo significato secondo G.B. Forster "ha indubitabilmente ispirato ad Umberto Eco" la definizione di Ur-fascismovedi nota 37 in p. 137 G.B. Forster (2016) that undoubtedly inspired Umberto Eco's famous 1955 article on "Ur-fascism", da lui descritto in un articolo sul New York Review of Books del 1995, in cui discute e descrive gli aspetti attorno ai quali il fascismo si forma e si coagula.

La rivista

Espressione dei lavori interni al Gruppo di Ur fu la rivista, nella quale gli autori degli articoli si firmavano con uno pseudonimo, perché piuttosto che pubblicizzare la propria persona preferivano diffonderne il pensiero. Direttore della rivista fu Julius Evola come appare sulla copertina del 1927; insieme ai "curatori" Pietro Negri (alias Arturo Reghini) e Giulio Parise in quella del 1928; di nuovo e solamente Evola nel 1929, quando il nome della rivista fu cambiato in KRUR.

UR e KRUR Nelle riviste di UR e KRUR vennero pubblicati parecchi testi ermetico-alchemici come la Turba philosophorum, altri di natura filosofica e rituale di varia provenienza. Vi sono testi antichi come lAPATHANATHISMOS, rituale di Mithra noto anche come Gran Papiro Magico di Parigi, la prima traduzione italiana di "LUCE" , dall'originale greco confrontato con la versione tedesca di Dietercich e con quella inglese del Mead, con introduzione e commento di EA, LEO, LUCE e Pietro Negri," esso conterebbe l'unico rituale degli antichi Misteri che sia pervenuto completo fino a noi, in una redazione che data con ogni probabilità al principio del quarto secolo d.C." ; estratti dal de Mysteriis di Giamblico, i Versi d'oro di Pitagora, uno scongiuro magico pagano, Massime di saggezza pagana di Plotino, rinascimentali (De Pharmaco Catholico, un codice "plumbeo" alchemico italiano, la Clavis Philosophiae Chemisticae di Gerard Dorn, La dignità dell'uomo di Pico della Mirandola), moderni (brani tratti da Il Golem e Il volto verde di Gustav Meyrink, il saggio Prospettive tratto da Musica delle fonti di Otokar Březina), testi di Aleister Crowley, Giuliano Kremmerz e orientali (un brano del primo capitolo del Kulārṇava Tantrap. 155 H.B. Urban (2006), alcuni passi del Majjhima Nikaya, brani dal mantra tantrico Shri chakra sambhara, tre canti di Milarepa).

La rivista uscì con il nome di Ur negli anni 1927 (10 fascicoli, di cui due doppi) e 1928 (8 fascicoli, di cui quattro doppi), mentre il 1929 vide la fine della fase operativa del Gruppo con l'uscita di Reghini e Parise, coi quali rimase concorde anche Aniceto Del Massa. Reghini e Parise vennero tacciati da Evola di voler mettere la rivista sotto il controllo diretto della massoneria del Grande Oriente d'Italia (le cui logge peraltro erano già state sciolte da anni e di fatto erano in esilio).

La pubblicazione della rivista, sempre sotto la direzione di Evola, riprese col cambio di nome in Krur (8 fascicoli, di cui due doppi), pubblicando interventi anche di autori che lo avevano abbandonato ma dei quali il barone possedeva ancora vari testi. Tutto ciò, portò ad una breve battaglia legale con Reghini il quale accusò Evola di diffamazione e plagiop. 215 Gary Lachman (2012). Il nome della nuova rivista era tratto dal sumero k-r, k-u-r ossia residenza, casa, montagna e forza, e i suoi contenuti includevano anche una componente nazionalisticap. 154 H.B. Urban (2006).

Cessazione delle attività Nel dicembre 1929 fu pubblicato l'ultimo numero di Krur, sul quale Evola annuncia ufficialmente lo scioglimento del Gruppo, in cui del resto già non operavano più le catene magiche dei due anni precedenti, col proseguimento della propria attività filosofica su nuova rivista dal titolo La Torre, della quale saranno editi 10 numeri (dal febbraio al giugno 1930): questa fu poi indotta a chiudere, a seguito di un intervento di Achille Starace, per certe prese di posizione ostili all'operato del regime fascista.

Alla rivista La Torre collaborarono alcuni aderenti al Gruppo di Ur: Guido De Giorgio (con lo pseudonimo di Zero), Girolamo Comi, Domenico Rudatis, Emilio Servadio. La vedova di Arturo Onofri, deceduto alla fine del 1928,Il Gruppo di UR alla voce "Arom, Oso e Taurulus", § 6.5, e "I Cattolici", § 7, in «Quaderni del Gruppo Di Ur», XVII, agosto 2006 – novembre 2007. acconsentì alla pubblicazione sulla Torre di una lirica del poeta e antroposofo, amico d'Evola.

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