La chiesa di Santa Maria degli Angioli è un edificio religioso tardoromanico che si trova a Lugano Centro.

Storia La costruzione della chiesa ebbe inizio il 17 febbraio 1499, come attesta una lapide ancora visibile nella parete sud, per iniziativa della popolazione luganese e sotto la guida spirituale dei francescani osservanti provenienti dal convento di San Francesco. L'iniziativa sorse in un momento di rinnovamento religioso e civile del borgo, segnato da due eventi che ne determinarono il valore simbolico: la pacificazione delle fazioni cittadine guelfe e ghibelline, sancita nel 1496 con un solenne giuramento in presenza di fra' Silvestro da Siena, discepolo di Bernardino da Siena, e la fine dell'epidemia di peste del 1498, durante la quale i frati francescani prestarono soccorso alla popolazione.

La chiesa, dedicata a Santa Maria degli Angeli, fu completata nel 1515 e consacrata il 26 giugno dello stesso anno dal vescovo Antonio Rusconi di Como. L'area, situata al margine meridionale del borgo e lungo la strada commerciale verso Milano, costituiva un punto strategico per l'accoglienza dei viaggiatori e per la predicazione francescana.

Nel 1525 venne aggiunto il convento annesso, dotato di chiostro, biblioteca e orto. Per tutto il XVI secolo il complesso svolse un ruolo centrale nella vita spirituale della città: da qui partirono numerose missioni popolari nel Sottoceneri e nel Mendrisotto e si formarono i predicatori francescani che operarono anche oltre i confini ticinesi.

Durante il XVII secolo furono costruite nuove cappelle laterali e vennero aggiunti arredi lignei e dipinti di artisti locali, tra cui Bartolomeo da Ponte Tresa e Giuseppe Antonio Petrini. Il convento, tuttavia, fu oggetto di più crisi: nel 1798, con l'invasione francese, i frati furono temporaneamente espulsi, mentre dopo la soppressione dei conventi decretata dal governo cantonale nel 1848, la comunità venne definitivamente sciolta. Gli edifici conventuali furono in parte demoliti e in parte riconvertiti.

Nel 1855 l'imprenditore e architetto Luigi Clerichetti acquistò l'area dell'ex convento e progettò il Grand Hotel Palace, primo grande albergo di lusso di Lugano. Per far spazio alla nuova costruzione furono murate tre finestre della parete sinistra della chiesa e venne aperto il grande rosone sulla facciata. Restò comunque intatta la navata con il celebre ciclo di affreschi di Bernardino Luini, che nel frattempo aveva acquisito fama internazionale grazie agli studi di Johann Rudolf Rahn e di Giuseppe Martinola.

Nel XIX secolo furono condotti diversi interventi di restauro sugli affreschi, in particolare tra il 1850 e il 1859, a cura della Commissione dei monumenti d'arte del Canton Ticino e di restauratori milanesi, che rimossero parzialmente gli intonaci danneggiati e consolidarono le superfici dipinte.

Durante il XX secolo la chiesa conobbe ulteriori lavori di conservazione e di valorizzazione. Nel 1929 venne ricostruita parte del tetto e consolidata la facciata, mentre tra il 1970 e il 1983 furono effettuati restauri completi sotto la supervisione dell'Ufficio dei beni culturali del Cantone Ticino. Nel 2015, in occasione del cinquecentenario della consacrazione, è stato completato un intervento di restauro globale con la riapertura del chiostro e la valorizzazione museale degli ambienti superstiti del convento.

Oggi la chiesa, divenuta una delle mete più visitate del Canton Ticino per il valore artistico dei suoi affreschi rinascimentali, è anche sede di eventi culturali e di iniziative musicali organizzate in collaborazione con il Museo d'arte della Svizzera italiana (MASI) e la Città di Lugano.

Descrizione

La chiesa presenta un impianto semplice e compatto, tipico delle costruzioni francescane di fine Quattrocento. L'edificio, orientato lungo l'asse nord-sud, si affaccia sull'odierna piazza Bernardino Luini e costituisce uno dei principali punti di riferimento del nucleo storico cittadino.

Esterno L'esterno, costruito in muratura intonacata e pietra locale, si distingue per la sobria facciata a capanna, priva di decorazioni e coronata da un timpano triangolare. Al centro si apre un ampio rosone circolare, realizzato nel XIX secolo durante la trasformazione dell'ex convento, mentre il portale ligneo principale conserva l'impostazione originaria del XV secolo, con architrave monolitica e cornice in pietra di Saltrio. Ai lati si trovano due piccole finestre rettangolari, aggiunte durante i restauri ottocenteschi per migliorare l'illuminazione interna.

Il prospetto laterale meridionale, rivolto verso il lago, conserva porzioni dell'intonaco originario e tracce di antichi affreschi devozionali. Sul retro, l'abside rettilinea si raccorda ai resti del chiostro francescano e agli ambienti un tempo destinati alla vita monastica. L'attiguo convento, rimaneggiato più volte tra XIX e XX secolo, mantiene ancora oggi il perimetro del chiostro seicentesco, parzialmente restaurato nel 2015 in occasione del cinquecentenario della chiesa.

Interno

L'interno è a unica navata, con copertura a capriata lignea e archi trasversali a sesto acuto che scandiscono le campate. Le pareti laterali, originariamente prive di intonaco, conservano frammenti di affreschi e iscrizioni devozionali quattro–cinquecentesche.

L'elemento architettonico più caratteristico è il grande tramezzo affrescato che divide l'aula dal presbiterio, su cui si estende la monumentale Passione e Crocifissione di Cristo di Bernardino Luini (1529–1532). Alla base del tramezzo si aprono tre arcate a tutto sesto con decorazioni profetiche e figure di santi, mentre i pilastri sono ornati da immagini di San Sebastiano e San Rocco.

Sul lato sinistro della navata si conserva lUltima Cena, pure del Luini, già nel refettorio del convento, e varie riproduzioni del trigramma bernardiniano IHS. A destra si aprono quattro cappelle: una con la Madonna col Bambino Gesù e San Giovanni Battista (1530), altra con affreschi della scuola del Bramantino, raffiguranti la Adorazione dei Magi, la Fuga in Egitto e storie mariane databili agli anni 1520–1530.

Il presbiterio, più elevato rispetto all'aula, è decorato da un ciclo di affreschi con vedute simboliche di Gerusalemme e del Monte degli Ulivi e ospita un altare maggiore ligneo del XVIII secolo, proveniente dall'ex convento di Santa Croce in Boscaglia di Como.

All'interno sono inoltre conservate opere di Bartolomeo da Ponte Tresa, del Codolo e di Giuseppe Antonio Petrini, che arricchiscono il percorso devozionale delle cappelle laterali.

Organo e arredi

Sulla parete del tramezzo, in una grande nicchia adattata a cantoria, si trova l'organo a canne Mascioni opus 861 (1965), a trasmissione elettro-pneumatica con due tastiere di 61 note e pedaliera concavo-radiale di 32. L'arredo ligneo include un coro di semplice fattura e un insieme di balaustre in marmo d'Arzo, frutto dei restauri ottocenteschi.

Il complesso decorativo di Santa Maria degli Angioli, esempio significativo del Rinascimento lombardo in Svizzera, unisce alla sobrietà architettonica francescana una straordinaria ricchezza pittorica, che ne fa uno dei monumenti più rappresentativi della cultura artistica ticinese.

Note

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Voci correlate Tramezzo affrescato Bernardino Luini Bartolomeo da Ponte Tresa Giuseppe Antonio Maria Torricelli

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