La Casa pontificia (fino al 1968 Corte pontificia). è l'insieme delle persone che assistono il papa gestendo il cerimoniale e il protocollo sia delle cerimonie religiose sia delle attività civili. Al suo ordine ed all'organizzazione delle attività sovrintende la prefettura della casa pontificia.

Con il motu proprio Pontificalis domus del 28 marzo 1968, papa Paolo VI ne mutò la denominazione, conservando in linea di principio la distinzione fra Cappella pontificia e Famiglia pontificia, stabilendo contestualmente la divisione della seconda in due sezioni, una ecclesiastica e una laica.

Componenti storici ante riforma Prima che fosse abolita nel 1968 da papa Paolo VI, la denominazione Corte pontificia è stata usata per diversi secoli per indicare la struttura organizzativa costituita da vari ranghi di religiosi, civili, militari, inservienti e altro personale, incaricata all'interno dei palazzi apostolici dello svolgimento di particolari cerimonie, sia di carattere religioso sia di carattere diplomatico e civile, oltre che della protezione, assistenza e cura della persona del Pontefice e dei palazzi apostolici.

Era suddivisa in due componenti principali: la Cappella pontificia, che forniva assistenza al papa nelle sue funzioni di capo spirituale della Chiesa cattolica, soprattutto nelle cerimonie religiose; la Famiglia pontificia, che lo assisteva nella sua funzione temporale di sovrano della Chiesa e capo di Stato nonché nello svolgimento delle attività quotidiane.

Cappella pontificia La Cappella pontificia era composta dagli ecclesiastici che partecipavano alle sacre cerimonie con gli abiti liturgici o, secondo i casi, con quelli propri del loro grado e ufficio..

Come in tutte le chiese cattedrali o collegiate, l'ufficio divino si teneva nella Corte papale con cadenza quotidiana, fino al XIX secolo, durante il quale il servizio liturgico cessò di essere quotidiano e fu limitato ad alcune circostanze e solennità straordinarie.. Dopo il ritorno da Avignone, l'ufficio ordinario, quando il papa risiedeva nel Vaticano, si celebrava nella cappella Sistina., mentre i più solenni avevano luogo nella basilica di San Pietro, che non bisogna confondere con la sua cattedrale come vescovo di Roma, che è la basilica di San Giovanni in Laterano.

Prima del 1968, nella Cappella pontificia bisognava distinguere: i dignitari, collegi e uffici che assistevano alle cerimonie al seguito del Pontefice; i ministri e inservienti.

Il corteo papale veniva svolto in considerazione di ben determinate precedenze, di seguito elencate: Dignitari, collegi e ordini il collegio dei cardinali i patriarchi, i primati, gli arcivescovi e i vescovi assistenti al soglio pontificio il vice camerlengo di Santa romana Chiesa (Prelato di Fiocchetto) i principi assistenti al soglio (i due capi delle famiglie Colonna e Orsini, famiglie designate al compito di rappresentanza della nobiltà romana da papa Giulio II e che a turno svolgevano assistenza al trono papale durante le cerimonie, in seguito anche Alessandro Torlonia) l'uditore generale della Camera Apostolica (Prelato di Fiocchetto) il tesoriere generale della Camera Apostolica (Prelato di Fiocchetto) il maggiordomo di Sua Santità (Prelato di Fiocchetto, soprintendente responsabile del Palazzo Apostolico, incaricato altresì dell'organizzazione delle cerimonie e delle udienze pontificie)Con la riforma di Pio VI la carica ha assunto la nuova denominazione di Aiutante di camera di Sua Santità. il Ministro dell'interno il segretario delle sacre congregazioni il segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica il decano del Tribunale della Rota Romana arcivescovi e vescovi non assistenti al soglio il collegio dei protonotari apostolici (anticamente denominati notarii in Urbe): protonotari di numero partecipanti protonotari soprannumerari protonotari ad instar participantium protonotari titolari l'archimandrita del Santissimo Salvatore il commendatore di Santo Spirito (direttore dell'arcispedale di Santo Spirito in Saxia) il reggente della cancelleria l'abate nullius di Montecassino gli abati generali e i canonici regolari degli Ordini monastici i generali e vicari generali degli Ordini mendicanti il magistrato romano il gran maestro del Sacro Ospizio i prelati uditori del Tribunale della Rota Romana Il maestro del Sacro Palazzo (teologo del papa, per tradizione appartenente all'ordine domenicano)Con la riforma di Pio VI la carica ha assunto la nuova denominazione di Teologo della Casa Pontificia. i prelati chierici della Camera Apostolica (incaricati dell'amministrazione dei beni temporali della Chiesa) i prelati votanti della Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica gli abbreviatori del parco maggiore i ministri assistenti all'altare i maestri delle cerimonie il supplente del maestro del Sacro PalazzoEntra in carica in sua assenza i camerieri segreti partecipanti i camerieri segreti suprannumerari e i camerieri d'onore in abito paonazzo il collegio degli avvocati del sacro Concistoro (peroravano le cause che si trattavano in Concistoro) i cappellani segreti, d'onore e comuni i chierici segreti i procuratori generali degli Ordini mendicanti il predicatore apostolico il confessore della Famiglia pontificia il collegio dei procuratori dei Sacri palazzi apostolici (incaricati di patrocinare le cause avanti al Tribunale della Rota Romana e della difesa dei poveri)

Ministri e inservienti monsignor sacrista di Sua SantitàCon la riforma di Pio VI la carica ha assunto la nuova denominazione di Vicario generale per la Città del Vaticano. i canonici delle basiliche patriarcali (servivano da ministri consacrati nelle messe della Cappella pontificia) i camerieri segreti (membri del collegio dei maestri delle cerimonie pontificie)Con la riforma di Pio VI la carica hanno assunto la nuova denominazione di Cappellani di Sua Santità. la cappella musicale pontificia il sottosagrista i chierici della Cappella pontificia: partecipanti soprannumerari gli accoliti ceroferari (portavano i candelabri nelle processioni) i maestri ostiari di Virga rubea il custode delle sacre tiare i mazzieri (portavano la mazza d'argento, simbolo di autorità, nelle cerimonie) partecipanti soprannumerari i cursori apostolici (uscieri che dovevano consegnare a domicilio i documenti che recavano il sigillo del maggiordomo, dal quale dipendevano direttamente)

Famiglia pontificia

Era costituita di tutte le persone che esercitavano un incarico palatino (quindi risiedevano nel Palazzo del Laterano) al servizio diretto di Sua Santità, le quali potevano essere classificate in tre categorie: Cardinali palatini e nobile anticamera segreta; Stato maggiore dei Corpi armati; Cappellani, dignitari minori e famigli. I chierici formavano la "Casa ecclesiastica del papa"; i comandi dei Corpi armati formavano la "Casa militare del papa" e i dignitari laici formavano la "Casa civile del papa". Di seguito le tre categorie vengono espanse:

Cardinali palatini e nobile anticamera segreta i cardinali palatiniCarica abolita dal motu proprio di Paolo VI. il datario il segretario di Stato i prelati palatiniCarica abolita dal motu proprio di Paolo VI. Vengono aboliti anche i ruoli di Maestro di Camera, Uditore di Sua Santità e Sottodatario. il maggiordomo di Sua Santità il maestro di camera l'uditore di Sua Santità (consigliere del papa in materia giudiziaria) il maestro del Sacro Palazzo l'elemosiniere segretoCon la riforma di Pio VI la carica ha assunto la nuova denominazione di Elemosiniere di Sua Santità. il segretario dei brevi ai principi il segretario della cifra il sottodatario di Sua Santità il segretario delle lettere latine i camerieri segreti partecipanti: il coppiere il segretario delle ambasciate (consegnava ai visitatori i regali offerti da Sua Santità) il guardaroba (incaricato del vestiario papale) monsignor sacristaCon la riforma di Pio VI la carica ha assunto la nuova denominazione di Vicario generale per la Città del Vaticano. Le altre tre cariche sono state abolite i prelati domestici (chierici benemeriti che il papa insigniva di questo titolo puramente onorifico e che assistevano alle cappelle papali in cornu Epistolae, alla destra dell'altare)Con la riforma di Pio VI la carica ha assunto la nuova denominazione di Prelato d'onore di Sua Santità. i camerieri segreti del collegio dei maestri delle cerimonie pontificie (incaricati di dirigere le cerimonie nelle cappelle papali e in altre funzioni che si celebravano nelle basiliche patriarcali romane) i camerieri segreti soprannumerari di Sua Santità (a loro spettava il servizio, non remunerato, di anticamera sotto la direzione del maestro di camera; per gli altri compiti dipendevano dal maggiordomo) i camerieri d'onore in abito paonazzo (a loro spettava il servizio onorario di anticamera nella sala del trono) i camerieri d'onore extra Urbem (godevano dei privilegi e dei titoli di familiari del papa, però solo fuori da Roma e i loro doveri erano specificati nel biglietto di nomina) i camerieri d'onore di cappa e spada (prestavano servizio nella sala del trono)Con la riforma di Pio VI la carica ha assunto la nuova denominazione di Gentiluomini di Sua Santità. di numero (quattro) soprannumerari il reggimento delle Guardie nobili (soppresso nel 1970) il capitano comandante il capitano il vessilifero ereditario di Santa romana Chiesa, che portava il gonfalone o stendardo papale e apparteneva alla famiglia dei marchesi Patrizi Naro Montoro, marchesi di baldacchino i tenenti il sottotenente gli esenti i camerieri segreti di cappa e spada partecipanti (nobili laici) il gran maestro del Sacro Ospizio; il foriere maggiore dei sacri palazzi apostolici (gli era affidata la preparazione materiale dei trasferimenti pontifici e apparteneva alla famiglia dei marchesi Sacchetti, marchesi di baldacchino) il cavallerizzo maggiore di Sua Santità (sovrintendeva le scuderie papali e apparteneva alla famiglia dei marchesi Serlupi Crescenzi, marchesi di baldacchino) il soprintendente generale delle poste (l'antico organizzatore dei viaggi papali, che apriva e chiudeva la porta della carrozza pontificia e apparteneva alla famiglia dei principi Massimo, già marchesi di baldacchino) i latori della Rosa d'oro (consegnavano ai destinatari la Rosa d'oro) il segretario per le ambasciate (riceveva i regali portati al papa dai visitatori) l'esente delle Guardie nobili di servizio diurno i camerieri segreti di cappa e spada soprannumerari (laici che dovevano appartenere alla nobiltà o avere un'alta posizione sociale, prestavano servizio ordinario di anticamera, specialmente durante la sede vacante)

Stato maggiore dei Corpi armati Stato maggiore della Guardia Svizzera Pontificia capitano comandante tenente vice comandante sottotenente cappellano Stato maggiore della Guardia palatina d'onore (soppressa nel 1970) colonnello comandante tenente colonnello vice comandante maggiore comandante del battaglione capitano medico cappellano Stato maggiore della Gendarmeria Pontificia (nome adottato nel 1851 per i Veliti pontifici, creati nel 1850 per sostituire i Carabinieri pontifici, istituiti nel 1816 da Pio VII per il servizio giudiziario e di polizia) colonnello comandante cappellano tenente-colonnello vice comandante maggiore capitano tenente ufficiale sanitario

Cappellani, dignitari minori e famigli i cappellani segreti (familiari intimi del papa, che prestavano servizio di particolare fiducia e assistevano il Pontefice nelle cerimonie sacre e nella messa della sua cappella privata) i cappellani segreti d'onore (avevano un posto meramente onorifico nelle cappelle papali) i cappellani d'onore extra Urbem (godevano dei titoli e privilegi dei cappellani pontifici solo fuori da Roma) i chierici segreti i cappellani comuni pontifici (prestavano servizio comune o pubblico, cioè le funzioni ordinarie) partecipanti soprannumerari