Il testo originale è andato perduto, ma sono sopravvissuti alcuni frammenti delle traduzioni in greco e latino.
È probabile che Magone fosse, se non di origine amazigh (berbere), almeno amazighofono: la scrittura di una tale summa delle pratiche agricole e veterinarie degli abitanti della campagna locale (tutti amazighofoni all'epoca) sarebbe stata impossibile senza la perfetta conoscenza di tale lingua.
Biografia Nel 146 a.C., la terza guerra punica si concluse con la distruzione di Cartagine ad opera dei Romani. Il contenuto delle biblioteche puniche venne consegnato ai sovrani numidi - alleati di Roma - con l'eccezione dell'opera di Magone che fu traslata a Roma dove sarebbe stata tradotta in latino da Decimo Silano.Plinio, Naturalis Historia 18.22 , cf. 1.18; Cicerone, De Oratore 1.249; Marco Terenzio Varrone, De re rustica 1.1.10; Columella, De Agricultura 1.1.13, 12.4.2. L'opera - già popolare per la traduzione in greco di Cassio Dionisio, contemporaneo di Magone - fu successivamente riadattata da Diofane di Nicea che la suddivise in sei volumiColumella, De Agricultura 1.1.10..Antonio Saltini, Storia delle scienze agrarie, Edagricole 1985 vol. I pag. 21 e pag. 137.
Citazioni da Magone sono presenti nelle opere di autori successivi del periodo classico (Plinio in Naturalis Historia; Varrone in De re rustica; Columella in De Agricultura; Gargilio Marziale in De hortis) e altomedioevale (Geoponica).
Note
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