Il tilacino (Thylacinus cynocephalus ), noto anche coi nomi di tigre della Tasmania, lupo della Tasmania, lupo marsupiale o ancora lupo australe, era un marsupiale carnivoro estinto vissuto in Australia, Tasmania e Nuova Guinea.

Estintosi durante la prima metà del XX secolo, il tilacino rappresentava l'ultima specie vivente della famiglia Thylacinidae, nonché il marsupiale carnivoro di maggiori dimensioni, e, fino a circa 3500 anni fa (data stimata dell'arrivo del dingo in Australia) anche il predatore oceaniano di maggiori dimensioni in assoluto.

Il tilacino era un superpredatore, ovvero all'apice della catena alimentare. Dopo la sua estinzione in Australia, sopravvisse in Tasmania fino agli anni trenta, insieme ad altre specie endemiche, come il diavolo della Tasmania.

Pur somigliando in maniera notevole a un cane, specialmente per la conformazione del cranio, l'ultimo antenato comune fra canidi e tilacinidi risale a circa 160 milioni di anni fa, risultando uno dei casi più emblematici di convergenza evolutiva. Le specie esistenti ad esso più prossime filogeneticamente sono il già citato diavolo della Tasmania e il numbat.

Probabilmente scomparso in Australia continentale già prima dell'arrivo dei coloni europei, il tilacino sopravvisse in Tasmania, dove, come il lupo in Europa, venne considerato un animale nocivo per gli allevamenti di bestiame e cacciato dai coloni. Questo fenomeno, incentivato dal sistema di taglie sugli animali uccisi, unito all'alterazione dellhabitat e alla competizione col dingo, portarono la specie all'estinzione nel 1936, lo stesso anno in cui la specie venne dichiarata protetta dal governo australiano.Grazie alla presenza di un gran numero di resti ben conservati e all'avanzamento delle tecniche genetiche, il tilacino è una delle specie candidate per la clonazione. Non mancano inoltre in Australia o in Tasmania numerosi presunti avvistamenti della specie e gli scienziati continuano a cercarla, nella speranza che sia sopravvissuta in natura.

Descrizione Dimensioni

I dati sulle dimensioni del tilacino sono piuttosto variabili, in virtù del fatto che la maggior parte degli esemplari conservati sono cuccioli, e si dispone solo di animali impagliati, scheletri e fotografie in bianco e nero per estrapolare i dati.Si stima che un esemplare maturo misurasse circa 100–130 cm di lunghezza, cui vanno sommati 50–65 cm di coda: ne risulta che i tilacini di maggiori dimensioni fossero lunghi anche due metri. L'altezza alla spalla raggiungeva i 60 cm, mentre il peso si attestava attorno ai 20–30 kg.

Il dimorfismo sessuale in questa specie era piuttosto evidente, in quanto i maschi erano visibilmente più grossi e robusti rispetto alle femmine a parità d'età.

Aspetto

Come intuibile dal nome comune, il lupo marsupiale somigliava nel suo quarto anteriore a un grosso cane a pelo corto, con piccole orecchie appuntite; la parte posteriore del corpo si incurvava bruscamente verso il basso, con una coda lunga e spessa che si estendeva dal corpo, come quella dei canguri. Questo strano effetto di gibbosità ha fatto sì che molti dei primi europei a vedere questo animale lo abbiano paragonato alle iene piuttosto che ai cani, anche in virtù della colorazione striata.

Il cranio del tilacino somigliava in maniera impressionante a quello dei canidi e ancor più specificatamente a quello di una volpe, al punto che Richard Dawkins raccontava aneddoticamente che molti studenti di zoologia dell'Università di Oxford venivano regolarmente tratti in inganno e rimandati alla sessione d'esami successiva, presentando loro un cranio di tilacino che veniva puntualmente confuso con un cane o viceversa. Tale somiglianza non era dovuta a un'effettiva parentela fra i due animali, anzi gli antenati dei canidi e dei tilacini avevano cominciato a divergere svariate decine di milioni di anni fa, quanto piuttosto a un fenomeno di convergenza evolutiva, molto facilmente osservabile in un ambiente insulare e isolato com'è l'Australia, secondo le quali specie, anche lontane filogeneticamente ma sottoposte a stimoli ambientali simili, sviluppano adattamenti simili.Comparando attentamente i due crani, emergono alcune differenze che permettono una distinzione agevole: l'area frontale del tilacino appare più ampia rispetto a quella dei canidi in generale; le arcate zigomatiche dei due animali hanno conformazione differente; sul palato duro del tilacino sono presenti due forami (vacuità maxillo-palatine) tipici dei marsupiali e assenti nei canidi; la dentizione è piuttosto dissimile, in quanto i tilacini presentavano 46 denti, di cui otto incisivi superiori contro i sei dei canidi e mancano di denti carnassiali, tipici dei carnivori placentati. Anche la forma dei molari è differente nei due animali, in quanto quelli del tilacino sono meno specializzati nella triturazione del cibo; Il tilacino era in grado di spalancare le proprie fauci fino a oltre 120 gradi, caratteristica unica fra i mammiferi.

Le zampe posteriori presentavano quattro dita, mentre le zampe anteriori erano munite di cinque dita (quattro poggianti sul terreno e uno laterale, che veniva probabilmente utilizzato dall'animale per trattenere e maneggiare il cibo, similmente a quanto fanno i cani o il diavolo della Tasmania); ciascun dito era munito di robusti artigli non retrattili. La zampa poggiava su un cuscinetto carnoso trilobato, caratteristica questa che (assieme al fatto che le orme erano generalmente poste in due linee quasi parallele) permetteva di distinguere in maniera piuttosto agevole le tracce di tilacino da quelle di altri animali, come cani, volpi o diavoli della Tasmania.

Il pelo era denso e soffice, lungo circa 15 mm: il colore seguiva le varie tonalità del fulvo, dal crema al bruno scuro, mantenendosi più chiara sul ventre rispetto al dorso. Sulla parte posteriore del dorso era presente una caratteristica tigratura (da cui l'altro nome comune di "tigre marsupiale" con cui questo animale è conosciuto), ben marcata e nera nei giovani, più sbiadita man mano che l'animale invecchiava: la tigratura dorsale aveva verosimilmente funzione mimetica per l'animale, ma si pensa che potesse anche essere utilizzata dai vari esemplari a fini identificativi. Una leggenda aborigena narra che all'alba dei tempi il tilacino fosse sprovvisto di striature dorsali, ma che se le procurò nel tentativo di avvertire il Bunyip, il canguro, l'ornitorinco e il Grande Uccello dell'approssimarsi di un incendio.Nei giovani, era presente un pennacchio di peli più lunghi sulla punta della coda, che spariva con l'età adulta.

Biologia

Si conosce molto poco riguardo alle abitudini del tilacino; la maggior parte dei dati sono stati ottenuti da animali in cattività o da testimonianze aneddotiche dei coloni, risalenti perlopiù alla prima metà del XX secolo (quando il destino della specie era già segnato e non ne rimanevano che pochi esemplari), le quali a volte risultano anche atipiche (ad esempio, la maggior parte degli avvistamenti e delle osservazioni di tilacini sono state fatte di giorno).

Molto verosimilmente il tilacino era un animale dalle abitudini principalmente crepuscolari e notturne, che, durante il giorno, si riposava in cavità degli alberi o delle rocce, che esso stesso provvedeva a foderare con erba secca, muschio e fronde di felci. Durante il giorno, il tilacino preferiva rifugiarsi in aree collinari e ben ricoperte da vegetazione; durante le ore di attività, esso tendeva a spostarsi in aree prative o cespugliose.Tutti coloro che hanno lasciato testimonianze sul comportamento del tilacino lo definiscono un animale estremamente timido e riservato, con forte tendenza a evitare il contatto con l'uomo, pur mostrando di tanto in tanto curiosità; tuttavia, ai tempi delle persecuzioni nei suoi confronti, il tilacino veniva descritto come un animale aggressivo e pericoloso.Poco si conosce sulle abitudini sociali del tilacino, in quanto la maggior parte degli avvistamenti si riferiscono a singoli animali in cattività, coppie o gruppi familiari di tilacini che convivevano senza problemi. Probabilmente, lo scarso numero di animali allo stato selvatico rimasti ai tempi delle osservazioni condotte faceva sì che essi si muovessero perlopiù isolati, fatto questo che alterava i loro comportamenti.

Questo animale presentava un'andatura abbastanza goffa, che lo rendeva piuttosto lento in corsa, ma in cattività sono stati osservati più volte tilacini muoversi saltellando sulle zampe posteriori, in maniera simile ai canguri. Si ritiene che quest'andatura servisse all'animale per allontanarsi velocemente in caso di pericolo. La coda lunga e forte, oltre che per bilanciare l'animale durante la corsa e il salto, risultava utile anche come "terza gamba" per poggiarvi il peso, permettendo ai tilacini di rimanere sulle zampe posteriori per brevi periodi.

Sono state descritte numerose vocalizzazioni per il tilacino, fra cui ringhi e soffi spesso preceduti da sbadigli quando l'animale era agitato, sospiri o abbaii, questi ultimi specialmente durante la caccia, per tenersi in contatto fra membri dello stesso gruppo e un lungo e lamentoso latrato, probabilmente emesso per l'identificazione a distanza. Mancano però studi approfonditi condotti in merito.Esiste inoltre discordia riguardo all'odore emesso dall'animale in vita; mentre alcuni descrivono i tilacini come animali dal caratteristico forte odore muschiato, altri parlano genericamente e in maniera neutra di un odore di animale. Altri ancora non parlano di alcun odore in particolare, ed è possibile che, similmente al diavolo della Tasmania, anche il tilacino possedesse delle ghiandole odorifere che secernessero sostanze odorose quando l'animale era eccitato o agitato.

Alimentazione

Il tilacino era un superpredatore, esclusivamente carnivoro. Il suo stomaco poteva estendersi per permettere all'animale di mangiare grandi quantità di carne in una sola volta: questo era probabilmente il risultato di un adattamento ai periodi in cui il cibo era scarso o introvabile. Per lo stesso motivo, similmente al diavolo orsino, il tilacino utilizzava probabilmente la grossa coda come deposito di grasso durante i periodi di abbondanza di cibo.

I primi studi su questo animale riportavano che esso si servisse per cacciare principalmente dell'olfatto, tuttavia recenti analisi della struttura cerebrale dimostrerebbero che il bulbo olfattivo non è particolarmente sviluppato nel tilacino, e che quindi l'odorato non avesse un ruolo particolarmente importante nella caccia, mentre l'animale verosimilmente si serviva perlopiù della vista e dell'udito.Sebbene il tilacino venga generalmente visto come il corrispettivo marsupiale dei canidi, uno studio recente suggerirebbe che in realtà si trattava perlopiù di un predatore d'attesa come i felidi piuttosto che di un cacciatore attivo: anche le osservazioni condotte in cattività e le testimonianze di cacciatori dell'epoca sembrerebbero suggerire che era compito di alcuni membri del gruppo scegliere una preda e condurla in direzione di un altro individuo in agguato. In questo senso, basandosi sulle presunte modalità di caccia, piuttosto che "lupo marsupiale" sarebbe più appropriato per il tilacino il nome comune di "tigre della Tasmania".

Nonostante gli studi sugli esemplari conservati forniscano sempre più indizi sul tipo di dieta del tilacino, essa rimane oggetto di accesi dibattiti nella comunità scientifica. Fra le prede del tilacino probabilmente figuravano canguri, wallaby, vombati ed altri piccoli vertebrati, fra cui anche rettili e uccelli. Alcuni studiosi hanno suggerito che tra le possibili prede di questo animale vi fosse anche l'emù della Tasmania: si è addirittura supposto che l'abilità al salto dei tilacini fosse utile a questi animali per azzannare gli emù al collo e che l'estinzione degli emù della Tasmania attorno alla metà del XIX secolo abbia dato inizio al fatale declino della popolazione di lupi marsupiali.