Biografia Origini e formazione Nacque da Aldo Ferruzzi e Ida Bertoni. Il padre era un agricoltore che affiancava alla coltivazione dei campi una modesta attività artigianale di produzione di cesti di giunco. Serafino Ferruzzi frequentò l'Istituto agrario di Imola, dove conseguì il diploma di perito agrario nel 1927.
Dopo gli studi venne assunto come aiuto fattore nell'azienda agricola dei marchesi Cavalli; successivamente divenne fattore egli stesso, lavorando nella tenuta fino al 1932. In quell'anno ottenne la rappresentanza per la Romagna dei fertilizzanti chimici e degli antiparassitari prodotti dalla società Montecatini. Da quel momento l'attività commerciale divenne la sua occupazione principale e Ferruzzi divenne un operatore assiduo alla Borsa merci di Bologna. Parallelamente si iscrisse alla facoltà di Agraria dell'Università di Bologna e, conciliando il lavoro con lo studio, conseguì la laurea nel 1942.
Richiamato come sottufficiale dell'esercito durante la seconda guerra mondiale, fu assegnato a un'unità di stanza a Bologna, il che gli consentì di continuare a lavorare e a frequentare il mercato granario del capoluogo emiliano.
Prime iniziative industriali Gli eventi bellici provocarono profondi sconvolgimenti nella vita delle campagne, segnate dallo spopolamento. Nel 1941, in un periodo difficile per la commercializzazione dei prodotti Montecatini, Ferruzzi, insieme a due soci, aprì nei pressi del porto di Ravenna un magazzino per la raccolta e la lavorazione della canapa, denominato "Gruppo produttori canapa", per rifornire di semilavorati la Montecatini. Nel 1944 il magazzino venne incendiato dai partigiani per impedirne la requisizione da parte delle truppe tedesche.
A questa prima esperienza industriale seguirono nuove iniziative. Nel 1945 Ferruzzi colse l'occasione di acquistare, a condizioni vantaggiose, un ampio appezzamento boschivo sull'Appennino tosco-romagnolo. La crescente domanda di legname da parte delle imprese edilizie gli consentì di trarne immediati profitti. Negli stessi anni ripristinò una fornace inattiva, trasformandola in fabbrica di calce, e rilanciò le attività di commercializzazione dei prodotti chimici Montecatini per l'agricoltura.
Espansione dell'azienda Il vero salto di qualità avvenne nel 1948, quando Ferruzzi costituì, con i soci di sempre, la Ferruzzi, Benini & C., dedicata al commercio delle materie prime agricole. In quegli anni la domanda di cereali – in particolare di grano e di orzo – era in forte aumento sia in Italia sia in Europa, anche per l'incremento dell'allevamento zootecnico.
Ferruzzi avviò l'importazione di cereali, soprattutto mais, da Paesi dell'Europa orientale, tra cui URSS e Romania. Nel 1949 fece erigere presso il porto di Ravenna il primo magazzino attrezzato per il carico e scarico delle merci.
La società acquisì circa 300 ettari di terreni agricoli nelle campagne ravennati e ottenne linee di credito bancarie che favorirono nuovi investimenti. L'imprenditore cominciò a frequentare regolarmente i principali mercati europei, interessandosi non solo all'acquisto delle merci, ma anche alle problematiche logistiche di stoccaggio e trasporto.
Anni cinquanta e sessanta Negli anni 1950 Ferruzzi intuì l'importanza delle infrastrutture logistiche. L'Italia non aveva grano a sufficienza, lo comprava soprattutto dall'Argentina e dagli Stati Uniti, ma bisognava stoccarlo una volta trasportato. Dopo un viaggio in America propose ai soci la costruzione di silos costieri e il potenziamento degli organici aziendali. Manetti fu d'accordo, Benini no ed uscì dall'azienda. Nacque la «Ferruzzi & C» società in nome collettivo (1956).
Nel 1957 venne avviata la costruzione del primo silos portuale di Ravenna, seguito da altri impianti ad Ancona, La Spezia, Vado Ligure, Bari, Napoli, Palermo, Catania e in altri porti italiani. Parallelamente, oltre 150 vagoni ferroviari di proprietà collegavano i silos padani agli impianti zootecnici del Nord Italia.
Ferruzzi poi decise di noleggiare navi di trasporto dai porti statunitensi e argentini per velocizzare i tempi di consegna. Siccome i mercantili erano sempre più grandi e i porti italiani non attrezzati Serafino acquistò una vecchia imbarcazione fluviale che trasportava carbone lungo il Tamigi, e la trasformò in un mezzo per lo sbarco e l'imbarco dei cereali in mare aperto, un sistema chiamato alleggioLa nave, rinominata Candiano, affondò nel 1966, poco prima del completamento del nuovo porto commerciale di Ravenna..
Ferruzzi investì poi nella costruzione di cinque navi di proprietà per il trasporto dei cereali. Varate nel 1968, le cinque navi furono costruite nei cantieri navali di Ancona ed ebbero il nome di familiari e parenti di Ferruzzi: Benedetta F., Francesco F., Massimiliano F. e Desideria F. Quest'ultima era lunga 215 metri ed aveva una stazza di oltre 46mila tonnellateCarlo Raggi, In pochi anni cinque navi per Ferruzzi, «il Resto del Carlino», 13 novembre 2025..
Diversificazione industriale I profitti ottenuti permisero a Ferruzzi di investire anche nel settore edilizio. Nel 1955 fondò la Cementi Ravenna, che due anni dopo acquisì il 62% della società Calcestruzzi, ampliando la produzione di calcestruzzo in tutta Italia. Nel 1971 venne costituita la Concrebras in Brasile, interamente controllata dal gruppo.
Parallelamente Ferruzzi si inserì nel comparto agroindustriale. Nel 1959 costituì la Soia Ravenna, per la lavorazione del seme di soia destinato a farine zootecniche e oli alimentari. Tra il 1966 e il 1968 acquisì l'Olearia Tirrena e le Riserie Italiane, trasformando la società in Italiana Olii e Risi.
Negli stessi anni il gruppo divenne il primo importatore italiano di soia e rafforzò le relazioni con i produttori argentini e statunitensi, creando nel 1962 la Compagnia Emiliana de Exportación a Buenos Aires e la Mississippi River Grain Elevator a Mirtle Grove, vicino a New Orleans. Questi impianti introdussero sistemi innovativi di carico e scarico che riducevano i tempi di movimentazione delle merci, rappresentando una vera rivoluzione logistica.
Ultimi anni ed eredità Alla fine degli anni 1970, il gruppo Ferruzzi era il primo operatore privato italiano nell'importazione di soia e uno dei maggiori conglomerati agroindustriali europei, con interessi nel cemento, nella chimica, nella navigazione e nelle assicurazioni. Nel 1979 controllava l'Eridania, la Silos e numerose società quotate in Borsa.
Serafino Ferruzzi morì il 10 dicembre 1979 in un incidente aereo nei pressi dell'aeroporto di Forlì, mentre il suo Learjet 36 tentava un atterraggio con scarsa visibilità. Con lui morirono i due piloti e due civili.
Alla sua morte, il patrimonio familiare era stimato intorno agli 800 miliardi di lire. La successione, definita già nel 1976, prevedeva la divisione delle quote tra i quattro figli: Arturo (1940-2024), Idina (1935-2018), Franca (1938) e Alessandra (1954).Gianfranco Stella, Ferruzzi & Gardini, Soede, 1994, p. 14.
Nel 1985 il genero Raul Gardini, marito di Idina, assunse la presidenza del gruppo, modificando gli equilibri ereditari. Nel 1987 la salma di Serafino Ferruzzi fu trafugata dal cimitero di Ravenna da un gruppo di malviventi che chiese un riscatto, mai accettato dalla famiglia; i resti non vennero più ritrovati.
Nel 1993 gli eredi furono estromessi dalla gestione del gruppo, che passò sotto il controllo di Mediobanca.
Discendenza Dal matrimonio con Elisa Fusconi (sposata nel 1934) nacquero quattro figli:
Ida, detta Idina (1935 – 2018), sposò l'imprenditore Raul Gardini (1933 – 1993); Franca (nata nel 1938), ereditiera, mantenne una posizione defilata nelle vicende del gruppo familiare; Arturo Ferruzzi (1940 – 2024), industriale, che assunse ruoli di primo piano nella gestione del gruppo; Alessandra (nata nel 1954), ultima figlia, moglie di Carlo Sama, anch'essa azionista della holding familiare.
Onorificenze
Intitolazioni Gli è stata dedicata una via nel centro di Ravenna.
Note
Bibliografia
Voci correlate Ferruzzi
Collegamenti esterni
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