Auferstanden aus Ruinen (Risorti dalle rovine) fu l'inno nazionale della Repubblica Democratica Tedesca dal 1949 al 1990, l'anno della riunificazione delle due Germanie.
Storia
È una poesia scritta da Johannes Robert Becher, esiliato quando ancora la Germania intera era sotto il governo di Adolf Hitler. Nel 1949, il Presidente della neonata Repubblica Democratica Tedesca, Wilhelm Pieck, decise di farne l'inno nazionale dello Stato socialista tedesco, e chiese di musicarlo al celebre compositore Hanns Eisler (1898-1962), già allievo del padre della dodecafonia Arnold Schönberg, nonché autore di numerosi brani delle commedie di Bertolt Brecht.
A seguito della dissoluzione della DDR, l'inno non fu più eseguito in pubblico, avendo la Germania unificata assunto come proprio inno Das Lied der Deutschen ("il canto dei tedeschi"), nella forma già adottata dalla Germania occidentale.
Siccome le metriche di Das Lied der Deutschen e di Auferstanden aus Ruinen sono (intenzionalmente) identiche, essendo basate entrambe sull'inno popolare austroungarico di Haydn, è possibile cantare l'una sulla musica dell'altra.
La canzone fa riferimento all'unità tedesca (un ideale molto antecedente alla divisione a seguito della seconda guerra mondiale), e perciò dopo la costruzione del muro di Berlino il testo non sembrò più opportuno alle autorità della Germania orientale, che con il passaggio del potere a Erich Honecker, all'inizio degli anni settanta, si limitarono a eseguire solo la versione strumentale dell'inno.
Nonostante non venga più suonato dopo la riunificazione tedesca, l'inno rimase impresso nella cultura di massa, diventando uno degli aspetti più ricorrenti dell'Ostalgie.
Testo
TedescoIPAGuarda IPA/German e Standard German phonology.ItalianoI Auferstanden aus Ruinen und der Zukunft zugewandt, lasst uns Dir zum Guten dienen, Deutschland, einig Vaterland. Alte Not gilt es zu zwingen, und wir zwingen sie vereint, denn es muss uns doch gelingen, dass die Sonne schön wie nie 𝄆 Über Deutschland scheint. 𝄇
II Glück und Friede sei beschieden Deutschland, unserm Vaterland. Alle Welt sehnt sich nach Frieden, reicht den Völkern eure Hand. Wenn wir brüderlich uns einen, schlagen wir des Volkes Feind! Lasst das Licht des Friedens scheinen, dass nie eine Mutter mehr 𝄆 Ihren Sohn beweint. 𝄇
III Lasst uns pflügen, lasst uns bauen, lernt und schafft wie nie zuvor, und der eignen Kraft vertrauend, steigt ein frei Geschlecht empor. Deutsche Jugend, bestes Streben, unsres Volks in dir vereint, wirst du Deutschlands neues Leben. Und die Sonne schön wie nie 𝄆 Über Deutschland scheint. 𝄇I Risorti dalle rovine e rivolti al futuro, lasciaci servirti bene Germania, patria unita. L'antica miseria è da eliminare E la elimineremo uniti E dobbiamo far sì che il sole splenda bello 𝄆 come mai sulla Germania. 𝄇
II Gioia e pace sian destinate alla Germania, nostra patria. Tutto il mondo anela alla pace, date ai popoli la vostra mano. Se ci uniamo fraternamente batteremo il nemico del popolo! Fate brillar la luce della pace e che mai più una madre 𝄆 pianga il proprio figlio. 𝄇
III Lasciateci arare e costruire, imparate e create come mai prima e, fiduciosa nella propria forza, sale e sorge un popolo libero. Gioventù tedesca, le migliori aspirazioni del nostro popolo in te si riuniscono, della Germania diverrai la nuova vita. Ed il sole, bello come mai 𝄆 Splende sulla Germania. 𝄇
Note
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