La crocifissione (o, meno comunemente, crocefissione) di Gesù è la modalità con la quale egli fu messo a morte.
Questo avvenimento, menzionato in tutti i Vangeli canonici e in altri testi del Nuovo Testamento, in particolare nelle Lettere di Paolo e negli Atti degli Apostoli, è considerato dai cristiani l'evento culminante della storia della salvezza, il sacrificio per cui Cristo ha operato la salvezza.
La croce cristiana, segno della forma dello strumento dell'esecuzione di Gesù, è diventata il simbolo principale della religione cristiana a partire dai primi secoli.
Testimonianza delle Sacre Scritture
La ricostruzione della crocifissione di Gesù Cristo ricavabile dai Vangeli canonici, cui tutte le chiese cristiane attribuiscono carattere storico in relazione a "quanto Gesù Figlio di Dio, durante la sua vita tra gli uomini, effettivamente operò e insegnò per la loro eterna salvezza, fino al giorno in cui fu assunto in cielo",Concilio Vaticano II, Dei Verbum, qualifica che riguarda la salvezza, non notizie sul passato (Jerome Murphy-O'Connor, "A Review and Assessment of the Church's Engagement with Historical Critical Analysis of the New Testament as outlined in Dei Verbum in Mark O'Brien, Christopher Monaghan (a cura di), God's Word and the Church's Council: Vaticann II and Divine Revelation (ATF Press 2014), p. 124). appare alquanto aderente a quanto emerso dagli studi storici condotti, principalmente nella prima metà del Novecento, sulla pratica della crocifissione presso i Romani.Martin Hengel, Crocifissione ed espiazione, Brescia, Paideia 1988.
La crocifissione ebbe luogo su una piccola altura a settentrione di Gerusalemme, denominata Calvario in latino e Golgota in aramaico, vicino a una delle porte di ingresso della città.Giuseppe Ricciotti, Vita di Gesù Cristo, Mondadori, 1962.
Gesù, sulla croce, non subì da parte dei soldati romani il crurifragium, cioè la rottura delle gambe, per affrettarne la morte, in quanto vedendolo già morto gli venne forato il costato con un colpo di lancia..
La resa della salma ai familiari è verosimile, in quanto consentita da Augusto, mentre in precedenza era stato in vigore il divieto di rimuovere i cadaveri sino alla loro completa decomposizione.Digesta Iustiniani, "De cadaveribus punitorum", 48.24.1 (Ulpianus 9 de off. Procons.) Secondo Giulio Paolo, il cadavere dei giustiziati era consegnato per la sepoltura a chiunque ne facesse richiesta; altrimenti venivano gettati in una fossa comune. In ossequio a , come ricorda anche Giuseppe Flavio, i Giudei erano soliti seppellire i condannati nello stesso giorno della morte prima del calar del sole. La legge ebraica imponeva di seppellire anche gli stranieri e i criminali. Filone Alessandrino è un altro testimone dell'usanza ebraica della sepoltura.
Eventi prodigiosi alla morte di Gesù
Nella narrazione dei vangeli sinottici, la morte di Gesù - oltre alla professione di fede del centurione. - è accompagnata da eventi prodigiosi. Esegeti come Raymond Edward Brown interpretano tale narrazione come l'uso, in senso simbolico e teologico, del linguaggio escatologico dell'Antico Testamento o di quello abituale nella cultura ellenistica. Un approccio con una sfumatura leggermente diversa è fornito da Gianfranco Ravasi, che passando in rassegna gli eventi narrati da Matteo vi vede tre segni teofanici. La storicità degli eventi miracolosi, è ritenuta «non documentabile», ma il significato della narrazione evangelica è riportato a una lettura metastorica.Gianfranco Ravasi, Si fece buio, Famiglia Cristiana, 30 agosto 2012
Altri studiosi, consapevoli che un'eclissi naturale non poteva avvenire nel periodo della Pasqua né poteva durare tanto a lungo, la considerano un evento miracoloso. George F. Chambers, The Story of Eclipses, George Newnes, Ltd, 1899, pp. 129–130 L'astronomo Giovanni Sacrobosco nel suo Tractatus de Sphaera ritiene «che l'eclisse non fu naturale, ma, piuttosto, miracolosa e contraria alla natura». Robert Bartlett, The Natural and the Supernatural in the Middle Ages, Cambridge University Press, 2008, pp. 68-69 ISBN 978-0-521-87832-6. Gli studiosi moderni che considerano l'oscurità un fenomeno miracoloso, tendono a considerarlo come un evento prodigioso associato a fenomeni naturali, quali polveri vulcaniche o dense nubi oppure omettono del tutto una spiegazione naturale. Dale C. Allison, Studies in Matthew: Interpretation Past and Present, Baker Academic, 2005, pp. 68-69 ISBN 978-0-8010-2791-8. La Reformation Study Bible, una Bibbia protestante, dichiara semplicemente trattarsi di «un'oscurità soprannaturale». R. C. Sproul (a cura di), The Reformation Study Bible, Ligonier Ministries, 2010 ISBN 978-1-59638-207-7. Nota comunque il teologo Raymond Edward BrownRaymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. 2, Anchor Yale Bible, 2010, pp. 1036-1038, ISBN 978-0-300-14010-1. che "qualunque suggerimento che Dio sospese le leggi naturali e causò una straordinaria lunga eclissi sull'intera terra a quel tempo si scontra con il silenzio di autori antichi contemporanei sul supposto evento, come Seneca e Plinio, che normalmente avrebbero notato una tale straordinaria meraviglia".
Alcuni studiosi ipotizzano che l'oscurità sia causata da una tempesta solare, da dense nuvole o dalle conseguenze di un'eruzione vulcanica.Raymond E. Brown, The Death of the Messiah: a Commentary on the Passion Narratives in the Four Gospels, The Anchor Bible Reference Library. Volume 2: From Gethsemane to the Grave, Doubleday, 1994, p. 1040 ISBN 978-0-385-19397-9. Nel 2011 Humphreys accettò che Luca si riferisse al sole e ipotizzò che si possa essere trattato di una tempesta di sabbia, khamsin, che in genere si verifica da marzo a maggio e può oscurare il sole per alcune ore.Colin J. Humphreys, The Mystery of the Last Supper: Reconstructing the Final Days of Jesus, Cambridge University Press, 2011, p. 84 ISBN 978-1-139-49631-5. In precedenza lo stesso autore aveva espresso un'opinione differente in Colin J Humphreys, W. Graeme Waddington, Dating the Crucifixion", Nature. 306 (5945): 743, 1983 Bibcode:1983Natur.306..743H. doi:10.1038/306743a0.
Infatti questi eventi prodigiosi non sono citati da nessun resoconto storico dell'epoca e neppure dal Vangelo secondo Giovanni; gli altri tre evangelisti non accennano al terremoto quando "le rocce si spezzarono" e, soprattutto, alla risurrezione dei morti, presenti solo nel Vangelo secondo Matteo.Tali narrazioni sono ritenute da alcuni studiosi come Rudolf Bultmann, John Dominic Crossan e gli esegeti dell'École biblique et archéologique française (i curatori della Bibbia di Gerusalemme), di natura leggendaria. Il teologo Raymond Brown ritiene che tali episodi siano presentati, secondo la visione teologica degli evangelisti, "in linguaggio apocalittico e immagini prese dalle Scritture" e "a creare maggior problema nell'interpretazione letterale è il fatto di non comprendere la loro natura simbolica e il genere letterario nel quale vengono presentati. Un paragone sarebbe per i lettori dell'anno 4000 d.C. il dibattere sulla storicità del libro di George Orwell «1984»: Orwell è stato l'interprete più perspicace delle forze distruttive scatenate durante la sua vita, ma la sua fu una visione discriminante, non la storia di cosa effettivamente accadde in un anno specifico" e "commentatori dal periodo del Nuovo Testamento in avanti hanno mostrato grande inventiva nell'interpretare questi eventi, e [occorre] mantenere la sovrabbondanza di queste interpretazioni (per quanto interessanti possano essere) distinta da cosa ogni evangelista desiderava comunicare sugli avvenimenti che descrisse e cosa plausibilmente avrebbe capito su questo un suo lettore del primo secolo"; Brown evidenzia anche che, per quanto riguarda Matteo, questi "ereditò da Marco due fenomeni escatologici (l'oscurità su tutta la terra a mezzogiorno e lo stracciarsi del velo del santuario) come segni di giudizio divino in reazione alla morte del Messia, il figlio di Dio. A loro egli aggiunse altri 6 fenomeni, anch'essi segni di natura escatologica o anche apocalittica" e, come per gli altri fenomeni narrati, per la risurrezione matteiana dei morti "un tale fenomeno su larga scala avrebbe dovuto lasciare delle tracce nella storia degli ebrei o secolare". Lo storico del cristianesimo Remo Cacitti osserva inoltre: "è evidente che qui di storico non c'è nulla. La descrizione di ciò che avviene nel momento in cui Gesù muore obbedisce tipologie fisse: i terremoti, i sepolcri che si aprono, il cielo che si oscura. Il significato dell'evento è dato invece dalla fede di Matteo o, per meglio dire, dalla fede di una comunità cristiana convinta che con la croce si fosse inaugurata la nuova creazione, in sostituzione di quella descritta nella Genesi". (Raymond E. Brown, The Death of the Messiah Vol. 2, Anchor Yale Bible, 2010, pp. 1098, 1120-1140, 1304-1305, ISBN 978-0385494496; Rudolf Bultmann, Storia dei vangeli sinottici, EDB, 2016, p. 274, ISBN 978-88-10-55850-8; John Dominic Crossan, Who killed Jesus?, HarperOne, 1995, p. 197, ISBN 978-0-06-061480-5; Corrado Augias e Remo Cacitti, Inchiesta sul cristianesimo, Mondadori, 2012, pp. 50-51, ISBN 978-88-04-59702-5; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, p. 113, ISBN 978-88-430-7821-9; Bart Ehrman, Prima dei vangeli, Carocci Editore, 2017, p. 148, ISBN 978-88-430-8869-0.).Bart Ehrman, Prima dei vangeli, Carocci Editore, 2017, p. 148, ISBN 978-88-430-8869-0. Tali eventi, descritti nei vangeli sinottici, furono: