La paradossografia è un genere letterario, coltivato soprattutto in età ellenistica e imperiale, inerente ad eventi straordinari e paradossali, raccolti, solitamente, in sillogi e compilazioni.

Caratteristiche e sviluppo Nato come sottogenere della storiografia, ebbe notevole successo nell'età ellenisticaCfr. A. Giannini, Studi sulla paradossografia greca. II. Da Callimaco all'età imperiale: la letteratura paradossografica, in «Acme», 17 (1964), pp. 104 ss., facendo leva sull'interesse popolare per usanze e costumi esotici e stravaganti, eventi naturali straordinari o favolosi. Connotato comune della materia trattata è l'inverosimiglianza e assurdità di tali mirabilia.

I temi più trattati erano le costumanze dei popoli barbari o esotici, e le abitudini di animali insoliti e leggendari; di solito, poi, questo genere viene associato all'aneddotica, ovvero alla raccolta di aneddoti straordinari e spesso inverosimiliOtta Wenskus, Lorraine Daston, "Paradoxographoi", in Der neue Pauly, Stuttgart, Teubner, 2000, vol. 9, coll. 309–314.. La paradossografia permea, però, anche altri ambiti della letteratura greca e ciò che solitamente è presente nei cataloghi paradossografici appare anche in opere di carattere storico, eziologico, e mitologico.

Autori Anton Westermann, nella sua classica raccolta di paradossografi, elenca e analizza i seguenti autoriΠαραδοξογραφοι. Scriptores Rerum mirabilium, Brunswick, s.e., 1839, pp. XVI-LII., che testimoniano la straordinaria fioritura del genere fino ad oltre l’antichità:

Agatarchide di Cnido Alessandro di MindoIn Fozio, Biblioteca, cod. 188. Antemio di Tralle Antigono di Caristo Apollonio Archelao di ChersonesoAntigono di Caristo, Mirabilia, cap. 19. Aristocle di Messene Bolo di Mende Damascio Diofane di NiceaIn Fozio, Biblioteca, cod. 163.

Isigono di Nicea Lisimaco di Alessandria MonimoIn Clemente Alessandrino, Protreptico, p. 12. Mirsilo di Lesbo Nicola di Damasco Ninfodoro di Siracusa Filone di Eraclea Filostefano di Cirene Protagora il Periegeta Sozione TrofiloCitato da Stobeo.

Tra i paradossografi greci pervenuti o, comunque, più noti, sono Palefato (De incredibilibus), Antigono di Caristo (Raccolta di storie mirabili), Mirsilo di Metimna (III secolo a.C.) e, soprattutto, Callimaco con la sua Raccolta di meraviglie in tutta la terra secondo le località. In età imperiale, Claudio Eliano, con opere non propriamente paradossografiche come Sulla natura degli animali e la Storia varia, Apollonio Paradossografo e, in età adrianea, Tolomeo Efestione (noto anche come Tolomeo Chenno) e Flegonte di Tralles.

Interessi di tipo paradossografico esibiscono anche, tra i romani, Aulo Gellio nelle sue Noctes Atticae e Plinio il Vecchio, che nella Naturalis Historia propone come vere molte leggende paradossografiche, in chiave pseudoscientifica. Note

Bibliografia Guido Calogero, Paradossografia, in Enciclopedia Italiana (1935), Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani. A. Giannini, Studi sulla paradossografia greca. II. Da Callimaco all'età imperiale: la letteratura paradossografica, in «Acme», 17 (1964) Mary Beagon, Scienza greco-romana: Plinio, la tradizione enciclopedica e i Mirabilia, in Storia della Scienza (2001), Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani.

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