Considerato uno dei più importanti mangaka di sempre, è autore di opere che hanno segnato la storia moderna del fumetto portando - tra le tante - due importanti innovazioni nei manga e negli anime giapponesi: nel 1968, con l'accoglimento dell'erotismo nei manga destinati ai ragazzi con La scuola senza pudore (Harenchi Gakuen) e nel 1972, con la "rivoluzione" del genere super robot attraverso Mazinga Z, che popolarizzerà il concept di enormi mecha guidati da piloti posti al loro interno attraverso la famosissima serie anime dello stesso anno.

Biografia Dall'infanzia agli esordi come mangaka Go Nagai nacque il 6 settembre del 1945 nella città di Wajima, situata nella prefettura di Ishikawa. Figlio di Yoshio e Fujiko Nagai, è il quarto di cinque fratelli, nato poco dopo il ritorno della sua famiglia da Shanghai. Nei primi anni dell'infanzia, insieme alla madre e ai fratelli, si traferí a Tokyo dopo la morte del padre. Da bambino fu influenzato dai lavori di Gustave Doré (specialmente grazie a un'edizione giapponese della Divina Commedia di Dante Alighieri), di Sanpei Shirato, Osamu Tezuka (che conobbe grazie a una copia del fratello maggiore Yasutaka di "Lost World") e Mitsuteru Yokoyama.

Si diplomò alla Hitabashi High School di Tokyo. Mentre passava l'anno da "ronin" (termine che indica la condizione per cui uno studente fallisce un esame universitario ed è perciò costretto a studiare l'intero anno per ritentare nuovamente il test l'anno successivo) in una scuola preparatoria per poter accedere all'Università di Waseda, patí un caso grave di diarrea per tre settimane. Credendo di essere prossimo alla morte, decide di lasciare una prova della sua esistenza facendo ciò che più lo appassionava da bambino: creare fumetti. Determinato quindi a creare un lavoro in quelli che credeva essere i suoi ultimi momenti di vita, scopre poi da una visita di essere stato colpito da un semplice catarro al colon, da cui guarí successivamente. Questo, però, può essere considerato l'evento che svoltò la sua vita: convinto di voler continuare a lavorare sui manga, abbandona la scuola preparatoria dopo tre mesi.

Con l'aiuto del fratello Yasutaka, muove i suoi primi passi nel mondo del fumetto, nonostante l'opposizione della madre. Inizia così a presentare i suoi primi lavori alle case editrici, vedendosi numerosi rifiuti (si dice che la stessa madre, quando il giovane Nagai presentava le sue tavole agli editori, li convincesse segretamente a rifiutarle). Ciononostante, il suo lavoro venne notato dalla rivista Weekly Shonen Sunday dell'editore Shogakukan, la quale contattò Shōtarō Ishinomori (il creatore, tra le varie serie, di Cyborg 009, Kamen Rider, Ryu il Ragazzo delle Caverne) che lo accettò nel suo studio come assistente nel 1965.

Il manga di prova che permise a Nagai - all'epoca diciannovenne - di essere notato dall'editore e di diventare assistente di Ishinomori riguardava un ninja con ambientazione fantascientifica, prototipo per una storia che sarà poi pubblicata sotto il nome di Il Leone Nero (Kuro no Shishi) solo nel 1978. Ishinomori, vedendo quest'opera, elogiò Nagai, affermando però che sarebbe dovuto migliorare e ammettendolo nel suo studio.

L'esordio nel mondo del fumetto come autore indipendente avviene nel 1967 con Meakashi Polikichi, gag manga one-shot pubblicato nel novembre di quell'anno sulla rivista Bokura di Kodansha (sebbene, sempre sulla stessa rivista, avrebbe dovuto essere pubblicato il manga Go Go Sweet (ゴーゴー・スイート), che non vide mai la luce per circostanze sconosciute: questo sarebbe da considerarsi l'esordio "fantasma" del mangaka, nonché l'unica opera dove si firma con il nome di battesimo Kiyoshi Nagai). Quasi allo stesso tempo, sempre sulla stessa rivista venne pubblicata la riduzione a fumetti dell'anime televisivo Chibikko Kaiju Yadamon.

I primi successi e le prime controversie

Il suo primo grande successo avviene solo dopo un anno dal debutto. Nel 1968, mentre Shueisha era pronta per il lancio della sua prima rivista dedicata ai manga, Weekly Shōnen Jump, cosí da poter competere con magazine delle case editrici rivali (come la già citata Weekly Shonen Sunday di Shogakukan o Weekly Shonen Magazine di Kodansha) Nagai viene chiamato come per entrare nelle file di autori che avrebbero pubblicato delle serie pubblicate a puntate sulle pagine della rivista in questione. Lui, che già da tempo contemplava di potersi dedicare a una serie di lunga durata invece delle storie brevi autoconclusive che aveva sviluppato fino ad allora, accetta: la serie che vedrà la nascita sulle pagine di Jump sarà La scuola senza pudore (Harenchi Gakuen). Serializzata tra il 1968 e il 1972, arriverà ai primi posti delle classifiche e sarà la serie di punta del magazine.

Con Harenchi Gakuen Weekly Shonen Jump arriverà a vendere il primo milione di copie e Nagai sarà il primo autore a introdurre l'erotismo nel manga moderno, segnando tutte le generazioni a venire e cambiando la percezione comune del manga come medium. Il manga di La Scuola Senza Pudore acquisí un'importanza tale da fare basare su di essa numerosi film e serie live-action, ma ciò a un caro prezzo. Al tempo della sua pubblicazione, infatti, divenne bersaglio dei media per la sua natura tremendamente dissacrante e "volgare", in quanto lavoro che presentava un eccesso di nudità (e che quindi esponeva bambini all'erotismo) e che fungeva da forte critica al sistema sociale ed educativo giapponese. Nel fumetto, gli insegnanti venivano rappresentati mentre cercavano di intravedere mutandine o corpi nudi di studentesse e mentre portavano avanti vere e proprie "guerre" contro gli studenti: questo portò molti genitori e PTA (Parent-teacher association, associazioni genitori-insegnanti) a protestare.

In particolare, le proteste delle PTA riguardo Harenchi Gakuen erano numerose, portando Nagai a essere bombardato da richieste di interviste da giornali e riviste e dibattiti televisivi, tanto da essere etichettato come un "nemico della società" e vedersi ostacolata la vendita dei magazine contenenti la serie in numerose parti del Giappone. Le proteste (che colpirono anche le serie TV oltre al manga) furono contrapposte al supporto che i fan mostravano all'autore, attraverso lettere in cui i bambini affermavano di essere pienamente a conoscenza che gli adulti i quali criticavano la serie, allo stesso tempo, leggevano cose ben peggiori. Di contro, Nagai portò Harenchi Gakuen verso una strada "più matura", mostrando un twist dalle gag slapstick a una guerra su vasta scala che mostrerà i risvolti crudi e brutali che tanto lo caratterizzeranno negli anni successivi, portando alla fine della serie (che poi non diverrà l'attuale fine, poiché il fumetto vedrà una ripresa della serializzazione per altre due volte).

É qui che si cominciano a intravedere quelli che saranno gli stilemi cari tanto cari all'autore, come la brutalità, la rottura della quarta parete e il desiderio di abbattimento di tabú o morali artificiose, caratterizzanti una società ipocrita. Come risultato delle proteste delle PTA, proprio durante la serializzazione di La Scuola Senza Pudore, nel 1969 Nagai creerà La Famiglia Abashiri (Abashiri Ikka) pubblicata su Weekly Shonen Champion, suo secondo maggior successo dell'epoca.

La fondazione di Dynamic Pro. e la svolta fantascientifica

Nel 1970 fonda insieme ai suoi fratelli la Dynamic Production, studio che aveva l'obbiettivo di aiutarlo nella gestione delle sue serie e dei relativi diritti contrattuali (come risultato dal non aver ricevuto alcune royalties dai film, dalle serie TV o dal relativo merchandise su La Scuola Senza Pudore) e che comprendeva e riuniva tutti i suoi collaboratori e assistenti (come per esempio Mitsuru Hiruta, Ken Ishikawa, Tatsuya Yasuda, Gosaku Ota, Shinobu Kaze, Yu Okazaki, Makoto Ono, Shigeru Akimoto, Tsutomu Oyamada, Shuichi Ishiwata, Teppei Takanashi, Minoru Nonaka, Susumu Yoshikawa) che contribuivano alla produzione delle sue serie. Per la gestione dei diritti dei suoi lavori, Dynamic Pro. si dotò poi di sussidiarie, come Dynamic Planning, sister company occupata nella gestione delle licenze a livello internazionale.

Volendosi distaccare dal genere comico-parodistico (che lo aveva sí reso tanto famoso come autore comico ma a cui non riusciva più a sottostare), decide di diventare un autore di "story manga" (genere che vede storie lunghe e caratterizzate da maggiore realismo e drammi umani, contrapposte ai gag manga, più brevi, o alle strisce comiche) approcciando alla fantascienza. Dopo le brevi esperienze con Guerrilla High (Gakuen Taikutsu Otoko, che tanto rappresenta il cambio, più o meno repentino, dal genere comico al sci-fi puro, poiché in fase di stesura passa dall'essere una storia di azione comica a un vero e proprio thriller fantascientifico) e Oni – Rebellion 2889 (Oni: 2889-nen no Hanran, one-shot di cento pagine ambientato nell'anno 2889 e che raffigura la battaglia tra uomini e oni, secondo quest'opera esseri umani artificiali creati attraverso la materia inorganica che vengono rappresentati come una classe inferiore e subordinata ai primi) ciò accadrà con il manga Mao Dante, dove inizia anche la sua esplorazione delle tematiche religiose e demoniache. Con questa serie, pubblicata su Bokura Magazine dell'editore Kodansha, Nagai non solo si ispira alla commedia dantesca che tanto lo influenzò da bambino, bensì capovolge a 180° l'ottica di quest'ultima (che ha al centro il punto di vista di Dante Alighieri e non dei demoni o dei dannati) e ha l'occasione di inserire il tema del "mostro gigante" e delle sue "crisi di coscienza", risultato dall'influenza di Godzilla; l'opera, nonostante le grandi ambizioni, fu bruscamente interrotta a metà per la chiusura della rivista su cui veniva serializzata.

Fortuna vuole che lo staff di Toei Animation fosse rimasto affascinato da Mao Dante nonostante il suo brusco finale, cosí richiede a Nagai di "addolcire" le tematiche demoniache per svilupparne una serie animata. Il soggetto finirà per diventare qualcosa di molto differente, ovvero ciò che l'anno successivo porterà alla nascita di Devilman (Debiruman), forse la sua opera più famosa e conosciuta a livello mondiale. Per supportare la serie anime, Nagai crea anche un manga, molto meno edulcorato, tanto che, mentre la serie TV presenta richiami all'iconografia del supereroe occidentale, quest'ultimo introduce situazioni dal background sci-fi al limite dello splatter e un finale apocalittico pessimista e imprevedibile, soprattutto per l'epoca in cui venne serializzato e per il target di riferimento. Anni dopo, poi, verranno realizzati due OAV che riprenderanno più fedelmente la prima parte del manga (corrispondente a circa i primi due volumi, sebbene il progetto volesse originariamente adattare l'intero fumetto).

I mecha pilotati dall'interno: Mazinger Z

Il 1972 è un anno importantissimo per Nagai, poiché oltre a Devilman vede la luce Mazinga Z, il primo cartone animato con protagonista un super robot controllato dall'interno da un essere umano. Di quest'opera furono pubblicate varie versioni a fumetti, tra cui l'originale (curata dallo stesso Nagai) e una riduzione di Gosaku Ota, che inizialmente segue con maggiore fedeltà la trama della versione televisiva, - accentuandone semplicemente la violenza - ma finisce poi introducendo alcune innovazioni e discostandosene notevolmente con i suoi seguiti (rispettivamente il Grande Mazinga e Ufo Robot Grendizer).