Giovanna sposò Filippo il Bello, arciduca di Casa d'Asburgo, il 20 ottobre 1496. Dopo la morte di suo fratello Giovanni, principe delle Asturie, nel 1497, di sua sorella maggiore Isabella nel 1498 e di suo nipote Michele della Pace nel 1500, divenne l'erede presunta delle corone di Castiglia e Aragona. Quando sua madre, la regina Isabella I di Castiglia, morì nel 1504, Giovanna divenne regina di Castiglia, mentre suo padre, il re Ferdinando II d'Aragona, si autoproclamò governatore e amministratore di Castiglia.

Nel 1506, l'arciduca Filippo divenne re di Castiglia jure uxoris, dando inizio al dominio degli Asburgo nei regni spagnoli, ma morì nello stesso anno. Nonostante fosse la regina di Castiglia, ebbe scarso potere sulla politica nazionale durante il suo regno poiché fu dichiarata pazza e imprigionata nel Convento Reale di Santa Clara, a Tordesillas, da suo padre. Ferdinando governò come reggente fino alla sua morte nel 1516, lasciando anche l'Aragona in eredità a Giovanna.

Su questi territori regnò di fatto suo figlio Carlo V, mentre lei rimase quasi ininterrottamente imprigionata per 46 anni, fino alla sua morte, nel 1555.

Biografia Infanzia Giovanna nacque il 6 novembre 1479, nella città di Toledo, la capitale del Regno di Castiglia. Appartenente alla casa reale di Trastámara, era la terzogenita di Ferdinando II d'Aragona e di Isabella di Castiglia, i re cattolici (in spagnolo, los Reyes Católicos), come li aveva titolati nel 1494 papa Alessandro VI.

Aveva carnagione chiara, occhi azzurri e capelli tra il biondo fragola e il ramato, come la madre e la sorella Caterina. Suoi fratelli erano Isabella, regina del Portogallo; Giovanni, principe delle Asturie; Maria regina del Portogallo; e Caterina, sventurata prima moglie del sovrano inglese Enrico VIII.

Sua madre teneva molto all'educazione di tutti i suoi figli per prepararli a matrimoni vantaggiosi. La sua formazione accademica consisteva nello studio del diritto civile, della genealogia e dell'araldica, storia, matematica, filosofia, oltre a ortografia e scrittura; studiò le diverse lingue iberiche quali castigliano, leonese, galiziano-portoghese e catalano, ed era fluente in francese e latino. La sua formazione includeva inoltre l'etichetta di corte, la danza, la musica, il disegno, le abilità equestri, le buone maniere, la musica e le arti del ricamo e del cucito. Imparò anche attività all'aria aperta come la falconeria e la caccia.

Matrimonio

La politica matrimoniale tipica dell'epoca di Ferdinando e Isabella, sempre attenta a intrecciare unioni utili agli interessi della casata sul piano internazionale, portò matrimoni molto prestigiosi ai cinque figli.

Nel 1496 Giovanna, all'età di sedici anni, fu promessa in sposa al diciottenne Filippo d'Asburgo, figlio di Massimiliano I, Imperatore del Sacro Romano Impero. Il matrimonio faceva parte di una serie di alleanze familiari tra Asburgo e Trastámara progettate per rafforzare entrambi contro il crescente potere francese. Questa unione è considerata una delle scelte di politica matrimoniale meglio riuscite nella storia europea: l'erede di Giovanna e di Filippo sarebbe divenuto possessore di un territorio vastissimo oltre che pretendente alla Corona imperiale.

Il viaggio per giungere alla nuova corte fu lungo e travagliato. Giovanna si separò dalla sua terra nell'agosto del 1496, quando il mare che bagna la costa cantabrica lo permise: il viaggio via terra attraversando la nemica Francia era impensabile. Il 21 ottobre 1496 furono celebrate le nozze a Lier in veste ufficiale, in quanto Filippo era rimasto talmente affascinato dalla bellezza e dalla forza di Giovanna da volerla sposare nel giorno stesso dell'arrivo di Lei nelle Fiandre. Giovanna aveva avuto un colpo di fulmine verso il marito Filippo, che ricambiava in pieno l'amore. Nei successivi undici anni diede alla luce sei figli (due maschi e quattro femmine): futuri imperatori e future regine.

Giovanna e Filippo si insediarono a Bruxelles, dove nel 1498 nacque la loro prima figlia, Eleonora. È facile comprendere come Giovanna vivesse il matrimonio anche come un atto liberatorio; inoltre la corte fiamminga era molto raffinata, completamente differente dall'austerità cui era stata abituata. Ma quella felicità sarebbe durata poco. Amante delle donne e della vita mondana, Filippo si concedeva lunghe assenze mentre Giovanna, accecata dalla gelosia, iniziava a mostrare i segni di quella pazzia che sarebbe stata utilizzata come tattica politica in mano agli uomini che la circondavano per accaparrarsi il potere.

Erede al trono di Castiglia

Con il matrimonio tra Ferdinando di Aragona e Isabella di Castiglia, genitori di Giovanna, Aragona e Castiglia non si erano fuse in uno Stato unitario nel senso moderno del termine, ma erano rimaste due corone autonome, sottoposte alle proprie leggi: gli affari relativi alle due corone erano trattati "come se fossero l'uno un problema esclusivamente castigliano e l'altro un problema aragonese, e cioè li si affrontò come se l'unione fra le due corone non fosse mai avvenuta".Elliott H. J. - La Spagna Imperiale, 1469-1716.

Al momento del matrimonio con Filippo, Giovanna era terza nella linea di successione, dopo il fratello Giovanni e la sorella Isabella (moglie del re Manuele I del Portogallo). Le premature morti di Giovanni (ottobre 1497) e di Isabella (agosto 1498) fecero sì che Giovanna divenisse l'erede ai troni di Castiglia e di Aragona. A questo risultato concorse la morte del figlio di Isabella e Manuele, Michele, scomparso nel 1500 ad appena 2 anni, qualche mese dopo la nascita di Carlo, secondogenito di Filippo e Giovanna.

Nel 1502, Filippo e Giovanna si recarono a Toledo per ricevere la fedeltà dalle Cortes di Castiglia come principessa delle Asturie, il titolo tradizionalmente dato all'erede di Castiglia. Filippo e la maggior parte della corte rientrarono nei Paesi Bassi l'anno successivo, mentre Giovanna, incinta, rimase a Madrid per partorire il loro quarto figlio, Ferdinando. Giovanna si risolse quindi a partire per raggiungere il marito, ma i suoi genitori, che pretendevano che il piccolo Ferdinando fosse allevato in Spagna, glielo impedirono. Le tolsero i cavalieri della scorta e le fecero trovare sbarrato il portone della fortezza di Medina del Campo, in cui alloggiava. Giovanna cominciò a digiunare e a urlare di essere reclusa. La madre, malgrado la malattia, decise di farle visita, per convincerla dell'opportunità delle scelte fatte, ma la figlia a quanto pare l'accolse "con epiteti talmente oltraggiosi e così lontani da ciò che una figlia deve dire a sua madre" che alla fine i Re Cattolici si risolsero a lasciarla partire, pur trattenendo alla corte spagnola il piccolo Ferdinando.

Quando Giovanna e Filippo si riunirono, la loro relazione si complicò poiché, nell'anno in cui Giovanna era stata assente, Filippo era stato con un'altra donna. La loro relazione si mantenne comunque appassionata e salda anche nei periodi di tensione. Nonostante i due non rinunciassero alla passione (nacque infatti un'altra figlia, Maria), i continui tradimenti di Filippo provocavano in Giovanna violente crisi di gelosia.

Nel novembre del 1504, alla morte della madre, si aprì il problema della successione al trono di Castiglia, che per Giovanna ebbe sviluppi drammatici.

Ferdinando, il padre di Giovanna, assunse immediatamente la reggenza, facendo addirittura coniare delle monete con inciso "Ferdinando e Giovanna, re e regina di Castiglia, León e Aragona". Il genero Filippo però non era d'accordo: la Castiglia spettava a sua moglie (e dunque a lui) e fece a sua volta coniare monete in nome di "Filippo e Giovanna, re e regina di Castiglia, Léon e arciduchi d'Austria, ecc." Ferdinando, in risposta, intraprese una politica filo-francese, sposando Germana de Foix, nipote di Luigi XII di Francia (e sua pronipote), nella speranza che avrebbe generato un figlio per ereditare l'Aragona e forse la Castiglia. Filippo e Giovanna decisero di recarsi in Castiglia.

Lasciando le Fiandre il 10 gennaio 1506, le loro navi naufragarono sulla costa inglese e la coppia fu ospite di Enrico, Principe di Galles (in seguito Enrico VIII), e della sorella di Giovanna, Caterina d'Aragona, al Castello di Windsor. Non furono in grado di ripartire fino al 21 aprile, quando in Castiglia ormai si profilava la guerra civile. Sembra che Filippo considerasse lo sbarco in Andalusia per radunare i nobili e prepararsi allo scontro armato; invece sbarcarono a La Coruña il 26 aprile, dopodiché la nobiltà castigliana abbandonò Ferdinando in massa.

Ferdinando incontrò Filippo a Villafáfila, il 27 giugno 1506, per un colloquio privato, dove accettò di cedere la Castiglia a Filippo promettendo di ritirarsi in Aragona, ma con un secondo trattato concordarono anche l'esclusione di Giovanna dal governo, a causa del suo "stato mentale". Immediatamente dopo, però, il trattato fu smentito da Ferdinando, con l'affermazione che i diritti sulla Castiglia spettavano solo alla figlia Giovanna. Una quindicina di giorni dopo, non avendo raggiunto un nuovo accordo con Filippo, e mantenendo così il suo diritto di interferire se riteneva che i diritti di sua figlia fossero stati violati, Ferdinando abbandonò la Castiglia per l'Aragona, lasciando Filippo a governare in vece di Giovanna.

In questa controversia appare evidente la contraddizione tra la prima dichiarazione di incapacità della figlia e la successiva affermazione dei diritti regali della stessa: una volta folle, un'altra savia.

Morte di Filippo In virtù dell'accordo di Villafáfila, i procuratori delle Cortes si riunirono a Valladolid, Castiglia il 9 luglio 1506. Il 12 luglio giurarono fedeltà a Filippo e Giovanna come re e regina di Castiglia e León e dichiararono il figlio Carlo, in seguito Carlo I di Castiglia, Leon e Aragona e Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero, come loro erede apparente. Questa disposizione durò solo pochi mesi.

Il 25 settembre 1506 Filippo morì dopo una malattia di cinque giorni nella città di Burgos, in Castiglia. La causa ufficiale della morte fu la febbre tifoide. L'opinione pubblica però sospettò che suo suocero Ferdinando II, che aveva sempre detestato le sue origini asburgiche straniere e con il quale non aveva mai voluto condividere il potere, lo avesse avvelenato. Giovanna era incinta del loro sesto e ultimo figlio, una bambina di nome Caterina (1507–1578), che in seguito divenne regina del Portogallo.

Qui cominciò la tragedia di Giovanna di Castiglia: il padre Ferdinando, reggente, scrisse a tutte le Corti lamentando la demenza della figlia causata dall'improvvisa morte dell'amato sposo. Nacque la leggenda, opportunamente esaltata e diffusa, degli strani comportamenti di Giovanna, vedova inconsolabile, verso il feretro del marito, comportamenti di cui non vi è documentazione o testimonianza che non provenga dagli ambienti di corte.

Dalla morte della madre e fino alla sua, Giovanna detenne solo formalmente il titolo di regina di Castiglia, in quanto il vero potere fu esercitato dal padre, re d'Aragona, che governava anche la Castiglia attraverso una serie di quattro diversi reggenti.

Lunga prigionia

Dalla morte del marito, avvenuta nel 1506, e fino al 1520 Giovanna venne confinata, per ordine del padre, nel monastero-castello di Tordesillas, completamente isolata dal mondo esterno. Dieci anni dopo, quando il padre Ferdinando morì il 23 gennaio 1516 a Madrigalejo, la Spagna fu unificata, con le due corone passate al figlio di Giovanna e Filippo, il sedicenne Carlo di Gand, che fu incoronato il 14 marzo e divenne poi imperatore con il nome di Carlo V d'Asburgo.