miniatura|San Michele mentre vince e uccide il drago (Satana) in una miniatura spagnola del primo quarto del XV secolo. La preghiera a san Michele Arcangelo è un insieme di preghiere della tradizione cristiana cattolica. Storia Nel XVII secolo, Paolo V promulgò il Messale romano che conteneva il De exorcizandis obsessiis a daemonio.

Il 13 ottobre 1884 papa Leone XIII avrebbe avuto una visione - al termine della Messa in Vaticano - nella quale il Maligno minacciava la Chiesa: subito dopo aveva composto la preghiera (in forma estesa), raccomandando che fosse recitata al termine di ogni messa, oltre ad inserirla nella raccolta degli esorcismi.La contrapposizione tra Chiesa e massoneria era talmente radicale all'epoca che, nel 1887, una Lega anti-massonica, con benedizione pontificia e sotto il patrocinio di san Michele, aveva un documento di ammissione che recava: "Si fa istanza alle pie donne cristiane, che appartengono a questa santa Lega, di aggiungere alle preghiere del mattino un Pater e un Ave con questa invocazione: 'San Michele arcangelo, pregate per noi, e proteggete la Chiesa contro le sette massoniche che formano l'esercito di Satana'." Come citato in Lino Sacchi, Massoneria. Una introduzione, Lindau, serie "I leoni", Torino 2024, p. 304. ,

Nel 1886 ciò divenne una legge interna alla Chiesa e la preghiera a san Michele in forma abbreviata fu inserita insieme alle Preci leonine, da recitare al termine delle messe non cantate. La preghiera continuò ad essere recitata fino al 26 settembre 1964, quando, con la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, l'istruzione "Inter oecumenici" n.48, § j, decretò: "...le preghiere leoniane sono soppresse".

Papa Leone XIII è autore del De exorcismis et supplicationibus quibusdam, raccolta di esorcismi, fra i quali rientra lExorcismus in Satanam et Angelos Apostaticos, uno dei più potenti: nella prima parte, il papa inserì la Preghiera a San Michele, invocato come "Principe gloriosissimo delle milizie celesti", come "custode e patrono della Santa Chiesa".

Abbiamo quindi tre versioni: originale estesa nellExorcismus in Satanam et Angelos Apostaticos di Leone XIIIIussu Leonis Pp. XIII editus, e Acta Sanctae Sedis, in E I M opportune redacta ed illustrata. Studio ed cura Vicotorii Piazzesi, iuris utriusque doctoris. Volumen XXIII, Romae, ex Typographia Polyglotta, s. Congregatio de Propaganda Fide, 1890-1891, 768 pagine. Ristampata col permesso della Libreria Editrice Vaticana, dapprima nel 1969 dalla Johnson Reprint Corporation, 111 Fifth Avenue New York, 10003 N.Y.; e dalla Johnson Reprint Company Ltd., Berkeley Square House, London W1XBA.Rituale Romano de 1903, p. 227; l'esorcismo con la traduzione francese fu pubblicato a Parigi nel 1922 con limprimatur del cardinale Dobois.; forma breve nelle Preci Leonine (Rituale romano del 1884) di Leone XIII; esorcismo dopo il Vaticano II.

L'esorcismo contiene la profezia secondo la quale il demonio e i suoi adoratori prenderanno il controllo del papato (sede di Pietro [apostolo, primo papa] e la Cattedra della Verità) da un certo punto in avanti nella storiaUbi sedes beatíssimi Petri et Cáthedra veritátis ad lucem géntium constitúta est, ibi thrónum posuérunt abominatiónis et impietátis suæ; ut percússo Pastore, et grégem dispérdere váleant., ma senza mai riuscire a prevalere su essanella battaglia in Paradiso «et non valuérunt, neque locus invéntus est eórum ámplius in coélo...» e in quella terrestre: «[...]; qui Ecclésiam suam ædificávit supra fírmam pétram et portas ínferi advérsus eam numquam esse prævalitúras edíxit», riferito a Pietro – "Cefa" – nominato capo della Chiesa..

La reintroduzione della preghiera nel 2018 A seguito dello scandalo a sfondo sessuale coinvolgente diversi membri dell'episcopato e del clero, Papa Francesco ha chiesto ai fedeli di tutto il mondo di recitare quotidianamente per tutto il mese di ottobre il Santo Rosario alla Beata Vergine Maria - unitamente al digiuno e alla penitenza come già richiesto nella "Lettera al Popolo di Dio" del 20 agosto 2018 - per la protezione della Chiesa da Satana, il "Grande Accusatore", concludendolo con l'antica preghiera "Sub Tuum Praesidium" dedicata alla Vergine e con la preghiera a San Michele Arcangelo. Inoltre diversi vescovi nel mondo hanno chiesto la reintroduzione della preghiera a San Michele alla fine di ogni messa, in particolare:

Stati Uniti Arcidiocesi di Portland, Oregon (Mons. Alexander K. Sample) Arcidiocesi di Kansas City, Kansas (Mons. Joseph Fred Naumann) Arcidiocesi di Hartford, Connecticut (Mons. Leonard P. Blair) Diocesi di Pittsburgh, Pennsylvania (Mons. David A. Zubik) Diocesi di Allentown, Pennsylvania (Mons. Alfred Andrew Schlert) Diocesi di Springfield, Illinois (Mons. Thomas J. J. Paprocki) Diocesi di Madison, Wisconsin (Mons. Robert C. Morlino) Diocesi di Bridgeport, Connecticut (Mons. Frank Joseph Caggiano) Diocesi di Knoxville, Tennessee (Mons. Richard Stika) Diocesi di Orange, California (Mons. Kevin W. Vann) Diocesi di Toledo, Ohio (Mons. Daniel E. Thomas) Diocesi di Gallup, Nuovo Messico (Mons. James S. Wall)

Le riforme liturgiche successive

Il tema fu largamente e adeguatamente dibattuto nei primi secoli della Chiesa Cristiana, dando luogo alla condanna dell'eresia donatista, che sosteneva appunto che l'efficacia dei sacramenti potesse in qualche modo dipendere dalla dignità del ministrante (quando invece l'unico fattore che rileva è la fede e lo stato di grazia del richiedente).

miniatura|sinistra|Statua dell'Arcangelo Michele, presso l'Università di Bonn, che tiene schiacciato sotto i piedi Satana, rappresentato come un dragone. Quis ut Deus? è la scritta sottostante: "Chi è come Dio?"

Aspetti normativi

Al tempo del Concilio Vaticano II avviene una prima drastica limitazione della preghiera esorcistica, con la riforma del Messale e L'abolizione delle Preci Leonine dal fine Messa, anche su base volontaria di sacerdoti e fedeli. A questa riforma nel corso degli anni seguiranno altre limitazioni nel corso di riunioni di movimenti carismatici, e infine nella preghiera privata dei singoli o delle famiglie, in genere lasciata totalmente libera. Nel 1994 Giovanni Paolo II raccomandò nuovamente la recita delle Preci Leonine al termine della Messa. citazione: "Anche se oggi questa preghiera non viene più recitata al termine della celebrazione eucaristica, invito tutti a non dimenticarla, ma a recitarla per ottenere di essere aiutati nella battaglia contro le forze delle tenebre e contro lo spirito di questo mondo."

La Lettera agli Ordinari riguardante le norme sugli esorcismi è un documento del 29 settembre (festività dei Tre Arcangeli) 1985, firmato dal Cardinale Joseph Ratzinger, all'epoca prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e da mons. Alberto Bovone (segretario), e diramato in tutta la Chiesa cattolica.

Il documento richiama i vescovi all'applicazione del canone 1172 del Codice di Diritto Canonico dichiara:

Ribadendo il divieto ai fedeli di usare la formula dell'esorcismo contro Satana e gli angeli ribelli, conclude:

Il canone comporta il divieto generale di esorcizzare sé stessi o una terza persona ritenuta posseduta da uno o più demoni, mentre nulla depone in merito al diritto di esorcizzare i demoni e la loro opera malefica avverso la Chiesa Cattolica o una specifica comunità cristiana, intesa come mistico tessuto di edifici sacri, riti e collettività di persone. Può quindi trovare impiego per invocare la benedizione divina, la presenza degli angeli di Dio e la protezione spirituale contro i demoni della propria dimora famigliare. In tale aspetto, risulta più efficace di qualsiasi altra preghiera recitabile privatamente, ad eccezione del Santo Rosario.

Testo Esistono tre versioni autorizzate dell'esorcismo: Exorcismus in satanam et angelos apostaticos iussu Leonis XIII P. M. editus, pubblicato in Acta Sanctae Sedis, XXIII (1890-91); lExorcismus in satanam et angelos apostaticos, pubblicato nel Rituale Romano del 1952; la Supplicatio et exorcismus qui adhiberi possunt in peculiaribus adiunctis Ecclesiae, pubblicato nel De exorcismis et supplicationibus quibusdam del 1998. L'esorcismo può essere recitato dal solo sacerdote (autorizzato dal vescovo come esorcista e ad adottare questa forma, dopo il Vaticano II) nei casi di presunta possessione diabolica. La preghiera delle Preci Leonine può essere sempre recitata dai fedeli, è considerata inefficace del tutto come esorcismo in caso di possessione già avvenuta, mentre è utile per prevenire che tale evento si manifesti. L'esorcismo può essere recitato dai fedeli in una serie di altre occasioni utili: l'esorcismo solenne e pubblico, fatto dal sacerdote (validamente ordinato) per liberare una persona posseduta unicamente col consenso del Vescovo diocesano; l'esorcismo privato, che tutti i fedeli, come nel caso di questa preghiera, possono recitare con frutto, da soli o in comune, in chiesa o fuori dalla chiesa. Questo sacramentale è consigliabile: nelle tentazioni (di bestemmia, di impurità, di odio, di disperazione, ecc.); nelle famiglie (discordie, epidemie, ecc.); nella vita pubblica (immoralità, bestemmia, profanazione delle feste, scandali, ecc.); nelle relazioni tra i popoli (guerre, ecc.); nelle persecuzioni contro il clero e contro la Chiesa; nelle malattie fisiche e spirituali, nei temporali, nell'invasione di animali nocivi.

La versione del 1884 era interamente recitabile anche dai fedeli. La differenza consisteva in pochi punti distinti per i chierici e nel pronunciare anche a voce le parole del Segno della Croce, tracciato con la mano destra ed eventuali sacramentali, nella parte della invocazione a Dio e ai Santi (omessa nella "versione light"), caratteristica ben nota e sempre presente nella preghiera di tipo esorcistico.

I versi Ecce Crucem Domini, / fugite partes adversae, / vicit Leo de tribu Iuda, / Radix David! Alleluia, alleluia! erano presenti anche nell'Esorcismo Breve di Sant'Antonio di Padova, risalente al XIII secolo.

Testo latino riformato La preghiera fu inserita, in forma estesa, in un esorcismo che lo stesso pontefice Leone XIII fece inserire nel Rituale Romanum: tale esorcismo, secondo le leggi della Chiesa Cattolica dopo il Vaticano II, può essere pronunciato solo da un sacerdote esorcista, autorizzato dal vescovo, mentre è raccomandata a ogni fedele la recita della preghiera a san Michele Arcangelo nella sua forma ridotta. Fino al 1964, questa forma integrale era tutta recitata privatamente dai fedeli, e al termine delle messe non cantate.

In Nomine Patris, et Filii et Spiritus Sancti.

Princeps gloriosissime caelestis militiae, sancte Michael Archangele, defende nos in proelio et colluctatione, quae nobis adversus principes et potestates, adversus mundi rectores tenebrarum harum, contra spiritualia nequitiae, in caelestibus.

Veni in auxilium hominum, quos Deus creavit inexterminabiles, et ad imaginem similitudinis suae fecit, et a tyrannide diaboli emit pretio magno. Proeliare hodie cum beatorum Angelorum exercitu proelia Domini, sicut pugnasti contra ducem superbiae Luciferum, et angelos eius apostaticos: et non valuerunt, neque locus inventus est eorum amplius in coelo. Sed proiectus est draco ille magnus, serpens antiquus, qui vocatur diabolus et satanas, qui seducit universum orbem; et proiectus est in terram, et angeli eius cum illo missi sunt.

En antiquus inimicus et homicida vehementer erectus est. Transfiguratus in angelum lucis, cum tota malignorum spirituum caterva late circuit et invadit terram, ut in ea deleat nomen Dei et Christi eius, animasque ad aeternae gloriae coronam destinatas furetur, mactet ac perdat in sempiternum interitum.

Virus nequitiae suae, tamquam flumen immundissimum, draco maleficus transfundit in homines depravatos mente et corruptos corde; spiritum mendacii, impietatis et blasphemiae; halitumque mortiferum luxuriae, vitiorum omnium et iniquitatum.