Mentha L., 1753 è un genere di piante spermatofite dicotiledoni della famiglia delle Lamiacee.
Etimologia Il nome "Menta" per una pianta è stato usato per la prima volta dal naturalista romano Gaio Plinio Secondo (23 – 79), e deriva dal greco "Μίνθη" (Minthe o Myntha) nome di una ninfa dei fiumi sfortunata, figlia del dio Cocito, che è stata trasformata in un'erba da Persefone perché amante di Dite...Mintha in William Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology
Il nome scientifico del genere fu definito da Linneo nella pubblicazione Species Plantarum del 1753.
Descrizione
Le piante di questo genere arrivano ad un'altezza di . I portamenti variano da erbacei annuali (raramente) o perenni a subarbustivi o arbustivi. La forma biologica prevalente è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Raramente è presente anche la forma biologica emicriptofita reptante (H rept). Queste piante in genere sono pubescenti per peli semplici e diritti, ma anche per peli ghiandolosi. Sono presenti sostanze aromatiche (oli eterei) contenute all'interno di peli ghiandolari. Tutte le piante sono fortemente aromatiche, dal tipico sapore pungente e piccante, ma con ben definite sfumature che possono essere percepite anche tra una e l'altra popolazione. Spesso sono presenti forme ginodioiche.....Flora of China: Mentha Radici Le radici sono secondarie da rizoma, il quale può essere strisciante. Fusto La parte aerea del fusto è ascendente con la superficie più o meno pubescente e striata. Il fusto ha una sezione quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave. Foglie Le foglie sono sessili (soprattutto quelle superiori) ma anche picciolate (quelle basali) e sono disposte in verticilli alternati a 2 a 2 in modo opposto. La lamina, semplice, è oblunga con forme da lanceolate a ellittiche; l'apice è acuto e i bordi sono seghettati, dentati o crenati. La superficie è percorsa da semplici nervature poco sporgenti e ricoperta da peli semplici; il colore in genere è verde brillante. Le stipole sono assenti. Infiorescenza Le infiorescenze, posizionate all'apice del fusto o all'ascella delle foglie intermedie, sono formate da numerosi fiori raccolti o in una spiga apicale a forma piramidale appuntita oppure in forme globulari. Il numero dei verticilli floreali varia da 1 - 2 fino a 6 (possono essere presenti più verticillastri inferiori distanziati). Ogni verticillo può essere (oppure no) sotteso da una coppia di brattee con forme da lanceolate a lineari. I fiori sono quasi sessili o brevemente pedicellati, sono simpetali e più o meno irregolari, sono inoltre piccoli. La fioritura avviene in piena estate e prosegue fino all'autunno, e parte dal basso verso l'alto. Fiore I fiori sono ermafroditi (ma anche solo femminili), zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice - il perianzio - sono a 5 parti). I fiori sono proterandri (protezione contro l'autoimpollinazione).
Formula fiorale: X, K (4/5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nucule
Il calice del fiore, persistente, è del tipo gamosepalo e più o meno attinomorfo con forme cilindrico-tubolari e terminate con 5 (o raramente 4) denti da triangolari-acuti a subulati più o meno uguali. A volte la parte terminale si presenta con una struttura 3/2 (e quindi zigomorfa). La superficie del calice, pubescente, è percorsa da una decina (fino a 13) di nervature longitudinali (cinque sono più evidenti). Le fauci sono più o meno villose o glabre. La corolla, gamopetala, è a simmetria sublabiata (da zigomorfa a più o meno attinomorfa) terminante con 4 lobi (due petali sono fusi in un solo lobo) patenti e poco distinguibili uno dall'altro (i lobi posteriori sono più ampi) con bordi smarginati. Il tubo è subcilindrico (non gibboso) e buona parte di esso è ricoperto dal calice. La superficie è glabra come anche le fauci. Il colore è roseo, lilla o violetto, ma anche bianco. Androceo: gli stami sono quattro (manca il mediano, il quinto) didinami con il paio anteriore più lungo, sono visibili e molto sporgenti (specialmente nei fiori bisessuali); gli stami sono tutti fertili (nei fiori femminili sono rudimentali). I filamenti sono glabri (e nudi). Le antere, oscillanti, hanno forme da ellissoidi a ovato-oblunghe, mentre le teche si presentano parallele e distinte. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. L'ovario è glabro. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).. Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme. Lo stigma è bifido con corti lobi subuguali. Il nettario è un disco più o meno simmetrico alla base dell'ovario ed è ricco di nettare. Frutti Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule con forme da ovoidi a cilindroidi con la superficie da liscia a rugosa. La deiscenza è basale o laterale.
Biologia Riproduzione Queste specie si riproducono per impollinazione tramite insetti tipo ditteri e imenotteri, raramente lepidotteri (impollinazione entomogama).. In particolare sono i ditteri i maggiori impollinatori in quanto con maggior insistenza si aggirano per le stazioni ricche di acqua.
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria). I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo..
Queste piante si riproducono anche per mezzo dei rizomi (alcune piante sono stolonifere).Blamey, M. & Grey-Wilson, C. (1989). Flora of Britain and Northern Europe. ISBN 0-340-40170-2Huxley, A., ed. (1992). New RHS Dictionary of Gardening. Macmillan ISBN 0-333-47494-5.
Distribuzione e habitat Le specie di questo gruppo crescono in modo massiccio in tutta Europa, in Asia e in Africa e prediligono sia le posizioni in pieno sole che la mezza ombra, ma possono resistere anche a basse temperature. Delle otto specie presenti sul territorio italiano, sei si trovano nell'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione delle specie alpine. SpecieComunitàvegetaliPianivegetazionaliSubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpinaMentha aquatica6montanocollinareCa - SineutromediobagnatoA3tutto l'arco alpinoMentha arvensis2montanocollinareCa/Si - SiacidoaltomedioB1tutto l'arco alpino Mentha longifolia11subalpinomontanocollinareCa - Ca/Sibasico-neutrobassoumidoA4tutto l'arco alpinoMentha pulegium11collinareCa - SineutroaltobagnatoA4 B5tutto l'arco alpinoma in modo discontinuoMentha spicata5montanocollinareCa - SineutrobassobagnatoB9Alpi occidentali e orientalima in modo discontinuoMentha suaveolens11collinareCa/Si - SiacidobassoumidoA4 B2 F3Alpi occidentali e centraliLegenda e note alla tabella. Substrato con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).
Comunità vegetali: 2 = comunità terofitiche pioniere nitrofile; 5 = comunità perenni nitrofile; 6 = comunità delle megaforbie acquatiche; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri.
Ambienti: A3 = ambienti acquatici come rive, stagni, fossi e paludi; A4 = ambienti umidi, temporaneamente inondati o a umidità variabile; B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; B9 = coltivi umani.
Tassonomia La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi specie.
La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie: il genere Mentha fa parte della sottofamiglia Nepetoideae (tribù Mentheae, sottotribù Menthinae)..
Il genere Mentha è di difficile circoscrizione in quanto la maggior parte delle sue specie sono poliploidi (con alti numeri cromosomici) e facilmente si ibridano tra di loro (ibridazione interspecifica). Inoltre sono piante molto variabili che si adattano facilmente alla situazione e alla natura del luogo dove crescono. Delle centinaia di specie descritte, almeno per l'areale Centro-Europeo (e quindi italiano), possono essere considerate "principali" solamente le seguenti cinque specie sessuali: M. arvensis, M. aquatica, M. spicata, M. longifolia e M. suaveolens. Mentre queste specie sono molto variabili, gli ibridi da esse generate sono invece più stabili con una riproduzione soprattutto per via vegetativa (molti sono sterili). Specifici studi fatti sulle specie, varietà e ibridi del genere. hanno dimostrato come sia difficile circoscrivere i vari gruppi anche se i vari incroci e re-incroci a volte hanno generato una scia di entità ben caratterizzate sul piano morfologico, dette "notomorfi".
Al di là della "tassonomia ufficiale" in Italia, soprattutto ad uso della farmaceutica e dell'industria estrattiva, ma anche del giardinaggio si usa suddividere il genere in quattro sezioni: Pulegium: il calice è quasi bilabiato con denti villosi all'interno e fauci tappate da peli; la corolla è gibbosa nella parte basale; specie: M. pulegium e M. requienii. Le sezioni seguenti hanno tutte un calice attinomorfo con peli interni ma prive di peli chiudenti le fauci del calice; le corolle sono diritte. Spicatae: le infiorescenze sono composte da verticillastri formati da spighe; le fauci della corolla sono prive di peli; specie: M. spicata e M. longifolia. Capitatae: le infiorescenze sono composte da verticillastri formati da capolini globosi; le fauci della corolla sono pelose; specie: Mentha x piperita. Verticillatae: le infiorescenze sono composte da verticillastri tutti ascellari (l'asse principale termina con un fascio di foglie); le fauci della corolla sono pelose; specie: M. arvensis.
Per le specie di questo gruppo sono presenti i seguenti numeri cromosomici: 2n = 18, 20, 24, 36, 40, 42, 48, 54, 60, 66, 72, 78, 84, 90, 96, 108, 120, 132.
Specie Il genere comprende le seguenti specie:
Mentha alaica Boriss. Mentha aquatica L. Mentha arvensis L. Mentha atrolilacina B.J.Conn & D.J.Duval Mentha australis R.Br. Mentha canadensis L. Mentha cervina L. Mentha choujunensis A.H.Ganie, T.Islam & Khuroo Mentha cunninghamii (Benth.) Benth. Mentha dahurica Fisch. ex Benth., 1833 Mentha darvasica Boriss., 1954 Mentha diemenica Spreng., 1825 Mentha gattefossei Maire, 1922 Mentha grandiflora Benth., 1848 Mentha japonica (Miq.) Makino, 1906 Mentha laxiflora Benth., 1848 Mentha longifolia (L.) L., 1756 Mentha micrantha (Fisch. ex Benth.) Heinr.Braun, 1890 Mentha pamiroalaica Boriss., 1954 Mentha pulegium L., 1753 Mentha requienii Benth., 1833 Mentha royleana Wall. ex Benth., 1830 Mentha saturejoides R.Br., 1810 Mentha spicata L., 1753 Mentha suaveolens Ehrh., 1792
Ibridi Sono stati descritti i seguenti ibridi interspecifici (o nothospecie): Mentha × carinthiaca Host (M. arvensis × M. suaveolens) Mentha × dalmatica Tausch (M. arvensis × M. longifolia) Mentha × dumetorum Schult. (M. aquatica × M. longifolia) Mentha × gayeri Trautm. (M. longifolia × M. spicata × M. suaveolens) Mentha × gracilis Sole (M. arvensis × M. spicata) Mentha × kuemmerlei Trautm. (M. aquatica × M. spicata × M. suaveolens) Mentha × locyana Borbás (M. longifolia × M. verticillata)