Cecchina è un centro abitato di abitanti. Amministrativamente, il suo nucleo centrale fa parte del comune di Albano Laziale (con lo status di frazione e capoluogo di circoscrizione), mentre altre sue parti ricadono nel territorio di Ariccia (con lo status di frazione) e di Ardea (come parte della frazione Cecchina Montagnano d'Ardea), nella città metropolitana di Roma capitale in Lazio.
La località, di recente sviluppo urbanistico, è inclusa nell'area dei Castelli Romani.
La parte più antica dell'abitato si trova a quota 237 Regione Lazio, Dipartimento territorio, urbanistica e cartografia - Altimetria di Cecchina vecchia. sul versante occidentale dell'antico cratere vulcanico prosciugato di Vallericcia, al chilometro 9 della strada regionale 207 Nettunense e lungo la ferrovia Roma-Velletri.
Geografia fisica
Clima Per la sua posizione collinare e la poca distanza dal mare, circa 20–25 km, Cecchina gode di un clima mediterraneo con estati calde e ventilate ed inverni relativamente miti e raramente nevosi.
Dal punto di vista termico il territorio rientra nel dominio del clima mediterraneo con inverni miti, temperature autunnali leggermente superiori a quelle primaverili, estati ventilate e tiepide. Le precipitazioni si aggirano sui 900 – 1000 mm. annui, con una diminuzione da gennaio-febbraio a luglio-agosto e un brusco aumento a settembre.S. Ciccacci, L. D'Alessandro, L. Davoli, G.B. La Monica, E. Lupia Palmieri, Caratteristiche Climatiche, Geomorfologiche, Sedimentologiche e Idrogeologiche in Vincenzo Carunchio (ed.), Valutazione della Situazione Ambientale del Lago di Nemi, Roma: Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e provincia di Roma, 1987, pp. 17-45. I venti spirano prevalentemente da sud e da ovest, quindi lasciano spazio a giornate miti e tirreniche, più raramente da nord e da est.
La distribuzione annuale della piovosità è inferiore ai 1000 mm e in media è compresa tra i 700 e i 900 mm. Ai Colli Albani si presenta il fenomeno detto stau, che consiste nella riduzione del vapore acqueo nelle nuvole man mano che il terreno si alza. Perciò la piovosità maggiore si ha sulle prime alture dei Colli Albani, rivolte verso il mare, verso sud sud-ovest, e la minore verso nord.
Normalmente la zona è battuta da venti di Scirocco e Libeccio, ma talvolta compare anche il Ponentino. Durante l'inverno invece si ha la presenza di Tramontana e Grecale, il primo proveniente dalla vasta pianura dell'Agro Romano.
Classificazione climatica: zona D, 1919 GR/G.
Territorio
Il territorio cecchinese è composto geologicamente da materiali delle manifestazioni eruttive finali del Vulcano Laziale,Classificazione V'1 della Mappa Geologica d'Italia. provenienti dai crateri del Lago Albano, di Vallericcia e del Laghetto di Turno a Pavona, nell'adiacente territorio di Castel Gandolfo. Questi materiali piroclastici originarono, circa 30.000 anni or sono, i peperini di Cecchina, del tipo del peperino, materiale di cui è composta prevalentemente la zona dei Castelli RomaniSono noti i peperini di Marino ed Albano. (Vedi Peperino). e che nasconde il "segreto" della produzione vitivinicola della zona. Nel territorio della circoscrizione cecchinese non sono presenti alture di rilievo, poiché il terreno tende a declinare verso il mar Tirreno dalle montagne vulcaniche dei Colli Albani. L'altitudine massima si registra a quota 315 metri s.l.m. in prossimità dell'antica località denominata Prelatura Doria (odierna Perlatura), lungo la Strada Provinciale Vallericcia-Perlatura, a picco sul cratere di Vallericcia. Poco più bassi sono Ginestreto e Rufelli (290 metri s.l.m.), Poggio Ameno (anticamente denominato Colle Conicchione - 276 metri s.l.m); la stazione ferroviaria di Cecchina si attesta invece a 216 metri s.l.m., mentre l'area di Roncigliano risulta essere a 181 metri, la Cancelliera a 175 metri e Montagnano a 151 metri s.l.m..da Regione Lazio - Dipartimento territorio ed urbanistica - cartografia - altimetria Colli Albani. La Classificazione sismica è nella zona 2 (sismicità medio-alta), secondo la riclassificazione sismica del territorio della Regione Lazio 2003.
Origini del nome
Cecchina trae il nome dalla antica e nobile famiglia romana dei Cecchini che nel Seicento possedevano un casale al chilometro 9 della via Nettunense (l'antica via romana Anziate), tra cui un sacerdote cattolico, monsignor Sebastiano Cecchini, ed il fratello Bernardino Cecchini: da costoro il casale prese il nome di Casale della Cecchina (odierno Cecchina vecchia) e la tenuta circostante divenne nota come La Cecchina. A riguardo del nome esiste anche una leggenda moderna, peraltro non documentata, secondo cui una discendente del Re Turno, infortunatasi ad un occhio, venne chiamata per questo la Cechina.
Storia
A inizio 2008, un giovane ricercatore e studente di archeologia, Christian Mauri, ha localizzato con esattezza in Cecchina di Albano Laziale il sito dell'antico Lucus Ferentinae ovvero il bosco sacro (lucus) ove si riuniva la federazione delle città della Lega Latina. Già lo storico Emanuele Lucidi riteneva che Cecchina sorgesse anche nei pressi dell'antica sede della città volsca di Corioli,Emanuele Lucidi, Memorie storiche: "...l'antica città volsca-romana di Corioli tra le zone della Pagliarozza (Cecchina di Ariccia) e di Monte Giove (Genzano di Roma)". conquistata dall'eroe romano Gneo Marcio Coriolano; proprio all'opera dei Romani si deve la costruzione degli emissari del lago di Nemi e di Vallericcia,Una delle antiche bocche del cratere del vulcano Laziale, divenuto prima palude ed in seguito completamente prosciugatosi. col fine di livellare le acque dei due specchi d'acqua che attraversavano l'area cecchinese scendendo a valle verso il mar Tirreno. L'analisi archeologica e topografica ha evidenziato infatti la presenza a Cecchina di un abitato a costante continuità di vita dall'età del Bronzo fino all'età repubblicana, il cui confronto con le fonti letterarie ha permesso di identificare con il Lucus Ferentinae.Christian Mauri, "Latium arcaico", Aracne editrice, 2022, pagg. 11-42. Questo sito sorgeva fin dall'epoca arcaica all'interno del territorio di Ariccia ed a non molta distanza dalla città volsca di Corioli (oggi Monte Giove). Tra gli importanti ritrovamenti archeologici effettuati a Cecchina nel corso del Novecento ricordiamo l'abitato dell'Età del ferro venuto alla luce negli anni settanta lungo Via Perlatura e la necropoli arcaica di Via Lazio, rimasta inedita per molti anni. Questo in particolare fu il luogo dove venne ucciso Turno Erdonio per mano di Tarquinio il Superbo, in occasione di una riunione della Lega Latina alla fine del VI secolo a.C., a causa della sua opposizione nei confronti del re di Roma. Le tombe a fossa restituirono circa 20 scheletri ammassati tra loro e privi dei crani, i quali vennero rinvenuti in una fossa circolare a parte, segno evidente di un'esecuzione capitale. A breve distanza si trova lo sbocco dell'emissario di Nemi a Cecchina, riconoscibile con il caput aquae Ferentinae riportato dagli storici e presso il quale venne ucciso Turno. Da segnalare infine il celebre santuario di Valle Ariccia, rinvenuto subito al di sotto del costone di tufo di Via Perlatura, nel lato verso Vallericcia, il quale ha restituito le bellissime statue in terracotta di tre divinità femminili (Cerere, Proserpina ed appunto Ferentina) oggi conservate nel Museo delle Terme a Roma.
Altra località di antica origine nel territorio di Cecchina è quella di Montagnano, che ha restituito numerosi reperti di età preistorica (conservati nel Museo Civico di Albano) ed una tomba a pozzo del IX secolo a.C. (oggi nel Museo di S. Scolastica a Subiaco). Il nome deriva dall'antico villaggio di Giano, riportato da Virgilio nell'Eneide (VII, 601-622) ai tempi dello sbarco di Enea nel Lazio.Christian Mauri, "Latium arcaico", Aracne editrice, 2022. pagg. 43-54. Nel Medioevo sorse sul luogo il Casale di Monte Giano (oggi Tor di Sbarra), in località Monte Jani, da cui deriva il nome Montagnano. Non lontano verrà aggiunto nel Cinquecento il bel mulino di Montagnano, alimentato dalle acque dell'emissario di Nemi.
In epoca romana nel territorio di Cecchina sorsero molte ville romane, tra cui la più importante fu la villa del console Memmio Regolo in località Le Cese, che ha restituito molte statue, tra cui un Sileno con pantera (oggi ai Vaticani) ed una statua colossale di Artemide. Altra villa fu quella di Senecianus presso il casale della Pagliarozza, che ha restituito molto materiale, tra cui i resti di un cornicione romano e tegole con bolli. Da segnalare soprattutto le molte ville di liberti imperiali del II secolo d.C. in località Cancelliera. Per ultima la cosiddetta villa di Flavio Fileconzio in Via Perlatura, con sottostante criptoportico, di cui rimangono oggi un mosaico ed alcune strutture in opera incerta. Notevoli anche i mosaici di una villa romana in Via Tor Paluzzi.
Nel Medioevo, in prossimità di Cecchina sorsero alcuni insediamenti fortificati: Castel Savello,Castel Savello, edificato attorno al X secolo dalla famiglia Savelli, a cui forse diede anche il nome, venne distrutto invece nel 1436 dalla truppe pontificie del cardinal Giovanni Maria Vitelleschi. Il suo definitivo abbandono si ebbe solo nel XVII secolo, causa la scarsità d'acqua. (Vedi Castel Savello (Albano)). Tor di Sbarra (Montagnano)Il castrum cum tenimentis Montagnanis ricorre spesso nella storia di Ariccia, come confine tra Ariccia e Genzano, prima di divenire territorio di Albano Laziale e di Ardea. e Tor Paluzzi,Ricordata nei documenti più antichi come turris Gandulphi, da distinguere dal castrum Gandulphi che invece è l'attuale Castel Gandolfo, probabilmente ebbe origine dalla stessa famiglia baronale genovese dei Gandolfi. In seguito fu una località di confine tra Ariccia ed Albano, spesso menzionata in documenti e atti. Torre Cancelliera.
Nel Medioevo il primo casale ad essere eretto fu quello di Montagnano nel XII secolo, in località detta Monte Jani. Oggi se ne conserva la torre originaria con scarpata, nota in epoca moderna anche come Tor di Sbarra. A ridosso della Via Nettunense sorsero nel Cinquecento le stalle (oggi in località Fontana di Papa), il mulino e la chiesetta di S. Antonio abate (demolita negli anni ’60).
Al Duecento risale la costruzione della Turris de Gandulphis da parte del senatore di Roma Giannotto Ottone Gandolfi (già fondatore di Castel Gandolfo). A partire dal Quattrocento compare la doppia denominazione di Torre Paluzza o Gandulfa ed inizia a rientrare tra le proprietà dei Paluzzi Albertoni. I Paluzzi ampliarono il casale alzandolo di un piano (nascondendo di fatto la torre) ed aggiungendo la chiesetta dell’Immacolata Concezione (distrutta negli anni ’60). Oggi è noto come Vecchio Montano ed ospita un Museo della Civiltà contadina. Nel XII secolo venne eretta la torre Cancelliera, così chiamata dalla famiglia dei Cancellieri di Roma, che entrò in possesso della tenuta nel corso del Trecento.
Al Seicento risale la costruzione del casale di Roncigliano e dei Casali di Villafranca e Casal Negroni, questi ultimi sorti intorno al 1620 per volere del monsignor Marcaurelio Maraldi da Cesena. La località già in questo periodo produceva del vino “delicato e dolce” tra i migliori di Albano. La famiglia Negroni entrò in possesso del casale omonimo nel Settecento, ampliandolo. Nel portone d’ingresso se ne conservava lo stemma “parlante”, con due mori affrontati.