Larsenale di artiglieria della Campagnola, originariamente chiamato artillerie arsenal Franz Josef I ma meglio conosciuto con il nome di arsenale di Verona o arsenale austriaco di Verona, è uno stabilimento militare fatto edificare dall'Impero austriaco a Verona, oggi situato nel quartiere di Borgo Trento. Gli studi preliminari e l'elaborazione del progetto, voluto dal feldmaresciallo Josef Radetzky, si sono tenuti nel 1854 con la scelta del progetto esecutivo del maggiore (poi tenente colonnello) Conrad Petrasch, direttore della Genie-Direktion di Verona. La costruzione dell'arsenale si concluse nel 1861 secondo il progetto ridotto del 1859.
Storia
Contesto
Verona ha sempre rivestito un ruolo strategico in funzione della sua collocazione geografica, all'incrocio di numerose vie di comunicazione. In ragione di questa posizione si apprestava perfettamente a divenire la piazzaforte principale del Regno Lombardo-Veneto; divenne così punto cardine del cosiddetto "Quadrilatero", che venne impostato intorno al 1850: la città scaligera, ben protetta dalle vicini fortezze di Peschiera, Legnago e Mantova, assumeva il ruolo di "deposito militare" in quanto collegata direttamente all'Austria tramite la strada per il Brennero. All'interno delle cinta magistrale, di cui gli austriaci ricostruirono alla moderna le parti demolite dalle milizie napoleoniche, trovarono così posto diversi complessi militari, di fondamentale importanza soprattutto in caso di guerra, quando Verona si sarebbe trasformata in un punto di supporto per le operazioni belliche di un esercito composto da circa 100 000 soldati: oltre all'arsenale, furono realizzati imponenti edifici come l'ospedale militare d'armata, la provianda di Santa Marta e le grandi caserme di castel San Pietro e del Campone..Notiziario della Banca Popolare di Verona, Verona, 1996, n. 1.
La progettazione, direzione dei lavori e gestione di tali opere venne seguita dal k.k. Genie-Direktion Verona, ovvero dall'ufficio veronese per le fortificazioni del Genio Militare, che faceva naturalmente capo a Vienna, anche se fu il feldmaresciallo austriaco Josef Radetzky ad avviare questo processo di trasformazione della città in principale piazza di manovra e deposito dell'armata del Regno Lombardo-Veneto, coadiuvato da Franz von Scholl.
Progetto e costruzione Tra i vari stabilimenti militari realizzati tra gli anni cinquanta e sessanta dell'Ottocento, si inserisce quindi l'arsenale d'artiglieria, intitolato all'imperatore Francesco Giuseppe I. Questo venne realizzato tra il 1854 e il 1861 nella cosiddetta "Campagnola", una vasta area pianeggiante racchiusa nel meandro del fiume Adige, all'esterno della città storica e di fronte all'antica fortezza di Castelvecchio. Esso venne quindi destinato a ospitare la Direzione d'Artiglieria (i cui servizi tecnici erano presenti in città dal 1849) e a svolgere il ruolo di supporto logistico per le numerose piazzeforti militari del Regno Lombardo-Veneto.
La scelta dell'area su cui edificare questo importante complesso ricadde sulla Campagnola in quanto questa era difficilmente accessibile in caso di insurrezione della città, ma anche perché si trovava in posizione strategica rispetto alle vie di comunicazioni stradali e ferroviarie con l'Austria (era infatti collegata direttamente con la strada per l'Austria e non distante dallo scalo ferroviario di Parona, posto lungo la ferrovia del Brennero) e in quanto ben difesa sia dal fiume Adige che da alcune fortificazioni militari (in particolare dai forti collinari, dal bastione di Spagna e dalle fortificazioni di porta San Giorgio).
Gli uffici del Genio Militare, diretti dal tenente colonnello Conrad Petrasch, produssero un primo progetto dell'arsenale nel 1854, prendendo probabilmente come riferimento l'arsenale di Vienna, costruito tra il 1848 e il 1859 e quindi di poco precedente quello veronese. Il progetto rispecchiava la tipica struttura dell'arsenale di artiglieria ottocentesco, organizzato in più corpi di fabbrica disposti simmetricamente in corti funzionali, secondo la logica sequenza delle operazioni di costruzione, manutenzione, deposito e custodia delle armi pesanti e leggere. Il progetto originario prevedeva un complesso dalle dimensioni imponenti, disposto su una superficie di 11-13 ettari su cui sarebbero dovuti insistere 16 corpi di fabbrica, con un muro che avrebbe suddiviso il complesso in due settori di analoghe dimensioni: il settore sud, verso la città, sarebbe stato destinato all'artiglieria in uso nella piazzaforte, mentre quello nord all'artiglieria di campagna (o da guerra).
Questo ampio progetto subì un taglio nel 1859 a causa dell'attribuzione ai relativi reggimenti della manutenzione e custodia dell'artiglieria da campagna; venne così portata avanti la progettazione della sola parte meridionale, anche se decurtata delle due ali residenziali a lato del cosiddetto "padiglione del Comando", mentre la sezione più a nord, con i cinque grandi edifici in cui sarebbero stati collocati i magazzini dei carriaggi, degli affusti, dei finimenti e dei legnami da carpenteria, venne momentaneamente accantonata..
Venne così realizzato il progetto del 1859, completato già nel 1861: vennero edificati i tre grandi isolati a corte, così realizzati per separare gli spazi destinati ai laboratori dai magazzini e dalle scuderie, mentre sul fronte meridionale, come anticipato, venne realizzato il solo padiglione del Comando, in quanto gli ufficiali austriaci che avrebbero dovuto essere ospitati nei due edifici posti ai lati del padiglione principale, trovarono invece posto a Castelvecchio, in quel periodo utilizzato come caserma; venne inoltre ridimensionato lo stesso padiglione del Comando, mentre gli edifici delle scuderie vennero realizzati di dimensioni maggiori rispetto a quelle preventivate. Rispetto al progetto del 1854 venne inoltre aggiunto un lungo muro di cinta di 392 × 176 metri, con torri di guardia ai quattro angoli, al posto dei semplici muri perimetrali di collegamento tra i vari edifici, in modo da isolare meglio il complesso. Nella sua conformazione definitiva, quindi, l'arsenale constava di nove corpi di fabbrica.
La destinazione d'uso degli spazi fu la seguente: nel padiglione del Comando, posto al centro del fronte sud, trovavano spazio gli uffici e le sale dei trofei e delle armi; nella corte centrale furono concentrati i laboratori di fabbri, carradori, carpentieri e sellai, tranne nell'edificio meridionale in cui furono invece situati gli uffici dei disegnatori, degli amministrativi e l'archivio dei modelli; nelle corti laterali, invece, si collocarono magazzini e scuderie (queste ultime negli edifici posti a sud).
Il laboratorio pirotecnico venne invece collocato all’interno di Castelvecchio, facilmente accessibile tramite il ponte scaligero. Proprio in asse con questo venne così inserito l’ingresso principale dell’arsenale, che nella sua configurazione definitiva si estende su circa 6,9 ettari, di cui circa 2 coperti dagli edifici. Altri due ingressi si aprivano ai lati del Padiglione del Comando, mentre una terza via d'accesso era sul retro, verso la Campagnola.
Il ruolo principale dell'arsenale fu quindi quello della manutenzione e deposito delle armi leggere e di artiglieria, in particolar modo i pezzi da fortezza; inoltre, venivano costruiti affusti, accessori per i vari pezzi, finimenti e attrezzi da campagna. Nella stessa area della Campagnola, inoltre, tra il 1849 e il 1856 venne progettato lo stabilimento della Scuola militare del nuoto, realizzato nel 1864, a tre anni dalla conclusione dei lavori di costruzione dell'arsenale. L'impianto era piuttosto semplice e prevedeva una vasca quadrata circondata da una bassa recinzione, sul cui lato sud-est si addossavano gli spogliatoi e si trovava l'ingresso principale allo stabilimento.
Trasformazioni successive
Tra il 1923 e il 1935, in una fase di trasformazione della Campagnola in un nuovo quartiere abitativo, il complesso subì le prime trasformazioni; in particolare nel 1935 vennero demolite le strutture dello stabilimento della Scuola militare del nuoto, di cui è sopravvissuta solamente la grande vasca, ridimensionata e inserita all'interno di un nuovo parco pubblico che ancora oggi caratterizza questa parte della città. Intorno agli stessi anni furono edificati alcuni edifici all'interno dell'arsenale, tra cui due edifici in stile Rundbogen costruiti sul lato settentrionale delle due corti laterali e alcuni capannoni all'interno delle stesse. Altri capannoni furono più tardi costruiti anche a sud delle medesime corti.
Il complesso fu gravemente danneggiato dai bombardamenti aerei alleati della seconda guerra mondiale: il padiglione del Comando fu colpito nel corpo centrale e nell'ala orientale, pertanto le strutture originarie furono poi sostituite da strutture orizzontali e verticali di calcestruzzo armato e laterocemento; l'edificio meridionale della corte centrale è stato danneggiato nella parte sommitale, che è stata ricostruita parzialmente trasformata; nella corte orientale il magazzino a due piani, colpito dai medesimi bombardamenti aerei, è stato distrutto per tre quarti della pianta e lasciato per anni allo stato di rudere.
La conseguenza fu che nel dopoguerra l'arsenale, pesantemente danneggiato e situato di fronte ad un ponte demolito, perse di valore tanto da finire tra i beni cedibili del demanio, mentre il piano regolatore cittadino prevedeva la sua completa demolizione per far posto ad un parco pubblico e a circa 1,4 ettari di lotti edificabili.. Questo scarso interesse per il complesso finì per provocare, nel corso del tempo, dei veri e propri danni materiali allo stesso: negli anni cinquanta, definito il tracciato di viale della Repubblica nel piano urbanistico di Borgo Trento, fu demolito l'intero angolo nord-orientale del muro di recinzione dell'arsenale, con la torre di guardia; assieme a essi fu demolito inoltre la testata dell'edificio a due piani in origine adibito a magazzino; negli anni sessanta furono infine demolite altre due delle quattro torri di guardia, lungo il lato occidentale.
Col passare degli anni l'esercito si prodigò nel riparare i danni negli edifici in uso, mentre la volontà di vendere il complesso venne meno tanto che nella variante al piano regolatore del 1975 l'area continuava sì a essere destinata a parco pubblico, ma senza la previsione di demolizione degli edifici, che venivano invece mantenuti; venne inoltre prevista la realizzazione futura di una parrocchia all'interno dello stabilimento, individuando così un'ulteriore funzione di valenza pubblica. Negli anni ottanta, quindi, il fabbricato a due piani della corte orientale, in parte distrutto dai bombardamenti e in parte demolito per far posto al viale della Repubblica, fu ceduto alla Curia e restaurato su progetto dell'architetto veronese Libero Cecchini, per dare spazio alla chiesa di San Francesco d'Assisi..
Recupero dello stabilimento
L'arsenale, utilizzato prima dal Regio Esercito e poi dall'Esercito Italiano, venne acquisito dal Comune di Verona il 15 giugno 1995, anche se la consegna definitiva avvenne solo il 19 maggio 2009.. Fino al momento della cessione il complesso si trovava in discrete condizioni di manutenzione, ma dal momento dell'abbandono da parte dei militari è caduto in uno stato di sottoutilizzazione e degrado: solo il padiglione del Comando ha ospitato mostre periodiche, mentre un edificio della corte occidentale è stato assegnato per un certo numero di anni ai Vigili Urbani e i capannoni della parte orientale sono stati utilizzati come parcheggio.